{"id":74261,"date":"2022-09-06T08:30:37","date_gmt":"2022-09-06T06:30:37","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=74261"},"modified":"2022-09-04T16:55:54","modified_gmt":"2022-09-04T14:55:54","slug":"intervista-al-filosofo-andrea-zhok-ecco-perche-mi-candido-con-italia-sovrana-e-popolare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=74261","title":{"rendered":"Intervista al Filosofo Andrea Zhok \u201cEcco perch\u00e9 mi candido con Italia Sovrana e Popolare\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>di QUOTIDIANO WEB (Giulia Bertotto)<\/strong><\/p>\n<h4><strong>Dalla candidatura con Italia Sovrana e Popolare alla critica ai rapporti geopolitici dell\u2019Italia e dei suoi \u201ctimonieri<em>\u201d \u00a0\u00a0<\/em><\/strong><\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-74262\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/zhok-2-300x172.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"172\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/zhok-2-300x172.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/zhok-2-768x439.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/zhok-2.jpg 900w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Andrea Zhok, filosofo e professore di Antropologia filosofica e Filosofia morale presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Milano, si \u00e8 laureato all\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Milano con una tesi su Max Scheler, uno dei maggiori esponenti della fenomenologia tedesca.<\/p>\n<p>Oggi si candida con Italia Sovrana e Popolare, lista che vede uniti il Partito Comunista di Rizzo, Ancora Italia con Francesco Toscano, Riconquistare L\u2019Italia con Stefano D\u2019Andrea, il Comitato No Draghi, ed altri; tra i suoi candidati indipendenti vede nomi illustri come l\u2019inviato di guerra Giorgio Bianchi e il giornalista Claudio Messora.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 tra le forze extraparlamentari (Come Vita o Italexit) ha scelto di candidarsi proprio con Italia Sovrana e Popolare?<\/strong><\/p>\n<p>La cifra principale di Italexit \u00e8 di essere verticistico-padronale; Paragone ha un governo assoluto del suo movimento e personalmente questo non \u00e8 di mio gradimento, pur stimando candidati e professionisti come il dottor Frajese, per dirne uno. Trovo peraltro le posizioni di Paragone sull\u2019Alleanza Atlantica ondivaghe e temo, opportunistiche. Per quanto riguarda Vita la mia esperienza con la componente a loro interna dei 3V \u00e8 stata spiacevole. Da ben prima che iniziasse la campagna elettorale hanno adottato un classico stilema del peggiore extraparlamentarismo: la rincorsa alla \u201cpurezza\u201d con denigrazione di tutti quelli che secondo standard fantasiosi non erano abbastanza \u201cpuri\u201d (che spesso voleva solo dire dogmatici). Ora, la politica \u00e8 sempre anche mediazione e questo atteggiamento risulta poco costruttivo, finendo per creare microgruppi settari, privi di alcun futuro politico. La perfezione in politica non esiste; esistono finalit\u00e0 ed esiste la maggiore o minore capacit\u00e0 di aderirvi. Andare a cercare se qualcuno un anno fa ha detto qualcosa di discutibile su un tale o talaltro argomento \u00e8 gossip, non politica. Nel caso di Italia Sovrana e Popolare c\u2019\u00e8 una consonanza di fondo non solo con le principali linee, ma soprattutto con persone per cui ho stima e amicizia da tempo. \u00c8 dunque in primo luogo la fiducia in alcune persone che mi hanno portato spontaneamente verso il progetto, fino alla candidatura.<\/p>\n<p><strong>Il segretario del PC Marco Rizzo ribadisce spesso che Italia Sovrana e Popolare non \u00e8 un contenitore chiuso ma un percorso aperto, a cui eventualmente potranno aggregarsi altre forze che sottoscrivono gli stessi obiettivi.<\/strong><\/p>\n<p>Certamente, \u00e8 cos\u00ec.<\/p>\n<p><strong>Cosa risponderebbe a chi afferma che \u00e8 un\u2019utopia anche solo pensare di uscire dalla Nato?<\/strong><\/p>\n<p>Risponderei affermando ci\u00f2 che penso riguardo a qualsiasi svolta radicale dell\u2019esistenza e della storia: il tempo \u00e8 una variabile fondamentale e ci\u00f2 che in tempi brevi non \u00e8 pensabile, pu\u00f2 diventare realizzabile, o addirittura obbligatorio, dopo un certo periodo di tempo. \u00c8 ovvio che non possiamo andare domattina a sbattere i pugni a Washington per mandare via le 70 e fischia basi militari americane dal suolo italiano, sarebbe ridicolo. Tuttavia, dobbiamo ricordare che paesi a noi molto vicini e con un potere contrattuale molto inferiore al nostro, non sono mai state nella Nato; ad esempio l\u2019Austria e la Svizzera.<\/p>\n<p>La Nato \u00e8 sorta in un periodo in cui c\u2019erano delle motivazioni, discutibili certo, ma reali, per la sua esistenza: c\u2019era la contrapposizione tra due blocchi e sulla scorta dei patti siglati dopo la Seconda guerra mondiale incombeva l\u2019obbligo politico e militare di schierarsi da una delle due parti, blocco Usa o sovietico. La Grecia che contest\u00f2 la sua assegnazione al blocco occidentale pag\u00f2 questa reazione con una sanguinosa guerra civile. Insomma, posso capire quella fase storica in cui la scelta di un\u2019eventuale neutralit\u00e0 avrebbe avuto costi altissimi. Ma oggi, e da tempo, le cose non stanno cos\u00ec. Le funzioni della Nato non sono pi\u00f9 le stesse, \u00e8 diventata la mano armata privata degli Usa. Molti paesi hanno questa consapevolezza, a partire dalla Francia, e molti hanno manifestato riluttanza a questa sudditanza. Credo sia una questione di tempo e di diplomazia, ma le cose stanno cambiando perch\u00e9 devono cambiare. Un\u2019operazione di allontanamento, magari accedendo ad alleanze militari parziali e trasversali con altri paesi, \u00e8 gi\u00e0 realizzabile.<\/p>\n<p><strong>Un commento sulla recente scomparsa di Gorbaciov.<\/strong><\/p>\n<p>Personalmente sono convinto che Gorbaciov sia una figura tragica. Credo fosse un idealista e come spesso accade gli idealisti, ha fatto pi\u00f9 danni di un malfattore. Dunque, non mi interessa criticarne la persona, ma come il politico ha commesso errori terrificanti, pagati duramente da una generazione di russi.<\/p>\n<p><strong>Marx ha scritto che \u201cLa strada per l\u2019inferno \u00e8 lastricata di buone intenzioni\u201d\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Credo che Gorbaciov abbia cercato in buona fede di rimediare a problemi molto gravi nell\u2019Unione Sovietica del suo tempo, quindi non condanno eticamente il lato umano, giudizio che comunque non mi compete. Tuttavia condanno l\u2019operato politico che fu imperdonabile, creando le condizioni per un disordinato disfacimento del paese. Il suo fallimento ha contribuito all\u2019avvento degli anni peggiori per il popolo russo (che infatti non lo ama affatto). Al caos degli anni \u201990 in Russia ha posto rimedio solo l\u2019avvento di Putin.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-table\">\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/figure>\n<p><strong>Il suo ultimo saggio<em>\u00a0Lo stato di emergenza: Riflessioni critiche sulla pandemia<\/em>\u00a0(Mimesis 2022) analizza quelle che lei chiama \u201cpost-democrazie: ossia quelle dove si preannuncia un cambiamento di paradigma attraverso l\u2019utilizzo di una sistematica<em>\u00a0governance<\/em>\u00a0emergenzialista\u201d. Con una gestione pandemica isterica e tuttavia rigidissima, e il sostegno febbrile e acritico alla Nato, alcuni hanno definito l\u2019Italia come un \u201claboratorio\u201d di questo modello.<\/strong><\/p>\n<p>Non userei il termine \u201claboratorio\u201d che pare avere un\u2019accezione quasi lusinghiera, rendendoci almeno esemplari come cavia. No, l\u2019Italia \u00e8 semplicemente il paese la cui classe dirigente \u00e8 pi\u00f9 fortemente assoggettata agli Stati Uniti. Noi siamo in una condizione di doppia dipendenza: dagli Stati Uniti e dalla Germania per ragioni storiche e politiche. In questa posizione di subordinazione qualsiasi linea venga dettata a livello apicale (Nato o UE) noi siamo quelli che obbediscono con maggiore sollecitudine e anche con maggiore ottusit\u00e0. Il caporale pi\u00f9 zelante nel compiacere il suo superiore \u00e8 quello che fa morire i suoi soldati. Questo atteggiamento culturale \u00e8 molto radicato nel nostro paese. Soprattutto nelle \u00e9lite colte e nel ceto mediatico e dell\u2019informazione.<\/p>\n<p>Leggo spesso quotidiani di altri paesi e una situazione di degrado e mistificazione dell\u2019informazione cos\u00ec grave come in Italia non la ravviso altrove. Persino in Inghilterra, alleato principe degli Usa, la loro stampa non mostra lo stesso allineamento acritico della nostra, e si possono trovare un congruo numero di voci dissonanti.<\/p>\n<p>Il problema maggiore oggi \u00e8 proprio l\u2019agibilit\u00e0 mediatica, non solo quella politica. Il problema non \u00e8 come uno venga definito o criticato: possono anche definirmi filo-putiniano o no-vax, purch\u00e9 poi sia garantito un effettivo diritto di replica. Altrimenti non abbiamo a che fare con un dibattito pubblico, ma con plotoni d\u2019esecuzione mediatici.<\/p>\n<p><strong>Nel 2006 \u00e8 uscito\u00a0<em>Lo spirito del denaro e la liquidazione del mondo. Antropologia filosofica delle transizioni.\u00a0<\/em>Che cos\u2019\u00e8 il denaro? Crediamo di saperlo in realt\u00e0 \u00e8 un misterioso catalizzatore di forze culturali umane, sovrastrutture etiche, proiezioni emotive, compensazioni irrazionali\u2026<\/strong><\/p>\n<p>In estrema sintesi il denaro \u00e8 una convenzione sociale che esercita, attraverso la persuasione dei soggetti un potere sociale, e come tutte le forme di potere sociale ha bisogno di essere creduta dagli assoggettati. Il potere non \u00e8 il randello fisico, l\u2019arma. Potere \u00e8 il fatto che le persone credono che qualcuno abbia legittimazione, potere appunto: questo vi conferisce effettivo potere. Se tutti siamo convinti che qualcuno ha un potere, esso lo ha. Se tutti crediamo che il denaro sia decisivo, che abbia un valore, che abbia quel valore, ebbene allora lo ha. Tutti sappiamo che una banconota non ha alcun valore intrinseco, cos\u00ec come non ha nessun valore intrinseco il codice magnetico che registra un conto in banca. Sono strutture convenzionali stratificate in maniera molto importante e capillare nel tessuto sociale. La prima operazione da fare nei confronti del denaro \u00e8 capire che esso di per s\u00e9 \u00e8 niente, in senso reale, materiale, come realt\u00e0 primaria non esiste. Tuttavia, esso \u00e8 un\u2019idea potentissima e per gestirla e dominarla occorre comprenderne le implicazioni. La sua leva \u00e8 infinitamente flessibile: quando ci si muove sul piano del denaro ci si muove sul piano di qualcosa come un \u201cidealismo puro\u201d. Il fatto che a un certo punto molti credano che un paese fallir\u00e0 ne decreta il fallimento.<\/p>\n<p><strong>Sembra quasi un pensiero magico, un incantesimo sciamanico\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Assolutamente s\u00ec, ma con regole molto stringenti. Idealmente, potremmo cancellare domattina i debiti pubblici in tutto il mondo. E i danni reali potrebbero essere molto contenuti, perch\u00e9 avremmo obliterazioni mutue e debiti e crediti scomparirebbero in moltissimi casi. Saremmo immediatamente in un mondo nuovo, con rapporti di subordinazione ridotti ai minimi termini. Nessuno\u00a0<em>pu\u00f2<\/em>\u00a0farlo ma solo il fatto che questo sia concepibile \u00e8 molto interessante, in quanto significa che viviamo in qualcosa di non troppo lontano ad un\u2019ipnosi collettiva. Al denaro si pu\u00f2 far fare ci\u00f2 che si vuole, se e solo se esiste una volont\u00e0 politica capace di deciderlo.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 l\u2019interrogativo filosofico pi\u00f9 attuale e urgente? Quali sono i suoi maestri filosofi o i pi\u00f9 grandi ispiratori?<\/strong><\/p>\n<p>Per me politica e filosofia sono necessariamente e strutturalmente connesse, non nel senso che uno debba fare il filosofo\u00a0<em>engag\u00e9<\/em>\u00a0alla Sartre, ma per dirla con Hegel perch\u00e9 \u201cLa filosofia \u00e8 il proprio tempo appreso con il pensiero\u201d. Significa che non ci si pu\u00f2 mai davvero allontanare del tutto da una visione del proprio circostante. Quando qualcuno finge di farlo, magari riducendo la filosofia a tecnicismo o specialismo ipersettoriale, presto o tardi finisce per muoversi in una dimensione illusoria, che fa marcire il pensiero. Cos\u00ec facendo il compito intellettuale naufraga. Chi viene pagato con denaro pubblico credo debba restituire almeno in parte il frutto dello studio intrapreso alla cosa pubblica.<\/p>\n<p>La mia provenienza \u00e8 sicuramente il filone Hegel-Marx, che ho studiato in modo approfondito da giovane, seguito a ruota dalla fenomenologia di Husserl, Heidegger (in una sua particolare versione), Merleau-Ponty, Sartre, autori che ho studiato intensamente fino in tempi recenti. E questi sono, per cos\u00ec dire, i mostri sacri. Poi ci sono autori di altra portata, senza la capacit\u00e0 di visione complessiva di quei maggiori, ma strumenti preziosi per la comprensione della contemporaneit\u00e0. Tra questi citerei il sociologo Christopher Lasch, o il filosofo Jean-Claude Mich\u00e9a, autore di analisi splendide sulla contemporaneit\u00e0, di provenienza marxista. Interessante anche Alain de Benoist, filosofo e giornalista della\u00a0<em>Nouvelle Droite<\/em>\u00a0francese che ha fatto un lavoro critico di grande qualit\u00e0, alla fine convergente su posizioni affini a quelle di Mich\u00e9a, nonostante il retroterra molto diverso.<\/p>\n<p>Una campagna elettorale ha le sue scadenze e tempistiche, la sua \u201csuperficialit\u00e0 obbligata\u201d, ma la linea politica non deve mai perdere di vista i processi lunghi, gli scenari ampi, le possibilit\u00e0 adesso precluse che saranno domani aperte. In qualsiasi modo andr\u00e0 il 25 settembre questa prospettiva deve rimanere salda.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.quotidianoweb.it\/politica\/intervista-al-filosofo-andrea-zhok-ecco-perche-mi-candido-con-italia-sovrana-e-popolare\/\">https:\/\/www.quotidianoweb.it\/politica\/intervista-al-filosofo-andrea-zhok-ecco-perche-mi-candido-con-italia-sovrana-e-popolare\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di QUOTIDIANO WEB (Giulia Bertotto) Dalla candidatura con Italia Sovrana e Popolare alla critica ai rapporti geopolitici dell\u2019Italia e dei suoi \u201ctimonieri\u201d \u00a0\u00a0 Andrea Zhok, filosofo e professore di Antropologia filosofica e Filosofia morale presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Milano, si \u00e8 laureato all\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Milano con una tesi su Max Scheler, uno dei maggiori esponenti della fenomenologia tedesca. 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