{"id":74003,"date":"2022-08-19T10:00:55","date_gmt":"2022-08-19T08:00:55","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=74003"},"modified":"2022-08-18T14:01:23","modified_gmt":"2022-08-18T12:01:23","slug":"filippo-boni-il-china-pakistan-economic-corridor-tra-negoziati-e-narrazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=74003","title":{"rendered":"Filippo Boni: Il China-Pakistan Economic Corridor tra negoziati e narrazioni"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di SINOSFERE<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-74004\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Lahore-from-Wazir-Khan-Mosque-2-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Lahore-from-Wazir-Khan-Mosque-2-300x169.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Lahore-from-Wazir-Khan-Mosque-2-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Lahore-from-Wazir-Khan-Mosque-2-768x432.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Lahore-from-Wazir-Khan-Mosque-2.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Introduzione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cI feel as if I am going to visit the home of my brother\u201d. Con queste parole il Presidente Cinese Xi Jinping annunciava, in un editoriale pubblicato dal quotidiano pakistano Daily Times, la propria visita ufficiale in Pakistan nell\u2019Aprile del 2015. L\u2019intento principale del viaggio era quello di lanciare ufficialmente il China-Pakistan Economic Corridor (CPEC), comprendente una serie di investimenti cinesi in infrastrutture, quale parte della pi\u00f9 ampia Belt and Road Initiative (BRI). Da quel momento in avanti, il CPEC \u00e8 stato uno dei progetti pi\u00f9 seguiti sotto l\u2019egida della BRI. Avendo ricevuto dalla Cina investimenti per circa 25 miliardi di dollari \u2013 la somma pi\u00f9 ampia tra tutti i Paesi che partecipano all\u2019iniziativa \u2013 il CPEC non solo \u00e8 stato soprannominato il \u201cprogetto di punta\u201d della BRI dal Premier Cinese Li Keqiang, ma svolge anche un ruolo centrale nelle ambizioni globali di Pechino, considerata la visibilit\u00e0 accordata ai progetti in Pakistan nel quadro della BRI. Infatti, oltre alle ingenti somme investite dalla Cina, il CPEC \u00e8 rappresentativo anche della natura multiforme della BRI: una vasta serie di progetti, che comprendono strade, porti, linee ferroviarie, fibre ottiche, progetti energetici, cooperazione industriale e agricola. Per i suoi sostenitori, il CPEC rappresenta uno spartiacque nella vita economica e politica del Pakistan. Per i detrattori, al contrario, i progetti BRI in Pakistan evidenziano l\u2019espansionismo di Pechino, considerato anche che lo sbocco fisico del corridoio economico, il porto di Gwadar, ha rappresentato (e continua a rappresentare) oggetto di dibattito riguardo a un potenziale utilizzo delle sue infrastrutture dalla marina militare cinese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mentre molto \u00e8 stato detto e scritto sulle implicazioni geopolitiche del CPEC, sia per l\u2019India che per gli Stati Uniti, meno attenzione \u00e8 stata dedicata ad approfondire le modalit\u00e0 con cui la BRI viene attuata. Aspetto, questo, rilevante in quanto ci offre l\u2019opportunit\u00e0 di estendere lo sguardo oltre le macro-dinamiche geopolitiche, ponendo al centro le prospettive dei Paesi che ospitano i progetti BRI, da non considerare come meri riceventi passivi della volont\u00e0 di Pechino. Infatti, l\u2019asimmetria di potere tra i partner lungo la nuova via della seta ha contribuito all\u2019errata rappresentazione che Pechino stesse imponendo il CPEC ad Islamabad. Al contrario, questo articolo intende porre l\u2019accento sulla capacit\u00e0 che avuto il Pakistan di indirizzare e guidare attivamente i progetti infrastrutturali ed energetici, realizzati a partire dal 2013 assieme alla Cina. Vengono quindi analizzati i verbali del Joint Cooperation Committee (JCC), il principale organo decisionale all\u2019interno del quadro istituzionale del CPEC, nonch\u00e9 la stampa urdu a livello regionale, con particolare focus sul principale quotidiano del Balochistan, il \u201cDaily Azadi Quetta\u201d. Quest\u2019ultimo approccio ci consente di valutare come i progetti vengono recepiti a livello locale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>I progetti energetici del CPEC<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019energia ha rappresentato il cuore pulsante della fase iniziale del CPEC (2013-2017), principalmente a causa di una drammatica crisi energetica che stava colpendo le vite e i mezzi di sussistenza dei pakistani, la macroeconomia del paese e (di conseguenza) le prospettive elettorali di chi deteneva il potere. La promessa di risolvere la crisi energetica era un impegno chiave del manifesto elettorale del Pakistan Muslim League-Nawaz (PML-N) nel 2013. Mentre la narrazione riguardo alla BRI pone spesso la Cina come principale promotore nella costruzione di centrali a carbone, la forte attenzione iniziale del CPEC sulla generazione di energia, e sul carbone in particolare, \u00e8 nata principalmente dalle priorit\u00e0 politiche interne del Pakistan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il fatto che il Pakistan abbia fatto valere le sue priorit\u00e0 energetiche su Pechino \u00e8 dimostrato dal verbale della prima riunione del JCC nell\u2019agosto 2013. La parte pakistana \u201cha condiviso [che] il settore energetico \u00e8 il settore pi\u00f9 importante e critico e senza la sua rinascita, le attivit\u00e0 economiche non possono essere rigenerate nel paese\u201d. Nella stessa riunione il vicepresidente della National Development and Reform Commission (NDRC) cinese ha accettato di seguire la linea pakistana \u201caffermando che i progetti . . . identificati dal ministro [pakistano] [avrebbero rappresentato] . . . la base per la futura cooperazione bilaterale riguardante il corridoio\u201d.1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">All\u2019interno del settore energetico, il carbone ha giocato un ruolo chiave. Le autorit\u00e0 pakistane hanno chiaramente dettato questa priorit\u00e0 e le loro controparti cinesi si sono adattate di conseguenza. Ad esempio, la National Power Policy 2013, uno dei primissimi documenti politici approvati dal neoeletto governo PML-N nel luglio 2013, prevedeva l\u2019esplorazione di un \u201ccorridoio del carbone\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo piano \u00e8 stato realizzato per generare elettricit\u00e0 a basso costo e per diversificare le fonti energetiche del Paese con l\u2019obiettivo di ridurre la sua eccessiva dipendenza dal petrolio. Di conseguenza, il 47% dei progetti energetici prioritari nell\u2019ambito del CPEC tra il 2013 e il 2021 riguardava centrali elettriche a carbone. Questi progetti rappresentavano il 65% dei megawatt di potenza previsti che i siti CPEC avrebbero prodotto, un potente promemoria della centralit\u00e0 che il governo pakistano attribuiva al ruolo del carbone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I leader pakistani non solo hanno guidato i tipi di progetti su cui investire, ma hanno anche chiesto alle aziende cinesi di accelerare la costruzione di alcune centrali. Il governo pachistano ha esercitato pressioni sulla Power Construction Corporation of China (PowerChina), l\u2019impresa statale (SOE) che detiene una partecipazione del 51% nella centrale a carbone di Port Qasim, in Sindh, per svilupparla rapidamente in modo che fosse pronta per le elezioni del 2018.2) La centrale \u00e8 stata collegata alla rete elettrica del paese in soli trentadue mesi e ha iniziato le operazioni commerciali sessantasette giorni prima del previsto e prima delle elezioni del luglio 2018. In breve, i progetti di generazione di energia che hanno dominato la prima fase del CPEC sono stati il \u200b\u200brisultato di adattamenti cinesi alle priorit\u00e0 politiche ed economiche del Pakistan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il porto di Gwadar<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In aggiunta alle centrali elettriche, il progetto che meglio rappresenta la capacit\u00e0 del Pakistan di indirizzare i progetti della BRI \u00e8 il porto di Gwadar. Situato nella regione del Balochistan, per molti politici ed analisti indiani e statunitensi, Gwadar incarna le ambizioni militari e l\u2019espansionismo della Cina. Tuttavia, sarebbe pi\u00f9 corretto interpretare lo sviluppo del porto di Gwadar come un\u2019iniziativa di matrice pakistana, non cinese. La forte spinta dietro al progetto proviene infatti dai vari governi pakistani, che hanno cercato a lungo di costruire infrastrutture in grado di consentire al paese di controbilanciare il suo arcirivale, l\u2019India, una causa a cui la Cina \u00e8 stata ricettiva per molti anni. In ogni caso, il progetto di Gwadar, come molti altri sulle rotte del BRI ha origini non recenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La prima proposta per sviluppare Gwadar come porto \u00e8 stata avanzata non da Pechino, ma dall\u2019allora presidente pakistano, il generale Pervez Musharraf, durante la sua prima visita in Cina nel gennaio 2000. In effetti, Pechino era scettica sulla proposta di Musharraf, poich\u00e9 Gwadar si trovava in un\u2019area remota ed era essenzialmente scollegato dalle principali vie di trasporto con il resto del Paese. In aggiunta alle carenze infrastrutturali, le modeste prospettive commerciali e l\u2019ubicazione in una regione, il Belucistan, con sentimenti separatisti forti e di lunga data, rendevano Gwadar poco appetibile e con un forte potenziale di rischio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nonostante lo scetticismo iniziale, al momento della sua visita in Pakistan nel maggio 2001, l\u2019allora premier cinese Zhu Rongji annunci\u00f2 che Pechino aveva deciso di investire nel porto, con il completamento della prima fase del progetto previsto per il 2006. Nonostante l\u2019interesse del Pakistan nello sviluppare Gwadar, nel periodo 2006-2013 il porto \u00e8 rimasto in larga parte inutilizzato e senza grandi prospettive. Nel febbraio 2013, la China Overseas Port Holding Company ha assunto ufficialmente la gestione del porto. L\u2019importanza del porto per il Pakistan \u00e8 legata a diversi fattori, tra cui la rivalit\u00e0 del paese con l\u2019India e la possibilit\u00e0 di utilizzare Gwadar per il commercio attraverso l\u2019Afghanistan e l\u2019Asia centrale.3) Il porto \u00e8 stato un argomento costante di discussione negli incontri del JCC, con Pechino che ha aderito a varie richieste di costruzione pakistane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ad esempio, durante la prima riunione del JCC nel 2013, il presidente della National Highway Authority pakistana, l\u2019agenzia incaricata dell\u2019attuazione di progetti stradali nell\u2019ambito del CPEC, ha suggerito che il potenziamento \u201cdella Makran Coastal Highway per collegare Karachi con Gwadar\u201d avrebbe dovuto essere una priorit\u00e0 chiave. Nelle sue osservazioni conclusive alla stessa riunione, il vicepresidente dell\u2019NDRC ha accordato di \u201cdare priorit\u00e0\u201d a progetti che sosterrebbero un piano per \u201clo sviluppo sostenibile del porto di Gwadar\u201d. A riprova dell\u2019importanza che gli attori cinesi attribuiscono alle richieste del Pakistan, le due parti hanno concordato al terzo incontro del JCC il 27 agosto 2014 di firmare un accordo quadro, che includeva la Eastbay Expressway che collega Gwadar a Karachi attraverso la costa di Makran.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 importante anche sottolineare come alcuni dei progetti prioritari sotto l\u2019egida della BRI, tra cui l\u2019Eastbay Expressway, hanno preso in considerazione le preoccupazioni originarie di Pechino sulla mancanza di reti di collegamento intorno al porto e sul suo isolamento geografico dalle reti di trasporto del Pakistan. In altre parole, Pechino non ha semplicemente accettato le richieste pakistane prive di qualsiasi logica commerciale o logistica. Ci\u00f2 riflette da una parte il desiderio di accomodare tali richieste, e dall\u2019altra il desiderio della Cina di perseguire i propri obiettivi strategici per sviluppare un hub importante nell\u2019Oceano Indiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il porto di Gwadar nella stampa Urdu<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oltre alle interazioni tra \u00e9lite analizzate fino ad ora, \u00e8 importante comprendere anche le narrazioni sul porto di Gwadar, attraverso la stampa locale in lingua urdu. Questo perch\u00e9 una lettura multi-livello (locale, regionale, nazionale) dei progetti BRI consente di comprenderne le vari sfaccettature in maniera pi\u00f9 accurata. Il Daily Azadi Quetta \u00e8 il principale quotidiano in lingua urdu del Balochistan, e viene pubblicato a Quetta, la capitale provinciale. Dall\u2019analisi degli articoli pubblicati nel Daily Azadi nel corso del 2021, emergono una serie di temi interessanti, come dimostrato dal grafico seguente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le percentuali nel grafico fanno riferimento ai 24 articoli (su 112 complessivi) pubblicati nel 2021 che hanno per oggetto il porto di Gwadar. Tra questi 24 articoli, il 46% \u2013 11 su 24 \u2013 riportano le preoccupazioni della popolazione locale riguardo alle modalit\u00e0 con cui i progetti sono stati implementati. Ad esempio, un articolo pubblicato nell\u2019ottobre del 2021 riportava come \u201cla gente del Balochistan pensa di essere stata venduta a nome di Gwadar\u201d e che i benefici del CPEC sarebbero stati esclusivamente per le altre province, e non per il Balochistan.4) Un editoriale del mese di agosto segnalava invece la crisi energetica nella regione di Makran, evidenziando come nonostante la centralit\u00e0 di Gwadar per il CPEC, \u201cla gente \u00e8 privata dei suoi frutti. Il CPEC non \u00e8 altro che una frode per il popolo del Belucistan\u201d.5) Questo senso di deprivazione provato dalla popolazione del Balochistan in virt\u00f9 del CPEC, \u00e8 un tema ricorrente nelle narrazioni riguardanti il corridoio economico, e si inserisce nel pi\u00f9 ampio quadro dei rapporti tra governo centrale e province in Pakistan.6) Se da una parte il governo pakistano ha sempre sostenuto che il CPEC avrebbe rappresentato un punto di svolta per tutto il Paese, tale visione \u00e8 stata spesso contestata sia in Balochistan che in Khyber Pakhtunkhwa, le due province che storicamente sono state sotto rappresentate nelle istituzioni federali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In aggiunta a questo leitmotiv riguardo all\u2019assenza di reali benefici per le comunit\u00e0 locali, \u00e8 interessante notare come le autorit\u00e0 provinciali e nazionali continuino a presentare il porto di Gwadar come un potenziale hub regionale, in virt\u00f9 della propria collocazione geografica. In un articolo di aprile 2021, ad esempio, il Chief Minister del Balochistan, Jamal Kamal, \u201cha affermato che la posizione di Gwadar, la porta dell\u2019Asia centrale, e la sua importanza geostrategica, hanno dato impulso al CPEC\u201d.7) In maniera simile, il Presidente della Commissione parlamentare sul CPEC, ha ribadito come la posizione geografica di Gwadar lo renda estremamente importante.8)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A quasi dieci anni di distanza da quando i primi accordi sono stati siglati tra Cina e Pakistan, attraverso l\u2019evoluzione del CPEC \u00e8 possibile evidenziare come, a dispetto dell\u2019enorme squilibrio di potere tra Cina e Pakistan, quest\u2019ultimo sia stato in grado di indirizzare a proprio vantaggio il suo sviluppo. Come rilevato in questo articolo, sia in tema di progetti energetici che in relazione al porto di Gwadar, le priorit\u00e0 pakistane hanno avuto un ruolo determinante nella definizione dello sviluppo del CPEC.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nello stesso tempo, \u00e8 importante sottolineare come le narrazioni sui benefici del CPEC mutino in maniera significativa a seconda degli attori che si prendono in considerazione. A livello nazionale, la narrazione standard propone il CPEC come volano per l\u2019economia Pakistana affermando che i benefici di quest\u2019ultimo sono equamente distribuiti tra le vari province. A livello provinciale e locale, tale narrazione si scontra invece con le reazioni da parte della popolazione, che stenta ancora a vedere gli effetti tangibili del CPEC nella vita quotidiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dopo una fase di stallo tra il 2018 e il 2022 sotto la leadership dell\u2019ex Primo Ministro Imran Khan, il nuovo governo di Islamabad, guidato da Shahbaz Sharif, fratello dell\u2019ex Primo Ministro Nawaz Sharif, sta cercando di rimettere il CPEC al centro dell\u2019agenda politica Pakistana. Le difficili circostanze economiche (il Pakistan ha chiesto per la 22esima volta nella sua storia un prestito al Fondo Monetario Internazionale) e le turbolenze della politica interna, stanno rendendo i progetti della seconda fase del CPEC (tra cui le Zone Economiche Speciali) di difficile realizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Immagine: Panoramica di Lahore dalla Moschea Wazir Khan, foto di Filippo Boni.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Filippo Boni \u00e8 Lecturer in relazioni internazionali presso la Open University in UK, e Research Fellow nel progetto \u201cREDEFINE\u201d finanziato dallo European Research Council. \u00c8 autore del libro Sino-Pakistani Relations. Politics, Military and Regional Dynamics (Routledge, 2019), e i suoi articoli sono stai pubblicati, tra gli altri, in Carnegie Endowment for International Peace, Asian Survey e Asia Policy. Dal 2019, Filippo \u00e8 co-editor della rivista italiana \u201cAsia Maior\u201d e nel 2020\/21 \u00e8 stato consulente accademico per il documentario della BBC \u201cTrump Takes on the World\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/sinosfere.com\/2022\/07\/17\/filippo-boni-il-china-pakistan-economic-corridor-tra-negoziati-e-narrazioni\/\">https:\/\/sinosfere.com\/2022\/07\/17\/filippo-boni-il-china-pakistan-economic-corridor-tra-negoziati-e-narrazioni\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SINOSFERE Introduzione \u201cI feel as if I am going to visit the home of my brother\u201d. Con queste parole il Presidente Cinese Xi Jinping annunciava, in un editoriale pubblicato dal quotidiano pakistano Daily Times, la propria visita ufficiale in Pakistan nell\u2019Aprile del 2015. 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