{"id":74171,"date":"2022-08-31T09:30:52","date_gmt":"2022-08-31T07:30:52","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=74171"},"modified":"2022-08-29T21:25:33","modified_gmt":"2022-08-29T19:25:33","slug":"guerra-in-ucraina-e-industria-della-difesa-i-rischi-per-leuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=74171","title":{"rendered":"Guerra in Ucraina e industria della Difesa: i rischi per l\u2019Europa"},"content":{"rendered":"<p>da <strong>ANALISI DIFESA<\/strong> (Gianandrea Gaiani)<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/foto-himars.jpg\" alt=\"foto-himars\" \/><\/p>\n<p>La guerra in Ucraina sembra rappresentare un buon affare per l\u2019industria della Difesa statunitense ma non altrettanto si pu\u00f2 dire per quella europea.\u00a0Certo Washington ha un ruolo politico, finanziario e militare (quantitativo e qualitativo) dominante nel supporto allo sforzo bellico ucraino contro la Russia e del resto gli Stati Uniti, oltre a fornire maggiori quantit\u00e0 di armi, mezzi e munizioni rispetto ai partner europei, consegnano in buona parte armamenti il cui impatto, ampiamente pubblicizzato attraverso la propaganda bellica di Kiev, sembra determinare ottimi ritorni sul piano commerciale. Come \u00e8 sempre accaduto in tutti i conflitti.<\/p>\n<p>Si gonfiano gli ordini per munizioni circuitanti, UAS, missili anticarro Javelin, sistemi missilistici per la difesa aerea NASAMS\u00a0 e lanciarazzi campali M142 HIMARS non solo verso clienti esteri ma anche per rimpinguare gli arsenali delle forze statunitensi da cui vengono prelevate le forniture destinate all\u2019Ucraina.<\/p>\n<p>Il Pentagono ha annunciato il 27 agosto l\u2019intenzione di aumentare la produzione di sistemi missilistici HIMARS e del loro munizionamento ad alta precisione. \u201cAbbiamo ricevuto quasi 400 milioni di dollari per ricostituire le scorte HIMARS E GMLRS del Pentagono\u201d \u2013 ha affermato il responsabile Usa per gli acquisti William LaPlante. \u00a0\u201cInoltre, prevediamo di stanziare circa 200 milioni di dollari per espandere e accelerare la produzione e prevediamo di concludere i contratti questo autunno e all\u2019inizio del prossimo anno\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-156228 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/FZEv7wZX0AYlCUA.jpg\" alt=\"FZEv7wZX0AYlCUA\" width=\"920\" height=\"465\" \/><\/p>\n<p>In campo aeronautico\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2022\/07\/i-piloti-ucraini-si-addestreranno-negli-usa-allimpiego-di-f-15-ed-f-16\/\">l\u2019USAF punta ad addestrare decine di piloti ucraini<\/a>\u00a0all\u2019impiego di velivoli da combattimento, dagli aerei da attacco\u00a0<a href=\"https:\/\/time.com\/6207115\/ukraine-train-fighter-pilots-russia\/\">A-10 Warthog<\/a>\u00a0a F-16 ed F-15.<\/p>\n<p>La Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato il 14 luglio lo stanziamento di 100 milioni di dollari per addestrare i piloti ucraini a pilotare aerei da combattimento \u201cmade in USA\u201d che evidentemente vengono gi\u00e0 indicati come i modelli su cui costituire la futura ossatura dell\u2019Aeronautica Ucraina che finora \u00e8 stata imbastita su velivoli da combattimento di tipo russo\/sovietico Sukhoi Su-27, Mig 29 e Sukhoi Su-25 da attacco al suolo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-156756 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/e4662d120a3779d4.jpg\" alt=\"e4662d120a3779d4\" width=\"1200\" height=\"650\" \/><\/p>\n<p>L\u2019addestramento dovrebbe prendere il via dopo l\u2019estate ma \u00e8 gi\u00e0 evidente che il provvedimento del Congresso assicura che i velivoli statunitensi saranno i protagonisti della conversione dell\u2019aeronautica di Kiev dai velivoli russo\/sovietici a quelli occidentali e del resto centinaia di ulteriori F-16, F-15 e A-10 entreranno a far parte del surplus dell\u2019USAF con il progressivo ingresso in servizio degli F-35.<\/p>\n<p>Fondi per l\u2019addestramento ulteriormente gonfiati dopo il maxi stanziamento autorizzato da Washington il 24 agosto da 2,98 miliardi di dollari che copre numerose attivit\u00e0 formative non meglio specificate nella nota del Pentagono.<\/p>\n<p>Nel settore aeronautico quindi non sembrano esservi spazi per i velivoli europei Typhoon e Rafale, neppure di seconda mano anche se qualche voce circa la possibilit\u00e0 che l\u2019Ucraina riceva alcuni JAS 39 Gripen svedesi di seconda mano era circolata negli ambienti militari del Nord Europa nelle scorse settimane.<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti sembrano inoltre aver stravinto anche la corsa a rimpiazzare con proprio surplus militare mezzi e i velivoli di tipo russo\/sovietico che gli alleati NATO dell\u2019Est Europa forniscono all\u2019Ucraina.<\/p>\n<p><strong><u>\u00a0<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong><u>I limiti dell\u2019Europa<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Una vittoria facilitata dal fatto che negli USA moltissimo materiale bellico non pi\u00f9 in uso ai reparti o in surplus viene immagazzinato ed \u00e8 quindi rapidamente disponibile mentre in Europa le riserve sono limitate, i mezzi radiati dal servizio vengono spesso distrutti o tenuti in depositi dove le condizioni di conservazione sono precarie, specie quando si tratta di armi pesanti, mezzi e velivoli.<\/p>\n<p>Del resto, come ha evidenziato negli Stati Uniti un articolo di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.politico.eu\/article\/data-show-europe-waning-military-support-ukraine\/\"><em>Politico<\/em><\/a>, ripreso in Italia da\u00a0<a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/guerra\/leuropa-chiude-il-rubinetto-degli-aiuti-militari-allucriana.html\">Insideover,\u00a0<\/a>negli ultimi mesi il flusso di aiuti militari europei all\u2019Ucraina \u00e8 andato scemando. Nessun aiuto militare \u00e8 arrivato nel mese di luglio all\u2019Ucraina da parte dei Paesi europei \u2013 riporta Politico \u2013 sottolineando che il mese scorso i sei Paesi pi\u00f9 grandi d\u2019Europa non hanno offerto all\u2019Ucraina nuovi impegni militari bilaterali per la prima volta dall\u2019inizio delle operazioni militari russe il 24 febbraio scorso.<\/p>\n<p>I dati, che riguardano Regno Unito, Francia, Germania, Spagna, Italia e Polonia, sono stati elaborato dal think-tank tedesco Kiel Institute for the World Economy il cui rapporto fotografa come gli aiuti militari europei abbiano cominciato a calare fin da aprile.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-156753 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/zwei-panzerhaubitzen-2000-fahren-durch-staubiges-gelaende.jpg\" alt=\"zwei-panzerhaubitzen-2000-fahren-durch-staubiges-gelaende\" width=\"1400\" height=\"788\" \/><\/p>\n<p>In agosto in realt\u00e0 Londra e Berlino hanno fornito o autorizzato la consegna di nuovi materiali ma il contesto generale vede massicci stanziamenti americani per equipaggiare gli ucraini che foraggiano l\u2019industria a stelle e strisce della Difesa.<\/p>\n<p>Gli esponenti del governo di Kiev sono ormai abituati a \u201cordinare\u201d aiuti e a bacchettare i governi europei che non forniscono armi (solo Austria e Ungheria) o che non ne forniscono abbastanza, come Germania e Spagna, ovviamente secondo i pretenziosi leader ucraini.<\/p>\n<p>Dopo gli insulti di fonte ucraina rimediati nei mesi scorsi dai vertici istituzionali tedeschi, il 25 agosto l\u2019ambasciatore di Kiev in Spagna, Serhii Pohoreltsev, ha ribadito le critiche a Madrid gi\u00e0 espresse dal ministero della Difesa ucraino perch\u00e9 le armi fornite sono insufficienti, non arrivano con la celerit\u00e0 richiesta e da maggio on vi sono state consegne.<\/p>\n<p>L\u2019Europa del resto ha ormai esaurito il limitato surplus delle sue forze armate che poteva cedere a Kiev senza disarmare i propri reparti e azzerare le proprie riserve. A parte gli alleati NATO dell\u2019Est Europa che cedendo a Kiev i vecchi mezzi ex sovietici vedono rinnovate le proprie flotte con mezzi soprattutto statunitensi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Il riarmo dei partner NATO dell\u2019Est<\/u><\/strong><\/p>\n<p>La Repubblica Ceca ricever\u00e0 gratuitamente 8 elicotteri surplus del Corpo dei Marines: 6 AH-1Z Viper e 2 UH-1Y Venom che si aggiungeranno ai 12 velivoli questi due tipi (4 AH-1Z da attacco e 8 multiruolo UH-1Y) ordinati nel 2019 da Praga con pezzi di ricambio, supporto logistico e armi (cannoni da 20 mm M197 e 14 missili AGM 114 Hellfire)\u00a0<a href=\"https:\/\/www.dsca.mil\/press-media\/major-arms-sales\/czech-republic-ah-1z-attack-helicopters\">per un valore di 205 milioni di dollari<\/a>.<\/p>\n<p>Per le nuove forniture la Repubblica Ceca dovr\u00e0 pagare i costi di trasferimento e di aggiornamento degli elicotteri, peraltro datati che affiancano elicotteri di origine russa quali 19 Mil Mi8\/17 e probabilmente ancora una mezza dozzina dei 17 Mi-24 in servizio in parte ceduti all\u2019Ucraina<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-156757 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/1024px-7360_a_Mi-35__HIND__of_the_Czech_Air_Forces_221_lbvr__3936809767-11.jpg\" alt=\"1024px-7360_a_Mi-35__HIND__of_the_Czech_Air_Forces_221_lbvr__3936809767-11\" width=\"1024\" height=\"685\" \/><\/p>\n<p>Una cessione che Washington compensa con il trasferimento a titolo (quasi) gratuito degli 8 Cobra e Huey. Il ministro della Difesa ceco, Jana Cernochova, ha dichiarato che la fornitura rappresenta \u201cil riconoscimento dell\u2019aiuto offerto\u201d all\u2019Ucraina. Non solo abbiamo ottenuto il rispetto dei nostri alleati grazie ai nostri sforzi nell\u2019aiutare l\u2019Ucraina, ma abbiamo anche ricevuto il loro sostegno nella modernizzazione del nostro esercito\u201d.<\/p>\n<p>Con quest\u2019ultima fornitura l\u2019Aeronautica Ceca avr\u00e0 in linea entro l\u2019anno prossimo 10 elicotteri d\u2019attacco Viper AH-1Z e 10 elicotteri multiruolo UH-1Y Venom.<\/p>\n<p>Del mercato del rimpiazzo degli elicotteri di tipo russo\/sovietico che i partner NATO dell\u2019Est Europa hanno trasferito o potrebbero trasferire all\u2019Ucraina per fronteggiare il conflitto con la Russia si sono occupate diverse testate specializzate incluso un\u00a0<a href=\"https:\/\/www.thedrive.com\/the-war-zone\/ukraine-invasion-opens-eastern-european-door-for-u-s-helicopters\">articolo di War Zone\u00a0<\/a>e\u00a0<a href=\"https:\/\/www.infodefensa.com\/texto-diario\/mostrar\/3840378\/guerra-ucrania-impulsara-reemplazo-260-helicopteros-origen-ruso-europa\">Infodefensa.<\/a><\/p>\n<p>Le stime riferiscono di circa 240\/260 esemplari di elicotteri russo\/sovietici in servizio nei paesi Balcanici e della Mitteleuropa e gli Stati Uniti sembrano in \u201cpole position\u201d per mettere le mani anche su gran parte della sostituzione di queste congrue flotte di elicotteri russi la cui manutenzione \u00e8 resa sempre pi\u00f9 difficile dalle sanzioni a Mosca,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2022\/08\/mosca-boicotta-le-aziende-europee-che-assicurano-assistenza-ai-velivoli-ucraini\/\">dalle contromisure russe<\/a>\u00a0e quindi anche delle autorizzazioni provenienti da Russian Helicopters con le difficolt\u00e0 conseguenti a reperire pezzi di ricambio.<\/p>\n<p>Secondo un report di\u00a0<a href=\"https:\/\/defence24.com\/armed-forces\/replacement-of-russian-helicopters-in-the-european-armed-forces-analysis\">Defence 24<\/a>\u00a0il mercato degli elicotteri da sostituire con prodotti occidentali comprende:<\/p>\n<ul>\n<li>Bosnia Erzegovina \u2013 12 Mi-8 e 1 Mi-17;<\/li>\n<li>Bulgaria \u2013 6 Mi-24 e 5 Mi-17<\/li>\n<li>Croazia \u2013 14 Mi-8 e 10 Mi-171Sh;<\/li>\n<li>Cipro \u2013 11 Mi-35P da attacco<\/li>\n<li>Repubblica Ceca \u2013 16 Mi-171S, 10 Mi-35P, 7 Mi-24, 5 Mi-17S e 4 Mi-8s;<\/li>\n<li>Ungheria \u2013 8 Mi-24, 5 Mi-17 una dozzina di Mi-8s in Riserva;<\/li>\n<li>Lettonia \u2013 3 Mi-8;<\/li>\n<li>Macedonia del Nord \u2013 6 Mi-8, 2 Mi-17, 10 Mi-24 (di cui 8 in Riserva):<\/li>\n<li>Polonia \u2013 22 Mi-24, 22 Mi-8, 17 Mi-17 e 8 Mi-14;<\/li>\n<li>Serbia \u2013 8 Mi-8, 6 Mi-17, 4 Mi-35M, 2 Mi-24;<\/li>\n<li>Slovacchia \u2013 9 Mi-17 (altri 4 ceduti all\u2019Ucraina) e 15 Mi-24 (in Riserva).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Un mercato in cui sembrano potersi imporre macchine made in USA, nuove o di seconda mano, forti dei successi gi\u00e0 ottenuti in Slovacchia (9 macchine), Lituania (4 UH-60M a rimpiazzo di 2 Mi-17) e Polonia (8 S-70 per le forze speciali) ma, come abbiamo visto, anche in Repubblica Ceca con Cobra e Huey dei Marines.<\/p>\n<p>Nelle stesse nazioni europee sono o saranno presto da sostituire anche un centinaio di aerei da combattimento e oltre un migliaio di mezzi corazzati e blindati di origine russo\/sovietica.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-156758 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/10_Mil_Mi-171Sh_WIKIMedia-002.jpg\" alt=\"10_Mil_Mi-171Sh_WIKIMedia-002\" width=\"814\" height=\"542\" \/><\/p>\n<p>La sostituzione di questi mezzi presso le forze armate di Repubblica Ceca, Polonia, Slovacchia, Repubbliche Baltiche e in prospettiva Bulgaria e Romania (l\u2019Ungheria finora non ha acquistato equipaggiamenti statunitensi \u2013 se si escludono poche armi leggere e veicoli antimina MRAP \u2013 e non consegna armamenti all\u2019Ucraina) vede gli Stati Uniti avvantaggiati nel fornire proprio surplus militare in modo da acquisire mercati e clienti di grande interesse per l\u2019industria della Difesa europea.<\/p>\n<p>La Germania ha offerto con qualche successo ai partner NATO dell\u2019Est veicoli da combattimento per la fanteria Marder e carri armati Leopard 2 (come i 15 A4 ceduti alla Slovacchia per compensare i 30 cingolati BMP 1 che Bratislava ha trasferito a Kiev) ma i numeri limitati di mezzi disponibili e i tempi necessari a rimettere in condizioni operativi questi vecchi mezzi corazzati non sembrano favorire il consolidamento di questa tendenza.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-156763 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/5764834091605277547_121-002.jpg\" alt=\"-5764834091605277547_121 (002)\" width=\"960\" height=\"693\" \/><\/p>\n<p>Del resto, se si escludono i mezzi di origine russa, buona parte degli equipaggiamenti di seconda mano ceduti dagli europei a Kiev sono di origine statunitense (cingolati M-113, M-109 e MLRS M270, missili TOW, Stinger, Harpoon, mitragliatrici M2 \u2026.) e quindi non idonei ad aprire la strada a future commesse militari in Ucraina \u00a0di prodotti \u201cmade in Europe\u201d.<\/p>\n<p>Parziale eccezione costituiscono i missili antiaerei britannici Starstreak consegnati in primavera o i tedeschi IRIS-T le cui consegne dovrebbero iniziare a breve e le forniture navali britanniche (unmanned subacquei per lo sminamento e in prospettiva un paio di cacciamine ex Royal Navy).<\/p>\n<p>Certo si tratta di forniture che in nessun caso Kiev pu\u00f2 pagare ma \u00e8 evidente che la pioggia di armi e mezzi che gli USA forniscono a ucraini e alleati NATO dell\u2019Est Europa ha anche l\u2019obiettivo commerciale di acquisire quei mercati strappandoli alla concorrenza europea.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>L\u2019emblematico riarmo polacco<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Il caso polacco \u00e8 in tal senso emblematico. Tra gli stati membri che pi\u00f9 ha beneficiato delle sovvenzioni economiche comunitarie, la Polonia ha varato un piano di riarmo che prevede di elevare le spese militari al 3 per cento del PIL con commesse quasi tutte statunitensi se consideriamo i 32 velivoli da combattimento F-35A, i 20 lanciarazzi campali HIMARS (ma ne sono previsti 500 mentre altri li ha ordinati l\u2019Estonia) e i 366 carri armati Abrams.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-156759 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/pic-1024x538.jpg\" alt=\"pic-1024x538\" width=\"1024\" height=\"538\" \/><\/p>\n<p>Grandi affari anche per l\u2019industria sudcoreana che fornir\u00e0 in tempi contenuti e con ampie ricadute tecnologiche per l\u2019industria polacca (che si occuper\u00f2 di gran parte della produzione) mille carri armati K2 Black Panther e 672 obici semoventi K9 Thunder oltre a 48 aerei da attacco FA-50 prodotti dalla sudcoreana KAI in cooperazione con la statunitense Lockheed Martin.<\/p>\n<p>Velivoli che rimpiazzeranno i vecchi Sukhoi Su-22 di epoca sovietica per la cui sostituzione sembrava avvantaggiata Leonardo con il velivolo M-346 FA gi\u00e0 adottato in 16 esemplari dall\u2019Aeronautica Polacca in versione da addestramento (Leonardo ha per\u00f2 visto confermato l\u2019ordine per\u00a0<a href=\"https:\/\/www.leonardo.com\/it\/press-release-detail\/-\/detail\/01-07-2022-ldo-pzl-%C5%9Awidnik-awarded-pln-8.25-billion-gross-eur-1.76-billion-contract-for-the-supply-of-32-aw149-multirole-helicopters-for-the-polish-armed-forces\">32 elicotteri AW149 realizzati dalla controllata polacca PZL-Swidnik.<\/a><\/p>\n<p>In campo aeronautico gli statunitensi stanno imponendosi nella sostituzione di Mig e Sukhoi anche in altri stati dell\u2019Est Europa membri di UE e NATO: la Slovacchia ha ordinato 14 F-16V Block 70\/72\u00a0per rimpiazzare i Mig 29.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-156760 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/44ZPO2KUNFCMRJEN7GRZVZYY5E-1.jpg\" alt=\"44ZPO2KUNFCMRJEN7GRZVZYY5E-1\" width=\"818\" height=\"460\" \/><\/p>\n<p>Il 27 agosto la Polonia e la Repubblica Ceca hanno firmato un accordo con la Slovacchia per il pattugliamento dello spazio aereo di quest\u2019ultima da settembre fino all\u2019arrivo degli F-16V nel 2024. Il ministro della Difesa di Bratislava, Jaroslav Nad, ha dichiarato che il suo Paese \u00e8 disponibile a mettere gli 11 MiG-29 in radiazione a disposizione di Kiev anche se un accordo non \u00e8 ancora stato raggiunto. la consegna dei 14 F-16V in consegna nel 2024.<\/p>\n<p>La Romania ha acquisito 46 F-16 usati da Portogallo e Norvegia (i 32 norvegesi verranno ammodernati negli USA da Lockheed Martin) per sostituire i decrepiti Mig 21 LanceR, La Repubblica Ceca ha aperto i negoziati\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2022\/07\/la-grecia-punta-a-raddoppiare-gli-f-35-la-repubblica-ceca-ne-vuole-ordinare-24\/\">per sostituire gli JAS 39 Gripen con gli F-35A<\/a>\u00a0e la Bulgaria ha ordinato \u00a08 nuovi F-16V Block 70 per rimpiazzare una dozzina di Mig 29 e Sukhoi Su-25, anch\u2019essi forse destinati all\u2019Ucraina.<\/p>\n<p>Una tendenza gi\u00e0 impostasi alla vigilia del conflitto in Ucraina con la decisione di Germania, Finlandia, Grecia e Svizzera di acquisire gli F-35A.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Conclusioni<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Il crescente successo nei mercati europei dei prodotti statunitensi della Difesa rappresenta un grave rischio per l\u2019apparato industriale europeo sia perch\u00e9 si tratta di nazioni aderenti alla Ue sia perch\u00e9 \u00e8 sul consolidamento di un solido e diffuso procurement continentale che si giocher\u00e0 futuro e sopravvivenza l\u2019industria della Difesa del Vecchio Continente.<\/p>\n<p>Specie se la pessima congiuntura economica che si sta configurando, in assenza di una rapida conclusione negoziata della guerra in Ucraina in cui l\u2019Europa continua a giocare il ruolo di comparsa, determiner\u00e0 conseguenze energetiche e quindi industriali e finanziarie che rischiano di compromettere i pur entusiastici e condivisi programmi di innalzamento della quota di PIL da destinare alla Difesa al 2 per cento.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-156762 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Greece_0722.jpg\" alt=\"Greece_0722\" width=\"812\" height=\"492\" \/><\/p>\n<p>Superfluo aggiungere che la paralisi produttiva determinata dal caro-energia colpir\u00e0 anche il comparto Difesa mentre le ripercussioni occupazionali e sociali del disastro energetico ed economico che si preannuncia nei prossimi mesi abbasser\u00e0 sensibilmente il PIL di molte nazioni europee e imporr\u00e0 agli opachi e inconcludenti governi europei massicci investimenti nel settore sociale e assistenziale.\u00a0Investimenti necessari anche a scongiurare o almeno a contenere, i possibili disordini popolari su vasta scala che non si possono escludere e non \u00e8 difficile prevedere.<\/p>\n<p>Si prefigurano quindi condizioni che, in momenti storici molto meno drammatici di quelle attuali, hanno gi\u00e0 in pi\u00f9 occasioni nel recente passato determinato tagli ai bilanci della Difesa. Prima ancora di vedere l\u2019esito del conflitto sui campi di battaglia tra Russia e Ucraina, appare ben chiaro che il primo sconfitto \u00e8 gi\u00e0 oggi l\u2019Europa, che questa guerra non l\u2019ha nemmeno combattuta ma solo persa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2022\/08\/guerra-in-ucraina-e-industria-della-difesa-i-rischi-per-leuropa\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2022\/08\/guerra-in-ucraina-e-industria-della-difesa-i-rischi-per-leuropa\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani) La guerra in Ucraina sembra rappresentare un buon affare per l\u2019industria della Difesa statunitense ma non altrettanto si pu\u00f2 dire per quella europea.\u00a0Certo Washington ha un ruolo politico, finanziario e militare (quantitativo e qualitativo) dominante nel supporto allo sforzo bellico ucraino contro la Russia e del resto gli Stati Uniti, oltre a fornire maggiori quantit\u00e0 di armi, mezzi e munizioni rispetto ai partner europei, consegnano in buona parte armamenti il&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":101,"featured_media":34021,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/analisidifesa.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-jij","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/74171"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/101"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=74171"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/74171\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":74172,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/74171\/revisions\/74172"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/34021"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=74171"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=74171"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=74171"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}