{"id":73744,"date":"2022-08-02T10:46:46","date_gmt":"2022-08-02T08:46:46","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73744"},"modified":"2022-08-01T10:48:56","modified_gmt":"2022-08-01T08:48:56","slug":"marine-le-pen-le-legislative-e-la-questione-sociale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73744","title":{"rendered":"Marine Le Pen, le legislative e la questione sociale"},"content":{"rendered":"<p><strong>di La Fionda (Alfonso Moura)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Emmanuel Macron ha perso la maggioranza assoluta che era riuscito a guadagnare nel 2017. M\u00e9lenchon vince parzialmente la sua scommessa con la NUPES (Nuova Unione Popolare, Ecologica e Sociale), riunendo forze distinte sotto lo stesso simbolo. Ma va meglio a Marine Le Pen, o meglio, al suo partito \u2013 oggi<em> Rassemblement National<\/em> \u2013 ieri<em> Front National<\/em>. Vediamo perch\u00e9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Francia \u00e8 il Paese pi\u00f9 importante dell\u2019Unione Europea.<a id=\"_ftnref1\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/07\/26\/marine-le-pen-le-legislative-e-la-questione-sociale\/#_ftn1\">[1]<\/a> Pensiero scomodo in Italia, inaccettabile in Germania. Se in Italia si dice spesso che l\u2019Unione \u00e8 comandata da Parigi e da Berlino, in Francia i dissidenti francesi dicono che l\u2019Unione \u00e8 troppo germanica e non abbastanza gallica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019importanza della Francia ha subito un ridimensionamento dopo la crisi del 2008, crisi da cui non siamo mai usciti. E il peggioramento delle condizioni di vita nei Paesi latini \u2013 Portogallo, Spagna, Italia e Francia \u2013 prosegue. Ma la Francia \u00e8 anche l\u2019unico paese in grado di interagire in maniera meno subalterna con gli Stati Uniti, capace quindi di una politica estera autonoma. Dopo gli insuccessi di Nicolas Sarkozy prima e di Fran\u00e7ois Hollande poi, la situazione a livello di fiducia nel sistema politico istituzionale era diventata pericolosissima. C\u2019era bisogno di trovare qualcuno che potesse andare oltre la dicotomia destra\/sinistra, veramente insufficiente per neutralizzare le forze del cambiamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per rispondere a questa sfida il liberalismo ha scelto Emmanuel Macron, che era stato ministro dell\u2019economia di Hollande. Il suo percorso nella finanza internazionale ha dissolto lo scetticismo di quelli che avevano paura di un uomo troppo libero e troppo imprevedibile. Macron \u00e8 stato (forse lo \u00e8 ancora) l\u2019incarnazione del gattopardismo. Tutto doveva cambiare affinch\u00e9 tutto potesse rimanere come sempre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La destra di Sarkozy aveva tradito le attese, con particolare riferimento alla questione migratoria che non era stata trattata nella maniera auspicata dai suoi elettori. La sinistra di Hollande pure aveva deluso e non aveva minimamente scalfito il blocco di potere economico-finanziario che rimane ancora oggi inamovibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel primo turno delle elezioni presidenziali del 2017 si davano quattro grandi raggruppamenti: Macron primo con il 24%, Le Pen seconda con il 21%, Fillon al 20% e M\u00e9lenchon al 19%. Cosa accade nel 2022? Questi quattro blocchi si riducono a tre: Macron con quasi il 28%, Le Pen con il 23% e M\u00e9lenchon con quasi il 22%. Da due centrismi \u2013 Macron e Fillon \u2013 e due radicalismi \u2013 M\u00e9lenchon e Le Pen \u2013 siamo giunti a un centrismo e due radicalismi. Fillon non era pi\u00f9 in lizza. I suoi elettori del 2017 hanno votato per P\u00e9cresse (che non \u00e8 riuscito ad avere neanche il 5%), per Macron, per Le Pen e per Zemmour. Dopo aver ucciso il socialismo, o averlo corrotto, pensiamo al<em> tournant de la rigueur <\/em>di Mitterrand nel \u201883, arriva Macron a fare il boia del centro-destra francese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In quel frangente emerge la nuova linea di frattura: quelli che vedono nell\u2019Unione Europea il futuro e quelli che lo vedono nel recupero delle prerogative nazionali. Se gli interessi della Germania coincidono con quelli del progetto europeo, la Francia ragiona ancora, nonostante tutto, nei termini di un interesse nazionale mai veramente dismesso, soprattutto per quanto riguarda la politica estera. La Francia, insomma, ha un potenziale rivoluzionario che altri paesi non hanno e che non esiste in Germania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dopo gli eccessi del secolo scorso il potere costituente (<em>pouvoir constituant<\/em>) del popolo tedesco \u00e8 stato chiaramente incatenato. La Germania riesce a gestire i suoi problemi interni perch\u00e9 ha una moneta adatta alla sua realt\u00e0 economica, cosa che non accade n\u00e9 in Italia n\u00e9 in Francia. C\u2019\u00e8 povert\u00e0 in Germania? Certo, e c\u2019\u00e8 anche esclusione e pauperizzazione. Ma la sua natura federale e il suo robusto sistema partitico riescono a creare una stabilizzazione impensabile altrove. D\u2019altra parte la Merkel \u00e8 stata cancelliera dal 2005 al 2021!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Diversamente dai tedeschi, i francesi hanno avuto in Charles de Gaulle l\u2019uomo della stabilizzazione, colui che ha annoverato la Francia tra i vincitori della guerra. La sua particolare vicenda, quella di un cattolico che ha accostato la Croce di Lorena alla bandiera repubblicana, ha un forte valore evocativo. Sullo sfondo si staglia il potenziale patriottico\/rivoluzionario della Francia. La rivoluzione se \u00e8 una categoria spesso sospetta in Germania, lo \u00e8 meno in Francia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Charles de Gaulle fu un degno erede di Jean Bodin<a id=\"_ftnref2\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/07\/26\/marine-le-pen-le-legislative-e-la-questione-sociale\/#_ftn2\">[2]<\/a> il quale cap\u00ec che la Francia, tutta la Francia, doveva dimostrare di essere capace di ricompattarsi contro gli invasori, gli occupanti e i sovversivi: a suo tempo gli spagnoli, la Liga Cattolica comandata dal Duca di Guisa e gli Ugonotti; nel secolo scorso i tedeschi e i liberali; dopo, gli americani e gli europeisti (anche questi liberali). L\u2019idea della Francia, quasi intesa nei termini di una forza di riconciliazione e superamento hegeliano dei diversi gruppi antagonisti, contiene ancora oggi una forza carica contestativa verso lo status quo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Italia ha una specificit\u00e0, fa fatica a pensarsi collettivamente. La Prussia ha avuto la forza, la genialit\u00e0 e la giusta dose di realismo per unificare la Germania. Il Piemonte non \u00e8 mai riuscito a fare la stessa cosa nel Belpaese. Questo problema, che ha origine nei tempi del Risorgimento, sussiste. Ha varie manifestazioni, la pi\u00f9 conosciuta \u00e8 il divario tra Nord e Sud. Ma questa debolezza potrebbe essere il propellente necessario per riscattare l\u2019Italia dal suo lungo servaggio. Il governo giallo-verde, pur fra mille contraddizioni, fu una speranza per tanti, in tutta l\u2019Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Speranza delusa dal voltafaccia del Movimento 5 Stelle che, ricordando Clodoveo, ha adorato quello che aveva bruciato e ha bruciato quello che aveva adorato (dalla Lega al PD). Alla fine l\u2019Italia \u00e8 retrocessa allo status di governo tecnico, con Draghi ricordava Monti. Questo sarebbe impossibile in Francia dove il popolo non accetterebbe mai un governo tecnico cos\u00ec sfacciato, motivo per cui \u00e8 stato necessario andare oltre la dicotomia destra\/sinistra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il rischio di non basare pi\u00f9 la politica sull\u2019opposizione tra la destra e la sinistra \u00e8 ben conosciuto. Tuttavia, in Francia non si potr\u00e0 mai tornare indietro, la posta in gioco \u00e8 troppo alta. Gli 89 deputati del partito lepenista sono la prima sconfitta chiara della strategia dell\u2019<em>Establishment<\/em>: il<em> Rassemblement National<\/em> aumenta fantasticamente i suoi seggi, da 8 a 89. Anche la<em> France Insoumise<\/em> li ha aumentati, da 17 a 75. La NUPES ha permesso a Jean-Luc M\u00e9lenchon di presentarsi davanti a Le Pen, ma in realt\u00e0 \u00e8 indietro. Aggiungiamo che gli indomiti (<em>insoumis<\/em> in francese) non hanno mai dovuto affrontare il cordone sanitario che \u00e8 stato eretto contro i frontisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La strategia di Le Pen ha dimostrato la sua efficacia. Sotto l\u2019influenza di Florian Philippot il partito ha cominciato a lavorare pi\u00f9 sulla questione sociale e ha ridimensionato la sua retorica identitaria. Philippot abbandon\u00f2 il partito nel 2017 dopo le tesi riguardanti l\u2019Unione Europea, da quel momento in poi l\u2019uscita dall\u2019euro non era pi\u00f9 un obiettivo primario. Al contempo la sinistra ha cominciato a sostituire la questione sociale con i diritti delle minoranze, lasciando nei fatti i lavoratori e i piccoli imprenditori senza i suoi riferimenti politici tradizionali. Il successo fra i ceti popolari del \u201cRaggruppamento Nazionale\u201d si deve, parzialmente, anche all\u2019utilizzo di una certa retorica comunista del secolo scorso (basti pensare ai riferimenti di Le Pen al <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=zAhonqXr56s\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">discorso di George Marchais<\/a> contro l\u2019immigrazione sregolata).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel suo <em>journal de bord n\u00ba 667<\/em> Jean-Marie Le Pen celebrava la vittoria del suo partito e la cifra storica di 89 deputati. Per il padre di Marine Le Pen l\u201989 non \u00e8 aleatorio, \u00e8 simbolico. Un riferimento alla rivoluzione del 1789. La rivoluzione rimane un orizzonte insorpassabile. La questione oggi \u00e8 sapere che tipo di rivoluzione ci sar\u00e0, non se ci sar\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La possibile convergenza tattica fra <em>Francia Indomita <\/em>e <em>Raggruppamento Nazionale <\/em>in chiave contestatrice dell\u2019ordine neoliberale c\u2019\u00e8 stata in occasione del voto comune contro la misure introdotte durante la crisi pandemica: a questi si sono aggiunti dal centrodestra i repubblicani. In nome dei diritti di libert\u00e0 individuale e della critica all\u2019emergenzialismo le due forze antisistema hanno bloccato la reintroduzione dell\u2019obbligatoriet\u00e0 del <em>passe sanitaire <\/em>(una sorta di <em>Green Pass<\/em> francese) alle frontiere. I due partiti hanno anche criticato vivamente l\u2019obbligo vaccinale, difendendo la libert\u00e0 di scelta di ciascun individuo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Eric Coquerel, via twitter, ha scritto: \u00abrendendo il vaccino obbligatorio per il personale medico e poi per il Paese sotto una forma di generalizzazione progressiva del <em>passe sanitaire<\/em>, Macron disegna una societ\u00e0 di controllo e di discriminazione generalizzata\u00bb.<a id=\"_ftnref3\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/07\/26\/marine-le-pen-le-legislative-e-la-questione-sociale\/#_ftn3\">[3]<\/a> Marine Le Pen, sempre via twitter, non riesce a capire la decisione di lasciare gli operatori sanitari non vaccinati senza lavoro dopo il 15 settembre: \u201cLoro [gli operatori sanitari] sono adesso colpevolizzati, minacciati di non ricevere pi\u00f9 lo stipendio, con una brutalit\u00e0 indecente. Che ingratitudine!\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il parlamento francese non \u00e8 pi\u00f9 controllato da Macron e alleanze inedite \u2013 anche se solamente occasionali \u2013 bloccano il progetto macronista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019<em>Ancien R\u00e9gime <\/em>vede in Macron il suo ultimo bastione, ma queste legislative hanno dimostrato che le cose si complicano; il presidente francese non avr\u00e0 pi\u00f9 una maggioranza assoluta come nello scorso quinquennato. Dovr\u00e0 quindi trovare un accordo con ci\u00f2 che sopravvive del centro-destra o del centro-sinistra, oppure governare in minoranza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La storia ci ha dimostrato che i grandi eventi francesi si sentono aldil\u00e0 della Francia, dalla vittoria di Carlo Martello alle vittorie di Napoleone. Questa volta non sar\u00e0 diverso.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn1\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/07\/26\/marine-le-pen-le-legislative-e-la-questione-sociale\/#_ftnref1\">[1]<\/a> La Francia \u00e8 membro permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazione Unite, ha arme atomiche proprie e segue svolgendo un ruolo importante nel suo antico impero coloniale, principalmente in Africa. Possiamo aggiungere che \u00e8 una unit\u00e0 statale che esiste gi\u00e0 alla fine del cinquecento, coronata dopo il massacro di San Bartolomeo con i <em>sei libri della Repubblica <\/em>di Jean Bodin.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn2\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/07\/26\/marine-le-pen-le-legislative-e-la-questione-sociale\/#_ftnref2\">[2]<\/a> Per quelli interessati ad andare oltre, consigliamo il libro di R. KOSELLECK, <em>Futuro Passato<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn3\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/07\/26\/marine-le-pen-le-legislative-e-la-questione-sociale\/#_ftnref3\">[3]<\/a> La riflessione di Coquerel ricorda l\u2019intervento di Giorgio Agamben al Senato italiano (7 ottobre 2021) sulla questione del controllo. Consultabile al sito quodlibet.it.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/07\/26\/marine-le-pen-le-legislative-e-la-questione-sociale\/\"><strong>Fonte: https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/07\/26\/marine-le-pen-le-legislative-e-la-questione-sociale\/<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di La Fionda (Alfonso Moura) Emmanuel Macron ha perso la maggioranza assoluta che era riuscito a guadagnare nel 2017. M\u00e9lenchon vince parzialmente la sua scommessa con la NUPES (Nuova Unione Popolare, Ecologica e Sociale), riunendo forze distinte sotto lo stesso simbolo. 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