{"id":73982,"date":"2022-08-18T10:00:43","date_gmt":"2022-08-18T08:00:43","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73982"},"modified":"2022-08-17T19:25:39","modified_gmt":"2022-08-17T17:25:39","slug":"la-normalizzazione-della-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=73982","title":{"rendered":"La normalizzazione della guerra"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di LA CITT\u00c0 FUTURA (Renato Caputo)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-73983\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/b58be3d36b894cec88ab2dc99ddb346a_XL-300x180.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/b58be3d36b894cec88ab2dc99ddb346a_XL-300x180.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/b58be3d36b894cec88ab2dc99ddb346a_XL-768x461.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/b58be3d36b894cec88ab2dc99ddb346a_XL.jpg 770w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Causate dalle potenze imperialiste, le guerre tendono ad apparire oggi alla grande massa dei subalterni privi di coscienza di classe come lontane ed estranee, e nel linguaggio comune il termine \u201cguerra\u201d \u00e8 sempre pi\u00f9 utilizzato metaforicamente, nei paesi a capitalismo avanzato, in riferimento alla lotta alla droga o all\u2019immigrazione.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella rappresentazione che ne fornisce l\u2019ideologia dominante in occidente i pi\u00f9 recenti conflitti \u2013 antecedenti l\u2019attuale guerra in Ucraina \u2013 e la drammatica realt\u00e0 delle aggressioni imperialiste sono progressivamente mistificate attraverso immagini di sedicenti operazioni di polizia internazionale. In altri termini le guerre imperialiste, con il loro portato di morti, sofferenze e distruzione sono sempre pi\u00f9 occultate, quantomeno in occidente, da immagini pacificanti volte a trasfigurare le aggressioni militari in operazioni umanitarie. In tal modo la percezione della guerra, quantomeno nel mondo occidentale, tende a essere normalizzata. D\u2019altra parte anche al di fuori di questo mondo, lo stesso Putin (anche per far emergere tutta l\u2019ingannevolezza delle aggressioni militari imperialiste) ha definito il suo intervento diretto nella guerra civile ucraina \u2013 in atto da quasi un decennio, a seguito della (contro)rivoluzione colorata di Maidan, fra russofoni e nazionalisti ucraini \u2013 una operazione speciale volta a denazificare l\u2019Ucraina. In tal modo, quando voluta dalle potenze imperialiste, la guerra, nonostante il suo impatto negativo sul senso comune, avvertita spontaneamente anche dal grande pubblico come un pericolo \u2013 al punto che durante la Prima guerra del Golfo vi era stata la corsa nei supermercati per accaparrarsi provviste avvertite come mezzi di sopravvivenza [1], \u2013 \u00e8 stata quasi completamente riabilitata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Perci\u00f2 le guerre, quasi sempre causate dalla politica aggressiva delle potenze imperialiste o dei loro alleati, tendono ad apparire oggi, alla grande massa dei subalterni privi di coscienza di classe, come lontane ed estranee al punto che nel linguaggio comune il termine \u201cguerra\u201d \u2013 prima dell\u2019attuale conflitto in Ucraina \u2013 era sempre pi\u00f9 utilizzato metaforicamente, nei paesi a capitalismo avanzato, in riferimento alla sedicente lotta alla droga o all\u2019immigrazione [2].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dunque, a meno che non la si spacci come voluta dai grandi e piccoli competitori delle potenze imperialiste, la guerra percepita dall\u2019opinione pubblica \u00e8 quella apparente contro l\u2019immigrazione e la microcriminalit\u00e0, sempre pi\u00f9 spesso associata erroneamente alla prima. Per quanto l\u2019immigrazione sia spesso legata agli effetti della guerra sui civili dei paesi colpiti, spesso proprio dai paesi verso cui si dirigono i flussi migratori, ci\u00f2 non attenua affatto la richiesta di maggior rigore securitario e la spinta a arruolarsi da volontari in tale conflitto, come da ultimo il fenomeno delle ronde pare confermare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cos\u00ec nel cattivo senso comune, artefatto mediante la fabbrica del falso, l\u2019apparente estraneit\u00e0 della guerra tendeva a venir meno \u2013 prima dell\u2019intervento diretto russo nella guerra in Ucraina \u2013 solo nel caso ci fossero caduti fra le truppe di occupazione occidentali, travestite da peacekeepers o da nostri eroi. In altri termini, gli oltre novanta conflitti in atto nel mondo, ad eccezione della guerra in Ucraina, vengono fatti percepire all\u2019opinione pubblica come qualcosa di lontano, che non ci riguarda, a meno che non siano colpiti i propri soldati, dei compatrioti o, pi\u00f9 in generale, degli occidentali. Ben altra \u00e8 ovviamente la percezione delle popolazioni che subiscono i danni della guerra in modo diretto, le nazioni coinvolte e quelle limitrofe invase dai profughi, o quelle che hanno un\u2019informazione che non cela o edulcora le brutalit\u00e0 della guerra, come ad esempio Al Jazeera nel mondo arabo per quanto concerne il conflitto israelo-palestinese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel frattempo nei paesi imperialisti si \u00e8 abbandonata del tutto la posizione radicalmente contraria a ogni guerra di aggressione, che non a caso era nata dalla sconfitta storica della politica fascista e nazista ed era sancita dalla stessa Costituzione delle potenze imperialiste pi\u00f9 aggressive, uscite completamente sconfitte dalla Seconda guerra mondiale. Per quanto riguarda il nostro paese, che generalmente tende ad anticipare le svolte a destra che poi si producono anche negli altri stati imperialisti, la completa rottura con il dettato costituzionale che ripudia la guerra si \u00e8 prodotta nel 1993, non a caso subito dopo la fine della guerra fredda, quando lo Stato Maggiore della difesa italiano ha reso noto di ritenere necessario proiettare a lungo raggio le forze armate per difendere ovunque i presunti \u201cinteressi vitali\u201d del paese, al fine di \u201cgarantire il progresso e il benessere nazionale mantenendo la disponibilit\u00e0 delle fonti e vie di rifornimento dei prodotti energetici e strategici\u201d. Sostanzialmente si \u00e8 cos\u00ec sottolineata la piena adesione dell\u2019Italia alle aggressioni imperialiste, sempre pi\u00f9 normalizzate dopo la dissoluzione del blocco sovietico e del Partito Comunista Italiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tale \u201cnuovo\u201d modo di intendere la guerra si \u00e8 sostanziato e concretizzato nei conflitti seguenti, che hanno visto scendere in campo come \u201cprotagonista\u201d il nostro paese, a partire dalla aggressione imperialista contro la Federazione di Jugoslavia (1999), giustificata per la prima volta con il presunto \u201cdiritto d\u2019ingerenza umanitaria\u201d. Pi\u00f9 in generale, il \u201cnuovo modello di difesa\u201d ha caratterizzato il modo di intendere la guerra sino quasi ai giorni nostri, passando di mano in mano, da un governo all\u2019altro, dalla prima alla seconda Repubblica, senza mai essere discusso come tale in Parlamento. A elaborarlo e applicarlo sono stati, senza nessuna legittimazione politica, direttamente i vertici delle forze armate, ai quali i governi lasciano piena libert\u00e0 decisionale, pur trattandosi di una materia di basilare importanza politica per la Repubblica Italiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Del resto, il 28 febbraio 1994, giorno in cui \u00e8 iniziata l\u2019aggressione a quella che fino a pochissimo tempo prima era stata la Federazione Socialista di Jugoslavia, ha segnato anche la prima azione di guerra di fatto dell\u2019Alleanza atlantica. Con essa la Nato ha violato la sua stessa carta costituzionale, il trattato nord atlantico del 4 aprile 1949.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La nuova strategia dell\u2019Alleanza militare \u00e8 confermata dal fatto che, proprio mentre \u00e8 in corso la guerra contro la Jugoslavia, viene convocato a Washington, il 23-25 aprile 1999, il vertice della Nato che ufficializza il \u201cnuovo concetto strategico\u201d: nasce \u201cuna nuova Alleanza pi\u00f9 grande, pi\u00f9 capace e pi\u00f9 flessibile, impegnata nella difesa collettiva e capace di intraprendere nuove missioni, tra cui l\u2019attivo impegno nella gestione delle crisi, incluse le operazioni di risposte alle crisi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Determinante nella guerra di aggressione alla Jugoslavia \u00e8 stato il ruolo dell\u2019Italia: il governo D\u2019Alema ha messo il territorio italiano, in particolare gli aeroporti, a completa disposizione delle forze armate degli Stati Uniti e di altri paesi, per attuare quello che l\u2019allora presidente del consiglio ha definito \u201cil diritto d\u2019ingerenza umanitaria\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tali profondi mutamenti nel modo di interpretare e concepire la guerra trovano il loro compimento nella \u201cguerra al terrore\u201d, in risposta all\u2019attacco dell\u201911 settembre 2001 contro gli Stati Uniti [3]. Alla base del nuovo modo che ha stravolto la modalit\u00e0 di condurre la guerra vi sono le misure straordinarie adottate dalle camere legislative degli Stati Uniti a ridosso degli attacchi alle Torri gemelle. Di fronte a un nemico tanto insidioso occorrerebbero misure straordinarie: sono quelle che il Senato e la Camera dei rappresentanti prendono il 14 settembre 2001, decretando che \u201cil Presidente \u00e8 autorizzato a usare tutta la forza necessaria e appropriata contro quelle nazioni, organizzazioni o persone che egli determina abbiano pianificato, autorizzato, commesso o sostenuto gli attacchi dell\u201911 settembre 2001, o abbiano dato rifugio a tali organizzazioni o persone, allo scopo di prevenire qualsiasi futuro atto di terrorismo internazionale contro gli Stati Uniti da parte di tali nazioni, organizzazioni o persone\u201d. Gli scenari futuri elaborati dai centri del pensiero strategico occidentale, come il National Intelligence Council statunitense, importanti per capire quali potranno essere gli sviluppi della strategia imperialista, prospettano un mondo nel quale, a causa di una sempre pi\u00f9 insidiosa minaccia terrorista, la guerra globale al terrore diverr\u00e0 un fattore permanente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La guerra inizia il 7 ottobre 2001 con il bombardamento dell\u2019Afghanistan, effettuato dall\u2019aviazione statunitense e britannica. L\u2019amministrazione Bush \u00e8 per\u00f2 decisa ad andare fino in fondo nella strumentalizzazione degli attentati, peraltro per diversi aspetti ancora oscuri, dell\u201911 settembre per rilanciare la politica guerrafondaia finalizzata a difendere in ogni modo il signoraggio del dollaro, che consente agli Stati uniti di importare molte pi\u00f9 merci e risorse rispetto a quelle che sono capaci di esportare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cos\u00ec nel 2003 gli Stati Uniti e i loro alleati pi\u00f9 stretti sono passati a invadere l\u2019Iraq, secondo la teoria della guerra preventiva, anche se non vi sono naturalmente prove di un legame fra gli attentatori dell\u201911 settembre e il governo iracheno, e le prove addotte sull\u2019esistenza di un arsenale di armi chimiche e batteriologiche pronte ad essere usate dall\u2019Iraq risulteranno false, come del resto quelle relative a una presunta capacit\u00e0 di costruire in breve tempo armi nucleari. Anzi tali presunte \u201cprove\u201d risulteranno costruite a tavolino, con il dichiarato obiettivo di ingannare le opinioni pubbliche occidentali. Poich\u00e9 il Consiglio di sicurezza dell\u2019Onu si rifiuta di autorizzare la guerra, l\u2019amministrazione Bush semplicemente lo scavalca. \u201cIl consiglio di sicurezza \u2013 dichiara Bush il 17 marzo 2003 \u2013 non \u00e8 stato all\u2019altezza delle sue responsabilit\u00e0 e quindi noi ci assumeremo le nostre\u201d. Due giorni dopo, il 19 marzo, inizia la guerra che porter\u00e0 all\u2019occupazione dell\u2019Iraq, accusato di essere governato da un pericoloso tiranno. Il governo degli Stati Uniti ha tentato di ripetere lo stesso schema adoperato in Iraq, o uno schema analogo, anche a proposito dell\u2019Iran (ma anche di Corea del Nord, Siria, Cuba e Venezuela): anche qui il pericolo delle armi di distruzione di massa, anche qui la democrazia da esportare, un \u201ctiranno\u201d che incarna il Male, il presunto finanziamento del terrorismo internazionale e cos\u00ec via.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si \u00e8 venuto cos\u00ec a creare un mondo sempre pi\u00f9 determinato dai rapporti di forza in cui, mentre la guerra si fa sempre pi\u00f9 distruttiva, si prospetta un nuovo e pi\u00f9 pericoloso confronto fra potenze nucleari. Tali allarmanti scenari trovano un inquietante riscontro negli arsenali di armi di distruzione di massa, che non sono stati affatto smantellati dopo la fine della \u201cguerra fredda\u201d. Si calcola che nella sola Europa siano dislocate bombe nucleari \u2013 tenute in speciali hangar insieme ai caccia pronti per l\u2019attacco atomico \u2013 tattiche B-61 in tre versioni, dotate di una potenza equivalente a 170 mila tonnellate di tritolo, tredici volte maggiore di quella che rase completamente al suolo la citt\u00e0 di Hiroshima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Note:<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>[1] Era, in effetti, ancora diffusa fra le masse popolari occidentali la rappresentazione prodotta dalle guerre precedenti \u2013 dalle guerre mondiali fra potenze imperialiste, all\u2019equilibrio del terrore durante la guerra fredda \u2013 a causa delle quali la popolazione civile temeva per la sua stessa incolumit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>[2] Si tratta di sedicenti guerre alla droga o all\u2019immigrazione in quanto chi le combatte \u00e8, generalmente, il principale responsabile del fatto che le loro cause reali tendono a perpetuarsi. Tanto pi\u00f9 che i principali alfieri della lotta all\u2019immigrazione non fanno altro che favorire, volenti o nolenti, l\u2019immigrazione clandestina, mentre la presunta lotta alla droga \u00e8, di fatto, esclusivamente volta a contrastare i pesci piccoli che mettono in discussione il sostanziale monopolio dello spaccio di stupefacenti da parte dei pesci grandi, funzionale al mantenimento degli attuali rapporti di produzione e propriet\u00e0.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>[3] In realt\u00e0 l\u201911 settembre 2001 imprime un\u2019accelerazione a processi preesistenti, a strategie e politiche gi\u00e0 in atto, le quali si trasformano in una vera e propria offensiva militare e politica che gli Stati Uniti lanciano, motivandola come risposta agli attacchi terroristici.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/editoriali\/la-normalizzazione-della-guerra\">https:\/\/www.lacittafutura.it\/editoriali\/la-normalizzazione-della-guerra<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LA CITT\u00c0 FUTURA (Renato Caputo) Causate dalle potenze imperialiste, le guerre tendono ad apparire oggi alla grande massa dei subalterni privi di coscienza di classe come lontane ed estranee, e nel linguaggio comune il termine \u201cguerra\u201d \u00e8 sempre pi\u00f9 utilizzato metaforicamente, nei paesi a capitalismo avanzato, in riferimento alla lotta alla droga o all\u2019immigrazione. 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