{"id":73818,"date":"2022-08-08T09:30:44","date_gmt":"2022-08-08T07:30:44","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73818"},"modified":"2022-08-06T10:42:51","modified_gmt":"2022-08-06T08:42:51","slug":"dove-va-lunione-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73818","title":{"rendered":"Dove va l&#8217;Unione Europea?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di DIFESA ONLINE (Renato Scarfi)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-73819\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/040822-UE-300x278.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"278\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/040822-UE-300x278.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/040822-UE.jpg 580w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La riflessione strategica dell\u2019UE \u00e8 sempre andata avanti con difficolt\u00e0, per effetto della spesso diversa visione dei suoi membri. Tuttavia, le posizioni si sono avvicinate in modo significativo prevalentemente in occasione di grandi crisi. Lo scoppio della guerra in Bosnia (1992-1995), per esempio, ha fornito la spinta finale per l\u2019approvazione della Politica Estera e di Sicurezza Comune (PESC)i. Con la guerra in Kosovo (1998-1999) \u00e8 poi iniziata una riflessione che ha dato origine alla Politica di Difesa e di Difesa Comune (PSDC), divenuta parte integrante e uno degli strumenti principali della PESC. La guerra in Iraq ha, inoltre, visto l\u2019adozione della Strategia europea in materia di sicurezza (2003) con la quale, per la prima volta, l\u2019Europa ha stabilito principi e fissato obiettivi chiari per portare avanti gli interessi comunitari in materia di sicurezza in base ai nostri valori fondamentali. Nel 2016, dopo l\u2019invasione della Crimea da parte della Russia, l\u2019Europa ha infine adottato la Strategia globale di sicurezza europea, con la quale sono state identificate le priorit\u00e0 per la politica estera dell\u2019Unione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Bussola strategica europea, nata il 25 marzo di quest\u2019anno, rappresenta un salto di qualit\u00e0 nel pensiero strategico europeo e costituisce un tentativo di fare dell\u2019UE un importante attore della sicurezza internazionale (leggi articolo \u201cDifesa europea: opportunit\u00e0 o miraggio?\u201d). Anche in questo caso, la presenza di una guerra ha accelerato l\u2019aggregazione attorno ai principi del documento. Pi\u00f9 precisamente, il nuovo concetto viene declinato in quattro \u201cpilastri\u201d che, in estrema sintesi, possono essere identificati con \u201cagire\u201d, \u201cinvestire\u201d, \u201cassicurare\u201d e \u201ccooperare\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sotto il profilo pratico, gli effetti pi\u00f9 rilevanti del nuovo concetto sono stati la decisione di costituire, entro il 2025, una capacit\u00e0 di reazione rapida europea forte di 5.000 uomini, la volont\u00e0 di sviluppare in tempi relativamente brevi una \u201cstrategia spaziale\u201d europea e la determinazione di sviluppare la collaborazione tra i membri per contrastare la disinformazione e la possibilit\u00e0 di ingerenze straniere nell\u2019ambito dell\u2019informazione pubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In estrema sintesi, la Bussola strategica riconosce che la sola potenza economica non \u00e8 pi\u00f9 sufficiente per garantire sicurezza e stabilit\u00e0, e che l\u2019UE si deve dotare di strumenti comuni di sicurezza pi\u00f9 \u201crobusti\u201d, da impiegare prevalentemente come credibile dissuasione, ma anche come efficace forza coercitiva, qualora la situazione lo renda indispensabile. Un vecchio adagio recita, infatti, \u201cParla con toni moderati, ma porta con te un grosso bastone\u201d. Si tratta, in sostanza, di rafforzare &#8211; con un\u2019iniziativa comune &#8211; le capacit\u00e0 di difesa nazionali per portarle a livelli credibili, se impiegate congiuntamente sul piano europeo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo obiettivo dovrebbe essere raggiunto mediante il coordinamento europeo delle operazioni militari a sostegno delle iniziative di politica estera, l\u2019utilizzo degli strumenti finanziari europei gi\u00e0 esistenti (il Fondo Europeo per la Difesa), la razionalizzazione delle spese per la produzione in comune di armamenti e nuove regole europee di bilancio in materia di investimenti, inclusi quelli per la Difesa, vitali per la sicurezza dei cittadini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con questo documento, quindi, si \u00e8 finalmente manifestata la volont\u00e0 dei paesi membri e delle Istituzioni europee di rilanciare il processo di integrazione alla luce delle sfide, vecchie e nuove, alle quali l\u2019Europa \u00e8 chiamata, e in risposta alle attese dei cittadini. Queste attese vanno registrate e tenute in attento conto ai fini delle azioni concrete da intraprendere, senza inseguire progetti velleitari. Obiettivi molto rilevanti per la sicurezza e il benessere dei cittadini e la difesa dei valori europei sono iscritti da tempo nei trattati, ma sono finora rimasti in buona parte inattuati, per mancanza di volont\u00e0 politica dei governi e\/o di strumenti giuridici adeguati previsti nei trattati stessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fino alla sua completa realizzazione, tuttavia, la Bussola strategica rappresenta \u201csolo\u201d una dichiarazione di intenti che dovr\u00e0 trovare ulteriori significative (e si presume faticose) convergenze per il raggiungimento degli obiettivi dichiarati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sul piano istituzionale, per esempio, non c\u2019\u00e8 ancora alcuna indicazione circa gli incontri regolari tra i titolari dei Dicasteri della Difesa, indispensabile per il coordinamento complessivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sul piano industriale, inoltre, se da un lato si invitano i membri ad aumentare i bilanci e la cooperazione in materia di Difesa, non si fa riferimento ai principi secondo i quali pu\u00f2 essere ottimizzata la produzione industriale europea degli armamenti. Eppure, per cifre spese, l\u2019UE \u00e8 la terza al mondo (dopo USA e Cina) ma presenta un catalogo vastissimo ed estremamente diversificato di materiale di armamento in dotazione, che la rende meno competitiva sotto il profilo della coerenza produttiva. Ci\u00f2 rende il mercato europeo meno credibile rispetto alla concorrenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sul piano capacitivo, il documento non fornisce alcuna indicazione concreta circa il superamento delle limitazioni politiche nazionali che potrebbero frenare la creazione, per esempio, della citata capacit\u00e0 di reazione rapida europea. Limitazioni che hanno finora reso abbastanza difficile il processo di generazione delle forze per le missioni all\u2019estero, come peraltro ripetutamente sottolineato dal generale Graziano, presidente del Comitato Militare UE (oggi, presidente di Fincantieri, ndd).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In merito allo sviluppo di una strategia e capacit\u00e0 spaziale, l\u2019Italia sta portando avanti un progetto, denominato \u201cSIMONA\u201d (Sistema Italiano Messa in Orbita da NAve) che, nell\u2019ambito del Piano Nazionale di Ricerca Militare (PNRM), intenderebbe sviluppare un sistema di allontanamento di un vettore orbitale, prima di comandarne l\u2019accensione, da utilizzare su piattaforma navale. Nella fattispecie si tratterebbe di impiegare Nave Garibaldi, che a breve giunger\u00e0 al termine della sua vita operativa, come piattaforma per il lancio di piccoli satelliti. Si tratterebbe di una soluzione innovativa in grado di dare lustro e vantaggio strategico all\u2019Europa e prestigio all\u2019Italia, oltre che garantire significative ricadute economiche e industriali (leggi articolo \u201cSpazio, la nuova frontiera\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sul piano dell\u2019autonomia strategica europea, infine, la Bussola indica la NATO come elemento principale della sicurezza del vecchio continente. In questo settore, l\u2019aggressivit\u00e0 dimostrata dalla Russia ha anche portato l\u2019UE a formulare la volont\u00e0 di accrescere la propria difesa nucleare, rafforzando l\u2019ombrello di protezione. Ci\u00f2 ha portato, per esempio, la Germania a dichiarare la volont\u00e0 di acquisire i velivoli F-35.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In tale ambito, tenuto conto delle a volte significative diversit\u00e0 di vedute per l\u2019applicazione pratica dei principi sui quali si \u00e8 trovata la convergenza, i paesi desiderosi di partecipare a una integrazione pi\u00f9 avanzata in materia di Difesa potrebbero istituire tra di loro una \u201ccooperazione rafforzata\u201d, retta da regole specifiche. Tuttavia, non \u00e8 da escludere che i paesi eventualmente contrari possano cercare di rallentare il processo anche se, trattandosi di politica della difesa, il trattato prevede che, per autorizzare una cooperazione rafforzata in questo settore (definita \u201ccooperazione strutturata permanente\u201d), il Consiglio possa decidere a maggioranza qualificata. Una cooperazione rafforzata cui potrebbero far ricorso gli Stati che rispondano a criteri pi\u00f9 elevati in termini di capacit\u00e0 militari e che intendano assumere responsabilit\u00e0 pi\u00f9 vincolanti ai fini delle missioni pi\u00f9 impegnative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si comprende, quindi, come la sola Bussola, nonostante l\u2019importante dichiarazione di intenti, non sar\u00e0 in grado di garantire la sicurezza europea senza una coerente, duratura e sufficientemente diffusa determinazione politica, che permetta di mantenere saldo il timone nella direzione indicata e, cos\u00ec, di costruire una credibile cornice di deterrenza e sicurezza per le popolazioni del vecchio continente, al fine di scongiurare i pericoli che minacciano l\u2019Europa alla soglia della sua casa quali, per esempio, la rinnovata aggressivit\u00e0 russa, i conflitti nel Medio Oriente e i loro rigurgiti nel Mediterraneo (allargato), l\u2019instabilit\u00e0 e l\u2019insicurezza del continente africano (leggi articolo \u201cL\u2019instabilit\u00e0 africana e le sue conseguenze geopolitiche\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il punto cruciale, quindi, \u00e8 quanti e quali Stati europei si riconosceranno in questo progetto di sicurezza europeo, che per essere efficacemente realizzato ha bisogno di una significativa massa critica. Nell\u2019attuale storica contingenza, \u00e8 una verifica da fare con una certa urgenza. L\u2019alternativa potrebbe essere la sconfitta definitiva del progetto europeo nel suo complesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>i Trattato di Maastricht, entrato in vigore il 1 novembre 1993<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/dove-va-lunione-europea\">https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/dove-va-lunione-europea<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di DIFESA ONLINE (Renato Scarfi) La riflessione strategica dell\u2019UE \u00e8 sempre andata avanti con difficolt\u00e0, per effetto della spesso diversa visione dei suoi membri. Tuttavia, le posizioni si sono avvicinate in modo significativo prevalentemente in occasione di grandi crisi. 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