{"id":73902,"date":"2022-08-15T11:00:09","date_gmt":"2022-08-15T09:00:09","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73902"},"modified":"2022-08-13T08:04:33","modified_gmt":"2022-08-13T06:04:33","slug":"la-prima-repubblica-come-categoria-dello-spirito-politico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73902","title":{"rendered":"La Prima Repubblica come categoria dello spirito politico"},"content":{"rendered":"<p><strong>di La Fionda (Carlo Magnani)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid foto-articolo ls-is-cached lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/71r5eH2DyvL._AC._SR360460.jpg\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/71r5eH2DyvL._AC._SR360460.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Prima Repubblica \u00e8 stata una fase precisa della nostra storia nazionale, e la sua repentina e inattesa dissoluzione \u00e8 forse la causa che ne ha dettato la conversione in una vera e propria categoria dello spirito. Infatti, il periodo che va dal 18 aprile 1948 sino allo scioglimento delle Camere elette nel 1992, costituisce un grumo psico-politico diffuso e tuttora attivo nell\u2019immaginario di chi ha almeno una quarantina d\u2019anni d\u2019et\u00e0 anagrafica sul groppone. Pi\u00f9 che materiale per il freddo lavoro degli storici, tale serbatoio emotivo si presterebbe all\u2019interpretazione che ne possono dare i narratori di storie, cio\u00e8 i costruttori dei miti che danno corpo al romanzo collettivo della nazione. Tale periodo \u2013 che comprende quei decenni che la storiografia europea definisce i Trenta Gloriosi \u2013 \u00e8 stato da noi vissuto con una intensit\u00e0 speciale, enfatizzando l\u2019eredit\u00e0 del sistema dei partiti di massa che ha costituito la vera \u201ccostituzione materiale\u201d del Paese. La fine di quel mondo, che pareva eterno, ha costretto tutti a confrontarsi con l\u2019idea di \u201cnuovo\u201d, concetto che era confinato esclusivamente all\u2019uso dei pubblicitari e pressoch\u00e9 bandito in politica, ove veniva al massimo tollerato sotto le mentite spoglie di una promessa di un generico rinnovamento nella continuit\u00e0. Abbiamo cos\u00ec scoperto nuovi mondi, portando per\u00f2 dentro una profonda nostalgia per il vecchio, che abbiamo continuato a ricercare \u2013 annusandolo come i cani cercano i tartufi \u2013 ogni volta che se ne intuiva una poco probabile riapparizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Senza questo breve cenno di contesto, anche generazionale, non si potrebbe comprendere il romanzo <a href=\"https:\/\/www.peoplepub.it\/pagina-prodotto\/l-ultimo-commosso-saluto-a-un-uomo-molto-amato\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u201cL\u2019ultimo commosso saluto a un uomo molto amato\u201d <\/a>(People, editore). L\u2019Autore, per quanto anonimo, non \u00e8 per\u00f2 sconosciuto al popolo dei social, infatti cura da anni, nella veste austera di Luminoso Segretario, un profilo significativamente denominato UfddPr.Og (\u201cUna foto diversa della prima Repubblica. Ogni giorno\u201d) che conta pi\u00f9 di 100.000 tesserati. Per contrassegnare questa opera ha preferito uno pseudonimo, firmandosi come Pieter Freibeuter, che se non abbiamo consultato male la traduzione che internet offre, significa \u201ccorsaro\u201d, \u201cpirata\u201d o anche \u201cuomo privo di scrupoli\u201d. Chiss\u00e0 se questa opzione non serva a mettere da subito il lettore sulla pista di una politica corsara e non troppo condizionata da scrupoli morali? La trama \u00e8 tutta centrata sulla figura di un inventato politico \u201cprimo-repubblicano\u201d, seguendo un andamento cronologico a ritroso. L\u2019evento con il quale la narrazione prende le mosse \u00e8 un lutto, la dipartita di Mario Celeghin, detto Mariolino, avvenuta nel gennaio del 2019. Da questo evento si dipanano due fili, fortemente intrecciati, che danno corpo al racconto: da un lato, la vicenda famigliare, e dall\u2019altro quella pi\u00f9 strettamente politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mario Celeghin, come tradisce il cognome, ha origini venete e il partito nel quale far\u00e0 una formidabile carriera, da consigliere comunale sino a deputato e sottosegretario, non \u00e8 la bianca Dc \u2013 come i natali avrebbero potuto suggerire \u2013 bens\u00ec il Partito socialista. Il dato geopolitico ha la sua rilevanza, tanto che per entrare nella politica vera e nelle sfere alte del Psi, l\u2019ingegnere Celeghin sposta ben presto la sua base d\u2019azione direttamente a Milano: nella capitale del craxismo. Emendato dalle origini venete, il profilo politico non \u00e8 per nulla originale: militante della corrente lombardiana di sinistra del partito, mette in secondo piano la spinta ideale per trasformarsi in un politico, per cos\u00ec dire, pi\u00f9 pragmatico. Un piccolo favore da consigliere comunale \u00e8 il momento in cui realizza di aver perso la verginit\u00e0. \u201cGli era piaciuto, quel primo proto-abuso di potere, ammesso che si potesse definire tale. Aveva provato piacere, s\u00ec, piacere era proprio la parola esatta\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cos\u00ec, a partire dal comunicato Ansa che annuncia la dipartita di Mariolino Celeghin, l\u2019Autore ci fa conoscere meglio questo uomo da \u201cpentapartito\u201d, portandoci indietro nel tempo. La scena allora abbandona il mondo dei social per rientrare nell\u2019epoca dei fax e del televideo. Si torna ai primi mesi del 1992, tra inchieste giudiziarie e liste da preparare per le elezioni di primavera, le ultime della gloriosa Prima Repubblica. Le pagine che tratteggiano questi istanti della vita di Celeghin costituiscono il corpus centrale e pi\u00f9 sostanzioso del romanzo. Ne ricaviamo il profilo di un uomo che inizia a perdere le sue sicurezze, sia affettive che politiche, che si sente minacciato dai tempi nuovi che incombono; eppure, sarebbe pronto per fare il salto al vertice di un Ministero (ne ha parlato con Bettino) ma si trova invece a sgomitare in un incerto collegio elettorale. Si respira nelle pagine una atmosfera chiusa, la casa, lo studio di rappresentanza in centro, le telefonate con i pochi fidati amici rimasti e con i tanti da cui guardarsi, sono momenti di una esistenza ormai asserragliata, condotta sempre al riparo. Manca quasi l\u2019aria nelle giornate di Celeghin, esce presto per comprare il giornale e se passeggia lo fa discretamente solo di notte. Il lettore percepisce a fondo questa cupezza dissolutiva, che investe anche la vivace vita sentimentale del Nostro protagonista. Tutto sembra crollare nel corso del 1992.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il libro avrebbe tranquillamente potuto riportare come titolo \u201cLa doppia morte di Mariolino Celeghin\u201d: la prima, che apre il racconto, quella biologica avvenuta nel 2019, e la seconda, ma ben pi\u00f9 rilevante, quella politica verificatasi nel 1992. Non a caso, sul letto di morte, l\u2019infermiere intese alcune parole sconnesse che suonavano cos\u00ec \u201cQuanto sono stato coglione a non impuntarmi su Milano\u201d pronunciate da Mariolino prima di spirare. Il testo quindi si divide in due dimensioni temporali molto distanti, forse troppo, sappiamo molto delle giornate del 1992 ma quasi nulla \u2013 se non qualche eccesso sentimentale \u2013 dei quasi trenta anni che sono seguiti. Questo salto sgomenta il lettore, che si chiede se veramente in quell\u2019intermezzo siano accadute cose rilevanti e meritevoli di attenzione oppure se non si sia trattato di un lungo sogno, di una sospensione della politica vera \u2013 come accaduto nella vita di Celeghin. A unire i due periodi c\u2019\u00e8 per\u00f2 il gruzzolo nascosto all\u2019estero che rientra per vie traverse a soddisfare i vari assi ereditari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma guai a credere che il racconto assecondi sentimenti di nostalgia o di rimpianto. Si presenta invece piuttosto secco e crudo, realista e cinico si potrebbe persino dire, scientifico e tecnico nella descrizione delle dinamiche della politica. Cos\u00ec ci approssimiamo a quello che sembra invece il centro del romanzo, il tema che trascende gli eventi narrati e le personalit\u00e0 in gioco per proiettarsi oltre, sino all\u2019attualit\u00e0. Tale cuore \u00e8 riassumibile nel rapporto tra politica e morale, questione eterna e magmatica, che riceve qui una sua interpretazione. Il commosso saluto al sottosegretario Celeghin non \u00e8 forse l\u2019addio alla politica tout court? Quella politica magari senza moralismi ma non priva di morale? Oggi sembra invece valere l\u2019inverso, tanto moralismo in assenza di etica. Il fatto \u00e8 che i sistemi ideologici di riferimento costituivano, bene o male, piccoli ordini in cui le passioni umane trovavano un senso e una disciplina. Nelle ideologie, e nei relativi apparati, l\u2019individuo trascendeva se stesso e la propria contingenza. Ora domina una politica subordinata alla economia dove tutto \u00e8 gi\u00e0 scritto, e dove ai politici si chiede conto di tante piccole cose riflettenti valori del tutto impolitici. Ma questo \u00e8 il tempo che ci \u00e8 dato vivere. Per suggestioni sul futuro, comunque, si rimanda invece al finale del libro, degno della migliore commedia all\u2019italiana. Che ovviamente non sveler\u00f2, nemmeno per una tangente.<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/08\/12\/la-prima-repubblica-come-categoria-dello-spirito-politico\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/08\/12\/la-prima-repubblica-come-categoria-dello-spirito-politico\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di La Fionda (Carlo Magnani) La Prima Repubblica \u00e8 stata una fase precisa della nostra storia nazionale, e la sua repentina e inattesa dissoluzione \u00e8 forse la causa che ne ha dettato la conversione in una vera e propria categoria dello spirito. 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