{"id":74126,"date":"2022-08-29T11:00:12","date_gmt":"2022-08-29T09:00:12","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=74126"},"modified":"2022-08-27T08:37:53","modified_gmt":"2022-08-27T06:37:53","slug":"le-basi-per-una-discussione-sullesperienza-cinese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=74126","title":{"rendered":"Le basi per una discussione sull\u2019esperienza cinese"},"content":{"rendered":"<p><strong>di La Fionda (Giordano Sivini)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si esprime con chiarezza Alberto Bradanini in <em><a href=\"https:\/\/www.sandrotetieditore.it\/project\/alberto-bradanini-cina-lirresistibile-ascesa-2\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.sandrotetieditore.it\/project\/alberto-bradanini-cina-lirresistibile-ascesa-2\/\">Cina. L\u2019irresistibile asces<\/a>a <\/em>(Sandro Teti, 2022): \u201cL\u2019ascesa prodigiosa della Cina costituisce a suo modo la plastica evidenza che esistono altre strade per uscire dal sottosviluppo rispetto agli inganni prospettati dall\u2019Occidente, anche se con i limiti menzionati in tema di libert\u00e0 e partecipazione. La metodica deformazione di tali scenari nasconde la cattiva coscienza di un impero \u2013 la cui nozione \u00e8 inconciliabile con quella di democrazia \u2013 che aggredisce i paesi che non si piegano e che oggi non riesce a garantire sufficiente benessere, lavoro e coperture sociali nemmeno a casa propria, mentre la Cina (ancora oggi ben pi\u00f9 povera in termini di reddito pro-capite) \u00e8 in grado di assicurare alla sua sterminata popolazione prosperit\u00e0 e servizi pubblici superiori a molti paesi capitalisti (si pensi alla disoccupazione quasi inesistente)\u201d (p. 128).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma, anche in tema di libert\u00e0 e partecipazione, i limiti ai quali Bradanini si riferisce vanno letti comparativamente, ed \u00e8 lo stesso Bradanini che fa la comparazione. In Cina il termine democrazia descrive la libert\u00e0 d\u2019espressione all\u2019interno dei confini ideologici definiti dal Partito e la partecipazione dei cittadini alla vita del Paese sempre attraverso il Partito. In Occidente un sistema formale consente al popolo di scegliere i propri governanti all\u2019interno di una cornice che impedisce la messa in discussione della gerarchia del potere e dei termini della distribuzione della ricchezza, e quando i governi sono inadempienti, incompetenti o corrotti, restano legittimi perch\u00e9 scelti dal popolo attraverso libere elezioni. In Cina i diritti economici, vale a dire l\u2019aspirazione del popolo a fruire di condizioni di vita dignitose, hanno la prevalenza.\u00a0 In molti paesi dell\u2019Occidente che sono formalmente democratici perch\u00e9 il governo \u00e8 espressione di un voto popolare, la fame e la miseria endemiche sono considerate un dettaglio marginale che non suscita scandalo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Negli anni in cui la Cina \u00e8 stata bersagliata da accuse di violazioni della democrazia, l\u2019Europa e gli Stati Uniti sono precipitati in un abisso di credibilit\u00e0, \u201ctra guerre illegittime (Iraq , Libia , Siria \u2026), doppi standard (per l\u2019America solo i nemici violano i diritti umani) e plateali violazioni del diritto internazionale (guerre illegali, Guantanamo, Abu Ghraib torture in prigioni segrete, <em>extraordinary renditions<\/em>, esportazione di democrazia al <em>napalm<\/em>, omicidi extragiudiziari \u201cal drone\u201d e cos\u00ec via)\u201d (p. 131).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sono valutazioni che riflettono l\u2019esperienza sul campo di Bradanini, nel corso della quarantennale carriera diplomatica iniziata nel 1975, che lo ha visto consigliere commerciale a Pechino dal 1991 al 1996, console generale a Hong Kong dal 1996 al 1998, coordinatore del comitato governativo Italia-Cina dal 2004 al 2007, e ambasciatore a Pechino dal 2013 al 2015 dopo una parentesi di ambasciatore a Teheran dal 2008 al 2013. Attualmente \u00e8 presidente del Centro Studi sulla Cina Contemporanea. La sua schiettezza trae forza dall\u2019indignazione morale per \u201cil distacco emotivo, la fredda insensibilit\u00e0 della narrazione sinofobica occidentale, frutto omertoso di un sistema mediatico dominato dalla Menzogna sistemica, al quale si piegano anche partiti o aggregazioni culturali che affermano di richiamarsi alla storia del socialismo\u201d (p. 129).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La denuncia di questa situazione \u00e8 la necessaria premessa per sviluppare criticamente una interpretazione della Cina in rapporto con il resto del mondo, e da esso, allo stesso tempo, separata per realizzarsi pacificamente senza mire egemoniche. Questa sua prospettiva di crescita \u00e8 consustanziale con le origini maoiste e con l\u2019obiettivo denghiano di arrivare pragmaticamente al socialismo nella ricchezza. \u201cPer la Repubblica Popolare la priorit\u00e0 \u00e8 costituita dalla stabilit\u00e0 politica, presupposto necessario del potere della classe di Stato, costituita dal Partito, dall\u2019amministrazione burocratica e dalle aziende pubbliche. La solidit\u00e0 e compattezza di tale gerarchia sono legate alla capacit\u00e0 di generare benessere attraverso la crescita economica, la cui precondizione internazionale \u00e8 costituita dalla pace. La Cina \u00e8 dunque, per ragioni strutturali secondo il lessico marxiano, una nazione pacifica\u201d (p. 22).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Tutto in Cina \u00e8 politica<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019economia cinese \u00e8 un intreccio, pilotato dal Partito comunista, di capitali pubblici che rappresentano il cuore trainante della crescita del paese, capitali collettivi e capitali privati, entro un sistema reso efficiente da una competitivit\u00e0 di mercato garantita e controllata dal governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cTutto in Cina \u00e8 politica, perch\u00e9 tutto rischia di sovvertire la politica, in un sistema dove, nonostante la forte impalcatura di controllo, la classe di Stato continua a percepire un deficit di legittimit\u00e0 a governare, anche se la soglia di tale percezione resta sconosciuta. Gli occhi e le orecchie del Partito sono ovunque, anche dove la politica si suppone assente, nelle associazioni di vicinato, di salute pubblica, nelle attivit\u00e0 di quartiere, nelle comunit\u00e0 accademiche\u201d (p. 265). Nel 2019 gli iscritti al Partito sfiorano i 92 milioni, cui si aggiungono 107 milioni di iscritti alla Lega della Giovent\u00f9. \u201cUna nazione nella nazione, il Partito \u00e8 sovra-ordinato rispetto a ogni altra istituzione, statale o locale, di fatto o di diritto\u201d (p. 265). \u201cChe sia il singolo individuo o un gruppo organizzato, per accedere al governo\/Stato occorre rivolgersi al Partito\u201d (p. 266).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Partito rimane per natura diffidente: stampa, sindacati, confessioni religiose, circoli intellettuali, associazioni umanitarie o di interesse locale, ogni espressione organizzata di associazionismo, a prescindere dalle finalit\u00e0 perseguite, viene percepita come una forza potenzialmente eversiva. Ciononostante, le segmentazioni della societ\u00e0 acquisiscono ogni giorno maggiore autonomia, per far fronte alle urgenze mercantili che esigono oggi meno disciplina e pi\u00f9 competenza e meritocrazia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La forza del Partito sta nelle capacit\u00e0 della sua classe dirigente. I livelli amministrativi e politici non sono costituzionalmente distinti: a un certo punto della carriera i migliori amministratori transitano nella sfera politica, dopo che capacit\u00e0, conoscenze e risultati, sono stati valutati e apprezzati. Gli incapaci vengono rimossi. La ferrea disciplina sulle nomine nel Partito e nella burocrazia, specie nei ranghi che gestiscono le attivit\u00e0 economiche, assicura lealt\u00e0, obbedienza e coerente attuazione delle politiche nazionali, che rischierebbero altrimenti pericolose divergenze tra le diverse aree del Paese, anche se nel Partito e nella burocrazia, si annida troppa corruzione, che Xi Jinping, come i suoi predecessori, fatica a contrastare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Una rivoluzione culturale della produzione e del lavoro<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Bradanini osserva anche che in Cina \u00e8 in corso \u201cuna rivoluzione culturale della produzione e del lavoro\u201d (p. 77). Dopo l\u2019industria 4.0 si punta a quella 5.0 della meccanizzazione totale e dell\u2019iperprofessionalit\u00e0, raggiungendo nel frattempo alti livelli di qualit\u00e0 che riducono il vantaggio che le aziende statunitensi hi-tech hanno ancora. Si produce all\u2019interno tutto ci\u00f2 che \u00e8 necessario nel comparto digitale e robotico, ad eccezione dei microprocessori, ma non si riesce ad acquisire posizioni di vertice laddove si richiedono caratteristiche sistemiche d\u2019innovazione e creativit\u00e0, nonostante le rilevanti risorse pubbliche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Bradanini non si sofferma su quali siano le prospettive aperte da questa dinamica produttiva in termini di capitale e di occupazione. Si sofferma invece su uno dei problemi cruciali del sistema economico. Milioni di lavoratori vivono condizioni di diffuso sfruttamento da parte dei capitali pubblici e privati, al di sotto di uno standard che ritiene non sarebbe difficile raggiungere, ma che \u00e8 contraddittorio con la posizione del Partito, secondo il quale \u201ci capitali di qualsiasi provenienza devono trovare un habitat accogliente e privo di criticit\u00e0 per sostenere il sistema produttivo\u201d (p. 323). Viene perci\u00f2 esercitato un ferreo controllo per impedire forme di associazione dei lavoratori, un diritto che la Costituzione non riconosce. La Federazione dei Sindacati di tutta la Cina, collabora con il Partito a controllare che gli oltre 300 milioni di lavoratori iscritti seguano un orientamento collaborativo produttivistico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cSe il prodigio dell\u2019ascesa cinese trova radici nella laboriosit\u00e0 e nell\u2019ottimismo del popolo, \u00e8 indubbio \u2013 nota Bradanini \u2013 che anche un sistema funzionalmente autoritario ha fatto la sua parte, rivelandosi capace di coniugare programmazione, innovazione e libert\u00e0 economica vigilata, in una logica di aggregazione di talenti, lealt\u00e0, meritocrazia e risultati, sia a livello politico che nell\u2019attuazione economica\u201d (p. 22). Per il popolo cinese la stabilit\u00e0 sociale resta la massima priorit\u00e0, prima ancora della ricerca del benessere che segue a ruota, e di maggiori spazi di libert\u00e0 che vengono ancora dopo. Sullo sfondo \u201crimane per tutti insopprimibile l\u2019aspirazione antica e insieme moderna a fruire oltre che di stabilit\u00e0 e benessere anche di eguaglianza e libert\u00e0, sebbene nei tempi storici che le condizioni potranno dettare\u201d (p. 67).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il socialismo rimodula le proprie radici senza rinnegarle<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Xi Jinping elenca i numerosi deficit della Cina odierna: squilibri economici, cornice di sviluppo ancora non sostenibile, debole capacit\u00e0 d\u2019innovazione scientifica, non razionale struttura industriale, modello di crescita troppo estensivo, disparit\u00e0 tra zone urbane e zone rurali e tra costa ed interno, divario nella distribuzione dei redditi, servizi sociali insufficienti, ineguale applicazione della legge, burocratismo, sperpero di risorse, corruzione. Ma, sulla base di un\u2019attenta analisi delle condizioni del Paese, il Partito elabora le migliori soluzioni e appronta le risorse per la loro realizzazione, alimentando nel contempo la rappresentazione di un futuro in cui, muovendosi verso il socialismo, le difficolt\u00e0 saranno superate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Secondo Bradanini la dirigenza ripete convinta che la costruzione di una futura societ\u00e0 socialista costituisce il traguardo finale. \u201cI contorni di quel socialismo al quale il Partito starebbe lavorando restano in larga parte indecifrabili\u201d (p. 272), tuttavia il marxismo-leninismo e il pensiero di Mao costituiscono le basi teoriche non discutibili per \u201cavanzare attraverso una quotidiana invenzione della storia\u201d (p. 276). Gli scostamenti dalla teoria sono legittimati dal passe-partout delle \u2018caratteristiche cinesi\u2019.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel percorso di costruzione del socialismo sotto la guida del Partito vengono distinti due periodi, quello maoista e quello successivo avviato dalle politiche denghiane di apertura e riforme. Entrambi sono essenziali per la ricerca della verit\u00e0 attraverso i fatti, \u201cin un\u2019ideale incontro tra pragmatismo classico cinese e metodo marxiano per comprendere la storia\u201d (p. 276). In questo modo \u201cil socialismo evolve scoprendo nuovi percorsi e attraverso questi rimodula le proprie radici senza rinnegarle\u201d (p. 277).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">D\u2019altra parte, osserva ancora Bradanini, il salto logico rispetto alla realt\u00e0 di una Cina capitalista \u00e8 assai evidente, e il Partito \u201csuggerisce di guardare ai problemi odierni senza vincoli ideologici, investendo sulla modernizzazione e le riforme, applicando le teorie marxiste guardando ai fatti (senza nietzschianamente indicare chi sarebbe deputato a giudicare su questi fatti), generando nuove pratiche e sviluppi\u201d (p. 276). \u201cIl pensiero cinese \u00e8 di processo\u201d, avverte Bradanini. \u201cDare senso al mondo non interessa la Cina, che con il mondo \u00e8 alla ricerca di una linea di coerenza, al massimo\u201d (p.14). La Cina contemporanea \u00e8 erede di una civilt\u00e0 \u201cche conosce solo verit\u00e0 relative o provvisorie, che acquistano valore in un dato tempo e in un dato luogo, poich\u00e9 la posizione di un segno e l\u2019istante della sua comparsa sono i soli portatori di significato. Confucio \u00e8 opposizione e insieme ricerca dell\u2019armonia, conservazione dello status quo, subordinazione, ma anche ribellione: \u201cnon ingannerai il sovrano e dunque a lui, allo stesso tempo, ti opporrai\u201d (p. 24).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il dibattito tra progressisti e conservatori che aveva infiammato la Cina fino agli anni Novanta del secolo scorso \u00e8 definitivamente archiviato, sostituito da quello tra statalisti e neoliberisti. Non poche misure neoliberiste sono state adottate dal governo cinese, e tuttavia non hanno mai intaccato il controllo da parte del Partito sull\u2019economia e sulla societ\u00e0, nonostante le pressioni corporative interne e soprattutto esterne. \u201cIn Cina, per ora, il primato della sfera politica su quella economica resta indiscusso, ma il futuro \u00e8 incerto\u201d. In particolare il Partito \u201ctenta di innalzare qualche argine di contenimento, nella convinzione che potrebbero essere proprio i nuovi ricchi cinesi \u2013 una volta radicatisi nelle viscere del potere \u2013 a spalancare le porte della Cina al capitalismo mondialista, con il quale del resto hanno da tempo imparato a condividere interessi, appetiti e stili di vita nei circoli elitari sparsi per il mondo\u201d (p. 31).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il coefficiente di Gini, che misura la polarizzazione dei redditi all\u2019interno di un sistema economico, \u00e8 oggi in Cina simile a quello statunitense. Nel 2020 nel paese ci sono quattro milioni e mezzo di persone con pi\u00f9 di un milione di dollari, e 878 miliardari, tutti formalmente iscritti o comunque vicini al Partito. La classe media cinese, con un reddito tra 10 e 50 dollari al giorno, comprende tra 600 e 700 milioni di persone; di essa fa parte anche il ceto tecnocratico, che costituisce la forza trainante dello sviluppo cinese. Bradanini ricorda che, secondo Max Weber, al superamento di una certa soglia in termini di dimensioni e benessere, la classe media comincia a organizzarsi sul piano politico in funzione di una protezione piena della propria ricchezza. Ma nel caso cinese sono le fonti della ricchezza che contano, e, pur disperse tra una moltitudine di soggetti, \u00e8 il Partito che le controlla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cA dispetto delle apparenze, le grandi corporazioni pubbliche tendono ovunque a essere portatrici di visioni e interessi autonomi, che finiscono non di rado per imporsi sulle scelte dei governi nella classica logica dei favori reciproci, alla luce delle ingenti risorse economiche e finanziarie che possono essere agevolmente mobilitate dai grands commis al di fuori delle rigide regole del bilancio pubblico. Altre volte, imprese statali, Partito e settore privato si trovano a operare su sfere d\u2019interessi sovrapposti\u201d (\u2026). \u201cQuando poi sono le imprese di Stato e quelle private a competere tra loro, la libert\u00e0 di mercato subisce ulteriori deroghe, a tutela dell\u2019interesse nazionale, di norma meglio rappresentato dalle prime\u201d (p. 76). L\u2019attivit\u00e0 di tutte le imprese pubbliche \u00e8 per ogni evenienza supervisionata dalla Sasac, una holding i cui top manager con ampia esperienza internazionale sono scrupolosamente selezionati dal Partito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La politica estera si muove sull\u2019orizzonte lungo della storia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cLa politica estera di Pechino \u2013 afferma Bradanini \u2013 \u00e8 antiegemonica e revisionista dell\u2019ordine internazionale, si muove sull\u2019orizzonte lungo della storia ma rimane ancorata a un\u2019impronta strutturalmente pacifica, pur investendo nella costruzione di una buona capacit\u00e0 di difesa, un ambito sul quale si trova a fare i conti con l\u2019aggressivit\u00e0 sistemica degli Stati Uniti. La filosofia politica d\u2019impostazione pacifica della Cina risalta qui in tutta la sua differenza rispetto alla propensione all\u2019uso della forza che gli americani hanno messo in luce a partire dal secondo dopoguerra. Pechino non concorda certo con le dinamiche di supremazia Usa, ma ne prende realisticamente atto in attesa di tempi migliori, investendo sull\u2019aggregazione di nazioni alternative al sistema di coalizioni occidentali, evitando tuttavia di trasformarle in alleanze vere e proprie\u201d (p. 60).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tra Cina e Usa c\u2019\u00e8 un forte legame di interdipendenza. L\u2019interscambio nel 2020 ammonta a 560 miliardi di dollari, di cui 310 di disavanzo Usa, e la Cina detiene obbligazioni statunitensi per quasi 1.100 miliardi di dollari frutto dei profitti realizzati con le esportazioni. Le imprese americane possiedono partecipazioni in oltre 70 mila imprese in Cina, con un fatturato annuo di 700 miliardi di dollari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Di recente il governo cinese sembra aver abbassato la guardia nei confronti del capitale finanziario statunitense, il cui ingresso nel paese \u00e8 stato strettamente finalizzato alla crescita dell\u2019economia reale. Bradanini scrive che \u201cl\u2019acuta strategia di Pechino ha allentato alcuni vincoli sui capitali in entrata, che possono ora acquisire il controllo totale di societ\u00e0 quotate e prima interdette\u201d (p. 154). Se solo di questo si trattasse, non sarebbe una prospettiva di svolta, ma l\u2019apertura riguarda i mostruosi colossi di investimento di Wall Street BlackRock e Vanguard, e i grandi istituti finanziari come Goldman Sachs, IP Morgan e altri, e qualcuno \u00e8 stato anche autorizzato a lanciare fondi di investimento, in particolare fondi pensionistici, per drenare l\u2019ingente risparmio cinese. Bradanini la definisce \u201cuna proficua diversificazione finanziaria\u201d (p. 155), liquidando con questa inaspettata affermazione il tema cruciale della penetrazione del capitale finanziario internazionale che in Occidente strangola l\u2019economia reale, dal quale la Cina si \u00e8 difesa fin dalla crisi finanziaria del Sud Est Asiatico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Alimentando le tensioni con la Cina gli Stati Uniti sostengono il complesso militare-industriale (che \u2013 avverte Bradanini \u2013 non riguarda solo produzione e vendita di armamenti, ma copre anche media, intrattenimento, accademia, internet e altro ancora), insieme al settore energetico, con una pressione sui prezzi per sostenere il corso del dollaro. Con la presidenza Trump le spese militari sono cresciute del 10 per cento, mentre quelle cinesi nel triennio 2018-20 si sono mantenute in linea con la crescita del PIL. Sul bilancio americano pesano per il 3,4 %, su quello cinese sono inferiori al 2, la media mondiale \u00e8 del 2,6. La corrispondente spesa pro-capite della Cina \u00e8 un ventiduesimo di quella americana, un nono di quella britannica e un quinto di quella del Giappone. Poich\u00e9 la stampa italiana spara cifre astronomiche di spesa militare cinese, le cifre di Bradanini sono confermate dallo Stockholm International Peace Research Institute, che, aggiornate all\u2019aprile 2021, danno Usa 3,7 e Cina 1,7.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La risposta della Cina non \u00e8 militare ma soprattutto politica ed economica, con la creazione di organismi finanziari esterni al dominio Usa, accordi commerciali regionali, e relazioni bilaterali con tutti i paesi del mondo. In Africa, in Sud America e nel Mediterraneo mira a costruire una diffusa rete di cointeressenze economiche. La crisi ucraina del 2014, orchestrata da Washington in funzione antirussa, ha portato la Cina a schierarsi con la Federazione Russa, e sviluppare rapporti basati su interessi comuni derivanti dalla forte complementarit\u00e0 nei settori industriali, energetici, armamenti, commercio transfrontaliero. La Cina \u00e8 oggi il primo partner commerciale della Russia, che a sua volta, dopo aver superato l\u2019Arabia Saudita, \u00e8 il primo esportatore di energia e di tecnologia militare verso la Repubblica Popolare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Pacifico Orientale \u00e8 l\u2019area nella quale la Cina punta a consolidare la sua posizione, attenendosi ad una costante disponibilit\u00e0 alle intese, evitando attriti e allarmismi, \u201cmirando a insidiare con pacifica gradualit\u00e0 il ruolo di regolatore esterno delle crisi (e dei destini) che Washington svolge nei cinque continenti a partire dal secondo dopoguerra\u201d (p. 57). Nonostante qualche apprensione, prevale nell\u2019area il convincimento che la Cina non persegua finalit\u00e0 egemoniche o intenti bellicosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cCiononostante \u2013 scrive Bradanini \u2013 il suo appeal non alimenta sentimenti di amicizia o desideri di alleanze. La ragione risiede in una miscela di ammirazione e diffidenza. Il malcontento di alcuni \u00e8 ad esempio dovuto alla scarsa disponibilit\u00e0 cinese a condividere i benefici della crescita (sia in termini di commercio che di investimenti) e della forza (mostrando generosit\u00e0 nelle dispute del Mar Cinese Meridionale). Il deficit di amicizia di cui soffre la Cina \u00e8 in sostanza il destino di chi si occupa dei propri interessi senza far molto caso a quelli altrui e che Pechino farebbe bene a non sottovalutare\u201d (p. 144).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Taiwan \u00e8 per la Cina la linea rossa che nessuno deve pensare di oltrepassare. Un intervento di forza non \u00e8 da escludere se frange indipendentiste di Taipei, con l\u2019incoraggiamento americano, avanzassero una formale dichiarazione di indipendenza. Ma, \u201ca dispetto della narrazione occidentale che attribuisce a Pechino la volont\u00e0 di usare la forza \u2013 e nonostante il narcisismo di Xi Jinping che vorrebbe passare alla storia come il ri-conquistatore dell\u2019isola \u2013 la leadership del Partito mostra per ora sufficiente sangue freddo. La Cina opera sub specie eternitatis, sa aspettare (\u2026), quando le condizioni politiche sui due fronti lo consentiranno\u201d (p. 123).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Per aprire qualche spiraglio ad un mondo confuso<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cTra le ragioni che impediscono alla Cina, il pi\u00f9 grande paese comunista al mondo, di diventare il magnete ideale di partiti e movimenti che si battono per l\u2019emancipazione, deve annoverarsi, oltre al profilo autoritario, la concezione nazionalista della sua traiettoria\u201d. Ciononostante, auspica Bradanini, \u201cun confronto tra l\u2019esperienza cinese e il mondo socialista esterno alla Cina \u2013 quello dei residui paesi comunisti e quello socialista democratico occidentale \u2013 aprirebbe utili spazi di analisi e proficui scambi di esperienze. Nel vuoto di dialogo tra i governi, potrebbe cos\u00ec imporsi un dibattito tra societ\u00e0 civili (siamo nel campo dell\u2019ottimismo della speranza, beninteso), per aprire qualche spiraglio in un mondo confuso\u201d (p. 339).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il contributo di Bradanini, conclusa l\u2019attivit\u00e0 diplomatica, si sta muovendo in questa direzione, sollecitato dal rammarico \u201cper il fatto che la Repubblica Popolare non riesca a raccogliere il plauso che meriterebbe\u201d (p. 144), e dalla consapevolezza che nel \u2018mondo confuso\u2019 \u00e8 necessaria una scelta di campo per sviluppare, con coerente approccio critico, analisi e proposte.<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/08\/22\/le-basi-per-una-discussione-sullesperienza-cinese\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/08\/22\/le-basi-per-una-discussione-sullesperienza-cinese\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di La Fionda (Giordano Sivini) Si esprime con chiarezza Alberto Bradanini in Cina. L\u2019irresistibile ascesa (Sandro Teti, 2022): \u201cL\u2019ascesa prodigiosa della Cina costituisce a suo modo la plastica evidenza che esistono altre strade per uscire dal sottosviluppo rispetto agli inganni prospettati dall\u2019Occidente, anche se con i limiti menzionati in tema di libert\u00e0 e partecipazione. La metodica deformazione di tali scenari nasconde la cattiva coscienza di un impero \u2013 la cui nozione \u00e8 inconciliabile con quella&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":105,"featured_media":58069,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/La_Fionda.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-jhA","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/74126"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/105"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=74126"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/74126\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":74127,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/74126\/revisions\/74127"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/58069"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=74126"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=74126"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=74126"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}