{"id":74270,"date":"2022-09-06T10:30:21","date_gmt":"2022-09-06T08:30:21","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=74270"},"modified":"2022-09-05T14:00:06","modified_gmt":"2022-09-05T12:00:06","slug":"la-dittatura-della-finanza-e-il-mercato-del-gas","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=74270","title":{"rendered":"La dittatura della finanza e il mercato del gas"},"content":{"rendered":"<p><strong style=\"text-align: justify\">di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Andrea Fumagalli)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-74284\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/FB_IMG_1662378799241-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/FB_IMG_1662378799241-300x169.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/FB_IMG_1662378799241.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il 12 e 13 settembre 2008, nel pieno del crollo finanziario dei subprime negli Usa, due giorni prima del fallimento della Lehmann Brother (15 settembre 2008), a Bologna si svolgeva un convegno organizzato da UniNomade sui mercati finanziari e la crisi dei mercati globali. Gli atti di quel convegno (e molto di pi\u00f9) verranno pubblicati l\u2019anno successivo da Ombre Corte a cura di Andrea Fumagalli e Sandro Mezzadra con il titolo Crisi dell\u2019economia globale. Mercati finanziari, lotte sociali e nuovi scenari politici[1]. All\u2019interno di quella raccolta di saggi, compariva un testo di Stefano Lucarelli: \u201cIl biopotere della finanza\u201d. All\u2019epoca, tale titolo ci pareva pi\u00f9 che mai azzeccato per descrivere il dominio delle oligarchie finanziare nel definire le traiettorie di accumulazione del nuovo capitalismo delle piattaforme, che da l\u00ec a poco sarebbe emerso dalle ceneri di quella crisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oggi a quasi 15 anni da quegli eventi, possiamo dire di aver sottovalutato il problema. Certo, la nostra analisi si era rivelata pi\u00f9 che corretta nel sottolineare il ruolo centrale e dominante della finanza speculativa nel nuovo (dis)ordine monetario internazionale e il tendenziale declino del dollaro come moneta di riserva internazionale. Ma nel frattempo, il biopotere (che poteva dare origine anche a qualche forma di contropotere, come illusoriamente ha fatto credere la parabola del bitcoin) si \u00e8 trasformato in una vera e propria dittatura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La finanziarizzazione delle materie prime<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ci\u00f2 che sta succedendo nella determinazione del prezzo del gas nel mercato di Amsterdam lo conferma ampiamente. Gi\u00e0 nel passato c\u2019erano state avvisaglie della capacit\u00e0 della speculazione finanziaria, oggi sempre pi\u00f9 essenza e anima dei mercati finanziari, di stravolgere in modo quasi irreversibile le stesse regole di funzionamento di un mercato neo-liberista. Nel 2008, ad esempio, il prezzo del petrolio aveva registrato un\u2019impennata dai 70$\/barile del dicembre 2007 ai 142$\/barile dell\u2019estate 2008, per poi calare entro la fine dell\u2019anno a quota 33$: una bolla speculativa che si era sgonfiata, per\u00f2, molto rapidamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma ci\u00f2 che sta succedendo al mercato del gas presenta novit\u00e0 che devono essere sottolineate. Fino a pochi anni fa, le dinamiche di mercato e il prezzo che si determinava nello scambio reale tra domanda e offerta delle commodities erano la base sulle quali si formavano le aspettative sui prodotti derivati (di solito i futures) che alimentano l\u2019attivit\u00e0 speculativa. Il prezzo sui mercati reali era la base delle dinamiche speculative e delle convenzioni finanziarie che di volta in volta alimentavano le decisioni speculative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oggi avviene l\u2019opposto. Sono le aspettative sulla dinamica futura dei prezzi rappresentate dal valore dei futures sul gas o su altre merci a determinare il prezzo dello scambio di mercato. Cos\u00ec avviene nel principale mercato per gli scambi all\u2019ingrosso di gas, denominato Title Transfer Facility (TTF). Si tratta di una piattaforma virtuale (e un indice) della borsa di Amsterdam, nei Paesi Bassi, in cui si vendono e si acquistano gas (poco) e futures sul gas (molto), cio\u00e8 contratti per scambiare una certa quantit\u00e0 di gas in una data futura e a un prezzo prestabilito. La logica \u00e8 dunque puramente speculativa. Il prezzo che si determina non \u00e8 influenzato dall\u2019effettiva domanda e offerta di gas ma dalle aspettative future.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 l\u2019esito della liberalizzazione del mercato dell\u2019energia, voluta dal Trattato di Cardiff del 1996, che, in nome della libera concorrenza, ha eliminato qualsiasi forma di regolamentazione del prezzo del settore. Il paradosso \u00e8, contrariamente a quanto auspicato dai fautori del libero mercato, che il prezzo dell\u2019energia non deriva pi\u00f9 dall\u2019incontro tra domanda e offerta ma dall\u2019attivit\u00e0 speculativa che origina dallo stato delle attese sul futuro del mercato. Il che dipende in modo massiccio soprattutto da fattori geopolitici e geoeconomici che poco hanno a che fare con l\u2019effettivo andamento del mercato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si sostiene che l\u2019aumento del prezzo del gas sconta previsioni negative su ci\u00f2 che accadr\u00e0 all\u2019offerta di questa materia prima, scommettendo su una sua presunta scarsit\u00e0 futura. A differenza di ci\u00f2 che accadde con il petrolio nel 2008 \u2013 la cui presunta scarsit\u00e0 venne innescata dalla notizia che i giacimenti di Baku erano sul punto di terminare \u2013 oggi la supposta insufficienza del gas si fonda sulla forte instabilit\u00e0 geo-politica internazionale e sulle tensioni internazionali tra Usa, Cina e Russia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La realt\u00e0 attuale del mercato \u00e8, in effetti, un\u2019altra. Il gas non \u00e8 affatto, al momento, una risorsa naturale scarsa. Secondo il rapporto Eni \u201cNatural Gas \u2013 Supply and Demand\u201d all\u2019interno della World Energy Review, pubblicata il 26 luglio 2022, le attuali riserve sono sufficiente a colmare il fabbisogno crescente per oltre 59 anni. Inoltre, occorre ricordare che \u00e8 in forte aumento la produzione di biometano derivante dall\u2019utilizzo del letame degli animali. Al 31 dicembre 2021 (ultimo dato disponibile) le riserve mondiali ammontavano a 202.179 miliardi di metri cubi: erano 172.742 miliardi nel 2005. Il 40% di tali riserve si trova nel medio oriente, il 33% in Russia e nell\u2019Asia Centrale, l\u20198% in Africa e nel Nord America, solo il 2% in Europa. Nel corso del 2021, la produzione globale \u00e8 stata di 4.050,35 miliardi di metri cubi. Il consumo \u00e8 risultato inferiore, pari a 4.027,04 miliardi. Siamo cos\u00ec in presenza di un eccesso di offerta che dovrebbe portare ad un ribassamento del prezzo o per lo meno non ad un suo aumento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma non \u00e8 cos\u00ec che \u00e8 andata, anzi. Nel corso del 2021 (prima quindi dell\u2019invasione russa in Ucraina), il prezzo TTF del gas quotato alla borsa di Amsterdam \u00e8 aumentato del 402%. Gli esperti giustificano tale andamento con il fatto che si \u00e8 verificato un aumento del consumo di gas pari al 4,6% dovuta all\u2019inverno lungo e freddo nei primi mesi del 2021, che ha determinato un maggiore ricorso al riscaldamento, seguito da un\u2019estate prolungata e calda che ha causato un maggiore utilizzo di dispositivi di raffreddamento, accompagnato dall\u2019aumento della domanda di gas naturale liquefatto con la conseguente impennata dei prezzi di quest\u2019ultimo e infine dall\u2019aumento del consumo di gas in Asia dovuto alla ripresa economica. Si tratta di fattori che certamente concorrono a smentire la presunta scarsit\u00e0 della materia prima ma non sono sufficienti a far supporre un prossimo deficit d\u2019offerta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel 2022, l\u2019invasione della Russia in Ucraina \u00e8 stata la classica goccia pu\u00f2 fare traboccare un vaso comunque gi\u00e0 pieno, aggiungendo ulteriore incertezza e instabilit\u00e0. E sappiamo come la speculazione vada a nozze in queste situazioni. Occorre tuttavia notare che possibili restrizioni nell\u2019offerta di gas all\u2019Europa da parte della Russia sono anche il corollario delle sanzioni europee. Il divieto di esportare in Russia componenti tecnologiche, necessarie alla manutenzione dei gasdotti e degli impianti di estrazione del gas, mina infatti la capacit\u00e0 produttiva russa, riducendo, di conseguenza, i ricavi derivanti dalla vendita del gas. I costi che ne conseguono per la Russia sono, tutto sommato, inferiori a quelli che i paesi europei rischiano di pagare, prima di riuscire ad affrancarsi dalla dipendenza dal gas russo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Negli Stati Uniti, di converso, il prezzo del gas naturale per famiglia, misurato in kWh, fissato sul mercato Henry Hub, punto di distribuzione per gli Usa, situato in Louisiana, \u00e8 passata da 0,0094$ del gennaio 2021 a 0,0134 di dicembre (+ 42% circa). Un aumento di gran lunga inferiore a quello registratosi ad Amsterdam (+ 402%, come abbiamo visto), perch\u00e9 nel mercato Usa del gas i futures sulle materie prime hanno un ruolo decisamente pi\u00f9 limitato. Ci\u00f2 dipende dal fatto che i prodotti derivati si scambiano su un mercato diverso poich\u00e9 vengono quotati principalmente a Chicago e non in Louisiana. E infatti a fine agosto 2022 il prezzo sul mercato americano Henry Hub \u00e8 pari a 0,043$ per kWa contro un prezzo medio mondiale pari a 0,75kWa e a un prezzo europeo di circa 0,136$, oltre il triplo. \u00c8 la conferma che in Europa il prezzo a cui si scambia il gas \u00e8 l\u2019esito della finanziarizzazione del mercato e della dittatura dell\u2019attivit\u00e0 speculativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Cui prodest?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019attivit\u00e0 speculativa conviene a molti. In primo luogo ai grandi fondi speculativi che creando la bolla rialzista possono ottenere elevate plusvalenze, per poi ritrarsi al momento opportuno, cos\u00ec come \u00e8 successo per altre convenzioni speculative (ad esempio, quelle sui titoli di stato greci e italiani nel 2011). Ma conviene soprattutto alle grandi imprese energetiche. Chi pu\u00f2 usufruire di contratti standard di lungo periodo con i produttori di gas grezzo (come la Gazprom) gode di condizioni estremamene vantaggiose con un prezzo bloccato a livello molto inferiore all\u2019attuale prezzo di vendita. Chi non ha questo privilegio, pu\u00f2 sempre acquistare il gas sul mercato americano ad un prezzo decisamente pi\u00f9 conveniente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non stupisce che solo nel primo trimestre del 2022, secondo i dati di Arera (Autorit\u00e0 di Regolazione per Energia, Rete, Ambiente), le bollette della luce siano cresciute del +131% rispetto allo stesso periodo del 2021, +94% il gas. Gli extra-profitti incamerati dalle societ\u00e0 dell\u2019energia grazie alla differenza tra i costi di produzione e il Pun (acronimo di Prezzo Unico Nazionale, ovvero il prezzo di riferimento all\u2019ingrosso dell\u2019energia elettrica che viene acquistata sul mercato della Borsa Elettrica Italiana \u2013 IPEX \u2013 Italian Power Exchange) valgono, secondo le stime Assoutenti, la bellezza di 27,9 miliardi di euro solo nel primo trimestre del 2022. Il ministero dell\u2019Economia aumenta la cifra a 40 miliardi. Il guadagno \u00e8 evidente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pensare di limitare l\u2019attivit\u00e0 speculativa con un decreto non \u00e8 possibile. Ma alcuni interventi potrebbero essere utilmente introdotti. Ad esempio, lo scorporo del mercato del gas da quello dell\u2019energia elettrica e delle fonti rinnovabili. Ad Amsterdam, il prezzo del gas al TTF viene fissato con il sistema delle aste al prezzo marginale (Sistem Marginal Price), che di fatto porta a corrispondere il prezzo pi\u00f9 alto tra quelli offerti. La particolarit\u00e0 dell\u2019asta marginale sta nel fatto che, nella fissazione del prezzo dell\u2019energia, non conta da quale fonte la stessa sia stata prodotta (rinnovabile, gas, carbone, nucleare); infatti, alla fine dell\u2019asta tutti gli intermediari pagheranno quanto acquistato al prezzo marginale, ovvero l\u2019ultimo prezzo che viene accolto \u2013 ovviamente, il pi\u00f9 alto fra quelli offerti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Paradossale \u00e8 infine il fatto che il volume delle transazioni di gas scambiate ad Amsterdam rappresentino una quota risibile del totale europeo (3-4%: dati Arera) ma indicativo che Amsterdam sia il mercato europeo dominante per la compravendita di titoli futures. Poich\u00e9 il mercato TTF viene gestito da Gasunie, societ\u00e0 olandese che controlla buona parte della rete del metano dei Paesi Bassi, oltre ad alcuni gasdotti europei (pur essendo di propriet\u00e0 di Intercontinental Exchange (ICE), gigante delle piattaforme finanziarie, proprietaria anche di Wall Street), l\u2019Olanda pu\u00f2 godere di vantaggi economici e finanziari che portano il paese a incrementare la propria bilancia commerciale e dei pagamenti a svantaggio di altri paesi europei come Germania, Spagna e Italia. Motivo pi\u00f9 che sufficiente per spiegare la contrariet\u00e0 dell\u2019Olanda a introdurre un limite di prezzo (price gap) a livello europeo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Al di l\u00e0 di queste considerazioni, la finanziarizzazione del gas ci illustra come oggi la determinazione dei prezzi sia sempre meno dipendente dagli scambi reali, materiali, del bene in oggetto ma sempre pi\u00f9 da variabili extra-mercato di tipo finanziario. Si tratta della morte del tradizionale libero scambio di mercato, con buona pace degli economisti liberisti. La teoria della domanda e dell\u2019offerta, base principale della microeconomia neoclassica, perde di senso. La dittatura della finanza mostra qui tutta la sua potenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0<strong><em>NOTE<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>[1] Tra i numerosi testi italiani che, in quegli anni, hanno trattato il tema della crisi finanziaria, la maggior parte con un taglio mainstream, questo \u00e8 quello che avuto il numero maggiore di traduzioni all\u2019estero: inglese, tedesco, spagnolo, portoghese, turco, coreano, giapponese.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Fonte: http:\/\/effimera.org\/la-dittatura-della-finanza-e-il-mercato-del-gas-di-andrea-fumagalli\/<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/100063728463465\/posts\/pfbid02yXH5FbBT1CtTwAg4m2zqrDF5uaYe5NtDACcSA9baeKcQtDTqKQUrtLxva26cVmhVl\/\">https:\/\/www.facebook.com\/100063728463465\/posts\/pfbid02yXH5FbBT1CtTwAg4m2zqrDF5uaYe5NtDACcSA9baeKcQtDTqKQUrtLxva26cVmhVl\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Andrea Fumagalli) Il 12 e 13 settembre 2008, nel pieno del crollo finanziario dei subprime negli Usa, due giorni prima del fallimento della Lehmann Brother (15 settembre 2008), a Bologna si svolgeva un convegno organizzato da UniNomade sui mercati finanziari e la crisi dei mercati globali. 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