{"id":73814,"date":"2022-08-08T08:30:09","date_gmt":"2022-08-08T06:30:09","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73814"},"modified":"2022-08-06T10:37:02","modified_gmt":"2022-08-06T08:37:02","slug":"due-millenni-di-geopolitica-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73814","title":{"rendered":"Due millenni di geopolitica italiana"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di FEDERICO DEZZANI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-73815\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/federico-II-svevia-stupor-mundi-500x375-1-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/federico-II-svevia-stupor-mundi-500x375-1-300x225.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/federico-II-svevia-stupor-mundi-500x375-1.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>L\u2019Italia marcia spedita verso una nuova crisi strutturale, che determiner\u00e0 l\u2019assetto della penisola per i prossimi decenni. I tempi sono propizi per una breve riflessione sulla storia millenaria d\u2019Italia: l\u2019importanza del Nord Italia, la scelta Francia-Germania, il ruolo del Meridione, il concreto rischio di una nuova lunga \u201cdecadenza guelfa\u201d.<\/em><\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\">Rinascita ghibellina o nuova decadenza guelfa<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">Con l\u2019incombere dell\u2019autunno 2022, l\u2019Italia si avvicina alla sua terza \u201ccrisi strutturale\u201d (la prima si pu\u00f2 collocare in coincidenza del 1917-1921 e la seconda nel 1943-1948) che segner\u00e0 l\u2019assetto della penisola per il prossimo futuro. In occasione di questi passaggi di profondo e doloroso travaglio, \u00e8 opportuno, ma anche doveroso, staccarsi dalla cronaca quotidiana per indagare<strong>\u00a0quelle dinamiche pi\u00f9 profonde della geopolitica italiana<\/strong>\u00a0che, con la consapevolezza o meno degli attori coinvolti, decideranno anche gli sviluppi di questa crisi. Tali dinamiche sono una costante degli ultimi due millenni della storia italiana e<strong>\u00a0ciclicamente si ripetono, decretando l\u2019ascesa o la decadenza della penisola italiana.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Partiamo dal III secolo dopo Cristo, quando il propagarsi della \u201ccivilt\u00e0\u201d verso l\u2019Europa centro-settentrionale, inizi<strong>a a spostare il bacino economico-politico dal Mediterraneo al Continente<\/strong>: \u00e8 la fase in cui Diocleziano (244-313 d.C.) crea un sistema d\u2019amministrazione tetrarchico dell\u2019impero in cui Roma riveste poco pi\u00f9 che un ruolo simbolico ed il cuore dell\u2019Italia \u00e8 gi\u00e0 Milano (Mediolanum). Probabili cambiamenti climatici nell\u2019Eurasia, col sopraggiungere di una prolungata fase di siccit\u00e0, spingono le popolazioni dell\u2019Europa centro-orientale verso il Reno che, fino a quel momento, aveva rappresentato la linea di divisione tra Est ed Ovest. Se l\u2019Impero Romano d\u2019oriente riesce a sopravvivere alle migrazioni dei popoli nordici in virt\u00f9 della sua posizione, quello d\u2019Occidente \u00e8 progressivamente travolto e, nel 476 d.C., \u00e8 deposto l\u2019ultimo imperatore romano d\u2019Occidente, Romolo Augustolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nell\u2019Europa in formazione, che si evolver\u00e0 nei mille anni successivi nell\u2019Europa delle monarchie-nazioni, bisogna ora ricreare\u00a0<strong>l\u2019unit\u00e0 economico-politica che era sta garantita per circa sei secoli da Roma<\/strong>. Gli esordi sembrano piuttosto promettenti: rovesciato Odoacre, il re degli Ostrogoti Teodorico consolida partendo\u00a0<strong>\u201cdall\u2019Heartland\u201d dei Balcani<\/strong>\u00a0un regno che parte dalla Serbia e termina in Provenza, comprendendo l\u2019intera Italia fino alla Sicilia: Italia e Francia, dove si sta consolidando il regno dei Franchi, marciano di pari passo. Dispute religiose (tra ostrogoti ariani e romani cattolici) e rivalit\u00e0 marittime, causano per\u00f2 la convergenza tra papato e Impero bizantino che sar\u00e0 letale al regno Ostrogoto. Inizia cos\u00ec<strong>\u00a0quell\u2019alleanza tra Chiesa e potenze mediterranee \u201cperiferiche\u201d<\/strong>\u00a0che tanti danni causer\u00e0 alla penisola nella storia successiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Attorno al VII secolo d.C.\u00a0<strong>il ruolo di potenza \u201cnordica\u201d organizzatrice \u00e8 assunto dai longobardi<\/strong>\u00a0che, partendo dalla loro capitale Pavia, contendono alla potenza \u201cperiferica\u201d dei bizantini il controllo dell\u2019Italia. Nella corsa verso gli Stati-Nazione l\u2019Italia non \u00e8 ancora indietro. Letale, purtroppo, risulta la prima \u201cchiamata\u201d dei francesi in Italia per opera della Chiesa di Roma. Per difendere il dominio temporale della Chiesa (privo di qualsiasi fondamento giuridico, data la falsit\u00e0 della \u201cdonazione di Costantino\u201d, smontata prima sul piano logico da Dante \u2013 De Monarchia -, e poi su quello filologico dallo studioso Lorenzo Valla), papa Adriano chiama infatti in Italia il re dei Franchi Carlomagno che, con la battaglia dell Chiuse (773 d.C), pone termine all\u2019esperimento longobardo. L\u2019alleanza tra Chiesa e \u201cpotenze periferiche\u201d si consolida e, d\u2019ora in avanti,<strong>\u00a0la Francia sar\u00e0 la potenze anti-italiana per eccellenza: le basi del futuro \u201cguelfismo\u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Di particolare interesse \u00e8 l\u2019esperienza dei Normanni che riescono ad invertire il processo di decadenza gi\u00e0 allora intrapreso dal Meridione d\u2019Italia: tra papato e Impero bizantino, questi marinai nordici creano infatti un dinamico ed aggressivo regno che comprende Sud Italia, Sicilia e, sopratutto, Tunisia e Tripoli. All\u2019apice della potenza normanna, col regno di Ruggiero II (1095-1154), la Sicilia torna quindi ad essere il centro propulsivo di una potenza marittima che si irradia nel Mediterraneo. L\u2019eredit\u00e0 dei Normanni \u00e8 raccolta dagli Svevi originari della Baviera, l\u2019ultima potenza \u201cnordica\u201d a tentare di organizzare l\u2019Italia nel corso del Medio Evo. Federico Barbarossa (1155-1190) restaura l\u2019autorit\u00e0 imperiale nella penisola ed il nipote Federico II di Svevia crea nel sud-Italia una vivace realt\u00e0 politica che proietta la propria forza economico-politico-militare in Africa e nel Medio Oriente. La soluzione \u201cghibellina\u201d, un\u2019Italia che sia la proiezione politica indiretta o diretta della Germania nel Mediterraneo, \u00e8 l\u2019unica che consenta lo sviluppo della potenza italiana nel Mediterraneo e la crescita politico-economica del Meridione. I sogni di Federico II di unificare l\u2019Italia sono per\u00f2 sventati dal solito papato e dalla fazione \u201cguelfa\u201d a lui fedele. Alla dinamica dinastia degli Svevi, subentra in Sicilia quella francese degli Angi\u00f2 e la decadenza del Meridione riprende inesorabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Rinascimento costituisce certamente un nuovo periodo felice per l\u2019Italia che si ritrova nuovamente all\u2019avanguardia d\u2019Europa per quanto concerne l\u2019economia, la cultura, l\u2019arte e la tecnologia. Tuttavia, l\u2019assetto italiano \u00e8 costituito da un precario equilibrio di signorie che si auto-contengono a vicenda: all\u2019esterno, nel frattempo, si consolidano le grandi-monarchie nazione. La discesa in Italia del solito francese, re Carlo VIII, che varca le Alpi per rivendicare i possedimenti in Meridione, \u00e8 il primo campanello d\u2019allarme per le penisola (1498). Un acuto osservatore come Machiavelli nota le triste condizioni in cui versa l\u2019Italia e ripone le proprie speranze nel \u201cprincipe\u201d Cesare Borgia, la cui possibilit\u00e0 di creare un potente regno in Italia \u00e8 legata al legame filiale diretto con papa Alessandro VI: la morte di quest\u2019ultimo determina le sconfitta dello spregiudicato duca Valentino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo spostarsi dei traffici verso l\u2019Oceano Atlantico e l\u2019affermarsi della potenza ottomana in Medio Oriente, decretano una battuta d\u2019arresto per i traffici delle repubbliche marinare e Venezia in particolare. La Serenissima pensa di poter compensare la perdita sui mari con le conquista nell\u2019entroterra, spingendo progressivamente i propri possedimenti fino al Lago di Garda: un\u2019altra potenza organizzatrice \u201cnordica\u201d si profila quindi all\u2019orizzonte e, prontamente, il papato crea una coalizione per scongiurare un\u2019egemonia veneziana dell\u2019Italia (Lega di Cambrai del 1508).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nello scontro tra Carlo V e Francia per l\u2019egemonia continentale, riemerge la tradizione tendenza \u201cguelfa\u201d a giocare la carta francese contro l\u2019impero: papa Clemente VII crea un coalizione anti-imperiale che conduce nel 1527 al sacco di Roma. La Francia, ad ogni modo, vede frustrati i propri disegni egemonici sull\u2019Italia, dove resta incontrastata la supremazia degli Asburgo. Il Seicento coincide con le guerre di religione che hanno il proprio baricentro nell\u2019Europa centrale: l\u2019eclissi della Germania come potenza coincide con l\u2019eclissi politica dell\u2019Italia. Nel corso del Settecento, Germania e Italia sono poco pi\u00f9 che pedine nello scontro tra Francia e Inghilterra per l\u2019egemonia mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In funzione anti-francese, la stessa Inghilterra favorisce nel corso dell\u2019Ottocento il \u201crisorgimento\u201d di Italia e Germania. Per unificare la penisola (1861) \u00e8 scelta come potenza organizzatrice \u201cnordica\u201d il Piemonte. I rigurgiti di \u201cguelfismo\u201d franco-pontificio sono soffocati nel 1870 con la nascita del Reich e la sconfitta di Sedan, che coincide con la conquista di Roma: la capitale, cos\u00ec, \u00e8 spostata su pressione esterna in un centro \u201cmeridionale\u201d che aveva smesso di pulsare qualsiasi vitalit\u00e0 politica da pi\u00f9 di millennio. Un errore geopolitico di cui l\u2019Italia paga tutt\u2019ora le conseguenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La storia dell\u2019Italia unit\u00e0 \u00e8 un\u2019alternanza di guelfismo e ghibellismo secondo gli interessi dell\u2019Inghilterra. \u201cGhibellina\u201d fu la soluzione della Triplice Alleanza che un\u00ec nel 1882 Germania, Austria e Italia, garantendo a questa una nuova proiezione in Africa settentrionale (conquista della Libia del 1912) come ai tempi dei Normanni e degli Svevi. \u201cGuelfa\u201d fu la soluzione di trascinare l\u2019Italia in guerra contro gli Imperi Centrali nel 1915, a fianco di Francia ed Inghilterra: un sanguinoso conflitto che garant\u00ec pochissime soddisfazioni e molte frustrazioni all\u2019Italia. \u201cGhibellina\u201d, seppur a malincuore, fu la scelta dell\u2019Italia fascista di legarsi alla Germania nel 1936, scelta che comunque permise all\u2019Italia di giocare un ruolo, seppur effimero, di potenza mondiale nel Mediterraneo e in Africa. La Prima Repubblica (1946-1992) fu un\u2019epoca di guelfismo mitigato dalle ultime vestigia del ghibellinismo fascista (politica mediterranea e collaborazione con l\u2019impero continentale di turno, l\u2019URSS).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La Seconda Repubblica (1992-presente) \u00e8 un\u2019epoca di guelfismo spinto e, perci\u00f2, di decadenza accelerata dal Paese. Segni distintivi del periodo \u201cguelfo\u201d sono la crescente influenza politico-militare-economica della Francia in Italia (sancita dal Trattato del Quirinale), la sempre maggiore ininfluenza dell\u2019Italia nel Mediterraneo (perdita dello sbocco africano dopo la guerra libica del 2011) ed il contributo, pi\u00f9 o meno attivo, dato dalla Chiesa di tendenze \u201cprogressite\u201d alla scomparsa dell\u2019Italia come fattore di potenza. Come in ogni epoca di guelfismo, la decadenza \u00e8 pi\u00f9 accentuata nel Meridione d\u2019Italia, privato della sua funzione di \u201cponte\u201d verso l\u2019Africa, il Medio Oriente e l\u2019Asia. Difficile dire se, e in che misura, tale periodo di decadenza sar\u00e0 invertibile, ma dalla nostra analisi emergono alcuni punti per farlo. Il centro amministrativo Paese deve essere nuovamente spostato a Settentrione, nella Pianura Padana, ed una pi\u00f9 stretta collaborazione politico-economico-militare con la Germania deve essere cercata per contenere le mire della Francia e delle potenze anglosassoni. Solo una nuova epoca di ghibellinismo potr\u00e0, infine, restituire all\u2019Italia una dimensione mediterranea ed arrestare il declino del Meridione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/due-millenni-di-geopolitica-italiana\/\">http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/due-millenni-di-geopolitica-italiana\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FEDERICO DEZZANI L\u2019Italia marcia spedita verso una nuova crisi strutturale, che determiner\u00e0 l\u2019assetto della penisola per i prossimi decenni. I tempi sono propizi per una breve riflessione sulla storia millenaria d\u2019Italia: l\u2019importanza del Nord Italia, la scelta Francia-Germania, il ruolo del Meridione, il concreto rischio di una nuova lunga \u201cdecadenza guelfa\u201d. 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