{"id":73877,"date":"2022-08-12T10:00:10","date_gmt":"2022-08-12T08:00:10","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73877"},"modified":"2022-08-10T11:31:03","modified_gmt":"2022-08-10T09:31:03","slug":"leuropa-ha-perso-la-guerra-economica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73877","title":{"rendered":"L\u2019Europa ha perso la guerra economica"},"content":{"rendered":"<p><strong>da LA CITTA&#8217; FUTURA (Ascanio Bernardeschi)<\/strong><\/p>\n<div class=\"itemIntroText\">\n<p><em>La guerra economica dichiarata dall\u2019Unione Europea alla Russia si \u00e8 risolta in una sonora sconfitta. Ma il nostro governo insiste. Fino alla guerra nucleare o fino alla disfatta?<\/em><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"itemBody\">\n<div class=\"itemImageBlock clearfix\"><span class=\"itemImage\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/media\/k2\/items\/cache\/3e07cac361df4ab31efe815f4c44558f_XL.jpg\" alt=\"L\u2019Europa ha perso la guerra economica\" \/><\/span><\/p>\n<div class=\"clr\">Mentre \u00e8 iniziato il balletto delle elezioni politiche con il ritorno al tema dello scontro fra due blocchi aventi identici orizzonti sulla guerra e sulle politiche economiche e sociali, con poche differenze di facciata e differenze pi\u00f9 marcate sui settori della borghesia da proteggere; mentre le microformazioni comuniste si presenteranno all\u2019elettorato ancora una volta colpevolmente divise, nonostante la gravit\u00e0 del momento, <b>si avvicina inesorabile un autunno\/inverno (se non si andr\u00e0 oltre) destinato ad assestare colpi durissimi e sofferenze ai popoli europei<\/b>. Ma di questo non si parla nei salotti della politica.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"itemFullText\">\n<p>Se non se ne occupa la politica, ci sta pensando la Banca Centrale Europea (Bce) che <a href=\"https:\/\/www.msn.com\/it-it\/money\/storie-principali\/la-bce-alza-i-tassi-e-lancia-lo-scudo-anti-spread\/ar-AA105Bgj?ocid=msedgntp&amp;cvid=25575fe673034e2da23274d07e1f9fe8\">ha deciso un aumento drastico<\/a>, di mezzo punto, entrato in vigore il 27 luglio scorso, dei tassi di interesse sulle sue principali operazioni di rifinanziamento, che saliranno allo 0,50%, mentre sulle operazioni di rifinanziamento marginale raggiungeranno lo 0,75% e sui depositi presso la banca centrale lo 0%. La decisione \u00e8 motivata dal contrasto all\u2019aumento dell\u2019inflazione che si avvicina al 10%, mentre i poteri economici dicono di volerla riavvicinare all\u2019obiettivo obsoleto di Maastricht (2%). Un cos\u00ec elevato aumento dei tassi metter\u00e0 in difficolt\u00e0 le famiglie e gli Stati indebitati nonch\u00e9 le imprese marginali, accelerando il processo di centralizzazione dei capitali. Per quanto riguarda i mutui, per esempio, Codacons ha rilevato un aumento di 1,26 punti del tasso di riferimento per quelli trentennali, che comporta un rincaro della rata di oltre 60 euro al mese per prestiti intorno ai 200mila euro. Ma il coordinamento a tutela dei consumatori prevede anche <a href=\"https:\/\/codacons.it\/bce-codacons-non-solo-mutui-con-rialzo-tassi-saliranno-anche-costi-finanziamenti-auto-prestiti-personali-leasing\/\">aggravi<\/a> per l\u2019acquisto dell\u2019auto a rate o in leasing, per l\u2019arredamento, la ristrutturazione della casa, i prestiti personali ecc.<\/p>\n<p>Per arginare le difficolt\u00e0 degli Stati, <a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/economia-e-lavoro\/e-allora-viva-viva-il-debito\">fino a poco fa esortati a indebitarsi al fine di alleggerire il debito privato<\/a>, \u00e8 previsto uno \u201cscudo antispread\u201d che consiste in acquisti sul mercato secondario, in sostanza dalle banche e non presso gli Stati emittenti, di titoli del debito di paesi in difficolt\u00e0 finanziarie \u201cnon giustificate\u201d dai loro \u201cfondamentali specifici\u201d.<\/p>\n<p>Fuori dalla terminologia specifica significa che, se il differenziale di tassi del debito pubblico fra l\u2019Italia e, per esempio, la Germania \u00e8 eccessivo, potranno essere comprati dalla Bce titoli di Stato italiani, i quali cos\u00ec subiranno meno pressioni da parte della speculazione finanziaria. Ma l\u2019intervento sar\u00e0 a discrezione della banca europea che interverr\u00e0 solo se i costi del debito italiano imposti dai mercati non saranno giustificati dai cosiddetti \u201cfondamentali\u201d, cio\u00e8 se, a suo modo di vedere, la finanza di quel paese sar\u00e0 sana (ti prestiamo l\u2019ombrello solo se non piove!). I requisiti? Politiche fiscali \u201csostenibili\u201d, tra cui <b>non avere deficit \u201ceccessivi\u201d e avere adempiuto agli obblighi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), adottare le \u201criforme strutturali\u201d in esso indicate<\/b>, il tutto valutato dalla burocrazia della Bce, di cui conosciamo la cultura ordoliberista, e con il rischio di perdere anche quel minimo margine di sovranit\u00e0 politica fin qui caritatevolmente concessoci. In altre parole <b>lo spettro greco \u00e8 in vista in molti Stati, e noi siamo fra questi<\/b>. Il <a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/economia-e-lavoro\/quantitative-easing-il-fragore-di-un-bazooka-caricato-a-salve\">quantitative esasing<\/a> di Draghi, pur con i suoi <a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/economia-e-lavoro\/bce-dal-bazooka-all-artiglieria-pesante-ma-la-carica-e-nuovamente-a-salve\">enormi limiti<\/a>, era un po\u2019 meno peggio perch\u00e9 meno discrezionale nel valutare l\u2019opportunit\u00e0 di intervenire. Ma di ci\u00f2 ci riserviamo di scrivere pi\u00f9 in dettaglio in altra occasione.<\/p>\n<p>Quello che invece intendiamo discutere in questa sede \u00e8 l\u2019idea dell\u2019aumento dei tassi per tenere a bada l\u2019inflazione. Certamente in periodi in cui l\u2019economia \u00e8 surriscaldata, un aumento dei tassi, che tende a ridurre gli investimenti delle imprese, la spesa pubblica e i consumi delle famiglie, ha una sua efficacia. <b>Ma si pu\u00f2 dire che esista un surriscaldamento dell\u2019economia in Eurolandia o \u00e8 vero l\u2019esatto contrario?<\/b><\/p>\n<p>Credo che pochissimi analisti sarebbero disposti a sostenere che l\u2019inflazione derivi da un eccesso di domanda e non da <b>una carenza di offerta, dovuta ai colli di bottiglia venutisi a formare con la pandemia prima e con le sanzioni europee alla Russia poi<\/b>. In un sistema produttivo fortemente frammentato, in cui la catena del valore passa attraverso numerosissime imprese dislocate in tutto il mondo, lo stop di una di esse o in un ingranaggio del sistema dei trasporti di merci provoca effetti su tutta la filiera rendendo meno disponibili, e quindi pi\u00f9 costosi, molti prodotti. Se a ci\u00f2 si aggiunge la pretesa di fare a meno dei prodotti energetici e delle materie prime russi, rivolgendosi a forniture assai pi\u00f9 costose, vedi quelle Usa, l\u2019inflazione potrebbe tornare a due cifre e l\u2019aumento dei tassi, mettendo in difficolt\u00e0 o addirittura facendo chiudere molte imprese, aumenterebbe proprio i problemi di offerta, che sono il vero elemento di criticit\u00e0. <b>L\u2019effetto pi\u00f9 probabile di questa stretta monetaria, pi\u00f9 che di ridurre l\u2019inflazione, sar\u00e0 di deprimere ancora di pi\u00f9 l\u2019economia reale<\/b>.<\/p>\n<p>Anche la Banca Mondiale, infatti, ha dovuto aggiornare al ribasso le sue previsioni di crescita: quest\u2019anno l\u2019economia globale dovrebbe crescere solo del 2,9%, mentre a gennaio aveva previsto una crescita del 4,1%. L\u2019Ocse ha sostanzialmente confermato tali previsioni aggiungendo che questa frenata tender\u00e0 anche a far rallentare l\u2019inflazione.<\/p>\n<p><b>C\u2019\u00e8 da domandarsi allora in che mani siamo, se questo schizofrenico ondeggiare fra espansione monetaria in misura eccezionale (\u201cwhatever it takes\u201d di Draghi) e drastica restrizione monetaria, sia pure temperata dalle discrezionali misure antispread, non sia il sintomo di un\u2019incapacit\u00e0 \u2013 o di una mancanza di volont\u00e0 \u2013 di fondo di affrontare i veri nodi della crisi sistemica<\/b>. Se la politica monetaria espansiva genera inflazione e quella restrittiva genera recessione, non sar\u00e0 che la politica monetaria non \u00e8 pi\u00f9 in grado di governare l\u2019economia quando siamo di fronte a entrambi gli spettri, e occorrerebbe ricorrere ad altri strumenti che l\u2019Ue devota alla libera concorrenza aborre? Nel caso dell\u2019Italia si pu\u00f2 ancora incentivare l\u2019indebitamento in presenza di un debito pubblico al 150% del Pil per combattere la recessione oppure tagliare i cordoni della borsa provocando un peggioramento della produzione? <b>La vera alternativa, la programmazione pubblica, la pubblicizzazione dei settori strategici e la normalizzazione dei rapporti commerciali nell\u2019ambito dell\u2019Eurasia, evidentemente confligge con gli interessi prevalenti del grande capitale<\/b>.<\/p>\n<p>Non lo dice solo un bolscevico. Nel 2008, il presidente dell\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite aveva convocato un gruppo massimi esperti internazionali, presieduto dall\u2019economista premio Nobel Joseph Stiglitz, da cui pur dissento su molte altre questioni, per affrontare questo il nodo della crisi mondiale. <a href=\"https:\/\/cgt.columbia.edu\/research\/books\/archive\/the-stiglitz-report-reforming-the-international-monetary-and-financial-systems-in-the-wake-of-the-global-crisis\/\">Il Rapporto che ne \u00e8 scaturito<\/a>, considera la crisi finanziaria strettamente correlata con quelle di cibo, acqua, energia e sostenibilit\u00e0 e raccomanda profondi cambiamenti strutturali e politici per molti anni a venire. Sappiamo che la crisi del 2008 \u00e8 stata invece affrontata favorendo la formazione di una nuova bolla finanziaria. Pi\u00f9 <a href=\"https:\/\/www.micromega.net\/debito-italiano-bce\/\">recentemente Stiglitz ha dichiarato<\/a> che: \u201cuna politica monetaria e fiscale restrittiva pu\u00f2 impedire una risposta efficace ai problemi dal lato dell\u2019offerta\u201d. Occorrerebbe invece, conclude, l\u2019intervento dello Stato per contrastare gli oligopoli e la crescita abnorme dei profitti delle societ\u00e0 petrolifere e per attivare nuove politiche industriali e fiscali.<\/p>\n<p>La pandemia e la guerra stanno modificando profondamente il panorama mondiale. Si assiste alla chiara perdita di supremazia economica degli Usa e all\u2019affacciarsi impetuoso di nuove realt\u00e0 mondiali, Cina, Russia, India, Iran, America Latina, Africa ecc. <b>verso un globo multipolare che la potenza americana cerca con ogni mezzo criminale di esorcizzare<\/b>.<\/p>\n<p>In questo quadro l\u2019Europa, che poteva essere uno dei poli in grado di avvalersi di importanti sinergie con la Russia, ha preferito appiattirsi sull\u2019alleato atlantico e porre in essere <b>suicide sanzioni economiche<\/b> alla Russia di cui sta pagando care le conseguenze.<\/p>\n<p>Come ha <a href=\"https:\/\/www.acro-polis.it\/2022\/07\/30\/la-diplomazia-americana-come-una-tragedia-greca-che-ci-coinvolge-tutti\/\">scritto Michael Hudson<\/a>, \u201cl\u2019interruzione delle catene di approvvigionamento mondiale di energia, cibo e minerali e la conseguente inflazione ha imposto enormi tensioni economiche agli alleati degli Stati Uniti in Europa e nel Sud del mondo. Eppure l\u2019economia statunitense ne sta beneficiando, o almeno settori specifici dell\u2019economia statunitense ne stanno beneficiando\u201d. <b>Ne \u00e8 un segnale l\u2019andamento del tasso di cambio fra dollaro ed euro che ha visto arretrare sensibilmente la nostra moneta<\/b>. A seguito delle sanzioni gli <i>States<\/i> potranno esportare molto pi\u00f9 che in passato gas liquefatto in Europa, imponendo fra l\u2019altro ai governi europei rilevanti investimenti infrastrutturali e scempi ambientali. Non vi \u00e8 dubbio che \u201cl\u2019economia europea \u00e8 colpita pi\u00f9 di ogni altra cosa. Le statistiche mostrano che il 40% dei danni causati dalle sanzioni \u00e8 a carico dell\u2019Ue, mentre il danno per gli Stati Uniti \u00e8 inferiore all\u20191%\u201d (dichiarazione del ministro russo Sergey Viktorovich Lavrov riportata da Hudson nel medesimo articolo sopra citato).<\/p>\n<p>Analoghe considerazioni <a href=\"https:\/\/www.lefigaro.fr\/demain\/energie\/gaz-russe-l-europe-pourra-t-elle-passer-l-hiver-20220727\">provengono dal giornale francese \u201cLe Figaro<i>\u201d<\/i><\/a>, secondo cui, \u201ccome per la crisi dell\u2019euro e l\u2019ondata migratoria, lo shock energetico dell\u2019inverno 2022 metter\u00e0 alla prova la sua [dell\u2019Unione Europea] unit\u00e0\u201d. Per questo molte grandi aziende non comprendono perch\u00e9 sia stato abbandonato il mercato russo, visto che le drastiche sanzioni non hanno fermato la guerra ma alimentato \u201cenormi perdite\u201d economiche, stimate in diversi milioni se non miliardi di dollari, alle imprese europee.<\/p>\n<p>I danni non si limiteranno all\u2019emergenza energetica. Molte di queste aziende avevano attivit\u00e0 localizzate in Russia, che ora dovranno svendere. Come in politica, anche <b>in economia i vuoti vengono colmati<\/b>, e lo saranno per mano dell\u2019imprenditoria russa, cinese o di altri paesi meno succubi dell\u2019imperialismo americano. Una volta perse queste opportunit\u00e0 non sar\u00e0 agevole riconquistarle.<\/p>\n<p>In questo disordine economico generalizzato lo stesso Fondo Monetario Internazionale dichiara allarmato che \u201cil mondo potrebbe presto ritrovarsi sull\u2019orlo della recessione\u201d e teme il <b>pericolo di disordini sociali legati all\u2019aumento dei prezzi del cibo e dell\u2019energia<\/b>. Naturalmente per \u201cmondo\u201d intende il suo mondo, quello \u201ccivile\u201d, \u201cdemocratico\u201d ecc., secondo i consueti canoni razzistici liberali.<\/p>\n<p>Aggiungiamo a ci\u00f2 che per molti paesi europei si prospetta a breve termine una gravissima carenza di prodotto energetici la quale, oltre a mettere in difficolt\u00e0 le famiglie, specie le pi\u00f9 disagiate, <b>produrr\u00e0 nuovi contraccolpi alla nostra economia che sta marciando a passi veloci verso il baratro<\/b>. Tant\u2019\u00e8 vero che sia i singoli Stati <a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/crisi-mondiale\/23552-tomasz-konicz-fed-e-bce-nel-vicolo-cieco-della-politica-monetaria.html\">che l\u2019Ue<\/a> hanno gi\u00e0 elaborato programmi di razionamento. Inoltre, a fronte di un\u2019unit\u00e0 di intenti di facciata trai i singoli paesi, si assiste allo sventagliamento di tattiche, fra di loro in contrasto, per far fronte, attraverso l\u2019aggiramento di alcune sanzioni, triangolazioni ecc., alle enormi difficolt\u00e0. Insomma anche in fatto di unit\u00e0 mi pare che l\u2019Unione Europea non abbia compiuto passi avanti.<\/p>\n<p>Anche la <i>Berliner Zeitung<\/i>, dopo avere riferito le preoccupazioni per la possibilit\u00e0 che <a href=\"https:\/\/www.berliner-zeitung.de\/news\/bildung-schule-energiekrise-schulschliessungen-wegen-gasmangels-im-winter-corona-pandemie-li.252014\">le scuole vengano chiuse a seguito della crisi energetica<\/a>, e con ci\u00f2 posto problemi anche alle famiglie dei lavoratori, si occupa dei <a href=\"https:\/\/www.berliner-zeitung.de\/news\/energiekrise-lindner-verspricht-finanzspritzen-fuer-unternehmen-li.220036\">problemi delle imprese legati all\u2019aumento dei prezzi dell\u2019energia<\/a> e riporta l\u2019intento del ministro delle Finanze Linder di venire loro incontro. <b>Insomma che le sanzioni costituiscano un boomerang pu\u00f2 essere messo difficilmente in discussione<\/b>.<\/p>\n<p>Vediamo ora la cosa dal lato del \u201cnemico\u201d, Russia e Cina. La Russia doveva essere ridotta al default e invece i suoi conti migliorano e il rublo si apprezza.<\/p>\n<p>La supremazia del dollaro doveva essere imposta dalle armi e dalle sanzioni e invece \u00e8 stata prodotta un\u2019accelerazione della sua sostituzione con altre valute negli scambi internazionali e nelle riserve degli Stati.<\/p>\n<p>La Russia avrebbe dovuto essere isolata e invece ha consolidato i suoi rapporti con Cina, India, Iran, mentre i Brics (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica) vanno verso un loro allargamento.<\/p>\n<p>Il sistema di pagamento internazionale made in Usa, che doveva bloccare il commercio internazionale della Russia, viene sostituito da altri sistemi made in China e in Russia.<\/p>\n<p>Putin avrebbe dovuto subire una perdita di autorevolezza e preferibilmente un rovesciamento, ma non mi pare che ci siano segnali di questo tipo. <b>Ci sono invece diversi governi europei in crisi, a partire dal nostro, da quello britannico e da quello tedesco, mentre anche i consensi di Biden paiono in discesa<\/b>.<\/p>\n<p>La guerra guerreggiata si sta sviluppando per ora in maniera favorevole alla Russia e, salvo un intervento ancora pi\u00f9 pesante della Nato, che sarebbe una tragedia per l\u2019umanit\u00e0, sembrerebbe prevedibile una sconfitta dell\u2019Occidente. Ma su questo non ho certezze.<\/p>\n<p>Sulla guerra economica, invece, le incertezze sono assai inferiori e il \u201cmondo libero\u201d si sta avviando verso una catastrofica sconfitta (sempre al netto di una guerra nucleare).<\/p>\n<p>Nel contesto dei periodi bui che ci attendono \u00e8 fortemente esecrabile che i gruppi dirigenti dei vari partiti comunisti non abbiano trovato il modo di concordare <b>una comune piattaforma elettorale basata sulla richiesta di uscita dell\u2019Italia dal conflitto<\/b> e si presentino in ordine sparso, compromettendo ulteriormente la loro credibilit\u00e0 di fronte alla classe lavoratrice.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE: <a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/editoriali\/l%e2%80%99europa-ha-perso-la-guerra-economica\">https:\/\/www.lacittafutura.it\/editoriali\/l%e2%80%99europa-ha-perso-la-guerra-economica<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da LA CITTA&#8217; FUTURA (Ascanio Bernardeschi) La guerra economica dichiarata dall\u2019Unione Europea alla Russia si \u00e8 risolta in una sonora sconfitta. 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