{"id":73757,"date":"2022-08-03T08:00:44","date_gmt":"2022-08-03T06:00:44","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73757"},"modified":"2022-08-01T20:42:46","modified_gmt":"2022-08-01T18:42:46","slug":"linflazione-non-e-uguale-per-tutti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73757","title":{"rendered":"L\u2019inflazione non \u00e8 uguale per tutti"},"content":{"rendered":"<p><strong>di CONIARERIVOLTA (redazione)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"entry-content\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2022\/07\/carrello-1.png\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-3158\" src=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2022\/07\/carrello-1.png?w=1024\" alt=\"\" data-attachment-id=\"3158\" data-permalink=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2022\/07\/29\/linflazione-non-e-uguale-per-tutti\/carrello-1\/\" data-orig-file=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2022\/07\/carrello-1.png\" data-orig-size=\"2000,1333\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"carrello-1\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2022\/07\/carrello-1.png?w=300\" data-large-file=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2022\/07\/carrello-1.png?w=700\" \/><\/a><\/figure>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Stretto fra guerra e crisi di governo, \u00e8 passato quasi sotto silenzio un dato interessante e assai istruttivo contenuto nel\u00a0<a href=\"https:\/\/www.istat.it\/it\/archivio\/271806\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Rapporto Istat 2022<\/a>\u00a0relativo all\u2019inflazione ed ai suoi effetti sulle famiglie italiane. Al di l\u00e0 della retorica del \u201csiamo tutti sulla stessa barca\u201d, funzionale solo ad imbrigliare eventuali rivendicazioni salariali, l\u2019Istituto evidenzia come gli effetti dell\u2019inflazione siano molto pi\u00f9 pesanti per le famiglie pi\u00f9 povere. Ma attenzione (e qui viene la parte interessante): questo succede non solo \u2013 banale, ma sempre vero \u2013 perch\u00e9 chi ha redditi pi\u00f9 bassi ha minore margine per contrastare l\u2019effetto dell\u2019aumento dei prezzi, ma anche perch\u00e9 per queste famiglie il dato dell\u2019inflazione \u00e8 di per s\u00e9 pi\u00f9 alto rispetto alla media nazionale.\u00a0<strong>Ma come? Il dato dell\u2019inflazione non \u00e8 QUEL numero (unico per tutti) che attualmente oscilla fra l\u20198 e il 9%?<\/strong><\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Prima di capire i motivi di questa asimmetria, indagare le sue implicazioni dal punto di vista distributivo e individuare, di conseguenza, gli strumenti per farvi fronte, cerchiamo di spiegare meglio cos\u2019\u00e8 e come viene calcolato il tasso di inflazione in Italia.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">L\u2019inflazione \u00e8 un numero che indica, in misura percentuale, l\u2019aumento del livello medio dei prezzi rispetto a un periodo precedente. Il livello medio dei prezzi \u00e8 calcolato attraverso un indice che, per l\u2019appunto, media i prezzi di vari prodotti. In Italia, tale indice si chiama \u201cindice armonizzato dei prezzi al consumo\u201d (IPCA), e si misura identificando un certo paniere di beni e servizi rappresentativo dei consumi medi delle famiglie italiane. La variazione tendenziale di questo indice (ad esempio, giugno 2022 rispetto a giugno 2021) ci fornisce la misura di questo incremento dei prezzi e quindi del tasso di inflazione.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Ma nella pratica, come si calcola l\u2019IPCA? I beni e servizi vengono suddivisi in categorie omogenee (alimentari lavorati, alimentari non lavorati, energia, servizi relativi all\u2019abitazione, servizi ricreativi e culturali, etc.) e per ognuna di queste categorie si calcola il livello di prezzi raggiunto; dopodich\u00e9, ad ognuna di esse viene assegnato un determinato peso. Ci\u00f2 vorr\u00e0 dire che i beni che, in media, vengono consumati di pi\u00f9, avranno un peso maggiore. Ci\u00f2 fa si che la composizione dell\u2019IPCA sia rappresentativa di come \u00e8 composto il \u201ccarrello della spesa\u201d nella media dell\u2019economia italiana: la somma dei contributi pesati delle varie categorie di beni e servizi diventa quindi un numero unico. La variazione percentuale di questo numero ci restituir\u00e0 il tasso di inflazione.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Il punto \u00e8 che i \u201ccarrelli della spesa\u201d delle famiglie italiane sono assai diversi, non solo da un punto di vista quantitativo ma anche qualitativo: varia, in altri termini, la loro composizione. Ed \u00e8 proprio a partire da queste considerazioni che l\u2019ISTAT ha svolto un esercizio interessante.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Prima di tutto, procede a disaggregare l\u2019indice finale, mostrando il contributo fornito dalle diverse categorie di beni e servizi: ad esempio, a maggio 2022 l\u2019inflazione complessiva \u00e8 del 7,3%, ma l\u2019incremento della componente \u201cenergia\u201d (che include i carburanti) \u00e8 del 42,9%, e quella degli \u201calimentari non lavorati\u201d dell\u20198,6%, (molto pi\u00f9 della media). Allo stesso tempo, altre categorie di beni aumentano, ma in misura meno significativa: ad esempio, i \u201cBeni industriali non energetici\u201d (sostanzialmente, tutti i beni di consumo diversi dagli alimentari e dall\u2019energia) aumentano \u201csolo\u201d del 2,6%, mentre nell\u2019ambito dei \u201cServizi ricreativi, culturali e per la cura della persona\u201d l\u2019aumento \u00e8 del 4,9%. Fin qui, poco di nuovo: sapevamo gi\u00e0 infatti che questa ondata inflazionistica \u00e8 originata, in prima battuta, dall\u2019aumento dei prezzi dell\u2019energia e questo aumento si sta progressivamente trasferendo a tutti i settori dell\u2019economia, a partire dagli alimentari.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">A questo punto, l\u2019ISTAT divide le famiglie italiane in 5 gruppi: il primo quinto \u00e8 quello pi\u00f9 povero, che mostra una spesa complessiva pi\u00f9 bassa, poi il secondo, il terzo e cos\u00ec via fino all\u2019ultimo quinto (quello pi\u00f9 ricco). Quindi, l\u2019ISTAT confronta quello che \u00e8 successo fino al primo trimestre 2022, prendendo in considerazione come sono composti i differenti \u201ccarrelli della spesa\u201d (per semplicit\u00e0, ci soffermiamo sulle differenze fra il quinto pi\u00f9 povero (con consumi minori) e il quinto pi\u00f9 ricco.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">ISTAT mostra come nel carrello della spesa del quinto pi\u00f9 povero, la spesa per energia rappresenta ben il 14,6% della spesa complessiva, mentre per il quinto pi\u00f9 ricco essa pesa solamente il 6,7%; allo stesso modo\u00a0la spesa per prodotti alimentari vale il 33,2% della spesa complessiva per il quinto pi\u00f9 povero e solamente il 16,5% nel quinto pi\u00f9 ricco. Al contrario, invece, i servizi ricreativi o i beni industriali non energetici pesano di pi\u00f9 nel carrello delle famiglie pi\u00f9 ricche che di quelle pi\u00f9 povere.<\/p>\n<p><strong>Peso delle diverse componenti nei \u201ccarrelli della spesa\u201d delle famiglie italiane<\/strong><\/p>\n<figure class=\"wp-block-table\">\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td><strong>Categoria di prodotti<\/strong><\/td>\n<td>Quinto pi\u00f9 povero<\/td>\n<td>Quinto pi\u00f9 ricco<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Alimentari lavorati<\/td>\n<td>21,9%<\/td>\n<td>11,5%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Alimentari non lavorati<\/td>\n<td>11,3%<\/td>\n<td>4,9%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Energia<\/td>\n<td>14,6%<\/td>\n<td>6,7%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Beni industriali non energetici<\/td>\n<td>18,7%<\/td>\n<td>34,2%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Servizi relativi all\u2019abitazione<\/td>\n<td>15,8%<\/td>\n<td>6,5%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Servizi relativi alle comunicazioni<\/td>\n<td>2,6%<\/td>\n<td>1,4%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona<\/td>\n<td>5,7%<\/td>\n<td>16,2%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Servizi relativi ai trasporti<\/td>\n<td>4,7%<\/td>\n<td>7,6%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Servizi vari<\/td>\n<td>4,8%<\/td>\n<td>10,9%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong>Totale<\/strong><\/td>\n<td>100,0%<\/td>\n<td>100,0%<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/figure>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Il punto \u2013 e qui\u00a0il cerchio si chiude \u2013 \u00e8 che se ci concentriamo sui settori dove il peso \u00e8 maggiore per le famiglie pi\u00f9 povere rispetto a quelle pi\u00f9 ricche, vediamo che sono proprio gli stessi che hanno mostrato un aumento dei prezzi pi\u00f9 marcato. Perci\u00f2, se il costo medio dei \u201ccarrelli della spesa\u201d \u00e8 aumentato per tutti, l\u2019aumento \u00e8 stato pi\u00f9 limitato per il quinto pi\u00f9 ricco (+5,5% a marzo 2022) ma quasi il doppio (+9,4%) per il quinto pi\u00f9 povero. In mezzo tutti gli altri, ma comunque ISTAT ci dice che per i primi 3 quinti (cio\u00e8 il 60% della popolazione) il tasso di inflazione effettivo \u00e8 stato superiore alla media nazionale.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2022\/07\/schermata-2022-07-29-alle-15.47.48.png\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-3162\" src=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2022\/07\/schermata-2022-07-29-alle-15.47.48.png?w=917\" alt=\"\" data-attachment-id=\"3162\" data-permalink=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2022\/07\/29\/linflazione-non-e-uguale-per-tutti\/schermata-2022-07-29-alle-15-47-48\/\" data-orig-file=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2022\/07\/schermata-2022-07-29-alle-15.47.48.png\" data-orig-size=\"917,603\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"schermata-2022-07-29-alle-15.47.48\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2022\/07\/schermata-2022-07-29-alle-15.47.48.png?w=300\" data-large-file=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2022\/07\/schermata-2022-07-29-alle-15.47.48.png?w=700\" \/><\/a><\/figure>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Il Rapporto ISTAT si chiude con un\u2019altra considerazione amara: le famiglie pi\u00f9 povere hanno anche meno strumenti per difendersi dall\u2019ondata inflattiva, in quanto la maggior parte della loro spesa \u00e8 destinata a settori e funzioni non comprimibili (il mangiare, l\u2019abitare, l\u2019energia, etc.), mentre la spesa indirizzata verso altri settori (beni di consumo, servizi ricreativi, etc.) pu\u00f2, volendo, essere ridotta come strumento immediato per contrastare l\u2019aumento dei prezzi. Considerando, inoltre, che esso si riferisce al primo trimestre del 2022 e che i dati di maggio confermano un ulteriore aumento dell\u2019inflazione, la situazione non pu\u00f2 che essere ancor pi\u00f9 grigia.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Questi dati suggeriscono riflessioni ulteriori tanto sulla natura dell\u2019inflazione, sui suoi\u00a0<strong>effetti distributivi<\/strong>\u00a0e sugli strumenti cui ricorrere per evitare che a subirla siano solo i lavoratori e le lavoratrici.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">L\u2019inflazione, infatti, ci viene generalmente presentata come\u00a0<strong>un mostro calato da chiss\u00e0 dove<\/strong>\u00a0e i commentatori nostrani \u2013 tra un sospiro di sollievo per il presente e uno sguardo di preoccupata disapprovazione sul futuro \u2013 osservano che almeno in Europa si \u00e8 evitata finora la temutissima \u2018rincorsa\u2019 tra prezzi e salari. In questa versione pacificante, dove non esistono classi sociali n\u00e9 diseguaglianze, ognuno deve dare il suo contributo per fermare l\u2019inflazione, rinunciando a qualcosa (in questo caso, al nostro salario reale) in nome di un non meglio precisato bene comune.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">La realt\u00e0 sta nell\u2019esatto contrario: gi\u00e0 in\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2019\/01\/08\/lo-spauracchio-dellinflazione-tra-mito-e-realta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">altri contributi<\/a>\u00a0abbiamo evidenziato come l\u2019inflazione agisca all\u2019interno del conflitto distributivo fra capitale e lavoro e anzi come in genere sia il sintomo di un conflitto non risolto. Per questa ragione, di fronte a una impennata inflazionistica, la reazione padronale si prodiga per evitare rimodulazioni dei salari monetari che si risolvono, necessariamente, in una compressione dei salari reali (cio\u00e8, i beni e servizi che possiamo effettivamente comprare con la nostra busta paga). Pi\u00f9 di recente,\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2022\/06\/14\/la-bce-allassalto-dei-salari-parte-prima\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">commentando<\/a>\u00a0il fatto che la BCE ha dato il via ad una stretta monetaria che produrr\u00e0 inevitabilmente povert\u00e0 e disoccupazione, abbiamo sorriso (amaramente) sui salti mortali che l\u2019istituto di Francoforte ha dovuto compiere per dire che \u201csi, fino ad ora i salari non sono aumentati, ma domani chiss\u00e0\u2026\u201d. In Italia, come noto, il massimo che il Governo dei migliori ha concesso \u00e8 una mancetta di\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2022\/05\/19\/aiutati-che-il-governo-non-ti-aiuta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">200 euro<\/a>, assolutamente insufficiente per contrastare il carovita e, come in molti hanno scoperto in questi giorni, neanche per tutti.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">I dati ISTAT, nel mostrare come l\u2019inflazione stia avendo\u00a0<strong>un effetto asimmetrico tra le diverse classi sociali<\/strong>, confermano quindi che la migliore difesa contro l\u2019aumento dei prezzi \u00e8 proprio l\u2019aumento dei salari, non solamente per recuperarne il loro valore reale ma anche perch\u00e9 un riequilibrio della ricchezza nazionale a loro favore contribuisce a rendere pi\u00f9 simili i carrelli della spesa, contrastando quindi l\u2019effetto solo apparentemente paradossale di\u00a0<strong>un\u2019inflazione pi\u00f9 alta per chi spende meno<\/strong>. Gli strumenti, al contrario di chi predica moderazione (per gli altri\u2026), sono proprio quello di rinnovi dei contratti a livelli che non solo garantiscano il recupero dell\u2019inflazione ma anche (gi\u00e0 proprio ora\u2026) che permettano un aumento del salario reale dei lavoratori; e ancora, meccanismi periodici, e possibilmente automatici, di adeguamento per salari e pensioni al carovita.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Un ultimo passaggio sule tema dei rinnovi contrattuali: in Italia attualmente in base agli accordi vigenti fra le associazioni padronali e le organizzazioni sindacali (meglio, quelle confederali), i rinnovi contrattuali \u2013 quando avvengono \u2013 dovrebbero essere strutturati in modo che l\u2019accordo nazionale garantisca l\u2019adeguamento all\u2019inflazione e quindi il mantenimento del salario reale, mentre eventuali ulteriori aumenti dovrebbero essere demandati alla contrattazione collettiva.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\"><a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2022\/06\/06\/non-vi-e-altro-modo-per-alzare-i-salari-se-non-alzare-i-salari\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Abbiamo gi\u00e0 detto<\/a>\u00a0dell\u2019ipocrisia dell\u2019impianto teorico che sta dietro a questo schema, ma il ragionamento precedente sull\u2019inflazione ci permette di fare un passo in pi\u00f9. Infatti, quando si negozia a livello centrale, l\u2019indice di inflazione utilizzato non \u00e8 l\u2019IPCA visto in precedenza, ma una creatura mitologica chiamata \u201cIPCA depurato della componente energia importata\u201d; in pratica, nel computo dell\u2019inflazione non viene considerata quella dovuta all\u2019aumento dei beni energetici importati.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Ci\u00f2 di fatto vuol dire che in sede di contrattazione si considerer\u00e0 un\u2019inflazione pi\u00f9 bassa di quella sostenuta dai lavoratori e dalle lavoratrici che, come abbiamo visto, sono anche coloro che stanno scontando un aumento dell\u2019inflazione superiore alla media nazionale.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Per capire l\u2019entit\u00e0 di questo scostamento, ricorriamo ancora una volta ad\u00a0<a href=\"https:\/\/www.istat.it\/it\/files\/2022\/06\/IPCA-al-netto-degli-energetici-importati_Comunicazione-7_giugno_2022_fin.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">altri dati ISTAT<\/a>, che stimano per il 2022 un\u2019IPCA \u201cdepurata\u201d pari appena al 4,7%; questo vuol dire che \u2013 quando pure i contratti scaduti venissero rinnovati garantendo il pieno rispetto dell\u2019accordo (e non \u00e8 assolutamente scontato che avvenga) \u2013\u00a0\u00a0questo determinerebbe rispetto all\u2019inflazione reale una perdita di circa 3 o 4 punti percentuali in media, ma una perdita ben pi\u00f9 alta (in virt\u00f9 dell\u2019inflazione asimmetrica) per i salari pi\u00f9 bassi.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Ci aspettano settimane in cui tanti partiti faranno a gare per dimostrare di essere i pi\u00f9 legittimi eredi della \u201cagenda Draghi\u201d; il rapporto ISTAT ci aiuta a ricordare che la nostra agenda \u00e8 fatta proprio di numeri diversi, e quindi diverse dovranno essere anche le proposte per rispondere alla crisi.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2022\/07\/29\/linflazione-non-e-uguale-per-tutti\/\">https:\/\/coniarerivolta.org\/2022\/07\/29\/linflazione-non-e-uguale-per-tutti\/<\/a><\/p>\n<div class=\"entry-content\">\n<div id=\"jp-post-flair\" class=\"sharedaddy sd-like-enabled sd-sharing-enabled\">\n<div class=\"sharedaddy sd-sharing-enabled\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CONIARERIVOLTA (redazione) &nbsp; Stretto fra guerra e crisi di governo, \u00e8 passato quasi sotto silenzio un dato interessante e assai istruttivo contenuto nel\u00a0Rapporto Istat 2022\u00a0relativo all\u2019inflazione ed ai suoi effetti sulle famiglie italiane. 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