{"id":74078,"date":"2022-08-25T08:39:03","date_gmt":"2022-08-25T06:39:03","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=74078"},"modified":"2022-08-23T15:41:52","modified_gmt":"2022-08-23T13:41:52","slug":"la-vittoria-impossibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=74078","title":{"rendered":"LA VITTORIA IMPOSSIBILE"},"content":{"rendered":"<p><strong>di GIUBBE ROSSE NEWS (Enrico Tomaselli)<\/strong><\/p>\n<p>Quello che sta accadendo sul terreno in Ucraina \u00e8 ormai abbastanza evidente a tutti e persino i media propagandistici occidentali cominciano a far filtrare la realt\u00e0. In qualche modo, bisogna cominciare a preparare le opinioni pubbliche a quel che verr\u00e0.<\/p>\n<p>In questo momento, le forze armate russe si stanno concentrando soprattutto sul fronte ovest del Donetsk, con l\u2019obiettivo di liberare la restante parte dell\u2019oblast ancora sotto controllo ucraino. Si tratta di una fase necessariamente pi\u00f9 lenta, perch\u00e9 lungo questa linea del fronte si trovano a dover conquistare i vari\u00a0<em>nodi\u00a0<\/em>di una linea fortificata, predisposta gi\u00e0 dagli anni della guerra civile con le repubbliche autonomiste; villaggi e citt\u00e0 sono trincerati, ed \u00e8 necessario snidare i militari ucraini combattendo casa per casa, strada per strada. Anche se il lavoro dell\u2019artiglieria e delle forze aerospaziali \u00e8 possente ed efficace (secondo fonti ucraine, stanno bombardando le posizioni ucraine 700-800 volte al giorno, sparando da 40 a 60 mila colpi), sta poi alle truppe di terra conquistare i centri abitati, e\u00a0<em>ripulirli\u00a0<\/em>da sacche di resistenza, prima di poter procedere oltre. Oltretutto, le forze armate russe operano in condizione di inferiorit\u00e0 numerica, laddove invece \u2013 di norma \u2013 gli attaccanti dovrebbero essere in numero superiore, se non soverchiante, sui difensori.<\/p>\n<p>Immediatamente dopo questo, il secondo fronte su cui prima o poi i russi riprenderanno l\u2019iniziativa \u00e8 quello sud. Qui l\u2019esigenza primaria \u00e8 quella di ricacciare indietro le forze ucraine, cos\u00ec da recuperare una profondit\u00e0 sufficiente che impedisca agli ucraini di colpire le citt\u00e0 di Donetsk e di Kherson, e soprattutto la centrale nucleare di Enerhodar.<\/p>\n<p>Quest\u2019ultima, ancorch\u00e9 la pi\u00f9 urgente sotto il profilo della sicurezza, \u00e8 anche la parte pi\u00f9 complessa da conseguire. La centrale, infatti, si trova sulla riva sud di un ampio bacino idrico, creato dal fiume Dniepr nella sua corsa verso il mar Nero, e che \u00e8 troppo ampio per pensare ad una operazione anfibia \u2013 che sarebbe esposta al fuoco di artiglieria. L\u2019unico modo per\u00a0<em>ripulire<\/em>\u00a0la sponda nord, \u00e8 aggirare il bacino stesso, o venendo da est, oppure risalendo da ovest. Nel primo caso sarebbe necessario superare il fiume Dniepr, ed \u00e8 presumibile che gli ucraini facciano saltare i ponti ancora intatti.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8, inoltre, una terza possibilit\u00e0, che potrebbe essere avallata da alcuni indicatori, ovvero una imminente offensiva verso la citt\u00e0 di Kharkiv, a nord del Donbass. Questo settore, che non fa parte degli oblast del Donbass, ha registrato ultimamente un intensificarsi degli scontri, e soprattutto del fuoco di artiglieria russo. Inoltre, si segnala una intensa attivit\u00e0 di droni ricognitori americani Puma PQ-200, segno che il comando NATO teme un\u2019iniziativa nell\u2019area.<\/p>\n<p>Un eventuale attacco a Kharkiv avrebbe del resto svariate ragioni: costringerebbe gli ucraini a spostare velocemente truppe nel settore (ed \u00e8 nota la difficolt\u00e0 ad effettuare manovre rapide, per le forze armate di Kyev), sguarnendone altri; in caso di sfondamento, consentirebbe ai russi una manovra di accerchiamento convergendo verso sud (una tattica ampiamente usata dalle forze di Mosca); consentirebbe di allontanare la minaccia dell\u2019artiglieria ucraina che colpisce la zona di Kursk; costituirebbe un colpo assai duro al morale ed alla capacit\u00e0 di resistenza dell\u2019esercito ucraino.<\/p>\n<p>Per conseguire questi obiettivi, i russi comunque hanno fondamentalmente una finestra di 45\/60 giorni massimo, prima che le condizioni meteo volgano al brutto; con la ripresa delle piogge, infatti, il terreno delle pianure si far\u00e0 fangoso, rendendo difficile \u2013 o comunque pi\u00f9 lenta e faticosa \u2013 l\u2019avanzata, e favorendo al contrario le difese ucraine.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-27478 lazyloaded\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/ru-woman.jpg?resize=640%2C359&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"625\" height=\"625\" data-srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/ru-woman.jpg?w=949&amp;ssl=1 949w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/ru-woman.jpg?resize=300%2C168&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/ru-woman.jpg?resize=768%2C431&amp;ssl=1 768w\" data-src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/ru-woman.jpg?resize=640%2C359&amp;ssl=1\" data-sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/figure>\n<h2>Vista da Kyev<\/h2>\n<p>Dal punto di vista di Kyev, la situazione \u00e8 assai pi\u00f9 complicata. Sul fronte est, le linee fortificate al confine del Donetsk stanno rallentando s\u00ec l\u2019avanzata russa, ma molto meno del previsto. Se dovesse cedere anche quella pi\u00f9 arretrata, la linea Slovyansk-Kramatorsk, c\u2019\u00e8 il rischio che le forze russe dilaghino verso ovest. A quel punto, sia Kharkiv a nord, che l\u2019intero fronte sud, sarebbero seriamente a rischio.<\/p>\n<p>Il problema maggiore, per\u00f2, \u00e8 la capacit\u00e0 operativa dell\u2019esercito. Che in questa fase, se pure ha potuto aumentare considerevolmente il numero di uomini al fronte (Kyev parla di 700.000 mobilitati, il che fa presumere che almeno 400.000 siano schierati in prima linea, portando il rapporto con i russi intorno al 2:1), l\u2019efficienza di combattimento sta calando rapidamente.<\/p>\n<p>Ad incidere sull\u2019operativit\u00e0 delle forze ucraine sono diversi fattori. Il primo \u00e8, ovviamente, quello delle perdite (morti, feriti, prigionieri). Tra il 2015 e la fine del 2021, i paesi NATO hanno addestrato circa 60.000 militari ucraini e, sia pure a ritmi assai pi\u00f9 ridotti, continuano ancora adesso. Ma \u00e8 soprattutto tra questi soldati pi\u00f9 addestrati che si sono registrate le maggiori perdite durante questi sei mesi di guerra, cosicch\u00e9 adesso ne restano troppo pochi, e troppo dispersi tra le varie unit\u00e0. Ancor pi\u00f9 significative, sotto il profilo dell\u2019efficienza, le perdite tra gli ufficiali. Con reparti composti in misura crescente di coscritti, senza esperienza di combattimento e senza sufficiente addestramento, spesso inviati al fronte anche con scarso equipaggiamento, inevitabilmente l\u2019incidenza di quelli esperti e preparati si diluisce, a tutto detrimento della capacit\u00e0 di combattimento dei reparti stessi. A ci\u00f2 si aggiunge un crescente scoraggiamento, che fa aumentare le diserzioni e le rese di intere unit\u00e0.<\/p>\n<p>Un altro problema \u00e8 quello degli armamenti. Gran parte di quello di epoca sovietica, sia gi\u00e0 nella disponibilit\u00e0 ucraina sia fornito dai paesi NATO ex-sovietici, \u00e8 ormai esaurito, e le forze armate fanno prevalentemente affidamento su armamento occidentale. Che per\u00f2 presenta a sua volta tre ordini di problemi: l\u2019eterogeneit\u00e0, la complessit\u00e0 tecnologica, e la quantit\u00e0. Mentre i primi due si intrecciano negativamente con i tempi di addestramento sempre pi\u00f9 stretti, la quantit\u00e0 (relativamente) scarsa, comunque insufficiente, ne rende il valore d\u2019uso poco incisivo sul piano tattico; tra l\u2019altro, e per la prima volta dall\u2019inizio dei combattimenti, si sono fermati i trasferimenti di armi da parte dei paesi europei. La sempre maggiore incapacit\u00e0 di sviluppare manovre tattiche, per tutte le ragioni suddette, sta portando le forze armate ucraine sempre pi\u00f9 verso forme di combattimento obliquo: i continui bombardamenti sulle citt\u00e0 del Donetsk, gli attacchi alla centrale nucleare, al deposito di ammoniaca, e pi\u00f9 di recente quelli sul territorio della Crimea (<em>autorizzati<\/em>\u00a0dagli USA, ma che hanno pi\u00f9 che altro un valore simbolico, visto che gi\u00e0 da tempo gli ucraini colpiscono il suolo russo), sono tutte scelte tattiche \u2013 coordinate ed approvate dalla NATO \u2013 che rispondono ad una logica precisa. Stante appunto l\u2019incapacit\u00e0 delle forze di Kyev di sviluppare una qualche forma di iniziativa militare, preferiscono distogliere parte della gi\u00e0 insufficiente artiglieria dal fronte operativo (lasciando sguarnite del necessario appoggio le unit\u00e0 combattenti) per mettere in campo delle azioni che abbiano la parvenza di una capacit\u00e0 offensiva, che diano all\u2019opinione pubblica americana l\u2019idea che le armi fornite servano a qualcosa, e soprattutto nella speranza che queste continue\u00a0<em>provocazioni\u00a0<\/em>spingano la Russia a reagire in modo scomposto, distraendola dai suoi piani operativi ed incastrandola in una sorta di botta-e-risposta priva di efficacia strategica, ed in cui l\u2019Ucraina recupererebbe un apparente ruolo di parit\u00e0.<br \/>\nMa la Russia sembra ben determinata a non cadere nella trappola, lasciando quindi l\u2019Ucraina prigioniera del ruolo di fornitore di carne da cannone, per la\u00a0<em>proxy war<\/em>\u00a0NATO vs Russia.<\/p>\n<h2>Oltre il campo di battaglia<\/h2>\n<p>Ma, oltre il campo di battaglia, c\u2019\u00e8 la guerra nella sua interezza. Con le sue singolarit\u00e0, e le sue incertezze.<\/p>\n<p>Perch\u00e8, a ben vedere, questa \u00e8 una guerra assai strana. Si pu\u00f2 tranquillamente affermare che, sin dal primo momento \u2013 che non \u00e8 certo il 24 febbraio 2022\u2026 \u2013 i suoi protagonisti sono stati tre: gli USA, la Russia e l\u2019Ucraina. Gli Stati Uniti sono stati, sin da prima del golpe di piazza Maidan, il motore del processo che ha portato dapprima alla guerra civile nel Donbass, e dopo otto anni alla guerra guerreggiata con la Russia. Eppure, per quanto possa apparire assurdo, nonostante la guerra fosse l\u2019obiettivo di Washington sin da allora, tutti e tre gli attori sono entrati in scena senza avere le idee chiare su cosa sarebbe accaduto.<\/p>\n<p>Ovviamente, e pi\u00f9 di tutti, \u00e8 stata l\u2019Ucraina a trovarsi in guerra senza immaginare neanche lontanamente come sarebbe andata a finire; perch\u00e8 \u00e8 chiaro che, a Kyev, si illudevano che la NATO, o comunque gli USA, sarebbero intervenuti seriamente per difenderli. E probabilmente gli \u00e8 stato fatto credere, anche senza promettere nulla.<br \/>\nNon aveva le idee chiare la Russia, che \u2013 come dimostrato sia dalle richieste reiterate sino all\u2019ultimo istante, sia dalla prima fase della guerra \u2013 pensava che una poderosa avanzata su pi\u00f9 fronti, con i carri armati alle porte di Kyev, avrebbero spinto sia gli ucraini che gli europei a correre al tavolo delle trattative, costringendo gli americani a farlo a loro volta. Salvo poi realizzare che ucraini ed europei erano totalmente soggiogati dalla propaganda statunitense, ed ostaggio delle sue scelte politico-militari.<br \/>\nMa paradossalmente sono andati allo sbaraglio anche gli USA!, che avevano come obiettivo strategico di recidere, in modo secco e duraturo, ogni rapporto tra l\u2019Europa e la Russia, e secondariamente di logorare l\u2019apparato militare russo e l\u2019economia europea; ma che non si sono mai posti seriamente il problema di come gestire lo strumento scelto per conseguire questi obiettivi, cio\u00e8 appunto la guerra.<\/p>\n<p>Il risultato di questo caos anti-clausewitziano, in cui la guerra diventa il proseguimento di una politica che ha chiari gli obiettivi, ma non come raggiungerli, \u00e8 che dopo sei mesi l\u2019unica cosa certa \u00e8 che l\u2019Ucraina \u00e8 un paese finito.<\/p>\n<p>La stessa progressiva scomparsa mediatica di Zelensky, che pure \u00e8 stato oggetto di una delle pi\u00f9 grandi campagne di comunicazione in occidente, non \u00e8 dovuta soltanto alla sua sovraesposizione, e\/o alla\u00a0<em>consunzione\u00a0<\/em>della sua immagine, quanto al fatto che era la sineddoche del paese; ed il paese non \u00e8 pi\u00f9, neanche mediaticamente, un soggetto nel conflitto, ma meramente il suo terreno di battaglia, la sua carne da cannone.<\/p>\n<h2>Gli obiettivi, politici e militari, della Russia<\/h2>\n<p>Dal canto suo, la Russia sta ora perseguendo sistematicamente tutti i propri obiettivi, politici e militari. Sta riprendendo tutti i territori della Nova Russia storica, quindi l\u2019intera Ucraina meridionale, dal Donbass ad est sino alla Transnistria ad ovest, e lo sta facendo col chiaro obiettivo di integrarli nella Federazione Russa; e con ci\u00f2, sta spostando ad ovest il\u00a0<em>limes\u00a0<\/em>con la NATO. Sta demilitarizzando di fatto l\u2019Ucraina, il cui esercito \u00e8 praticamente distrutto, e resiste solo in virt\u00f9 dell\u2019aiuto occidentale. E, quando cominceranno i processi contro gli ukronazi, dar\u00e0 una bella mazzata al nazionalismo tossico e venato di nazismo. In questo, il fatto pi\u00f9 significativo \u00e8 che il processo di integrazione procede spedito, e gi\u00e0 da adesso, a combattimenti ancora in corso, segno inequivocabile che non sono conquiste soggette a possibile trattativa. Il punto \u00e8 che, con l\u2019avvio dell\u2019Operazione Militare Speciale, ed ancor pi\u00f9 con il cambio di strategia susseguente alla presa d\u2019atto che l\u2019occidente voleva la guerra, la Russia ha varcato il Rubicone. Tornare indietro non \u00e8 nel novero delle possibilit\u00e0. O si vince o si perde. Ed \u00e8 precisamente questo l\u2019<em>atout<\/em>\u00a0di Mosca: la precisa consapevolezza della posta in gioco, e la determinazione a giocare sino in fondo, sono l\u2019elemento che determina il vantaggio strategico russo. Mentre sul terreno la preponderanza militare ha facile gioco sugli ucraini, anche sul piano politico-diplomatico l\u2019iniziativa \u00e8 in mano russa. Che, oltretutto, pu\u00f2 contare sulla compatta convergenza dell\u2019intera leadership sui propri obiettivi.<\/p>\n<p>Al contrario, a Washington questa compattezza non c\u2019\u00e8 assolutamente ed \u00e8 aggravata dalla mancanza di una effettiva strategia militare, che non sia il mero alimentare il conflitto\u00a0<em>ad libitum<\/em>. Una linea che non fa i conti con i dati reali, dalla netta supremazia russa sul terreno alla crescente stanchezza degli alleati europei, dalle dinamiche interne al regime ucraino alla difficolt\u00e0 materiale di sostenere un ritmo infinito di forniture militari.<\/p>\n<p>La questione, quindi, che dovrebbe preoccupare tutti i soggetti coinvolti, direttamente o indirettamente, e cio\u00e8 USA e Russia innanzitutto, ma anche l\u2019Europa, \u00e8 precisamente: come se ne esce? Perch\u00e8 uno dei problemi pi\u00f9 grandi, delle guerre \u00e8 che tendono ad avere vita propria: una volta messo in moto il meccanismo, non vanno quasi mai come avrebbero voluto coloro che le hanno avviate. E pi\u00f9 passa il tempo, pi\u00f9 cresce la possibilit\u00e0 che emergano variabili impreviste.<\/p>\n<h2>Nessuno pu\u00f2 perdere<\/h2>\n<p>Il punto cardine \u00e8 che entrambe i contendenti, USA e Russia, non possono n\u00e9 vogliono perdere.<\/p>\n<p>Quindi, presumibilmente, nessuno dei due far\u00e0 la prima mossa verso la fine delle ostilit\u00e0. Sarebbe auspicabile che a farla fosse l\u2019Europa, ma \u00e8 troppo debole politicamente, divisa al suo interno e strutturalmente soggetta al dominio americano. Quando la crisi comincer\u00e0 a mordere davvero, i singoli paesi cercheranno di sottrarsi alla morsa, ciascuno per proprio conto, senza alcuna visione comune e, soprattutto, senza una comune linea politica, capace di avviare un processo di pace. Per come stanno adesso le cose, quindi, l\u2019ipotesi pi\u00f9 probabile che possa portare quanto meno ad un cessate il fuoco \u00e8 quella della partizione. L\u2019esercito ucraino collassa, le perdite materiali ed umane ed il crollo del morale ne annichiliscono la capacit\u00e0 di combattimento e praticamente cessa di resistere all\u2019avanzata russa. A quel punto, l\u2019esercito polacco occupa la parte occidentale del paese, spingendosi verso la linea del fronte. Per evitare il contatto e lo scontro diretto Russia-NATO entrambe le forze armate si fermano, si crea una zona cuscinetto, una\u00a0<em>no-man\u2019s-land<\/em>\u00a0sul modello coreano, e la guerra viene\u00a0<em>congelata<\/em>. La Russia pu\u00f2 rivendicare di aver conseguito i suoi obiettivi, la NATO rivendicher\u00e0 d\u2019aver fermato la Russia. Non ci sar\u00e0 alcun trattato di pace, perch\u00e8 la NATO non riconoscer\u00e0 mai formalmente le conquiste territoriali russe.<\/p>\n<p><em>Last but not least<\/em>, la guerra rimane in\u00a0<em>stand-by<\/em>, tenendo comunque impegnate le forze armate russe nel territorio ex-ucraino e funziona da ottimo deterrente a qualsiasi tentativo europeo di riallacciare rapporti commerciali con Mosca.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/giubberosse.news\/2022\/08\/19\/la-vittoria-impossibile\/\">https:\/\/giubberosse.news\/2022\/08\/19\/la-vittoria-impossibile\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIUBBE ROSSE NEWS (Enrico Tomaselli) Quello che sta accadendo sul terreno in Ucraina \u00e8 ormai abbastanza evidente a tutti e persino i media propagandistici occidentali cominciano a far filtrare la realt\u00e0. In qualche modo, bisogna cominciare a preparare le opinioni pubbliche a quel che verr\u00e0. 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