{"id":73719,"date":"2022-08-01T09:30:44","date_gmt":"2022-08-01T07:30:44","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73719"},"modified":"2022-07-31T06:45:04","modified_gmt":"2022-07-31T04:45:04","slug":"radio-muqdisho-parla-di-nuovo-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73719","title":{"rendered":"Radio Muqdisho parla (di nuovo) italiano"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di THE SUBMARINE (Sofia Dal Basso)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-73720\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Radio-Muqdisho-300x158.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"158\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Radio-Muqdisho-300x158.png 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Radio-Muqdisho-1024x538.png 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Radio-Muqdisho-768x403.png 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Radio-Muqdisho.png 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>L\u2019Italia ha intensificato gli investimenti in Somalia negli ultimi anni, con fondi diretti a servizi di sicurezza, iniziative commerciali e aiuti umanitari. Tra questi c\u2019\u00e8 Radio Muqdisho: un\u2019iniziativa culturale che segna il ritorno di un colonialismo strategico che vuole la Somalia un paese stabile per i fini occidentali<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cAmici ascoltatori, buon pomeriggio\u201d: \u00e8 strano sentire questa frase all\u2019inizio di un programma radiofonico su Radio Muqdisho, la stazione radio del governo somalo. Ogni giorno, alle 14:30 ora locale, gli ascoltatori somali vengono informati degli eventi internazionali in un italiano formale, ma un po\u2019 esitante, animato da un marcato accento somalo. Dopo aver dimenticato la sua lingua coloniale per oltre 30 anni, il 1 gennaio 2022 Radio Muqdisho ha iniziato di nuovo a parlare italiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dando un\u2019occhiata al territorio somalo, diviso tra diversi clan, ancora segnato dai retaggi della guerra civile e minacciato dalla presenza di Al-Shabaab, non si pu\u00f2 non interrogarsi sui motivi della fragilit\u00e0 del paese. Inoltre, c\u2019\u00e8 qualcosa di stridente nel sentire una radio somala parlare in italiano: perch\u00e9 l\u2019Italia, insieme a molti altri paesi occidentali, investe in questa realt\u00e0 confusa, che vive su un terreno arido?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Da radio coloniale a radio indipendente<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In quanto emittente ufficiale dello stato somalo, la storia di Radio Muqdisho scorre parallela a quella della Somalia. Fondata nel 1951, quando il Somaliland italiano era appena diventato un territorio fiduciario delle Nazioni unite, inizia a trasmettere programmi in italiano e in somalo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In seguito alla fusione con la Somalia inglese, e la risultante indipendenza della regione nel 1960, la radio \u2014 dopo le guerre in Kenya e in Etiopia\u2014 si concentra su canzoni e poesie di stampo nazionalista. Quando il socialismo di Barre prende piede nel 1969, la voce di Radio Muqdisho si sposta sul tono rivoluzionario ed anticolonialista; e mentre l\u2019uso dell\u2019italiano inizia a decrescere nel paese, il somalo diventa la lingua principale sui programmi radiofonici, fino a diventare la lingua nazionale nel 1972. Dopo due decenni di grande successo, durante i quali vengono usati anche arabo, amarico, oromo e swahili, la radio chiude nel 1991, alla fine della dittatura di Barre e all\u2019inizio della Guerra Civile tra i diversi clan. Nel 2000, viene formato un governo federale di transizione, ed \u00e8 sua l\u2019iniziativa di riaprire la Radio, che riprende a trasmettere in somalo, arabo \u2014 le lingue ufficiali del paese \u2014 e in inglese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019italiano, insieme al passato coloniale al quale \u00e8 legato, sembra venire dimenticato durante i decenni turbolenti vissuti dal paese dopo la sua indipendenza. Nonostante ci\u00f2, l\u2019Italia ha sempre tentato di mantenere la Somalia sotto la sua influenza; negli ultimi anni, ha intensificato gli aiuti finanziari, ad esempio donando, nel 2021, oltre due milioni di dollari al PSDP somalo (Productive Sector Development Programme) \u2014con l\u2019obiettivo di ristabilire la sua presenza culturale, finanziando corsi di italiano all\u2019Universit\u00e0 Nazionale Somala (fondata nel 1954 sotto il protettorato di Roma) e rendendo possibile il ritorno dell\u2019italiano su Radio Muqdisho.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Ora radio governativa<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Indipendentemente dalla difficile situazione politica, Radio Muqdisho \u00e8 ora in mano al governo del presidente Hassan Sheikh Mohamud, eletto nel maggio 2022. L\u2019obiettivo del governo somalo \u00e8 di riunificare i diversi clan che si scontrano ancora nel paese, per creare uno stato federale su modello occidentale, che possa cominciare a svilupparsi per ottenere la pace e l\u2019indipendenza economica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Di fatto, dopo l\u2019indipendenza del 1960, il paese \u00e8 stato tormentato da un alternarsi di dittature ed instabilit\u00e0 politica, e si affida ancora per la maggior parte ad aiuti esterni. \u00c8, in sintesi, uno \u201cstato fallito\u201d, guidato da un governo estremamente fragile, teatro di una guerra combattuta tra i suoi stessi abitanti ed alcuni gruppi terroristici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il concetto di \u201cstato fallito\u201d non \u00e8 raro sul continente africano, e un importante fattore di instabilit\u00e0 \u00e8 dovuto alla divisione stessa degli stati. Nel 1884, la Conferenza di Berlino divise l\u2019Africa in \u201cstati\u201d territoriali, che non coincidevano con la diversit\u00e0 socio-culturale del continente \u2014dove l\u2019idea europea di stato-nazione non poteva avere un grande significato\u2014 ma solo con gli interessi dei colonizzatori. Cos\u00ec, gli ancora porosi confini della Somalia vennero tracciati dalle dominazioni egiziana, francese, inglese, ed infine italiana. Come la maggior parte degli stati africani, l\u2019anatomia politica somala venne disegnata da estranei, che non si preoccuparono troppo della realt\u00e0 politica locale; insieme alle etnie Dir e Tunni, quella Somala rappresenta la grande maggioranza dell\u2019attuale popolazione, che \u00e8 ancora divisa in vari clan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Durante la tentata unificazione socialista di Barre, che cerc\u00f2 di soffocare l\u2019originale struttura politica del paese, le tensioni tra i clan esplosero, portando alla guerra civile che continua da oltre 30 anni; in ogni caso, bisogna ricordare che l\u2019idea di unificare diversi gruppi etnici sotto un unico stato \u00e8 stata originariamente europea. Ad oggi, non si \u00e8 ancora riusciti a rendere la Somalia uno stato-nazione strutturalmente sicuro, culturalmente unificato, ed economicamente in via di sviluppo. La struttura federale \u00e8 stata imposta sulla regione: il popolo somalo si ritrova dunque a dover fare un compromesso che non \u00e8 suo dall\u2019inizio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Somalia: un porto sicuro nel caos del Corno d\u2019Africa<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019idea della Somalia come stato-nazione \u2018sviluppato\u2019 e unificato ha dunque avuto difficolt\u00e0 ad aderire al territorio somalo. Nonostante ci\u00f2, molti paesi occidentali continuano ad aiutare finanziariamente il governo somalo verso un\u2019unificazione politica che permetterebbe scambi commerciali, ed eventualmente l\u2019utilizzo delle risorse somale. Mantenere la propria autorit\u00e0 sulla regione vorrebbe dire mantenere \u2014e rafforzare\u2014 una relazione di dipendenza con uno Stato la cui forma \u00e8 originariamente europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nonostante la sua aridit\u00e0, il terreno somalo ha infatti una posizione strategica sul Corno d\u2019Africa, proprio in mezzo all\u2019Oceano Indiano e al Golfo di Aden. Dopo lo scoppio della Guerra del Tigray nel 2020, e il secondo colpo di stato militare in Sudan, evitare conflitti nella regione \u00e8 diventato molto molto importante per i paesi occidentali, che mirano anche a sradicare la presenza di Al Shabaab. La stabilit\u00e0 politica somala garantirebbe un accesso sicuro ai suoi porti, collocati in posizioni strategiche\u2014e, inoltre, ai suoi giacimenti petroliferi inesplorati, che ora riposano sotto un terreno sconvolto dalla guerra, reso inaccessibile dall\u2019assenza di infrastrutture e di uno Stato con cui stringere accordi commerciali.<\/p>\n<h5 style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 12pt\"><b>Cultura, colonizzazione e obiettivi strategici di Roma<\/b><\/span><\/h5>\n<p style=\"text-align: justify\">Agli aiuti finanziari, che sono aumentati da Roma nell\u2019ultimo anno, l\u2019Italia tenta di aggiungere una presenza culturale. L\u2019ex-colonizzatore spera di accompagnare la Somalia verso l\u2019unificazione, anche contribuendo alla formazione militare delle forze governative: stabilire un\u2019influenza culturale vorrebbe dire garantire una certa simpatia da parte della popolazione somala, e dunque la base per un\u2019alleanza con l\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli ascoltatori somali della radio nazionale sono pro-unificazione, e gli studenti dell\u2019universit\u00e0 formeranno la futura classe dirigente; l\u2019Italia nutre molti interessi nel mantenerli dalla sua parte. Sentire parlare in italiano su una radio somala non \u00e8 strano solo perch\u00e9 la lingua \u00e8 stata dimenticata nel paese; in Italia, il colonialismo \u00e8 sminuito (in effetti, appare piuttosto irrilevante in confronto alle conquiste francesi o spagnole), oppure dissimulato dietro alle parole \u2018italiani brava gente\u2019. Forse perch\u00e9 associato al fascismo, forse perch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 facile dimenticare che riparare, forse perch\u00e9 non ha avuto molto \u2018successo\u2019, il colonialismo italiano sembra esistere in uno spazio di tempo grigio, quasi inesistente. Nel programma di storia del liceo, il tema viene appena sfiorato, raramente si legge della Somalia sui giornali italiani. Nonostante ci\u00f2, l\u2019Italia sta riaffermando la sua presenza coloniale, con anzi pi\u00f9 intensit\u00e0 negli ultimi anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019obbiettivo dei paesi occidentali \u00e8 quindi di rendere la Somalia abbastanza forte da stringere accordi commerciali e politici, ma lasciando comunque che resti nella loro ombra, incapace di muoversi da sola, dipendente dai suoi ex-colonizzatori. Questa storia viene ripetuta nella maggior parte dei paesi africani, e non solo. L\u2019idea stessa di \u2018sviluppo\u2019 viene rimessa in questione, quando ci si rende conto che l\u2019ultimo stadio di un paese sviluppato indica uno stato-nazione occidentale \u2014 culturalmente unificato, guidato da determinate strutture legislative e politiche, economicamente stabile, con la sua propria posizione attiva nelle dinamiche globali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Eppure, il caso della Somalia \u00e8 esemplare per dimostrare che un cambiamento strutturale non \u00e8 raggiungibile solo attraverso tamponamenti finanziari ed assistenza umanitaria, e non render\u00e0 il paese capace di stare in piedi da solo; al contrario, attraverso questi aiuti la relazione di dipendenza non fa che rafforzarsi esponenzialmente, e il paese continuer\u00e0 nel futuro a rimanere nell\u2019orbita dei suoi colonizzatori. Da una prospettiva occidentale, la Somalia \u00e8 un paese \u2018sottosviluppato\u2019 o \u2018in via di sviluppo\u2019 e ha dunque bisogno di essere modernizzato, di venire sincronizzato allo specifico ritmo del capitalismo e della globalizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Colonizzando queste regioni del mondo, l\u2019Europa non ha solo creato relazioni di dipendenza con i paesi colonizzati, ma ha anche spesso causato notevoli danni strutturali, in quanto il quadro europeo ha spesso incontrato molte difficolt\u00e0 sul territorio. La stabilit\u00e0 politica in Somalia non \u00e8 ancora stata raggiunta; nell\u2019immaginare possibili soluzioni, la sua originale realt\u00e0 sociale sembra rimanere nascosta dietro alle ambizioni geo-politiche occidentali \u2014 che parlano in un italiano formale, ma un po\u2019esitante, animato da un marcato accento somalo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/thesubmarine.it\/2022\/07\/11\/radio-muqdisho-parla-di-nuovo-italiano\/\">https:\/\/thesubmarine.it\/2022\/07\/11\/radio-muqdisho-parla-di-nuovo-italiano\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di THE SUBMARINE (Sofia Dal Basso) L\u2019Italia ha intensificato gli investimenti in Somalia negli ultimi anni, con fondi diretti a servizi di sicurezza, iniziative commerciali e aiuti umanitari. 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