{"id":73766,"date":"2022-08-04T08:30:38","date_gmt":"2022-08-04T06:30:38","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73766"},"modified":"2022-08-02T16:26:53","modified_gmt":"2022-08-02T14:26:53","slug":"kosovo-laltalena-di-una-crisi-permanente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73766","title":{"rendered":"Kosovo: l&#8217;altalena di una crisi permanente"},"content":{"rendered":"<div><strong>di OSSERVATORIO BALCANI E CAUCASO (Francesco Martino)<\/strong><\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"image\"><img decoding=\"async\" class=\"img-responsive\" title=\"Mitrovica nord - \u00a9 Giannis Papanikos\/Shutterstock\" src=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/var\/obc\/storage\/images\/aree\/kosovo\/kosovo-l-altalena-di-una-crisi-permanente-219726\/2117365-4-ita-IT\/Kosovo-l-altalena-di-una-crisi-permanente.jpg\" alt=\"Mitrovica nord - \u00a9 Giannis Papanikos\/Shutterstock\" \/><\/p>\n<div class=\"caption\">\n<p>Mitrovica nord &#8211; \u00a9 Giannis Papanikos\/Shutterstock<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><em>Preoccupazione in Kosovo per l&#8217;ennesimo innalzarsi della tensione tra autorit\u00e0 kosovare e minoranza serba. La crisi in Ucraina pu\u00f2 rappresentare una spinta per rilanciare le prospettive di pace e stabilit\u00e0 di Serbia, Kosovo e della regione?<\/em><\/p>\n<p class=\" text-left\">Barricate, sirene di allarme, colpi d\u2019arma da fuoco, il tutto amplificato dal tam tam dei social media e dall\u2019atmosfera di ansia generata dalla guerra in Ucraina. Per chi non segue con continuit\u00e0 la situazione nella regione, l\u2019ennesimo picco di tensione tra Kosovo e Serbia registrato ieri sera \u00e8 apparso come il prologo di un nuovo conflitto armato in Europa, tanto pi\u00f9 che tra le notizie rimbalzate in fretta nello spazio virtuale \u2013 ma poi velocemente smentita \u2013 c\u2019era quella del dispiegamento di unit\u00e0 dell\u2019esercito di Belgrado ai confini del Kosovo.<\/p>\n<p class=\" text-left\">Per fortuna la situazione, anche se da non sottovalutare, non sembra sulla soglia di sfuggire di mano. La nuova crisi, come detto, \u00e8 il prodotto di irrisolte tensioni di lungo corso tra Belgrado e Pristina, esacerbate per\u00f2 da un contesto internazionale turbolento. Il casus belli, ancora una volta \u00e8 frutto della strategia di \u201creciprocit\u00e0\u201d\u00a0<a title=\"Link a delineata dal premier kosovaro Albin Kurti\" href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Kosovo\/Albin-Kurti-tra-Kosovo-e-Serbia-serve-principio-di-reciprocita-197151\">delineata dal premier kosovaro Albin Kurti<\/a>: se la Serbia attua una misura nei confronti dei cittadini kosovari, lo stesso deve avvenire anche in direzione contraria.<\/p>\n<p class=\" text-left\">Le autorit\u00e0 di Pristina hanno quindi annunciato che dal primo agosto a tutti quelli che intendevano entrare in Kosovo con una carta d\u2019identit\u00e0 o un passaporto serbo sarebbe stato emesso un documento provvisorio di transito, valido per tre mesi. Al tempo stesso, dalla stessa data di oggi non sarebbe pi\u00f9 stato tollerato l\u2019uso di targhe serbe per chi \u00e8 residente in Kosovo, una pratica fino ad oggi largamente accettata soprattutto nelle municipalit\u00e0 del nord a maggioranza serba.<\/p>\n<p class=\" text-left\">Come per la \u201ccrisi delle targhe\u201d\u00a0<a title=\"Link a scoppiata nel settembre del 2021\" href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/Media\/Multimedia\/Crisi-delle-targhe-arriva-l-accordo-tra-Serbia-e-Kosovo\">scoppiata nel settembre del 2021<\/a>, la decisione del governo Kurti ha scatenato in fretta la reazione rabbiosa di parte della popolazione serba, soprattutto a nord del fiume Ibar. Come in un film gi\u00e0 visto, le strade di accesso ai punti di frontiera sono state bloccate da barricate improvvisate, colpi d\u2019arma da fuoco sono stati esplosi (ma senza provocare feriti) in direzione delle forze di polizia kosovara nell\u2019area, poi rafforzate in serata dalle squadre dei corpi speciali, le sirena di allarme ha lungamente ululato nei cieli della parte serba di Mitrovica, il tutto mentre iniziava il balletto dei tweet allarmistici, delle dichiarazioni politiche e dei tentativi di risoluzione diplomatica.<\/p>\n<p class=\" text-left\">Una via d\u2019uscita, anche se provvisoria, \u00e8 emersa gi\u00e0 nelle prime ore di stamattina, quando il governo kosovaro \u2013 dopo consultazioni sia con rappresentanti dell\u2019Ue che degli Stati Uniti \u2013\u00a0<a title=\"Link a ha annunciato\" href=\"https:\/\/twitter.com\/albinkurti\/status\/1553873412782788608\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ha annunciato\u00a0<i class=\"fa fa-external-link\"><\/i>\u00a0<\/a>di aver posticipato di un mese l\u2019entrata in vigore delle nuove disposizioni \u201ca condizione che tutte le barricate vengano rimosse, e che la libert\u00e0 di movimento venga ristabilita\u201d . Ad appena qualche ora di distanza, l\u2019<a title=\"Link a agenzia stampa serba Tanjug riferiva\" href=\"https:\/\/www.b92.net\/info\/vesti\/index.php?yyyy=2022&amp;mm=08&amp;dd=01&amp;nav_category=640&amp;nav_id=2192346\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">agenzia stampa serba Tanjug riferiva\u00a0<i class=\"fa fa-external-link\"><\/i>\u00a0<\/a>che, nonostante il permanere di un clima teso, il processo di rimozione delle barricate improvvisate era gi\u00e0 in corso.<\/p>\n<p class=\" text-left\">Come prevedibile, la mossa di Kurti \u00e8 stata accolta con commenti positivi da parte del blocco euro-atlantico: l\u2019Alto rappresentante Ue per gli affari esteri, Josep Borrell ha lodato la decisione di Pristina, invitando poi tutti gli attori a risolvere le incomprensioni \u201call\u2019interno del dialogo mediato dall\u2019Unione europea\u201d. Una posizione rilanciata dall\u2019ambasciatore americano a Pristina, Jeffrey Hovenier, che ha ribadito: \u201cLa strada giusta passa sempre attraverso il dialogo civile\u201d.<\/p>\n<p class=\" text-left\">Gi\u00e0 durante i momenti di maggiore nervosismo, i comandi della KFOR, la missione militare a guida Nato dispiegata in Kosovo fin dal 1999, avevano contribuito a gettare acqua sul fuoco, con un comunicato stampa in cui aveva riaffermato il proprio ruolo di garante della stabilit\u00e0 in Kosovo, in linea con il proprio mandato.<\/p>\n<p class=\" text-left\">Un invito al dialogo era arrivato nella serata di ieri anche da parte del presidente serbo Aleksandar Vu\u010di\u0107, che ha parlato alla stampa dopo essersi incontrato col Capo di stato maggiore dell\u2019esercito serbo per discutere della situazione sul campo. \u201cCredo che ci saranno presto buone notizie\u201d, ha dichiarato Vu\u010di\u0107, per poi aggiungere, \u201cspero che gi\u00e0 domani la situazione rientrer\u00e0, e che saremo in grado di raggiungere una soluzione di compromesso\u201d. Le autorit\u00e0 di Belgrado hanno poi accusato quelle kosovare di diffondere disinformazione, negando in modo assoluto che, come annunciavano notizie circolate su social media, l\u2019esercito serbo si fosse mosso in direzione del confine col Kosovo.<\/p>\n<p class=\" text-left\">Vu\u010di\u0107 ha poi ringraziato esplicitamente il ministero degli Esteri russo, che \u201cha reagito nel modo giusto\u201d a quanto stava accadendo in Kosovo. Proprio le autorit\u00e0 di Mosca, infatti, erano intervenute ieri con durezza per condannare quelle che, secondo la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova, non erano altro che \u201cprovocazioni\u201d da parte occidentale.<\/p>\n<p class=\" text-left\">Anche il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha reagito oggi con una buona dose di scetticismo sulla soluzione di compromesso trovata nella notte: \u201cPer ora siamo sfuggiti ad un\u2019escalation, ma il problema \u00e8 solo rimandato di un mese, ed \u00e8 ora della massima importanza che tutte le parti in gioco mantengano la calma\u201d, ha dichiarato Peskov ai giornalisti in una conferenza stampa tenuta a Mosca.<\/p>\n<p class=\" text-left\">Proprio il contesto internazionale, sconvolto dall\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina, sembra l\u2019elemento di maggior rischio nell\u2019attuale rigurgito della tensione di lungo corso tra Serbia e Kosovo. Dopo le speranze suscitate dagli accordi di Bruxelles del 2013, mediati dall\u2019Ue, una risoluzione complessiva del conflitto tra Belgrado e Pristina \u00e8 scesa sempre pi\u00f9 in basso nella lista di priorit\u00e0 di Bruxelles e Washington. L\u2019attenzione torna ora, a causa della guerra in Ucraina, a farsi alta, con i Balcani occidentali percepiti come possibile \u201csecondo fronte\u201d di scontro in Europa tra Occidente e Russia.<\/p>\n<p class=\" text-left\">Probabilmente il riaccendersi di un conflitto armato tra Serbia e Kosovo, con la prima candidata ufficialmente alla\u00a0<em>membership<\/em>\u00a0europea, seppur con mille distinguo, e le truppe Nato schierate sul terreno, \u00e8 oggi una prospettiva irrealistica. Non per questo la situazione, incancrenita da anni di stallo e aspettative mancate, \u00e8 priva di rischi. La crisi in Ucraina ci ha ricordato che i Balcani occidentali, abbandonati a se stessi, possono tornare ad essere un\u2019area problematica ed instabile: forse \u00e8 il momento giusto di trasformare le rinnovate preoccupazioni nella spinta per rilanciare le prospettive di pace e stabilit\u00e0 di Serbia, Kosovo e della regione nel suo complesso all\u2019interno del progetto europeo.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Kosovo\/Kosovo-l-altalena-di-una-crisi-permanente-219726\">https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Kosovo\/Kosovo-l-altalena-di-una-crisi-permanente-219726<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OSSERVATORIO BALCANI E CAUCASO (Francesco Martino) Mitrovica nord &#8211; \u00a9 Giannis Papanikos\/Shutterstock Preoccupazione in Kosovo per l&#8217;ennesimo innalzarsi della tensione tra autorit\u00e0 kosovare e minoranza serba. 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