{"id":73737,"date":"2022-08-01T10:16:35","date_gmt":"2022-08-01T08:16:35","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73737"},"modified":"2022-08-01T10:16:35","modified_gmt":"2022-08-01T08:16:35","slug":"la-rivista-francese-la-decroissance-intervista-alfeo-castorini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73737","title":{"rendered":"La rivista francese &#8220;La d\u00e9croissance&#8221; intervista Alfeo Castorini"},"content":{"rendered":"<p><strong>Di Resistenze al nanomondo (redazione)<\/strong><\/p>\n<div class=\"entry-content\">\n<ul>\n<li><strong>In Europa, l\u2019Italia sembra essere il Paese pi\u00f9 avanzato nell\u2019avanzata del tecnototalitarismo di stampo cinese. Ad esempio, si segnala che una prima fase di credito sociale \u00e8 stata attuata dal Comune di Bologna. \u00c8 anche qui che le politiche sanitarie pro \u201cvaccino\u201d sono state le pi\u00f9 repressive. Il peggio \u00e8 stato raggiunto dallo Stato Vaticano a Roma. Come spieghi questo fenomeno nel tuo paese?<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>La situazione italiana \u00e8 \u00a0paradossale.<\/p>\n<p>Da un lato \u00e8 il paese che pi\u00f9 si \u00e8 lasciato permeare dalle politiche autoritarie di sorveglianza digitale nei due anni della cosiddetta \u201cemergenza sanitaria\u201d. Ancora oggi il personale sanitario (medici, infermieri e impiegati delle EPHAD) deve essere vaccinato per poter lavorare, pena la sospensione dal lavoro senza stipendio. Inoltre, almeno fino alla fine dell\u2019anno scolastico e i bambini dai sei anni in su saranno obbligati a portare la mascherina per tutta la loro permanenza a scuola. Sul fronte del credito sociale l\u2019Italia si sta prestando ad esperimenti dove tramite la sorveglianza digitale al cittadino \u00e8 attribuito un punteggio che vale come graduatoria per l\u2019accesso a premi e facilitazioni. A Bologna e a Venezia sono gi\u00e0 stati presentati dalle municipalit\u00e0 dei progetti in tal senso. A Fidenza, una citt\u00e0 non lontana da Bologna, \u00e8 stato introdotto un regolamento per gli inquilini titolari di alloggi pubblici che prevede una sorta di patente a punti, dove i cattivi comportamenti sono sanzionati con una detrazione di punti. In caso di azzeramento del punteggio scatta la sanzione dello sfratto per giusta causa. In questo caso non \u00e8 cos\u00ec chiaro il nesso con la sorveglianza digitale ma permangono aspetti per cos\u00ec dire \u201ctradizionali\u201d del credito sociale, come la contabilizzazione del buon comportamento dei cittadini e la riduzione di ci\u00f2 che fino a ieri era diritto del cittadino (e quindi dovere di tutela per lo stato) in una concessione che lo stato pu\u00f2 decidere di dare o togliere.<\/p>\n<p>Se \u00e8 vero che la maggioranza degli italiani ha accettato senza protestare le politiche dell\u2019emergenza \u00e8 altrettanto vero che la cultura del popolo italiano \u00e8 forse una delle pi\u00f9 resistenti al nuovo ordine mondiale. Siamo un popolo che ha conservato forti i legami personali, dove \u00e8 ancora normale riunire le famiglie attorno ad un tavolo le domeniche a pranzo, dove il senso comunitario \u00e8 pi\u00f9 duro a morire. Pi\u00f9 degli altri popoli esitiamo ad abbandonare il contante come mezzo di pagamento o ad abituarci ad acquistare i pasti nelle grandi piattaforme digitali. Purtroppo questo aspetto della nostra cultura non \u00e8 quasi mai vissuto con orgoglio ma piuttosto con un senso di colpa per essere \u201cindietro\u201d rispetto al progresso che avanza. E\u2019 da questo senso di colpa che si sviluppa una forte accettazione per la trasformazione digitale in corso.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Per resistere alla politica sanitaria, molti genitori italiani hanno creato scuole alternative. Non c\u2019\u00e8 il rischio di secessione della popolazione italiana di fronte all\u2019attuale politica perseguita dal governo?<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Il rischio di secessione di una parte della societ\u00e0 italiana esiste anche se ora pi\u00f9 che mai \u00e8 difficile fare previsioni.<\/p>\n<p>Le societ\u00e0 industriali si sono sempre distinte per il bisogno di uniformare le culture e le appartenenze: la scuola, gestita dallo stato e obbligatoria per tutti, \u00e8 da due secoli il principale motore di questa integrazione. Ora, per la prima volta, in Italia assistiamo ad un fenomeno piuttosto esteso di migliaia di famiglie che scelgono di organizzarsi autonomamente nell\u2019istruzione dei propri figli, formando scuole informali gestite da un\u2019assemblea di genitori (cosiddette scuole parentali o \u201chomeschooling\u201d). Una piccola frazione di obiettori radicali della societ\u00e0 industriale \u00e8 sempre esistita ma erano realt\u00e0 composte solamente da individui considerati socialmente come emarginati. Oggi invece sono famiglie considerate \u201cnormali\u201d, che conducono una vita per cos\u00ec dire borghese, a compiere una scelta di forte rottura con la societ\u00e0. Non \u00e8 chiaro a quali conseguenze porter\u00e0 questa secessione, quel che certo \u00e8 che si tratta di un fatto inedito. Molto dipender\u00e0 dalla durata nel tempo di questi progetti di scuola in comune e dalle capacit\u00e0 di autogestione delle famiglie.<\/p>\n<p>Quanto al giudizio sulle scuole parentali, mi pare sia un fenomeno da guardare con interesse e simpatia per due ordini di ragioni.<\/p>\n<p>La prima \u00e8 che nello stato attuale della societ\u00e0 italiana \u00e8 poco opportuno agire per un cambiamento dell\u2019intera societ\u00e0. Molto pi\u00f9 realistico difendere l\u2019esistenza di un \u201cresto\u201d che custodisca i vecchi saperi e ne sviluppi di nuovi per essere pronti a ricostruire sopra le macerie. Come dall\u2019esilio biblico a Babilonia il popolo d\u2019Israele si \u00e8 salvato grazie ad un suo resto rimasto devoto alla Legge cos\u00ec noi dovremmo sostenere un resto della societ\u00e0 industriale per garantire un futuro oltre la catastrofe in corso.<\/p>\n<p>Il secondo aspetto positivo \u00e8 che in questo modo si pu\u00f2 infrangere il tab\u00f9 dell\u2019autorit\u00e0 scolastica e \u00a0della centralizzazione statale dell\u2019educazione dei bambini. E\u2019 un tab\u00f9 finora riconosciuto e temuto quasi unanimemente, persino nell\u2019ecologia politica, essendo pochi i pensieri pubblicati di una critica radicale all\u2019istruzione di stato (un\u2019eccezione di rilievo \u00e8 rappresentato da <em>Deschooling Society<\/em> di Ivan Illich). \u00a0Se \u00e8 comune nell\u2019ecologia politica sostenere il decentramento della produzione potrebbe essere altrettanto lecito pensare ad un decentramento della cultura e delle forme di educazione dei pi\u00f9 piccoli. Se in tanti in Italia erano gi\u00e0 pronti (almeno a parole) a sfidare le leggi dell\u2019efficienza economica che centralizza la produzione ora se aggiungono altri pronti a sfidare il monopolio dell\u2019educazione proprio delle istituzioni della societ\u00e0 industriale. Una rivolta rischiosa che sar\u00e0 accompagnata da molti insuccessi e fallimenti, ma benvenuta.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>L\u2019Italia \u00e8 ancor pi\u00f9 della Francia posta sotto il dominio della tecnocrazia europea. Riusciranno gli italiani a riprendere il potere nel loro Paese? \u00c8 possibile una forza politica attorno alle idee di decrescita?<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Credo che l\u2019Italia, in confronto con la Francia e con gli altri paesi dell\u2019Europa occidentale, sia un paese politicamente molto debole e molto pi\u00f9 soggetto di altri ad essere diretta dall\u2019esterno. \u00c8 un processo in corso gi\u00e0 dagli anni ottanta e che tende ad aggravarsi con il peggioramento generale del contesto politico europeo. Gli ultimi dieci anni sono stati molto duri per noi e per il futuro tutto lascia intendere che la situazione peggiorer\u00e0.<\/p>\n<p>Al momento non ci sono segnali di un\u2019inversione di tendenza. La debolezza politica italiana produce una classe dirigente asservita agli interessi transnazionali, che a sua volta prende decisioni che indeboliscono ancora di pi\u00f9 l\u2019Italia. Esistono delle forze politiche di nuova costituzione che mirano a riportare le decisioni strategiche per gli italiani in Italia, ma si tratta di associazioni piccole e tra loro divise: non esiste ancora un\u2019opposizione organizzata in grado di modificare il corso degli avvenimenti.\u00a0 L\u2019ecologia politica e la decrescita non sono sviluppate come in Francia: \u00e8 difficile immaginare nel futuro prossimo una forza politica istituzionale fatta per partecipare alle elezioni, riunita attorno alle idee della decrescita.<\/p>\n<p>Molto spesso gli italiani vicini alle idee della decrescita hanno ritirato definitivamente la loro fiducia nel processo elettorale e nelle istituzioni statali che si legittimano a partire da esso. \u00c9 molto pi\u00f9 facile veder fiorire le idee della decrescita ai margini della societ\u00e0, nei progetti di autonomia scolastica e di vita in comune. Un certo numero di fallimenti in questi progetti sar\u00e0 inevitabile, ma se questi saranno accompagnati anche da un buon numero di successi, da queste esperienze potr\u00e0 nascere una soggettivit\u00e0 politica vera, diffusa, efficace, che si esprimer\u00e0 in forme nuove, probabilmente fuori dagli schemi elettorali di democrazia rappresentativa oggi presenti.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Stai lavorando a una traduzione del capolavoro letterario di Bernard Charbonneau Je fus. Hai anche partecipato alla traduzione e alla distribuzione di altri autori francesi antiproduttivi come Jacques Ellul. L\u2019Italia non ha generato tanti autori tecnocritici quanto la Francia?<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Effettivamente in Italia non si sono sviluppate tradizioni culturali autoctone sulle quali poter fondare una critica come quella sviluppata nella vostra rivista. Oggi possiamo trovare numerosi autori italiani impegnati sulla critica del produttivismo tra tutti Maurizio Pallante, e delle tecnoscienze, in particolare il collettivo Resistenze al Nanomondo, anch\u2019esso presente nella vostra rivista numero.<\/p>\n<p>Fuori dall\u2019attualit\u00e0 contemporanea in Italia solo Pier Paolo Pasolini e in campo artistico Giorgio Gaber\u00a0 sono stati\u00a0 autori di larga diffusione capaci con le loro opere di ispirare le generazioni future. Credo che una ragione si possa trovare nelle vicende storiche italiane. Rispetto alla Francia e ad altri stati europei l\u2019Italia \u00e8 un paese molto giovane, che ha avuto uno sviluppo industriale pieno solo a partire dal secondo dopoguerra. Lo sforzo intellettuale italiano nell\u2019era contemporanea \u00e8 stato di coniugare i nuovi valori espressi dall\u2019industria con quelli ereditati dal cattolicesimo romano e dalla cultura tradizionale in genere.\u00a0 Durante \u201cI trenta gloriosi\u201d, quelli dove \u00e8 stata scritta la maggior parte dell\u2019opera di Ellul e Charbonneau la cultura italiana ha avuto scarso interesse sia per la cultura liberale classica, di stampo anglosassone, che stava forgiando le societ\u00e0 occidentali a propria immagine e somiglianza , sia a maggior ragione per la loro critica radicale.<\/p>\n<p>Nel 2022, dopo due anni di gestione tecnocratica dell\u2019emergenza sanitaria e con un presidente del governo espressione esplicita delle elite finanziarie mondiali il tema della critica al produttivismo e alle tecno scienze si sta affermando con forza, avendo il potere tolto la maschera. Senza punti di riferimento culturali solidi \u00e8 inevitabile scadere nel complottismo, rendendo gioco facile al potere di screditare ogni critica radicale dell\u2019esistente, bollandola come ingenua e infantile. Il progetto di diffusione di Ellul e Charbonneau in Italia si inserisce in questo contesto, per dare spessore critico alla rivolta in corso.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Un altro fenomeno ecologico che colpisce particolarmente l\u2019Italia \u00e8 la formazione di \u201ccupole di calore\u201d sempre pi\u00f9 forti legate al riscaldamento globale. Come reagiscono gli italiani a questo altro disastro?<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Gli italiani reagiscono al calore estivo \u2026 con l\u2019aria condizionata! E l\u2019effetto psicologico pi\u00f9 negativo \u00e8 che le persone passano l\u2019estate rinchiudendosi in ambienti climatizzati dove gli spazi aperti diventano un luogo ostile, da evitare. Una situazione che pur nella sua ordinariet\u00e0 ricorda i confinamenti della primavera e inverno 2020.<\/p>\n<p>Di recente hanno fatto scalpore le parole del presidente del governo Mario Draghi pronunciate il 6 aprile scorso. Rispondendo direttamente ad un giornalista che chiedeva se il governo italiano era veramente intenzionato a disporre un embargo al gas russo ha chiesto: \u201clei preferisce la pace o il condizionatore acceso d\u2019estate?\u201d.\u00a0 La sobriet\u00e0 nei consumi energetici \u00e8 ora invocata dalle elite tecnocratiche in nome della guerra. Una beffa per noi sostenitori italiani della decrescita non facile da digerire.<\/p>\n<p>Nella pianura del nord Italia dove vivo anche le persone pi\u00f9 lontane dagli ambienti dell\u2019ecologia riconoscono che il clima estivo \u00e8 cambiato. Non solo\u00a0 <strong>d\u00f4mes de chaleurs<\/strong>, ma anche temporali di tipo tropicale, con pioggia e vento di intensit\u00e0 mai vista in queste zone. Che le causa di queste variazioni sia attribuibile alle attivit\u00e0 produttive dell\u2019uomo \u00e8 una constatazione di molti. Tuttavia non \u00e8 ancora una ragione sufficiente per mettere in discussione l\u2019assetto della societ\u00e0. Pare che la maggioranza delle persone, essendo diseducate alla libert\u00e0, attendano con impazienza una catastrofe per poter sentirsi autorizzate a cambiare idea: ma la decrescita dettata dalla necessit\u00e0 non ha nulla che a fare con la decrescita libertaria ispirata da Ellul e Charbonneau. Nulla tranne il nome.<\/p>\n<p>Intervista da La D\u00e9croissance ad Alfeo Castorini<br \/>\npubblicata sul numero della rivista 190, giugno 2022<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.ladecroissance.net\/\">http:\/\/www.ladecroissance.net\/<\/a><\/p>\n<\/div>\n<p>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.resistenzealnanomondo.org\/category\/italia-mondo\/\">https:\/\/www.resistenzealnanomondo.org\/category\/italia-mondo\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Resistenze al nanomondo (redazione) In Europa, l\u2019Italia sembra essere il Paese pi\u00f9 avanzato nell\u2019avanzata del tecnototalitarismo di stampo cinese. Ad esempio, si segnala che una prima fase di credito sociale \u00e8 stata attuata dal Comune di Bologna. \u00c8 anche qui che le politiche sanitarie pro \u201cvaccino\u201d sono state le pi\u00f9 repressive. Il peggio \u00e8 stato raggiunto dallo Stato Vaticano a Roma. Come spieghi questo fenomeno nel tuo paese? La situazione italiana \u00e8 \u00a0paradossale. 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