{"id":74112,"date":"2022-08-26T10:00:07","date_gmt":"2022-08-26T08:00:07","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=74112"},"modified":"2022-08-24T22:08:25","modified_gmt":"2022-08-24T20:08:25","slug":"acqua-bene-comune-solo-a-parole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=74112","title":{"rendered":"Acqua bene comune? Solo a parole"},"content":{"rendered":"<p><strong>da LA CITTA&#8217; FUTURA (Federico Giusti)<\/strong><\/p>\n<div class=\"itemImageBlock clearfix\"><span class=\"itemImage\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/media\/k2\/items\/cache\/b1eefcf0678c4d0c3dbe290fb1f7fde3_XL.jpg\" alt=\"Acqua bene comune? Solo a parole\" \/> <\/span><\/p>\n<div class=\"clr\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"itemFullText\">\n<p><strong>Undici anni fa un grande movimento di popolo port\u00f2 alla vittoria del <\/strong><a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/iniziative\/manifestazione-nazionale-beni-comuni,-acqua-e-nucleare\"><strong>Referendum contro la privatizzazione dell<\/strong><\/a><a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/iniziative\/manifestazione-nazionale-beni-comuni,-acqua-e-nucleare\"><strong>\u2019<\/strong><\/a><a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/iniziative\/manifestazione-nazionale-beni-comuni,-acqua-e-nucleare\"><strong>acqua<\/strong><\/a>. \u201cAcqua bene comune\u201d era lo slogan che mobilit\u00f2 sindacati, partiti, movimenti e realt\u00e0 sociali. Cosa \u00e8 rimasto di quella battaglia? Ben poco se pensiamo che nulla \u00e8 cambiato.<\/p>\n<p>Voci che, sulla base dell\u2019esito referendario, dovevano essere eliminate dalla bolletta, come per esempio i <a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/appelli\/acea-fermiamo-il-virus-dei-profitti-acqua-ed-energia-per-tutt-stop-alla-distribuzione-degli-utili\">profitti dell<\/a><a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/appelli\/acea-fermiamo-il-virus-dei-profitti-acqua-ed-energia-per-tutt-stop-alla-distribuzione-degli-utili\">\u2019<\/a><a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/appelli\/acea-fermiamo-il-virus-dei-profitti-acqua-ed-energia-per-tutt-stop-alla-distribuzione-degli-utili\">impresa<\/a>, sono state reinserite surrettiziamente sotto altre denominazione. Non parliamo della ripubblicizzazione: non solo non \u00e8 avvenuta, ma \u00e8 proseguito il processo di concentrazione delle gestioni <a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/economia-e-lavoro\/acqua-il-referendum-violato\">a vantaggio di pochissime imprese multinazionali<\/a>. Quello che doveva essere trattato come un monopolio naturale pubblico \u00e8 si caratterizza sempre di pi\u00f9 come un monopolio privato.<\/p>\n<p>Ma attribuire ogni responsabilit\u00e0 ai governi e allo Stato sarebbe fin troppo facile. Dovremmo mettere in discussione lo strumento referendario e soprattutto la faciloneria con la quale venne gestita quella campagna dai movimenti.<\/p>\n<p><strong>Negli ultimi 20 anni \u00e8 stato fatto poco o nulla e l<\/strong><strong>\u2019emergenza climatica sta palesando una situazione a dir poco surreale anche per le risorse idriche<\/strong>.<\/p>\n<p>Il <a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/economia-e-lavoro\/cosa-si-cela-dietro-il-pnrr\">Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza<\/a> (Pnrr) destina circa 4,3 milioni di euro alle reti idriche e alla depurazione delle acque ma, per ammissione dei tecnici, per raggiungere l\u2019obiettivo lo Stato dovrebbe investire cifre assai maggiori: ne servirebbero 60 miliardi. E anche in questo caso ce lo chiederebbe l\u2019Unione Europea&#8230;.<\/p>\n<p>Reti obsolete, invasi inesistenti o fermi a 60 anni fa, quando paradossalmente c\u2019era un centro-sinistra, prima versione, che investiva risorse in progetti di pubblica utilit\u00e0. Le reti sono dei colabrodi con perdite stimate attorno al 40%. Vi sono pochi controlli ed \u00e8 inesistente un piano di intervento strutturale.<\/p>\n<p>Con l\u2019abrogazione delle Province \u2013 ma nessuno parla di cancellare la fallimentare Riforma Del Rio-Renzi \u2013 mancano perfino i funzionari e gli uffici preposti al censimento e all\u2019autorizzazione dei pozzi. L\u2019Italia ogni anno <strong>paga multe salatissime all<\/strong><strong>\u2019Unione Europea per la mancata depurazione<\/strong> delle acque di fogna che confluiscono nei fiumi, inquinandoli. Altre sanzioni arriveranno per il mancato utilizzo dell\u2019acqua depurata dopo l\u2019uso in ambito industriale e agricolo. L\u2019Italia green si scopre una mera illusione in <strong>un paese che non vuole investire nella manutenzione del territorio e nelle bonifiche<\/strong> per affrontare, una volta per tutte, le problematiche del dissesto idrico e geologico.<\/p>\n<p>Non si capisce ancora chi dovrebbe occuparsi della manutenzione delle reti, molte delle quali da decenni abbandonate, eppure le residue aziende pubbliche che gestiscono l\u2019acqua avrebbero utili tali da consentire investimenti adeguati. Sennonch\u00e9 anch\u2019esse sono gestite alla stregua di imprese private con <strong>l<\/strong><strong>\u2019obiettivo quindi di massimizzare i profitti<\/strong>. Per non parlare dei colossi quali Acea, Suez ecc.<\/p>\n<p>Le reti idriche sono per lo pi\u00f9 quelle di 30 o 50 anni fa. Un quarto delle stesse risale addirittura a 70 anni fa. Un ammodernamento richiederebbe investimenti ben maggiori delle risorse del Pnrr ma consentirebbe anche di superare la dispersione idrica e mettere mano, una volta per tutte, alla depurazione delle acque.<\/p>\n<p>Qualcuno sostiene che in Italia si paga per l\u2019acqua meno che negli altri paesi europei. \u00c8 innegabile che la fattura a carico delle famiglie presenti delle sperequazioni su base territoriale e regionale che differenziano inspiegabilmente i costi.<\/p>\n<p>Altri ancora, in nome della fantomatica decrescita felice, asseriscono che in Italia si consuma troppa acqua; sar\u00e0 colpa degli orti familiari ai quali si fa ricorso visto il rincaro di frutta e verdura? Ci sono intellettuali verdi (di vergogna?) che recentemente hanno asserito l\u2019inutilit\u00e0 della doccia quotidiana <strong>come se l<\/strong><strong>\u2019igiene personale rappresentasse ormai un lusso<\/strong>.<\/p>\n<p>Ma nessun intellettuale, e men che mai forza politica o di movimento, si \u00e8 fatto carico del problema in termini reali e convincenti proponendo e sostenendo un grande investimento pubblico a favore dell\u2019ammodernamento delle reti idriche e per la depurazione delle acque.<\/p>\n<p>Ecco svelato l\u2019arcano, siamo davanti a <strong>modelli green che bypassano il problema di fondo ossia l<\/strong><strong>\u2019urgente necessit\u00e0 dell\u2019investimento pubblico non <\/strong><a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/editoriali\/economia-di-guerra-o-speculatori-all%E2%80%99assalto\"><strong>a favore delle armi<\/strong><\/a><strong> ma per la salvaguardia del territorio<\/strong>.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE: <a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/economia-e-lavoro\/acqua-bene-comune-solo-a-parole\">https:\/\/www.lacittafutura.it\/economia-e-lavoro\/acqua-bene-comune-solo-a-parole<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da LA CITTA&#8217; FUTURA (Federico Giusti) Undici anni fa un grande movimento di popolo port\u00f2 alla vittoria del Referendum contro la privatizzazione dell\u2019acqua. \u201cAcqua bene comune\u201d era lo slogan che mobilit\u00f2 sindacati, partiti, movimenti e realt\u00e0 sociali. 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