{"id":73829,"date":"2022-08-09T09:30:10","date_gmt":"2022-08-09T07:30:10","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73829"},"modified":"2022-08-08T17:27:33","modified_gmt":"2022-08-08T15:27:33","slug":"se-anche-amnesty-international-diventa-putiniana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73829","title":{"rendered":"Se anche Amnesty International diventa \u201cputiniana\u201d"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Gianandrea Gaiani)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-73830\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/FB_IMG_1659971652152-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/FB_IMG_1659971652152-300x169.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/FB_IMG_1659971652152.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Chiunque osi mettere in dubbio i dogmi della propaganda ucraina, animata, sostenuta e amplificata da USA e NATO \u00e8, per definizione comunemente accettata dal circo politico-mediatico dominante in Occidente, un \u201cputiniano\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Risulta per\u00f2 difficile inserire nelle \u201cliste di proscrizione\u201d, ormai cos\u00ec in voga nel democratico Occidente e anche in Italia, organizzazioni come Amnesty International che in un rapporto reso noto gioved\u00ec ha sostenuto che \u201cnel tentativo di respingere l\u2019invasione russa iniziata a febbraio, le forze ucraine hanno messo in pericolo la popolazione civile collocando basi e usando armamenti all\u2019interno di centri abitati, anche in scuole e ospedali\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il rapporto afferma che \u201cqueste tattiche violano il diritto internazionale umanitario perch\u00e9 trasformano obiettivi civili in obiettivi militari. Gli attacchi russi che sono seguiti hanno ucciso civili e distrutto infrastrutture civili\u201d.<br \/>\nIl rapporto di Amnesty International \u00e8 stato redatto al termine di una ricerca sul campo sviluppatasi tra aprile e luglio, nelle regioni di Kharkiv, del Donbass e di Mykolaiv.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il rapporto<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019organizzazione \u2013 si legge \u2013 ha visitato luoghi colpiti dagli attacchi, ha intervistato sopravvissuti, testimoni e familiari di vittime, ha analizzato le armi usate e ha svolto ulteriori ricerche da remoto. I ricercatori di Amnesty International hanno riscontrato prove che le forze ucraine hanno lanciato attacchi da centri abitati, a volte dall\u2019interno di edifici civili, in 19 citt\u00e0 e villaggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per convalidare ulteriormente queste prove, il Crisis Evidence Lab dell\u2019organizzazione per i diritti umani si \u00e8 servito di immagini satellitari. La maggior parte dei centri abitati dove si trovavano i soldati ucraini era a chilometri di distanza dalle linee del fronte e dunque \u2013 aggiunge il comunicato \u2013 ci sarebbero state alternative che avrebbero potuto evitare di mettere in pericolo la popolazione civile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Amnesty International non \u00e8 a conoscenza di casi in cui l\u2019esercito ucraino che si era installato in edifici civili all\u2019interno dei centri abitati abbia chiesto ai residenti di evacuare i palazzi circostanti o abbia fornito assistenza nel farlo. In questo modo \u00e8 venuto meno al dovere di prendere tutte le possibili precauzioni per proteggere le popolazioni civili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sopravvissuti e testimoni degli attacchi russi nelle regioni di Kharkiv, del Donbass e di Mykolaiv hanno riferito ai ricercatori di Amnesty International che l\u2019esercito ucraino era operativo \u2013 prosegue la nota \u2013 nei pressi delle loro abitazioni e che in questo modo ha esposto la popolazione civile alle rappresaglie delle forze russe.<br \/>\n\u201cI soldati stavano in una casa accanto alla nostra e mio figlio andava spesso da loro a portare del cibo. L\u2019ho supplicato diverse volte di stare lontano, avevo paura per lui. Il pomeriggio dell\u2019attacco io ero in casa e lui in cortile. E\u2019 morto subito, il suo corpo \u00e8 stato fatto a pezzi. Il nostro appartamento \u00e8 stato parzialmente distrutto\u201d, ha dichiarato la madre di un uomo di 50 anni ucciso da un attacco russo il 10 giugno in un villaggio a sud di Mykolaiv.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nell\u2019appartamento dove, secondo la donna, avevano stazionato i soldati ucraini Amnesty International ha rinvenuto equipaggiamento e divise militari. \u201cIo non capisco il motivo per cui i nostri soldati sparano dalle citt\u00e0 e non dai campi\u201d, \u00e8 la testimonianza di Mykola, che vive in un palazzo di Lysychansk, nel Donbass, pi\u00f9 volte centrato dagli attacchi russi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cC\u2019\u00e8 attivit\u00e0 militare qui nel quartiere. Quando c\u2019\u00e8 fuoco in uscita, subito dopo c\u2019\u00e8 fuoco in entrata\u201d, \u00e8 la testimonianza di un uomo residente nella stessa zona. A Lysychansk \u2013 prosegue il report \u2013 i ricercatori di Amnesty International hanno visto soldati in un palazzo a 20 metri di distanza dall\u2019entrata di un rifugio sotterraneo usato dagli abitanti e dove un anziano \u00e8 stato ucciso. In una citt\u00e0 del Donbass, il 6 maggio, le forze russe hanno colpito con le bombe a grappolo un quartiere di case per lo pi\u00f9 a un piano o a due piani dove era in funzione l\u2019artiglieria ucraina.<br \/>\nI frammenti delle bombe a grappolo hanno danneggiato l\u2019abitazione dove Anna, 70 anni, vive con la madre novantacinquenne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cLe schegge sono passate attraverso la porta. Io ero dentro casa. L\u2019artiglieria Ucraina si trovava nei pressi del mio giardino. I soldati erano dietro al giardino e dietro la casa. Da quando la guerra \u00e8 iniziata li ho visti andare e tornare. Mia madre \u00e8 paralizzata, per noi \u00e8 impossibile fuggire\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">All\u2019inizio di luglio, nella regione di Mykolaiv, un contadino \u00e8 rimasto ferito nell\u2019attacco delle forze russe contro un deposito di grano. Ore dopo l\u2019attacco \u2013 prosegue il comunicato \u2013 i ricercatori di Amnesty International hanno notato la presenza di soldati ucraini e di veicoli militari nella zona del deposito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Testimoni oculari hanno confermato che quella struttura, situata lungo la strada che porta a una fattoria dove persone vivono e lavorano, era stata usata dalle forze ucraine. Mentre i ricercatori di Amnesty International stavano esaminando i danni arrecati a palazzi e ad altre strutture civili nelle regioni di Kharkiv, del Donbass e di Mykolaiv, hanno udito spari provenienti dalle postazioni ucraine situate nelle vicinanze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A Bakhmut \u2013 prosegue la nota \u2013 molte testimonianze hanno parlato di un edificio usato dai soldati ucraini e situato a neanche 20 metri di distanza da un palazzo a pi\u00f9 piani. Il 18 maggio un missile russo ha colpito il palazzo distruggendo parzialmente cinque appartamenti e danneggiando edifici vicini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tre abitanti hanno riferito che prima dell\u2019attacco delle forze russe, quelle ucraine avevano utilizzato un edificio dall\u2019altra parte della strada e che due camion dell\u2019esercito ucraino erano parcheggiati di fronte a un\u2019abitazione rimasta danneggiata dal missile.<br \/>\nI ricercatori di Amnesty International hanno rinvenuto tracce, all\u2019interno e all\u2019esterno dell\u2019edificio, della presenza dei soldati ucraini, tra cui sacchi di sabbia, pezzi di plastica nera per coprire le finestre e nuovi kit di pronto soccorso di manifattura statunitense\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u2018Non ci \u00e8 permesso dire nulla su cosa fa l\u2019esercito, ma siamo noi a pagare le conseguenze\u2019, ha detto ad Amnesty International un sopravvissuto all\u2019attacco. In cinque diverse localit\u00e0, i ricercatori di Amnesty International hanno visto le forze ucraine usare gli ospedali come basi militari. In due citt\u00e0 \u2013 si legge ancora nel comunicato \u2013 decine di soldati stavano riposando, passeggiando o mangiando all\u2019interno di strutture ospedaliere e in un\u2019altra citt\u00e0 i soldati stavano sparando nei pressi di un ospedale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il 28 aprile un attacco aereo russo ha ucciso due impiegati di un laboratorio medico alla periferia di Kharkiv dopo che le forze ucraine avevano installato una base nelle immediate adiacenze. Usare gli ospedali a scopi militari \u00e8 un\u2019evidente violazione del diritto internazionale umanitario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019esercito ucraino \u2013 prosegue la nota \u2013 colloca abitualmente le sue basi all\u2019interno delle scuole dei villaggi e delle citt\u00e0 del Donbass e della regione di Mykolaiv. Le scuole sono temporaneamente chiuse ma molte sono situate vicino a insediamenti urbani. In 22 delle 29 scuole visitate, i ricercatori di Amnesty International hanno trovato soldati o rinvenuto prove delle loro attivit\u00e0, in corso al momento della visita o precedenti: tenute da combattimento, contenitori di munizioni, razioni di cibo e veicoli militari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le forze russe hanno colpito molte delle scuole usate dall\u2019esercito ucraino. In almeno tre citt\u00e0, dopo i bombardamenti russi, i soldati ucraini si sono trasferiti in altre scuole, mettendo ulteriormente in pericolo i civili.<br \/>\nIn una citt\u00e0 a est di Odessa, Amnesty International ha notato in molte occasioni i soldati ucraini usare aree civili per alloggiare e fare addestramento, tra cui due scuole situate in zone densamente popolate \u2013 si legge.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tra aprile e giugno gli attacchi russi contro le scuole della zona hanno causato diversi morti e feriti. Il 28 giugno un bambino e un\u2019anziana sono stati uccisi nella loro abitazione, colpita da un razzo. A Bakhmut, il 21 maggio, un attacco delle forze russe ha colpito un edificio universitario usato come base militare dalle forze ucraine uccidendo sette soldati. L\u2019universit\u00e0 \u00e8 adiacente a un palazzo a pi\u00f9 piani, danneggiato nell\u2019attacco insieme ad altre abitazioni civili a non pi\u00f9 di 50 metri di distanza. I ricercatori di Amnesty International hanno visto la carcassa di un veicolo militare nel cortile dell\u2019universit\u00e0 bombardata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il diritto internazionale umanitario non vieta espressamente alle parti in conflitto di installarsi in scuole dove non sono in corso lezioni \u2013 si sottolinea. Tuttavia, le forze armate devono evitare di usare scuole situate nei pressi di insediamenti civili, salvo quando non vi sia un\u2019urgente necessit\u00e0 di tipo militare. Anche in questo caso, devono avvisare i civili e se necessario assisterli nell\u2019evacuazione, cosa che nei casi esaminati da Amnesty International non pare si sia verificata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>3. Pezzo in posizione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I conflitti armati pregiudicano gravemente il diritto all\u2019istruzione. Inoltre, l\u2019uso a scopo militare delle scuole pu\u00f2 dar luogo a distruzioni che, a guerra finita, possono continuare a negare quel diritto. L\u2019Ucraina \u00e8 uno dei 114 stati che hanno sottoscritto la Dichiarazione sulle scuole sicure, un accordo che intende proteggere l\u2019istruzione durante i conflitti armati e che prevede l\u2019utilizzo di scuole abbandonate o evacuate solo quando non vi siano alternative praticabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Molti degli attacchi delle forze russe documentati da Amnesty International nei mesi scorsi sono stati portati a termine mediante l\u2019uso di armi inerentemente indiscriminate, come le bombe a grappolo o di armi esplosive che producono effetti su larga scala \u2013 prosegue il comunicato. Altri attacchi sono stati condotti con armi guidate con vari livelli di precisione che, in alcuni casi, hanno effettivamente colpito il bersaglio designato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La tattica delle forze ucraine di collocare obiettivi militari all\u2019interno dei centri abitati non giustifica in alcun modo attacchi indiscriminati da parte russa. Tutte le parti in conflitto devono sempre distinguere tra obiettivi militari e obiettivi civili e prendere tutte le precauzioni possibili, anche nella scelta delle armi da usare, per ridurre al minimo i danni ai civili. Gli attacchi indiscriminati che uccidono o feriscono civili o danneggiano obiettivi civili sono crimini di guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cChiediamo al governo ucraino di assicurare immediatamente l\u2019allontanamento delle sue forze dai centri abitati o di evacuare le popolazioni civili dalle zone in cui le sue forze armate stanno operando. Gli eserciti non devono mai usare gli ospedali per attivit\u00e0 belliche e dovrebbero usare le scuole o le abitazioni dei civili solo come ultima risorsa, quando nessun\u2019altra alternativa sia percorribile\u201d, ha dichiarato Agn\u00e8s Callamard, segretaria generale di Amnesty International.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il diritto internazionale umanitario chiede a tutte le parti in conflitto di fare il massimo possibile per non collocare obiettivi militari all\u2019interno o nei pressi di centri abitati. Altri obblighi circa la protezione delle popolazioni civili prevedono la loro evacuazione da luoghi prossimi a obiettivi militari e un preavviso efficace su ogni attacco che possa avere conseguenze per le popolazioni civili \u2013 conclude il comunicato \u2013 Il 29 luglio Amnesty International ha trasmesso al ministero della Difesa di Kiev le conclusioni delle sue ricerche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Le reazioni a Kiev<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dopo la pubblicazione del rapporto le reazioni stizzite di Kiev non si sono fatte attendere. Il presidente Volodymyr Zelensky ha accusato Amnesty Internacional di giustificare gli attacchi russi all\u2019Ucraina denunciando di non aver visto \u201crapporti cos\u00ec chiari ed opportuni di organismi internazionali sui crimini commessi dai terroristi russi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Abbiamo visto un rapporto completamente diverso di Amnesty, che purtroppo tenta di discolpare la Russia e di trasferire la responsabilit\u00e0 dall\u2019aggressore alla vittima\u201d, ha detto Zelensky.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il presidente ha sottolineato che \u201cnon si pu\u00f2 tollerare che un\u2019organizzazione realizzi un rapporto equiparando la vittima all\u2019aggressore. Se questi sono rapporti che manipolano la realt\u00e0, allora condividono la responsabilit\u00e0 per la morte delle persone\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Su Twitter, il consigliere presidenziale Mykhailo Podolyak ha reagito replicando che \u201cMosca sta cercando di screditare le forze armate ucraine agli occhi delle societ\u00e0 occidentali con la sua rete di agenti. \u00c8 una vergogna che un\u2019organizzazione come Amnesty partecipi a questa campagna di disinformazione e propaganda\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba ha definito il rapporto ingiusto. \u201dQuesto rapporto di Amnesty International non intende trovare e denunciare la verit\u00e0 al mondo, ma creare una falsa equivalenza tra l\u2019autore del reato e la vittima, tra il Paese che distrugge centinaia e migliaia di civili, citt\u00e0, territori e un Paese che si difende disperatamente\u201d mentre il ministro della Difesa Oleksiy Reznikov ha definito il rapporto di Amnesty \u201cperverso\u201d poich\u00e9, ha affermato, metteva in dubbio il diritto degli ucraini a difendere il loro paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La replica di Amnesty International<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Amnesty International ha documentato \u201cdozzine di crimini di guerra\u201d commessi dall\u2019esercito russo dall\u2019inizio della guerra in Ucraina, ha scritto l\u2019ufficio ucraino dell\u2019Ong in un comunicato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cAmnesty International protegge i diritti umani in tutto il mondo da oltre 60 anni. Fin dai primi giorni della guerra su vasta scala, Amnesty International ha riconosciuto l\u2019invasione dell\u2019Ucraina da parte della Russia come un atto di aggressione e una grave violazione della Carta delle Nazioni Unite, che \u00e8 un crimine ai sensi del diritto internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In quanto organizzazione internazionale, Amnesty International indaga e documenta i crimini di guerra durante la guerra russo-Ucraina. Dal 24 febbraio, i ricercatori dell\u2019organizzazione hanno documentato dozzine di crimini di guerra e hanno dimostrato che erano stati commessi dall\u2019esercito russo. In particolare, l\u2019attacco al teatro di Mariupol, l\u2019attacco a un edificio residenziale e a una localit\u00e0 balneare a Serhiyivka, i crimini di guerra nella regione di Kiev, ecc. Amnesty International trasferir\u00e0 i dati documentati alla Corte penale internazionale, che contribuir\u00e0 alla giustizia internazionale e assicurer\u00e0 gli autori alla giustizia. Un team separato del dipartimento di risposta alle crisi di Amnesty International si occupa dell\u2019accertamento dei fatti e della preparazione dei materiali.\u201d Si legge nel comunicato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La stessa Callamard ha accusato \u201ctroll delle reti sociali di attaccare le indagini di Amnesty International. Questa si chiama propaganda di guerra, disinformazione e cattiva informazione. Ma non dannegger\u00e0 la nostra imparzialit\u00e0 n\u00e9 cambier\u00e0 i fatti\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Valutazioni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il rapporto di Amnesty International non svela nulla che non fosse gi\u00e0 noto da tempo, almeno a chi non avesse deciso di abbeverarsi in modo acritico solo alla propaganda di Kiev.<br \/>\nNon solo perch\u00e9 le testimonianze circa l\u2019uso di edifici abitati, ospedali e scuole come postazioni militari erano gi\u00e0 emersi in modo evidente soprattutto sui media russi (censurati in Occidente e che non possono certo venire considerati neutrali), ma anche nei resoconti di alcuni reporter di guerra occidentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Va rilevato che il rapporto sottolinea l\u2019impiego di bombe a grappolo definendolo vietato dai trattati internazionali, ma dovrebbe ricordare che la convenzione sulle \u201ccluster bombs\u201d non \u00e8 stata firmata da Russia e Ucraina, n\u00e9 da Usa, Cina, India, tutto il nord Africa, mezzo Sud America e da quasi tutta l\u2019Asia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il valore del rapporto di Amnesty International resta insito nella sua accuratezza, dovuta a un\u2019inchiesta sviluppatasi per mesi nelle zone di guerra intervistando testimoni e soprattutto al fatto che l\u2019Ong non pu\u00f2 essere certo accusata di essere al servizio di Mosca o \u201cputiniana\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il rapporto conferma quindi con dati circostanziati alcuni elementi rilevanti di questo conflitto che finora sono stati volutamente ignorati da gran parte di politica e media in Occidente ma che sono stati, fin dall\u2019inizio dell\u2019intervento militare russo, ben evidenziati da Analisi Difesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Innanzitutto quella in atto, che si trascina da 8 anni nel Donbass, \u00e8 anche una guerra civile che vede 50 mila combattenti ucraini schierati con i russi e una parte molto rilevante della popolazione delle regione coinvolte nei combattimenti attendere l\u2019arrivo dei russi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una ragione che spiega perch\u00e9 in molti centri abitati attraversati dalla linea del fronte e dove vi sono stati scontri cruenti e prolungati molti civili hanno preferito rifugiarsi nelle cantine e attendere che la battaglia finisse invece di evacuare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo spiega anche i continui bombardamenti ucraini contro il centro abitato di Donetsk, in mano alle milizie filo-russe, utilizzando anche artiglierie calibro 155 fornite dai paesi della NATO.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Inoltre questo spiega perch\u00e9 il governo di Kiev cerchi di imporre, pare senza grandi successi, l\u2019evacuazione di 250 mila abitanti di quella parte della provincia di Donetsk ancora sotto il controllo delle forze ucraine, ma che viene progressivamente conquistata dalla lenta ma progressiva avanzata russa, tesa a ridurre per quanto possibile perdite e distruzioni in un territorio che le forze di Mosca e del Donbass intendono liberare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cPotremmo avanzare molto pi\u00f9 in fretta, ma questo causerebbe perdite assai ingenti non solo tra i nostri soldati, ma anche tra la popolazione in gran parte russa di questi territori. Inoltre un\u2019avanzata pi\u00f9 veloce implicherebbe distruzioni pi\u00f9 consistenti di citt\u00e0 e infrastrutture che appartengono alle nostre repubbliche e dovremmo, alla fine, ricostruire a nostre spese\u201d \u2013 sosteneva nel giugno scorso il capitano Ivan Filiponenko (nella foto sotto), portavoce delle forze della Repubblica popolare di Luhansk, intervistato da Gian Micalessin (vedi il reportage del 24 giugno su Analisi Difesa), uno dei pi\u00f9 noti e autorevoli reporter di guerra italiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Certo si tratta di una fonte belligerante, ma rinunciare ad ascoltare \u201centrambe le campane\u201d \u00e8 il modo migliore per prendere abbagli e soprattutto per non avere una visione il pi\u00f9 possibile realistica della situazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nello stesso reportage Micalessin evidenziava \u201cil favore delle popolazioni pronte ad accogliere i russi come liberatori anzich\u00e9 come forze occupanti. Tutti fattori ampiamente sottovalutati da un Occidente che ha spesso chiuso gli occhi sulla situazione di un Donbass dove la popolazione, in maggioranza russofona e filo russa, rifiuta fin dal 2014 la sovranit\u00e0 di Kiev e combatte, da allora, una sanguinosa guerra civile\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un contesto che spiega la diffidenza e l\u2019ostilit\u00e0 delle forze di Kiev nei confronti della popolazione nel Donbass e in altre aree a maggioranza russofona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Video diffusi in questi mesi sui social dagli stessi reparti ucraini hanno mostrato plotoni accasermati in scuole e dichiarazioni in cui i militari lamentavano l\u2019ostilit\u00e0 ricambiata della popolazione.<br \/>\nInoltre Kiev ha fin da subito impiegato in prima linea reparti della Guardia Nazionale (di cui fanno parte anche i reparti di ispirazione nazista Azov, Aydar e altri) e ha armato i civili: uomini certo motivati, ma che solitamente non hanno la formazione, la disciplina e la sensibilit\u00e0 dei militari nei confronti dei civili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il report di Amnesty sembra quindi fotografare una realt\u00e0 in cui le truppe di Kiev non esitano a mettere a rischio una popolazione che evidentemente considerano in buona parte ostile, non il proprio popolo da proteggere dall\u2019invasore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come in tutte le guerre vale poi la considerazione cinica che provocare vittime civili da attribuire al fuoco indiscriminato del nemico costituisce sempre un ottimo strumento di propaganda, elemento cardine della condotta della guerra da parte di Kiev, come dimostra ogni giorno lo stesso presidente Zelensky.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Inoltre, come in tutte le guerre violenze e abusi si consumano su ambo i lati del fronte e, come in tutte le guerre civili, il confine tra invasore e liberatore \u00e8 molto labile e dipende dai punti di vista. Cos\u00ec come vi sono \u201ccollaborazionisti\u201d dei russi nei territori in mano a Kiev e degli ucraini nei territori controllati da Mosca e dalle milizie del Donbass che possono venire definiti traditori o patrioti sui differenti lati della barricata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tutti elementi che rendono pi\u00f9 complesso l\u2019esame del conflitto in atto e la messa a punto di soluzioni per farlo cessare. Complessit\u00e0 che certo cozzano col una comunicazione dominante tesa a semplificare questa guerra dividendo i buoni dai cattivi, gli aggressori dagli aggrediti. Non a caso come in Russia \u00e8 vietato definire \u201cguerra\u201d la cosiddetta operazione militare speciale in Ucraina, Kiev vieta di parlare di \u201cguerra civile\u201d e di contestare la versione ufficiale del conflitto con una legge che ha portato tra l\u2019altro a mettere al bando ben 12 partiti politici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Di questi elementi in Europa e in Italia (dove hanno preso subito il sopravvento militanza, tifoseria e ultimamente un considerevole disinteresse per il conflitto in Ucraina) si tiene davvero poco conto e in molti sono pronti a etichettare chi li evidenzia come \u201cputiniano\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Eppure \u00e8 proprio sulla comprensione di questi elementi che si potr\u00e0 sviluppare la possibilit\u00e0 di far cessare al pi\u00f9 presto un conflitto che si annuncia disastroso per le sorti dell\u2019Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>#TGP #Russia #Ucraina<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>[Fonte: https:\/\/www.analisidifesa.it\/2022\/08\/se-anche-amnesty-international-diventa-putiniana\/]<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/1518147318236235\/posts\/pfbid02M1nbWoTck4zmwTzqk3e6DcqSriqtoednvRWWWyyvJ2SaJTwQLATAyfnjYijQu7url\/\">https:\/\/www.facebook.com\/1518147318236235\/posts\/pfbid02M1nbWoTck4zmwTzqk3e6DcqSriqtoednvRWWWyyvJ2SaJTwQLATAyfnjYijQu7url\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Gianandrea Gaiani) Chiunque osi mettere in dubbio i dogmi della propaganda ucraina, animata, sostenuta e amplificata da USA e NATO \u00e8, per definizione comunemente accettata dal circo politico-mediatico dominante in Occidente, un \u201cputiniano\u201d. Risulta per\u00f2 difficile inserire nelle \u201cliste di proscrizione\u201d, ormai cos\u00ec in voga nel democratico Occidente e anche in Italia, organizzazioni come Amnesty International che in un rapporto reso noto gioved\u00ec ha sostenuto che \u201cnel tentativo di respingere l\u2019invasione russa&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":95,"featured_media":72688,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/download-1.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-jcN","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/73829"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/95"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=73829"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/73829\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":73831,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/73829\/revisions\/73831"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/72688"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=73829"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=73829"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=73829"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}