{"id":74107,"date":"2022-08-25T09:00:56","date_gmt":"2022-08-25T07:00:56","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=74107"},"modified":"2022-08-24T21:50:46","modified_gmt":"2022-08-24T19:50:46","slug":"il-mali-e-le-contraddizioni-francesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=74107","title":{"rendered":"Il Mali e le contraddizioni francesi"},"content":{"rendered":"<p><strong>da RETE VOLTAIRE (Thierry Meyssan)<\/strong><\/p>\n<article class=\"hnews hentry item\">\n<div class=\"article-chapo crayon article-chapo-217821 entry-content\">\n<p><em>Dopo nove anni di presenza in Mali l\u2019esercito francese si \u00e8 ritirato, fiero del proprio operato. Ha effettivamente combattuto valorosamente gli jihadisti, ma si tratta di un bilancio che nasconde la realt\u00e0. Le attuali difficolt\u00e0 del Mali derivano in gran parte dall\u2019intervento illegale della Nato in Libia. Quanto all\u2019espansione degli jihadisti, \u00e8 organizzata\u2026 dai servizi segreti francesi. Come gli Stati Uniti in Medio Oriente, anche i francesi in Mali sono pompieri e piromani al tempo stesso: mentre ritirano l\u2019esercito, con Washington preparano una pi\u00f9 vasta guerra nel Sahel.<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/article>\n<article class=\"entry-content\">\n<div id=\"article-text\" class=\"article-text\">\n<div class=\"article-text-images crayon article-texte-217821 \">\n<div class=\"spip_document_239186 spip_document spip_documents spip_document_image spip_documents_center spip_document_center spip_document_avec_legende\" data-legende-len=\"65\" data-legende-lenx=\"xx\">\n<figure class=\"spip_doc_inner\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/local\/cache-vignettes\/L400xH300\/217804-1-6-1cfe9.jpg?1661234582\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"300\" \/><figcaption class=\"spip_doc_legende\">\n<div class=\"spip_doc_titre  crayon document-titre-239186 \"><strong>Il colonnello Assimi Go\u00efta, presidente di transizione del Mali. <\/strong><\/div>\n<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<p class=\"lettrine\">Nel 2010, con la crisi in Costa d\u2019Avorio, la Francia ha cambiato politica in Africa. Il sostegno del presidente francese Nicolas Sarkozy al candidato Alassane Ouattara non serv\u00ec n\u00e9 agli interessi ivoriani n\u00e9 alle grandi societ\u00e0 francesi, che invano tentarono di opporvisi. Washington aveva infatti chiesto a Parigi di far cadere il presidente Laurent Gbagbo, ex collaboratore della CIA convertitosi al nazionalismo.<\/p>\n<p>L\u2019anno successivo la storia si ripet\u00e9, amplificata, in Libia. Il presidente Sarkozy forse credette di poter ottenere un impero petrolifero rovesciando il regime libico, ma di fatto non rese un servizio n\u00e9 agli interessi libici n\u00e9 agli interessi francesi: fu un allineamento a Stati Uniti e Nato.<\/p>\n<p>Eppure Muhammar Gheddafi fu l\u2019unico leader africano che riusc\u00ec a far collaborare arabi e neri, dopo secoli di guerra e schiavit\u00f9. Inoltre us\u00f2 le entrate del petrolio per tentare, con il presidente maliano Amadou Toumani Tour\u00e9, di costruire uno Stato minimale in Mali (ex Sudan Francese), sul modello dei socialisti francesi del XIX secolo (Proudhon, Fourier) e della Jamahiriya Araba Libica.<\/p>\n<p>Rovesciando la Guida della Rivoluzione libica, la Nato ha fatto ineluttabilmente precipitare il Mali nel caos. Appoggiandosi agli jihadisti di Al Qaeda contro la Libia, gli Stati Uniti causarono la rivolta del comandante dell\u2019AfriCom, nonch\u00e9 il rovesciamento degli obiettivi della Nato.<\/p>\n<p>Nei mesi successivi, la ribellione dei tuareg riprese, ma gruppi jihadisti, sostenuti dai Fratelli Mussulmani libici (ossia i servizi segreti anglosassoni), vi giocarono un ruolo molto pi\u00f9 rilevante. I militari di Bamako, che avevano mezzi irrisori per affrontarli, si ammutinarono. I servizi segreti francesi e statunitensi ne approfittarono per sostituire Tour\u00e9 con il presidente dell\u2019Assemblea Nazionale, Dioncounda Traor\u00e9. La macchinazione fu legittimata dalla CEDEAO (Comunit\u00e0 Economica degli Stati dell\u2019Africa Occidentale), il cui presidente altri non era che Alassane Ouattara, messo al potere in Costa d\u2019Avorio un anno prima dall\u2019esercito francese.<\/p>\n<p>Gli jihadisti attaccarono allora Konna ed estesero la sharia al nord del Paese. Lo pseudo presidente Dioncounda Traor\u00e9 invoc\u00f2 l\u2019aiuto dell\u2019esercito francese, che aspettava il suo segnale. Il presidente Fran\u00e7ois Hollande offr\u00ec ovviamente l\u2019aiuto francese per contrastare l\u2019influenza degli jihadisti (sostenuti dagli alleati anglosassoni e del Qatar) e mettere in sicurezza il proprio rifornimento di uranio. Ebbe inizio l\u2019operazione Serval, approvata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Un evidente ritorno alla vecchia politica coloniale. Nel 2014 fu raggiunto un accordo segreto che permise a Parigi di dispiegare i propri uomini, non soltanto in Mali e Ciad, ma in tutto il Sahel, non pi\u00f9 contro gli anglosassoni, ma con loro e l\u2019insieme dei Paesi europei coalizzati per combattere gli jihadisti (che tuttavia continuavano a sostenere). Fu l\u2019avvio dell\u2019operazione Barkhane.<\/p>\n<p>Dopo un periodo di confusione, furono organizzate elezioni che portarono legalmente al potere Ibrahim Boubacar Ke\u00efta che, pur definendosi laico, s\u2019appoggi\u00f2 all\u2019Arabia Saudita (che si era rivoltata contro i Fratelli Mussulmani) contro il Qatar (che ora sosteneva i Fratelli Mussulmani).<\/p>\n<div class=\"spip_document_239187 spip_document spip_documents spip_document_image spip_documents_center spip_document_center spip_document_avec_legende\" data-legende-len=\"216\" data-legende-lenx=\"xxx\">\n<figure class=\"spip_doc_inner\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/local\/cache-vignettes\/L400xH250\/217804-2-6-2bfc1.jpg?1661234582\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"250\" \/><figcaption class=\"spip_doc_legende\">\n<div class=\"spip_doc_titre  crayon document-titre-239187 \"><strong>Nel 2013 il quotidiano di riferimento francese, \u00abLe Monde\u00bb, abbraccia pienamente il carattere neocoloniale dell\u2019operazione di Fran\u00e7ois Hollande in Mali. Titola spudoratamente: \u00abL\u2019esercito francese prende Timbuctu\u00bb. <\/strong><\/div>\n<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<p>Le contraddizioni francesi erano gi\u00e0 lampanti: il presidente Hollande fu costretto a interrompere l\u2019operazione Serval per consentire agli alleati del Qatar di richiamare i propri consiglieri militari presso gli jihadisti. Poi gli jihadisti siriani, che la Francia sosteneva, manifestarono contro i \u00abfrancesi traditori\u00bb, che in Mali combattevano i loro \u00abfratelli\u00bb. Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, chiese spiegazioni all\u2019omologo francese Laurent Fabius, che sfacciatamente gli rispose ridendo: \u00ab\u00c8 la nostra realpolitik\u00bb (sic!).<\/p>\n<p>Le prime operazioni dell\u2019esercito francese furono militarmente inaccettabili: le vittime civili dei bombardamenti furono sette volte pi\u00f9 numerose degli jihadisti uccisi. Ne consegu\u00ec un ribaltamento dell\u2019opinione pubblica maliana, ora schierata contro la Francia.<\/p>\n<p>La prima vittima di questa stupida e barbara politica fu il presidente Ke\u00efta, rovesciato nel 2020 da una nuova giunta militare. Data la disomogeneit\u00e0 della giunta, si apr\u00ec un nuovo periodo di disordini. Alla fine i militari, ispirandosi all\u2019esempio del rivoluzionario del Burkina Faso, Thomas Sankara (1949-1983), formarono un governo di transizione guidato dal colonnello Assimi Go\u00efta.<\/p>\n<div class=\"spip_document_239188 spip_document spip_documents spip_document_image spip_documents_center spip_document_center spip_document_avec_legende\" data-legende-len=\"54\" data-legende-lenx=\"x\">\n<figure class=\"spip_doc_inner\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/local\/cache-vignettes\/L400xH250\/217804-3-6-ec8f6.jpg?1661234582\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"250\" \/><figcaption class=\"spip_doc_legende\">\n<div class=\"spip_doc_titre  crayon document-titre-239188 \"><strong>L\u2019intervista di Choguel Kokalla Ma\u00efga a RIA-Novosti. <\/strong><\/div>\n<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<p>L\u2019esercito maliano scopr\u00ec in fretta gli altarini. L\u20198 ottobre 2021 l\u2019allora primo ministro Choguel Kokalla Ma\u00efga, in un\u2019intervista a RIA-Novosti, accus\u00f2 la Francia di doppio gioco, fornendo persino dettagli sull\u2019addestramento di jihadisti a Kidal, di cui era impedito l\u2019accesso ai maliani da parte dei militari dell\u2019esercito francese. Ovviamente nessun media francese, a eccezione di R\u00e9seau Voltaire, diede conto dell\u2019intervista.<\/p>\n<p>La stampa occidentale era invece impegnata a seguire i negoziati con la Russia che avrebbero potuto sfociare nel dispiegamento in Mali della societ\u00e0 privata Wagner.<\/p>\n<p>Il 23 dicembre 2021 la Francia consegnava al Mali una nota, cofirmata da Belgio, Regno Unito, Olanda, Danimarca, Germania, Italia, Canada, Lituania, Norvegia, Portogallo, Romania, Repubblica Ceca e Svezia, in cui deplorava il ventilato ricorso al Gruppo Wagner, che avrebbe gravato sul bilancio del Paese.<\/p>\n<p>A gennaio 2022 il governo di transizione (la giunta, secondo la terminologia francese) denunciava una violazione dello spazio aereo del Mali da parte degli ospiti francesi; immediatamente il generale Laurent Michon, a capo della forza Barkhane, rivendicava la propria buona fede, invocando i privilegi accordati alla Francia dal presidente fantoccio Dioncounda Traor\u00e9 per l\u2019operazione Serval e fingendo di credere che valessero anche per Barkhane.<\/p>\n<p>\u00c8 inevitabile prendere atto che l\u2019intervento dei militari francesi, indipendentemente dal ruolo antitetico dei servizi francesi, \u00e8 stato un fallimento, riconosciuto da tutti gli osservatori. Non potendo distinguere buoni e cattivi, il governo di transizione chiede ai francesi di andarsene. Parigi tenta di fare pressione attraverso la CEDEAO. I Paesi membri dell\u2019Organizzazione decidono di chiudere le frontiere con il Mali e di congelarne i beni depositati presso la Banca Centrale degli Stati dell\u2019Africa Occidentale. Non serve a nulla, i francesi cominciano a fare i bagagli.<\/p>\n<div class=\"spip_document_239189 spip_document spip_documents spip_document_image spip_documents_center spip_document_center\">\n<figure class=\"spip_doc_inner\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/local\/cache-vignettes\/L400xH206\/217804-4-8-b64d1.webp?1661234582\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"206\" \/><\/figure>\n<\/div>\n<p>L\u201911 maggio scorso gli Stati Uniti organizzano in Marocco una riunione della Coalizione Globale contro Daesh. Vi partecipano i ministri degli Esteri di 85 Stati, sotto la presidenza della straussiana Viktoria Nuland. All\u2019ordine del giorno la preparazione di una prossima guerra in Sahel con le armi fornite all\u2019Ucraina, ma immagazzinate in Kosovo e Albania.<\/p>\n<p>A met\u00e0 giugno 2022, mentre i francesi iniziano il ritiro, il governo di transizione ingaggia una societ\u00e0 militare privata russa, il Gruppo Wagner, per sostituirli. Da un mese in Francia \u00e8 iniziata una campagna contro questi intrusi e contro uno dei loro dirigenti, Evgueni Prigojine. L\u2019editore Michel Lafon pubblica la testimonianza di un comandante del Gruppo dispiegato in Donbass e Siria. Il Gruppo \u00e8 presente anche nella Repubblica Centrafricana e in Libia. Il Gruppo Wagner viene accusato di molti soprusi, peraltro meno gravi di quelli commessi dai soldati francesi. Quanto a Prigojine, \u00e8 accusato di possedere una societ\u00e0 informatica e di aver manipolato le elezioni presidenziali USA. Un\u2019intossicazione mediatica ripresa a lungo dai media, sebbene l\u2019inchiesta giudiziaria USA non sia ancora riuscita a provare alcunch\u00e9. \u00c8 bene comunque rilevare che Prigojine \u00e8 anche consigliere di Sa\u00eff al-Islam Gheddafi e sostiene organizzazioni di difesa dei diritti dell\u2019uomo contro governi occidentali.<\/p>\n<p>Il 3 luglio, temendo d\u2019inimicarsi la Russia, la CEDEAO annulla con discrezione le sanzioni contro il Mali.<\/p>\n<p>Il 6 luglio il governo di transizione indirizza al Consiglio di Sicurezza dell\u2019ONU un calendario preciso delle riforme politiche da attuare entro l\u2019elezione del presidente della repubblica, che si terr\u00e0 a febbraio 2024, manifestamente preparato con l\u2019assistenza di consiglieri russi.<\/p>\n<p>Il 21 luglio il generale comandante della forza Barkhane accusa il gruppo Wagner di sfruttare tre miniere d\u2019oro come ricompensa per l\u2019intervento in Mali, il che costituisce ai suoi occhi una \u00abvera e propria predazione\u00bb.<\/p>\n<p>Il 9 agosto la Federazione di Russia consegna all\u2019esercito maliano un importante quantitativo di aerei ed elicotteri.<\/p>\n<p>Il 16 agosto il Mali chiede al Consiglio di Sicurezza una riunione speciale sul sostegno della Francia agli jihadisti. Nella lettera afferma di avere le prove del doppiogioco francese.<\/p>\n<p>Il giorno stesso la Francia indirizza al Consiglio di Sicurezza un comunicato sul ritiro della forza Barkhane dal Mali. Il presidente Emmanuel Macron, eludendo la responsabilit\u00e0 del Paese nell\u2019annientamento della Libia e nel sostegno agli jihadisti, si complimenta per l\u2019opera svolta nei nove anni di missione. Ricorda che 59 soldati francesi hanno sacrificato la vita per la sicurezza degli europei e dei maliani.<\/p>\n<p>\u00c8 lecito porsi alcune domande:<br \/>\nPerch\u00e9 l\u2019esercito francese ha ottenuto cos\u00ec magri risultati in Africa? Il bilancio dell\u2019operato del Gruppo Wagner nella Repubblica Centrafricana, ove \u00e8 presente dal 2018, sembra invece positivo. I soldati di Wagner hanno certamente commesso soprusi (sebbene minori degli omologhi francesi), ma sono riusciti a ripristinare la pace. Nel combattimento la Francia non \u00e8 pi\u00f9 all\u2019altezza delle proprie ambizioni. Non riesce pi\u00f9 a vincere i gruppi jihadisti e, secondo l\u2019Assemblea Nazionale, le sue forze sarebbero spazzate via in due giorni in caso di guerra ad alta intensit\u00e0.<br \/>\nPerch\u00e9 l\u2019esercito francese accetta di combattere jihadisti che la Francia sostiene? Di fatto, dal 2007 non esiste pi\u00f9 una politica estera francese, che consiste solo in una serie di mosse estemporanee dettate dall\u2019opportunit\u00e0. Azioni avventate che hanno ripercussioni nel Paese, ove gli jihadisti non esitano a punirle. I Fratelli Mussulmani, che durante la guerra fredda sembravano una temibile arma segreta, oggi sono nemici interni.<br \/>\nPerch\u00e9 nel 2011 i francesi hanno ripreso la politica coloniale del XIX secolo, nonostante il popolo francese non abbia mai cessato di condannarla?<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-text-translator\"><em>Traduzione <\/em><br \/>\n<a title=\"Rachele Marmetti\" href=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/auteur126121.html?lang=it\"><em>Rachele Marmetti<\/em><\/a><\/div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n<div><\/div>\n<div><strong>FONTE: <a href=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/article217821.html\">https:\/\/www.voltairenet.org\/article217821.html<\/a><\/strong><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da RETE VOLTAIRE (Thierry Meyssan) Dopo nove anni di presenza in Mali l\u2019esercito francese si \u00e8 ritirato, fiero del proprio operato. Ha effettivamente combattuto valorosamente gli jihadisti, ma si tratta di un bilancio che nasconde la realt\u00e0. Le attuali difficolt\u00e0 del Mali derivano in gran parte dall\u2019intervento illegale della Nato in Libia. Quanto all\u2019espansione degli jihadisti, \u00e8 organizzata\u2026 dai servizi segreti francesi. Come gli Stati Uniti in Medio Oriente, anche i francesi in Mali sono&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":107,"featured_media":48078,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/voltaire.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-jhh","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/74107"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/107"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=74107"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/74107\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":74109,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/74107\/revisions\/74109"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/48078"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=74107"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=74107"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=74107"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}