{"id":73977,"date":"2022-08-18T09:30:20","date_gmt":"2022-08-18T07:30:20","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73977"},"modified":"2022-08-17T17:22:17","modified_gmt":"2022-08-17T15:22:17","slug":"come-cambia-la-strategia-ucraina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73977","title":{"rendered":"COME CAMBIA LA STRATEGIA UCRAINA"},"content":{"rendered":"<p><strong>di GIUBBE ROSSE NEWS (Enrico Tomaselli)<\/strong><\/p>\n<div class=\"entry-content\">\n<p>La guerra in Ucraina va avanti ormai da oltre 160 giorni. Se c\u2019\u00e8 una cosa che va onestamente riconosciuta \u00e8 che, nonostante l\u2019incredibile sproporzione di forze e nonostante una direzione politica del conflitto a dir poco disastrosa, \u00e8 davvero notevole che l\u2019esercito ucraino ancora resista e combatta e non sia collassato.<br \/>\nCi\u00f2 detto, va anche rilevato che la pressione russa \u00e8 in costante crescita e che il collasso \u00e8 sempre dietro l\u2019angolo.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-27455 lazyloaded\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/lanziarazzicov-1200x675-1.jpg?resize=640%2C360&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"625\" height=\"625\" data-srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/lanziarazzicov-1200x675-1.jpg?resize=1024%2C576&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/lanziarazzicov-1200x675-1.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/lanziarazzicov-1200x675-1.jpg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/lanziarazzicov-1200x675-1.jpg?w=1200&amp;ssl=1 1200w\" data-src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/lanziarazzicov-1200x675-1.jpg?resize=640%2C360&amp;ssl=1\" data-sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/figure>\n<h2>La consunzione<\/h2>\n<p>Dal punto di vista strettamente militare, le forze armate ucraine devono scontare una serie di problemi di notevole difficolt\u00e0.<\/p>\n<p>Il primo dei quali, ovviamente, \u00e8 la consunzione. Man mano che le truppe in prima linea subiscono perdite, si pone il problema di sostituirle, il che significa, in pratica, inviare al fronte coscritti con poca ed affrettata preparazione. Per di pi\u00f9 \u2013 essendosi ormai praticamente esaurito l\u2019armamento di tipo\u00a0<em>sovietico<\/em>\u00a0\u2013 costoro hanno a che fare con armi pi\u00f9 sofisticate, di produzione occidentale, che al contrario richiedono una curva d\u2019apprendimento pi\u00f9 lunga. Questo comporta, per un verso, che il livello operativo dei reparti si abbassa, per un altro che la\u00a0<em>tenuta\u00a0<\/em>psicologica delle truppe cala vistosamente. Da questo punto di vista, la guerra ucraina si pu\u00f2 dire che \u00e8 la prima guerra\u00a0<em>social\u00a0<\/em>(come quella in Iraq fu la prima\u00a0<em>televisiva<\/em>), Quello che rivelano, appunto, i social media \u00e8 un numero costante di interi reparti ucraini che pubblicano video in cui lamentano le condizioni in cui sono costretti a combattere. Spesso in cui si rifiutano di farlo o annunciano l\u2019intenzione di arrendersi.<\/p>\n<p>Quale sia l\u2019impatto di questa consunzione si pu\u00f2 agevolmente capire anche da altri, piccoli dettagli. Poco tempo addietro, ha fatto capolino sui media la notizia, subito dimenticata, che la Svizzera avesse rifiutato di accogliere nei propri ospedali militari ucraini feriti. Ci\u00f2 testimonia una portata estremamente vasta di queste perdite. Significa che n\u00e9 gli ospedali ucraini n\u00e9 quelli militari dei paesi NATO n\u00e9, in generale, quelli dei paesi pi\u00f9 vicini (sempre nei limiti della possibile accoglienza) sono in grado di gestirne la quantit\u00e0. E quando parliamo di ospedalizzati, parliamo di personale militare che non sar\u00e0 in grado di tornare a combattere per un tempo medio-lungo.<\/p>\n<h2>Le armi occidentali<\/h2>\n<p>Un altro problema \u00e8 legato all\u2019utilizzo di sistemi d\u2019arma occidentali. Anche se per la maggior parte si tratta di materiale non nuovissimo, a parte le armi leggere si tratta pur sempre di armamenti tecnologici, che richiedono un addestramento pi\u00f9 lungo \u2013 cosa, come si \u00e8 visto, ormai possibile solo per pochi. Il risultato \u00e8 che l\u2019utilizzo di tali armi \u00e8 spesso al di sotto delle possibilit\u00e0. A ci\u00f2 va aggiunto che, trattandosi per lo pi\u00f9 di armi dismesse dagli eserciti dei paesi fornitori, le condizioni delle stesse sono a volte tali da abbassarne di per s\u00e9 le capacit\u00e0 offensive. Quando non si tratti addirittura di armi la cui efficacia reale \u00e8 molto al di sotto degli standard ufficiali \u2013 si vedano ad esempio i lanciamissili anticarro spalleggiabili\u00a0<em>Javelin<\/em>, inviati dagli USA in grandi quantit\u00e0, e divenuti famosi al punto che alcuni neonati ucraini sono stati cos\u00ec battezzati, ma che in realt\u00e0 hanno un efficacia effettiva intorno al 30%.<\/p>\n<p>Ma ovviamente il problema strategico, relativamente alle forniture d\u2019armi da parte della NATO, \u00e8 un altro.<br \/>\nPrendiamo, ad esempio, il sistema lanciarazzi multiplo MLRS\u00a0<em>Himars<\/em>. Gli Stati Uniti ne hanno inviati 16, ma lo hanno fatto un poco alla volta, tanto che oggi quelli operativi sono la met\u00e0, poich\u00e9 nel frattempo i russi ne hanno distrutti otto. Il che significa che gli ucraini ne hanno avuti disponibili contemporaneamente non pi\u00f9 di quattro o cinque; su un fronte di oltre 1000 Km. A questo si aggiunga che \u2013 nel timore che concentrandoli potessero essere pi\u00f9 facilmente distrutti \u2013 l\u2019esercito ucraino li ha dispersi lungo la linea di combattimento, rinunciando quindi all\u2019effetto tattico che sarebbe potuto conseguire da un uso massivo nello spazio e nel tempo. Come se ci\u00f2 non bastasse, l\u2019<em>Himars<\/em>\u00a0\u00e8 un arma a tecnologia avanzata, che colpisce i bersagli in base alla localizzazione GPS fornita via satellite o da droni, ma che non \u00e8 in grado di colpire obiettivi in movimento. \u00c8, quindi, totalmente inefficace nei confronti di carri armati, blindati e comunque truppe in rapido movimento.<\/p>\n<p>La scarsit\u00e0 di armamenti che, di per s\u00e9, potrebbero fare la differenza, quanto meno sul piano tattico, \u00e8 un serio problema per le forze ucraine. Il fatto che arrivino continuamente armamenti e munizioni, ma mai in quantit\u00e0 massiccia in una sola volta, fa s\u00ec che il loro utilizzo non possa mai avere un valore strategico, ed il flusso diventa in pratica una sorta di flebo. Quanto basta per tenere in vita, ma insufficiente per riprendersi.<\/p>\n<p>Ma oltre ai problemi soggettivi, gli ucraini devono far fronte a quelli oggettivi.<\/p>\n<h2>L\u2019artiglieria russa<\/h2>\n<p>Per quanto la presenza numerica sul terreno li veda prevalenti, e per quanto \u2013 in linea di massima \u2013 sia assai pi\u00f9\u00a0<em>semplice\u00a0<\/em>la disposizione difensiva, lo scarto di capacit\u00e0 belliche tra i due eserciti \u00e8 fin troppo marcato. Anche a prescindere dal dominio dell\u2019aria, che comunque i russi sfruttano abbastanza limitatamente, pi\u00f9 che altro a livello tattico di appoggio a terra, nonch\u00e9 dalla disponibilit\u00e0 di missili balistici, il grosso problema per gli ucraini \u00e8 l\u2019artiglieria russa.<\/p>\n<p>Come testimoniato sia da prigionieri ucraini, sia da mercenari rientrati nei propri paesi, la potenza di fuoco russa \u00e8 terrificante \u2013 anche per militari con provata esperienza di combattimento. La differenza, soprattutto quantitativa, tra artiglieria russa ed ucraina \u00e8 un fattore determinante.<\/p>\n<p>Ad agire, al di l\u00e0 degli aspetti psicologici sul morale delle truppe, \u00e8 soprattutto la cosiddetta\u00a0<em>legge del quadrato di Lanchester<\/em>. Si tratta in effetti di una formula matematica, che consente di valutare l\u2019impatto esponenziale della diversa quantit\u00e0 di armi a lunga gittata tra due contendenti. In pratica, man mano che procede il combattimento, l\u2019incidenza percentuale delle perdite sar\u00e0 maggiore, ed in misura crescente, per chi parte da una dotazione inferiore (1), tanto che \u2013 ad un certo punto \u2013 diventano insostenibili, ed il fronte cede.<\/p>\n<p>Questo\u00a0<em>accumulo<\/em>\u00a0di problematiche, oltre al fatto che la guerra \u00e8 gestita da parte ucraina con una forte impronta politica (il che, a sua volta, genera contrasti tra Stato Maggiore e governo), si riflette inevitabilmente sull\u2019atteggiamento strategico adottato dalle forze armate di Kyev. Tale atteggiamento si caratterizza sempre pi\u00f9 per alcuni elementi.<\/p>\n<h2>Come combatte l\u2019Ucraina<\/h2>\n<p>Il primo di questi consiste nel predisporre una serie di linee trincerate successive, su cui eventualmente retrocedere via via. Ci\u00f2 \u00e8 particolarmente presente sul fronte del Donbass, dove in parte erano gi\u00e0 state predisposte durante gli otto anni di guerra civile precedenti l\u2019operazione speciale russa. La tattica del trinceramento, certamente efficace nel rallentare l\u2019avanzata russa, ha per\u00f2 la necessit\u00e0 di appoggiarsi ai centri abitati, in quanto il territorio \u00e8 prevalentemente pianeggiante. Le linee fortificate ucraine, quindi, fanno perno su citt\u00e0 e villaggi, con tutto ci\u00f2 che questo comporta per la popolazione civile. Inoltre, hanno evidentemente un effetto di rallentamento ma, sia per le caratteristiche orografiche che per la potenza di fuoco avversaria, non sono in grado di costituire un bastione insormontabile. Come del resto si vede ancora in questi giorni, in cui cede una linea dopo l\u2019altra.<\/p>\n<p>Un altro elemento \u00e8 la scelta di colpire obiettivi civili dietro le linee russe. A questa determinazione contribuiscono evidentemente pi\u00f9 fattori, primo dei quali \u00e8 certamente l\u2019odio per le popolazioni russofone, subito schieratesi col\u00a0<em>nemico<\/em>. Ma vi sono anche ragioni pi\u00f9 precipuamente militari. Innanzitutto, si tratta di obiettivi facili da colpire: le citt\u00e0 sono ampie e non si muovono. Inoltre, c\u2019\u00e8 la speranza che \u2013 per difenderle \u2013 i russi spostino l\u00ec parte dei propri sistemi di intercettazione antimissile, sguarnendo parzialmente la linea di combattimento. Ovviamente, questa scelta ha molto a che fare anche con la conduzione\u00a0<em>politica\u00a0<\/em>della guerra e va comunque ricordato che \u2013 almeno dalla seconda guerra mondiale in poi \u2013 tutti gli eserciti hanno fatto ricorso agli attacchi alla popolazione civile, con l\u2019intento di demoralizzarla e far cedere il fronte. Che poi questo esito non si sia quasi mai verificato, evidentemente non basta a far dismettere questa pratica.<\/p>\n<p>Un terzo elemento, che sembra emergere negli ultimi tempi, \u00e8 in effetti un\u2019<em>estensione\u00a0<\/em>della pratica summenzionata.<\/p>\n<p>In questo caso, l\u2019obiettivo sembra essersi spostato dagli agglomerati civili ad insediamenti ad alto rischio. Abbiamo, quindi, ripetuti attacchi contro la centrale nucleare di Enerhodar, nei pressi di Zaporizhzhia, contro la centrale idroelettrica di Kakhovskaya, vicino Kherson, lo stabilimento chimico Styrol di Gorlovka e, di recente, quello contro un birrificio vicino Donetsk, che ha provocato la fuoriuscita di una nube di ammoniaca. Colpire obiettivi di questo genere, che potenzialmente possono apportare grandi danni alla popolazione circostante, ma anche agli attaccanti (secondo le condizioni meteo), sembrano dettati pi\u00f9 da rabbia e disperazione che da una qualche logica militare. Il che induce a pensare che, nella condotta strategica ucraina (e, quindi, in ultima analisi, della NATO), cominci a scarseggiare una qualche visione prospettica, un\u2019idea degli obiettivi da porsi e delle tattiche per conseguirli.<\/p>\n<p>Concentrarsi ossessivamente ed esclusivamente sul logoramento della Russia, infatti, rischia di perdere talmente di vista il campo di battaglia da non essere poi in grado anche solo di approcciare tale obiettivo.<br \/>\nCosa accadr\u00e0, se le forze armate russe ed i loro alleati sfonderanno la linea difensiva Slovyansk-Kramatorsk (cosa pi\u00f9 che probabile, nel corso del mese corrente o dei primi di settembre), e si trovassero la strada spianata verso ovest? Quale sar\u00e0 la reazione, sul piano militare, di fronte ad una vera offensiva verso Odessa?<\/p>\n<p>Sono queste le domande chiave, per il futuro pi\u00f9 prossimo.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity is-style-wide\" \/>\n<p>(1) Per comprendere meglio il funzionamento delle\u00a0<em>legge del quadrato di Lanchester<\/em>, \u00e8 efficace l\u2019esempio seguente, seppure riferito ad altri tempi:\u00a0<em>\u201cSupponiamo che il nostro nemico abbia duemila arcieri e noi mille. Non appena comincia la battaglia tutti gli arcieri cominciano a scoccare frecce contro l\u2019avversario con tutta la rapidit\u00e0 possibile. L\u2019esercito nemico scaglia una raffica di duemila frecce, esponendo cos\u00ec ogni nostro soldato alla minaccia contemporanea di due frecce (naturalmente \u00e8 una media, perch\u00e8 un guerriero pu\u00f2 beccarsi tre o quattro frecce e un altro, fortunello, neanche una). Al contrario, ciascun arciere nemico \u00e8 sotto il tiro di 0,5 frecce (in altre parole, la met\u00e0 di essi non ha niente da temere). Tenuto conto dei tiri sbagliati e dei bersagli mancati, poniamo che soltanto una freccia su dieci faccia una vittima, ferendo o uccidendo un combattente. La prima scarica costa duecento vittime a noi e cento al nemico. Nel corso dello scambio successivo i 1900 nemici rimasti abbattono 190 dei nostri uomini. A quel punto abbiamo perso il trentanove per cento dei combattenti. Pochi eserciti possono reggere un simile tracollo, e il nostro non fa eccezione. I sopravvissuti scappano. Abbiamo perso.\u201d<\/em>\u00a0(da: Peter Turchin,\u00a0<em>\u201cLa scimmia armata\u201d<\/em>, UTET)<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/giubberosse.news\/2022\/08\/13\/come-cambia-la-strategia-ucraina\/\">https:\/\/giubberosse.news\/2022\/08\/13\/come-cambia-la-strategia-ucraina\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIUBBE ROSSE NEWS (Enrico Tomaselli) La guerra in Ucraina va avanti ormai da oltre 160 giorni. Se c\u2019\u00e8 una cosa che va onestamente riconosciuta \u00e8 che, nonostante l\u2019incredibile sproporzione di forze e nonostante una direzione politica del conflitto a dir poco disastrosa, \u00e8 davvero notevole che l\u2019esercito ucraino ancora resista e combatta e non sia collassato. 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