{"id":73943,"date":"2022-08-16T10:30:42","date_gmt":"2022-08-16T08:30:42","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73943"},"modified":"2022-08-15T22:35:52","modified_gmt":"2022-08-15T20:35:52","slug":"alle-prossime-elezioni-fuori-litalia-dalla-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73943","title":{"rendered":"Alle prossime elezioni: fuori l\u2019Italia dalla guerra!"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di MARX XXI (Redazione)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-73944\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Copia-di-FUORI-LITALIA-DALLA-GUERRA-300x169.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Copia-di-FUORI-LITALIA-DALLA-GUERRA-300x169.png 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Copia-di-FUORI-LITALIA-DALLA-GUERRA.png 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Pubblichiamo il contributo di Marx21 in vista delle elezioni del 25 settembre<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>1. Una nuova fase della storia mondiale<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dagli inizi del 2022 siamo entrati in una nuova fase della storia mondiale, caratterizzata da quella che papa Francesco ha definito la \u201cguerra mondiale a pezzi\u201d, di cui la guerra ucraina \u00e8 il centro. Essa si svolge su diversi campi. Uno \u00e8 sicuramente quello militare, ma coinvolge anche il piano economico-finanziario (sanzioni ed economia di guerra) e quello ideologico-culturale, che serve a nascondere la violenta competizione internazionale lanciata dagli Usa contro i paesi emergenti, ammantata da scontro tra democrazia ed autocrazia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Proprio perch\u00e9 figlia della fine del mondo unipolare, questa nuova fase pu\u00f2 portare con s\u00e9 ad uno sbocco progressivo: il riconoscimento e l\u2019accettazione del multipolarismo, promosso da un insieme di paesi che propone la coesistenza pacifica, la cooperazione win win ed il rispetto dei sistemi e la storia di ciascun paese. Promotori di questa visione sono soprattutto i BRICS (Cina, India, Russia, Sudafrica, Brasile) e i paesi a loro affini, che lavorano alla costruzione di un mondo e di regole capaci di guardare all\u2019interesse generale dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tuttavia lo sbocco progressivo non \u00e8 l\u2019unico possibile, anzi: oggi l\u2019Occidente sembra aver imboccato la strada di uno sbocco reazionario ed estremamente pericoloso: crescono nella borghesia italiana le frazioni interventiste e belliciste a sostegno della guerra permanente che l\u2019imperialismo Usa, potenza economica in declino, alimenta nel tentativo anacronistico di mantenere il dominio unipolare e fermare il corso della storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>2. La guerra \u00e8 la questione principale del nostro tempo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il nostro paese, con il governo Draghi, ha perseguito lo sbocco regressivo, adottando la linea pi\u00f9 oltranzista tra i paesi fondatori della Ue, scegliendo \u2013 a qualunque prezzo \u2013 di intraprendere una guerra di lunga durata e a tutto campo contro la Russia, con l\u2019obbiettivo irrinunciabile della piena \u201cvittoria delle democrazie\u201d e la disfatta e punizione delle autocrazie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 una linea che il governo sta portando avanti anche ora, nonostante sia in carica solo \u201cper gli affari correnti\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tutto questo avviene mentre all\u2019orizzonte gi\u00e0 si intravede una nuova escalation che ha come obbiettivo la guerra alla Cina. Per alcuni settori delle classi dirigenti atlantiche \u00e8 iniziata una fase definitiva che sar\u00e0 caratterizzata dalla guerra come elemento strutturale del presente e del futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Infatti, oggi, la questione della guerra \u00e8 la questione principale, da cui dipendono tutte le altre scelte politiche sul terreno economico, sociale e istituzionale. In guerra anche l\u2019economia diventa economia di guerra e viene sacrificata ogni scelta in tema ambientale o economico-sociale, togliendo risorse alle spese sociali per dirottarle sulle spese militari. Questa strategia viene portata avanti, nonostante il prezzo sia l\u2019aumento della povert\u00e0, deindustrializzazione e pesanti nuove esclusioni sociali. Infine, la guerra giustifica uno stato di emergenza, la trasformazione delle istituzioni, il passaggio a uno stato autoritario attraverso un esecutivo dotato di pieni poteri. Gi\u00e0 oggi viene pesantemente stravolta la Carta costituzionale, non solo con riferimento all\u2019art.11 ed all\u2019uso (ripudiato in Costituzione) della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, ma anche nella parte relativa alle questioni sociali e del lavoro. Inoltre, vengono ridotti gli spazi e l\u2019agibilit\u00e0 democratica sia sul piano pubblico e politico, sia su quello sindacale e sociale. Non \u00e8 affatto un\u2019eventualit\u00e0 remota la trasformazione in senso presidenzialistico della nostra Costituzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 fondamentale allora porre la questione della guerra al centro della campagna elettorale. Le scelte del governo Draghi e della maggioranza dell\u2019attuale parlamento sono avvenute contro la volont\u00e0 della stragrande maggioranza della popolazione italiana, la cui sovranit\u00e0 \u00e8 calpestata da un allineamento ai falchi dell\u2019atlantismo e della Nato e la cui voce non \u00e8 stata raccolta dalle aule parlamentari, se non da una minoranza di meritori parlamentari, a cui rivolgiamo il nostro ringraziamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Fuori l\u2019Italia dalla guerra\u00e8 la parola d\u2019ordine che dovr\u00e0 caratterizzare non solo la campagna elettorale ma una necessaria campagna di massa che dovr\u00e0 proseguire nei prossimi mesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>3. Le elezioni politiche<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Eppure in questi primi giorni di convulsa campagna elettorale questo tema pare essere passato in secondo piano (o, al meglio, messo sullo stesso livello di altri temi) rispetto all\u2019agenda politica della maggioranza delle formazioni che si presentano al voto. La guerra sembra sparita dall\u2019attenzione generale, forse complice anche il fatto che, al di l\u00e0 dei toni trionfalistici dei mesi scorsi, le notizie che giungono dal fronte ucraino non si prestano alla propaganda di regime alla quale siamo stati esposti per mesi a tutte le ore del giorno e della notte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si cerca di raffigurare la prossima tornata elettorale come una scelta tra un polo a guida Pd ed uno trainato da FdI. La realt\u00e0 \u00e8 che si tratta di un falso bipolarismo tra due formazioni che, seppur diverse per cultura politica, si sono poste saldamente all\u2019interno del campo dell\u2019oltranzismo atlantico, rappresentando nei fatti due frazioni del partito unico dell\u2019atlantismo. Proprio questa sostanziale omogeneit\u00e0 di fondo spinge una fetta sempre maggiore dell\u2019elettorato ad astenersi, perch\u00e9 fatica ad intravedere una linea politica alternativa rispetto a quella che, pagando qualsiasi prezzo sociale e politico, decide di implementare l\u2019oltranzismo atlantico della guerra. \u00c8 evidente la differenza con il passato, con la storia della politica estera italiana capace, anche in piena guerra fredda, di relazioni con i paesi del \u201cterzo mondo\u201d e con l\u2019URSS.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il tema vero, per le prossime elezioni, \u00e8 riuscire a far s\u00ec che nel prossimo parlamento ci possa essere una opposizione reale alla famosa \u201cagenda Draghi\u201d di cui tanto si parla e che rappresenta la sottomissione della politica (e del Parlamento) a decisioni sovranazionali, prese contro l\u2019interesse generale del Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per queste ragioni, come Associazione Marx21 abbiamo auspicato che al partito unico dell\u2019atlantismo, si contrapponesse il \u201cpartito della pace\u201d: un fronte ampio di forze che ponesse la questione dell\u2019uscita dalla guerra e della neutralit\u00e0 italiana, come elemento centrale della propria proposta politica. Se, come appare evidente, tale fronte non si presenter\u00e0 alle elezioni in forma di coalizione, tuttavia sono emerse precisi impegni e volont\u00e0 di opposizione al sistema di guerra nel quale l\u2019Italia \u00e8 inserita. Ci rivolgiamo pertanto a tutti coloro che operano in questa direzione e, sia pure con accenti diversi, si pongono in sintonia con le aspirazioni della maggioranza del nostro popolo. A loro chiediamo un impegno per un\u2019iniziativa strategica affinch\u00e9 la collocazione dell\u2019Italia cambi, andando in direzione delle forze che nel mondo lavorano per la pace e contro la guerra. Siamo consapevoli che si tratter\u00e0 di una battaglia ardua e di lunga lena, ma non c\u2019\u00e8 altra strada. Se non portiamo l\u2019Italia fuori dal meccanismo della guerra, non sar\u00e0 possibile alcuna politica redistributiva, alcun investimento ed alcun ruolo per il nostro paese nel mondo. Portare l\u2019Italia fuori dal sistema di guerra \u00e8 l\u2019unico modo affinch\u00e9 la politica torni ad avere un ruolo di scelta ed indirizzo delle decisioni strategiche e per riprenderci in mano il nostro destino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.marx21.it\/editoriali\/alle-prossime-elezioni-fuori-litalia-dalla-guerra\/\">https:\/\/www.marx21.it\/editoriali\/alle-prossime-elezioni-fuori-litalia-dalla-guerra\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MARX XXI (Redazione) Pubblichiamo il contributo di Marx21 in vista delle elezioni del 25 settembre 1. Una nuova fase della storia mondiale Dagli inizi del 2022 siamo entrati in una nuova fase della storia mondiale, caratterizzata da quella che papa Francesco ha definito la \u201cguerra mondiale a pezzi\u201d, di cui la guerra ucraina \u00e8 il centro. Essa si svolge su diversi campi. 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