{"id":74298,"date":"2022-09-08T08:37:56","date_gmt":"2022-09-08T06:37:56","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=74298"},"modified":"2022-09-06T10:41:16","modified_gmt":"2022-09-06T08:41:16","slug":"askatasuna-e-sindacati-di-base-il-primato-della-partecipazione-contro-la-repressione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=74298","title":{"rendered":"Askatasuna e sindacati di base: il primato della partecipazione contro la repressione"},"content":{"rendered":"<p><strong>di GLI ASINI (Enzo Ferrara)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-large size-large wp-post-image\" src=\"https:\/\/gliasinirivista.org\/wp-content\/uploads\/29_goya_T-1-733x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"733\" height=\"1024\" \/><\/p>\n<div class=\"clearfix\"><\/div>\n<div class=\"entry_content\">\n<div class=\"the_content\">\n<div class=\"hentry\">\n<p><em>L\u201911 luglio scorso il GIP ha chiesto alla Procura di Torino di riformulare le accuse contro gli attivisti del centro sociale\u00a0<\/em>Askatasuna,\u00a0<em>escludendo il reato loro contestato di associazione sovversiva. Sulla base di migliaia di ore di intercettazioni, il 29 luglio 28 attivisti sono stati rinviati a giudizio per reati contro le forze dell\u2019ordine, le istituzioni e il Tav Torino-Lione; 16 sono accusati di associazione per delinquere: avrebbero costituito un gruppo criminale dedito a una serie indeterminata di delitti a scopo di lucro in Val di Susa. Su tutti pendono provvedimenti cautelari in attesa del processo il 20 ottobre prossimo.<\/em><\/p>\n<p><em>Askatasuna<\/em>\u00a0significa in lingua basca \u201clibert\u00e0\u201d. \u00c8 il nome scelto dal centro sociale pi\u00f9 noto di Torino, la cui storia cominci\u00f2 \u2013 spiega il sito\u00a0<em>Infoaut<\/em>\u00a0\u2013 \u201cil 16 novembre del 1996, quando con un corteo studentesco autorganizzato, i compagni e le compagne autonome si staccarono da una manifestazione istituzionale per liberare l\u2019ex Asilo degli Gnomi, in corso Regina Margherita 47\u201d. L\u2019etimo arriva dal passato profondo: \u00e8 probabile la radice accadica di \u201cscaturire\u201d, che letteralmente \u00e8 \u201csfuggire dalle mani\u201d, \u201crinascere\u201d dopo una prigionia o, per stare sulla stessa etimologia, dopo una \u201ccattivit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Il termine \u201ccattivit\u00e0\u201d a sua volta rimanda a un lucido testo di Claudio Novaro:\u00a0<em>Costruire il nemico: Askatasuna, i No Tav, il conflitto sociale<\/em>, apparso dopo le notifiche di luglio su un sito di attivismo molto noto a Torino:\u00a0<a href=\"https:\/\/volerelaluna.it\/in-primo-piano\/2022\/07\/13\/costruire-il-nemico-askatasuna-i-no-tav-il-conflitto-sociale\/\">Volere la Luna<\/a>. Novaro ha raccolto la lezione dell\u2019avvocata dei poveri Bianca Guidetti Serra, ed \u00e8 il pi\u00f9 noto difensore dei dissidenti valsusini nei tanti processi che li vedono coinvolti: si contano ormai pi\u00f9 di cento procedimenti giudiziari legati al TAV in valle. \u201cIn questo\u00a0<em>cattivo presente<\/em>\u00a0\u2013 \u00e8 il suo\u00a0<em>incipi<\/em>t \u2013 con una guerra che imperversa nel cuore dell\u2019Europa, pu\u00f2 sembrare residuale continuare a ragionare sulla repressione giudiziaria del conflitto sociale. Eppure l\u2019ennesimo procedimento aperto a Torino, questa volta contro gli esponenti del centro sociale\u00a0<em>Askatasuna<\/em>, merita una riflessione, perch\u00e9 evidenzia esemplarmente un cambio di passo dei dispositivi repressivi\u201d. Novaro prosegue con una disamina degli avvenimenti giudiziari riguardanti\u00a0<em>Askatasuna<\/em>, i No Tav e l\u2019antagonismo torinese. Non torniamo sulla consistenza delle accuse della procura, che Novaro ha analizzato spostando l\u2019attenzione sulle derive giudiziarie e democratiche che potrebbero sottendere alla loro origine; aggiungiamo solo che parlando di\u00a0<em>cattivo presente<\/em>, ha offerto una riflessione anche etimologica sulla vicenda ricollegandola al concetto di \u201ccattivit\u00e0\u201d, ovvero di \u201cprigionia del presente\u201d in opposizione alla sua pretesa libert\u00e0 correlata con i principi della democrazia.<\/p>\n<p>Come Centro Studi dedicato a un disobbediente torinese, Domenico Sereno Regis, abbiamo gi\u00e0 ricordato che laddove valgono i principi delle libert\u00e0 democratiche vige il \u201cprimato della partecipazione\u201d garantito dall\u2019articolo 3 della Costituzione, che non corrisponde alla semplice cattura di consenso da parte dei partiti e va inteso: \u201cnon come un tranquillante per creare meno grane agli amministratori, e ancora meno come mezzo di gestione del consenso popolare o come forma di compromesso cogestionale, bens\u00ec sar\u00e0 quel modo nuovo di fare politica, in cui il cittadino, acquisita una sua maturit\u00e0 politica, rifiutata la delega in bianco e a tempi lunghi, tender\u00e0 a rivitalizzare gli attuali strumenti di democrazia, superando i momenti deteriori del parlamentarismo e della partitocrazia, esigendo una gestione sempre pi\u00f9 diretta, cosciente, comunitaria dei problemi della societ\u00e0 in cui opera\u201d (D. Sereno Regis,\u00a0<em>Relazione Conferenza Nazionale sul Decentramento<\/em>, in C. Bassis, \u201cDomenico Sereno Regis\u201d, Beppe Grande Edizioni, Torino 2012, p. 201).<\/p>\n<p>Libert\u00e0, democrazia e partecipazione formano una triade inseparabile: non si d\u00e0 l\u2019una senza le altre due. Purtroppo, sembra che non sia questo il punto di vista dominante. Dura da tempo, ma nelle scorse settimane il paradigma repressivo anti-democratico, anti-libertario e anti-partecipativo si \u00e8 reso pi\u00f9 visibile anche in altri ambiti. Pi\u00f9 in piccolo, sempre a Torino il 25 luglio, giorno di apertura del meeting europeo\u00a0<em>Climate social camp<\/em>\u00a0di\u00a0<em>Fridays for future<\/em>, durante lo svolgimento di una manifestazione nonviolenta per il clima, la questura di Torino ha emesso un\u2019altra trentina di denunce e 5 fogli di via contro attivisti di\u00a0<em>Extinction Rebellion.\u00a0<\/em>Nel primo giorno del meeting, due ragazze poco dopo l\u2019alba si sono arrampicate e incatenate al balcone della Regione in pieno centro citt\u00e0, Piazza Castello, per sottolineare l\u2019inadeguatezza della maggioranza che governa il Piemonte di fronte alla evidente crisi climatica. Nel giro di poche ore, assieme agli altri attivisti presenti per dare volantini o fare foto, sono stati tutti denunciati per invasione di terreni o edifici e per manifestazione non preavvisata. Le forze dell\u2019ordine hanno notificato fogli di via fino a due anni sia ad attivisti arrivati in citt\u00e0 per il\u00a0<em>Climate social camp<\/em>, sia a persone che vivono e studiano a Torino. Questo nella settimana in cui centinaia di giovani si erano riuniti da tutta Europa per discutere e confrontarsi, ma anche per esprimere il proprio dissenso di fronte al vuoto politico contro le emissioni climalteranti. L\u2019insussistenza delle accuse \u00e8 subito apparsa chiara non solo a moltissimi osservatori che hanno espresso solidariet\u00e0 ai ragazzi colpiti dai provvedimenti ma anche alla Procura che il 19 agosto, dopo la presentazione dei ricorsi al TAR degli accusati, ha iniziato a revocare i primi tre fogli di via.<\/p>\n<p>Lontano dal capoluogo piemontese, marted\u00ec 19 luglio su mandato della procura di Piacenza, la polizia ha messo agli arresti domiciliari e disposto misure cautelari \u2013 rimosse dopo pochi giorni \u2013 per otto dirigenti nazionali e locali del SI Cobas e della USB operanti nella logistica. A questi si aggiungevano decine di lavoratori e attivisti messi sotto accusa: 350 pagine di ordinanza hanno costruito un teorema giudiziario sulla scorta di fatti criminosi quali picchetti, scioperi, occupazioni dei magazzini, assemblee. Le accuse sono simili a quelle contro\u00a0<em>Askatasuna<\/em>, compresa l\u2019associazione a delinquere \u2013 gi\u00e0 disconosciuta per i sindacalisti ai primi di agosto dal Tribunale del riesame di Bologna. Restano le accuse di violenza privata, resistenza a pubblico ufficiale, sabotaggio e interruzione di pubblico servizio. Paradossalmente, la stessa procura afferma che le lotte condotte nei magazzini della logistica dal 2014 al 2021 sarebbero state attuate per motivazioni pretestuose e con intenti \u201cestorsivi\u201d, al fine di ottenere per i lavoratori condizioni di miglior favore rispetto a quanto previsto dal contratto nazionale: come se da un\u2019organizzazione sindacale ci si dovesse attendere qualcosa di diverso.<\/p>\n<p>I principi democratici non sono messi in pericolo da spazi occupati come\u00a0<em>Askatasuna<\/em>, dalle associazioni sindacali di base o dai presidi in Val di Susa: tutte esperienze che favoriscono, cercano e certamente non ostacolano la partecipazione. Il vero problema \u00e8 che queste realt\u00e0 sono capaci di associazione non\u00a0<em>sovversiva<\/em>\u00a0o\u00a0<em>a delinquere<\/em>\u00a0ma contro leggi discriminatorie e fratricide che impediscono perfino il soccorso ai bisognosi, contro grandi opere sovra-dimensionate e inutili, contro lo spreco di risorse per la produzione di tecnologie militari insostenibili. E sanno \u201csocializzare i problemi e unire le lotte\u201d oltre i confini nazionali: a fine agosto c\u2019\u00e8 stato un boicottaggio dei cantieri del TAV con arresti e denunce anche a St. Jean de Maurienne, sul lato francese del tunnel.<\/p>\n<p>Piuttosto i principi democratici sono messi in pericolo \u2013 la citazione \u00e8 di un torinese illustre: Primo Levi \u2013 da \u201ctutte quelle forme di concentrazione del potere che negano al cittadino la possibilit\u00e0 e la capacit\u00e0 di esprimere ed attuare la sua volont\u00e0. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col terrore dell\u2019intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l\u2019informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l\u2019ordine, e in cui la sicurezza dei pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti\u201d (Primo Levi,\u00a0<em>Un passato che credevamo non dovesse tornare pi\u00f9<\/em>, Corriere della sera, 8 maggio 1974).<\/p>\n<p>In Val Susa \u00e8 repressa perfino l\u2019arte: Blu, un\u00a0<em>writer<\/em>\u00a0italiano che secondo il Guardian \u00e8 fra i migliori artisti di strada contemporanei, \u00e8 finito sotto processo per \u201cimbrattamento\u201d perch\u00e9 nel 2015 aveva dipinto su un cavalcavia un treno-serpente che si mangia la coda. I carabinieri l\u2019hanno identificato e denunciato assieme ad altre quattro persone. Lo scorso 8 maggio si \u00e8 concluso a Torino il processo contro Blu e i suoi correi, assolti perch\u00e9 il fatto (l\u2019imbrattamento) non sussiste il bene pubblico (il cavalcavia) era stato non deturpato ma arricchito dal murale.<\/p>\n<p>Preoccupano gli esiti di una\u00a0<a href=\"https:\/\/studiquestionecriminale.wordpress.com\/2020\/12\/17\/i-dati-dei-processi-contro-i-le-no-tav-un-contributo-al-dibattito\/?fbclid=IwAR2hHU_N1b7A3-pQCBuwMUzSDrLU4jRA8GXX_zC8asvDlh-fBZkOzZ1tITc\">ricerca diffusa a fine 2020<\/a>\u00a0da Alessandro Senaldi dell\u2019Universit\u00e0 di Genova con il supporto dell\u2019Associazione Bianca Guidetti Serra, i quali dimostrano come la repressione giudiziaria del movimento NoTav abbia lavorato \u2013 questa s\u00ec \u2013 ad alta velocit\u00e0: udienze velocizzate, rapporti Digos copia-incollati senza filtro, utilizzo a man bassa del concorso morale e delle misure cautelari. Preoccupano tali risultati, perch\u00e9 l\u2019ultima iniziativa della procura torinese si inserisce in un solco di repressione che, nel caso del movimento NoTav, riporta a procedimenti giudiziari contro giornalisti, scrittori, perfino nei confronti della tesi di una studentessa di sociologia che aveva usato il pronome \u201cnoi\u201d per raccontare un\u2019esperienza interna al movimento valsusino.<\/p>\n<p>Alle vicende di repressione e censura fanno da contraltare esclusioni sistematiche della cittadinanza non omologata da ogni possibile forma di partecipazione da parte alla vita libera e democratica a Torino e in Piemonte. Dallo scorso maggio la stessa procura di Torino ha introdotto restrizioni al diritto di cronaca: in tema di arresti, prima di darne notizia, ora occorre il permesso. Dopo l\u2019entrata in vigore delle disposizioni della ministra della Giustizia, Maria Cartabia, che ridisegnano i rapporti tra informazione e giustizia, a Torino \u00e8 stato adottato un documento di indirizzo inasprendo i divieti di comunicazione con la stampa per magistrati e forze di polizia, prevedendo che sia il procuratore della Repubblica ad autorizzare il rilascio di informazioni, o a negarle quando necessario per la prosecuzione delle indagini e quando ricorrono altre ragioni di interesse pubblico. Solo il procuratore della Repubblica sar\u00e0 quindi titolato a decidere cos\u2019\u00e8 di interesse pubblico e ad autorizzare o meno la diffusione della notizia. I testi dei comunicati stampa verranno raccolti presso la segreteria della procura e annotati in apposito registro; il comunicato deve arrivare con almeno 48 ore di anticipo, la richiesta di conferenza stampa almeno cinque giorni prima.<\/p>\n<p>Dello scorso anno (DL 121\/2021, comma 9-ter, articolo 3) sono i provvedimenti che, dopo il cantiere della Maddalena di Chiomonte, hanno ridotto a \u201cSiti Strategici di Interesse Nazionale\u201d \u2013 soggetti pertanto all\u2019autorit\u00e0 militare e inaccessibili perfino a giornalisti e parlamentari \u2013 i comuni di Bruzolo, Bussoleno, Giaglione, Salbertrand, San Didero, Susa e Torrazza Piemonte, dove dovrebbero sorgere i cantieri della nuova linea TAV Torino Lione.<\/p>\n<p>Ciliegina sulla torta della non-inclusione \u00e8 stata a fine luglio la nomina nell\u2019Osservatorio del governo sul TAV di Antonio Rinaudo, pubblico ministero in pensione, gi\u00e0 facente parte del cosiddetto Pool anti No Tav costituito dal Procuratore aggiunto Gianfranco Caselli a inizio millennio. Rinaudo fu poi rimosso dal Pool assieme al collega Andrea Padalino nel 2014, ai tempi del maxi-processo contro i No Tav, da Armando Spataro, successore di Caselli alla Procura torinese. Ritorna ora come coordinatore del Tavolo\u00a0<em>Legalit\u00e0, trasparenza e anticorruzione,\u00a0<\/em>mentre le richieste di ascolto e le denunce della popolazione sono ignorate<\/p>\n<p>Non si comprendono questi teoremi giudiziari, queste scelte selettive di ostacolo alla partecipazione democratica se non come un tentativo di impedire che nei magazzini della logistica, cos\u00ec come nei territori inquinati o soggetti a sfruttamento di risorse, si rafforzino esperienze di consapevolezza, soggettivit\u00e0, coscienza di classe \u2013 o come ognuno preferisce chiamarle \u2013 capaci di non cedere sui diritti dell\u2019ambiente, della salute e del lavoro. Si vuole negare legittimit\u00e0 al sindacalismo conflittuale e alle sue pratiche, cos\u00ec come si vuole negare il diritto alla difesa del proprio territorio e della propria salute a un\u2019intera popolazione, o il diritto a rivendicare spazi di futuro per il proprio destino alle nuove generazioni, approfittando di ogni conflitto per dare un\u2019ulteriore spinta repressiva, contro il diritto di sciopero come contro quello di manifestare o di prestare solidariet\u00e0 e aiuto in modo autorganizzato a chi, migrante o malato o disoccupato, \u00e8 in difficolta.<\/p>\n<p>L\u2019attivista No Tav Emilio Scalzo sottolinea sovente che un tempo era reato il comportamento opposto: \u201cl\u2019omissione di soccorso\u201d. La sua storia \u00e8 esemplare: 67 anni, estradato in Francia con l\u2019accusa di aver colpito un gendarme durante una manifestazione a sostegno dei migranti che attraversano il confine fra Italia e Francia: uno dei luoghi pi\u00f9 pericolosi da varcare per chi proviene soprattutto dalla rotta orientale, anche a causa della brutalit\u00e0 della\u00a0<em>gendarmerie<\/em>\u00a0francese. Fu prelevato in casa a Bussoleno da un plotone della Digos e della celere, internato nel carcere di Aix en Provence dal 3 dicembre 2021 fino al 12 febbraio 2022. Rilasciato ma costretto prima all\u2019obbligo di firma e dimora in Francia, mai processato, \u00e8 stato infine espulso il 21 aprile 2022 con l\u2019obbligo di abbandonare la Francia, e divieto di dimora, entro 24 ore. Scalzo \u00e8 sotto processo in Italia \u2013 e per questo non avrebbe potuto essere estradato \u2013 per l\u2019occupazione della ex casa cantoniera di Oulx, struttura dismessa che fino allo sgombero, nel 2018, fu trasformata in centro di accoglienza per i migranti.<\/p>\n<p>Questo mentre \u00e8 chiaro che solo le mobilitazioni dal basso, il sindacalismo di base, i movimenti, le combattive associazioni a tutela dei migranti sono riuscite prima a rivoltare il paradigma della legalit\u00e0 e poi a svelare a quali orrori occorra abituarsi oggi per rimanere entro i suoi confini, celati dietro giungle di super-sfruttamento, caporalato, precariet\u00e0 e salari da fame, resi possibili da connivenze e silenzi perfino sulle infiltrazioni della malavita organizzata. Dispiace la disattenzione complice, a Torino almeno, dei media locali:\u00a0<em>Repubblica<\/em>, che come ricordava Luca Rastello \u201cquando si convince di una cosa, non gli fa cambiare idea nemmeno la realt\u00e0\u201d, e\u00a0<em>La Stampa<\/em>, giornale \u201cNo Soul\u201d che ha approfittato perfino dell\u2019imbrattamento della propria sede con una scritta No Vax \u201cIl vostro silenzio uccide\u201d per fare di tutt\u2019erba un fascio ed accusare di ci\u00f2 il movimento valsusino e perfino il pacifismo.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il \u201ccattivo presente\u201d a cui rimanda l\u2019articolo di Novaro: una realt\u00e0 \u201ccatturata\u201d, imprigionata da un immaginario di crescita economicamente e ecologicamente insostenibile, che per affermarsi non pu\u00f2 che ricorrere a forme di violenza strutturale e culturale anacronistiche, e che non potr\u00e0 generare altro che nuove contrariet\u00e0 e nuove ribellioni.<\/p>\n<p>Torna alla mente Herbert Marcuse \u2013 uno dei massimi esponenti con Max Horkheimer e Theodor Adorno della Scuola di Francoforte \u2013 maestro della nuova sinistra negli anni \u201860 del Novecento che mise a disposizione dei giovani del \u201868, con\u00a0<em>L\u2019uomo a una dimensione<\/em>\u00a0(1964), gli argomenti per parlare delle democrazie europee come di societ\u00e0 bloccate sul piano politico, culturale e ideale: una delle pi\u00fa radicali disamine e contestazioni della condizione umana nelle societ\u00e0 industriali avanzate, che non ha mai esaurito la forza del suo impatto critico e polemico.<\/p>\n<p>Vale la pena di riprendere quanto scrisse un altro illustre torinese, il sociologo Luciano Gallino che con la moglie Tilde Giani nel 1967 cur\u00f2 la traduzione di\u00a0<em>L\u2019uomo a una dimensione<\/em>\u00a0per Einaudi e che nell\u2019introduzione alla riedizione del libro nel 1991 cos\u00ec osservava: \u201cL\u2019attualit\u00e0 di\u00a0<em>L\u2019uomo a una dimensione<\/em>\u00a0non \u00e8 soltanto legata al persistere delle stesse distorsioni, nelle societ\u00e0 industriali avanzate, che il suo autore intravvide all\u2019epoca con lucidit\u00e0. \u00c8 la storia pi\u00f9 recente che si \u00e8 incaricata di restituire al libro una inquietante presa diretta (\u2026). Una societ\u00e0 non pu\u00f2 continuare a incivilirsi; non pu\u00f2 produrre individui consapevoli e autodeterminati; non pu\u00f2 applicare la ragione all\u2019arte di vivere, se non sa dialogare al proprio interno, o all\u2019esterno, con qualche forma di opposizione radicale; se non sa interagire con forze che rappresentano un rischio perenne e una sfida, perch\u00e9 mettono in forse la sua identit\u00e0, le strutture psichiche e culturali latenti che ne assicurano la persistenza, col risultato positivo che in tal modo codeste entit\u00e0 forzano una societ\u00e0 a non bloccarsi, a continuare a crescere\u201d.<\/p>\n<p>Non so quanto sia rimasto nell\u2019odierno\u00a0<em>Askatasuna<\/em>\u00a0di riferimenti alla tragica storia del braccio armato del partito nazionalista basco, l\u2019ETA:\u00a0<em>Euskadi Ta Askatasuna<\/em>\u00a0(Nazione basca e libert\u00e0), nato nel 1958\/59 in epoca franchista. Un movimento antifascista ma sempre in bilico fra diventare un esercito di liberazione o una banda di disperati capaci di attentati efferati. Bisogner\u00e0 discuterne, perch\u00e9 si tratt\u00f2 di un movimento represso duramente, con metodi sudamericani, anche dopo la caduta di Franco e che inizi\u00f2 a scomporsi nel 1981 dopo la ritrovata democrazia in Spagna, ma una sua frangia rimase attiva, purtroppo anche militarmente contro la popolazione, fino al definitivo scioglimento nel 2010. Tuttavia, va rilevato che le posizioni politiche e culturali coltivate oggi da\u00a0<em>Askatasuna<\/em>, cos\u00ec come dai sindacati di base, dai movimenti ambientalisti e per il clima nascono anche da una esperienza quotidiana di esclusione dal sistema e da una profonda consapevolezza delle dinamiche di trasformazione dell\u2019economia, del lavoro, dell\u2019ambiente e del clima. \u00c8 importante recuperare e condividere le fila di tutti questi pensieri, che si devono intrecciare con il lavoro scientifico e culturale. Sono questioni che riguardano i diritti di tutti noi, come lavoratrici e lavoratori, esseri umani liberi ed eguali, cittadini e soggetti di diritti, sul lavoro che \u2013 come ricordava Gallino \u2013 non \u00e8 una merce, cos\u00ec come sull\u2019integrit\u00e0 del territorio abitato e sulla propria salute. Per una vera transizione, per il cambiamento di cui abbiamo disperatamente bisogno, occorre non reprimere ma liberare, occorre che \u201cscaturiscano\u201d energie pi\u00f9 giovani che sono gi\u00e0 spontaneamente partecipative e impegnate nella trasformazione del presente in direzione maggiormente creativa, ecologista e solidaristica. Dobbiamo rinunciare a ogni illusione di continuit\u00e0 con le \u201cmagnifiche sorti e progressive\u201d del recente passato, il cui orizzonte \u00e8 breve, ormai legato solo pi\u00f9 a occasioni di opportunismo politico e economico, destinato inesorabilmente a tramontare.<\/p>\n<p>\u201cSi dovrebbero aggiungere mutamenti ben pi\u00f9 impegnativi \u2013 concludeva Gallino nella prefazione a\u00a0<em>L\u2019uomo a una dimensione<\/em>\u00a0\u2013 quali una nuova razionalit\u00e0 tecnologica, fondata anzich\u00e9 sulla separazione storica tra scienze naturali e scienze umane, sulla loro intenzionale rifusione; un diverso ordine di priorit\u00e0 nei consumi individuali e collettivi; la diffusione di un\u2019etica della responsabilit\u00e0 in ogni settore di attivit\u00e0 economica ed amministrativa; una concezione innovativa di ci\u00f2 cui occorre dar priorit\u00e0 nella formazione dei giovani; una dissociazione tra avere ed essere che pur non sacrificando troppo il primo (\u2026) non subordini ad esso il secondo. Con un\u2019espressione di Marcuse, l\u2019Europa potr\u00e0 far fronte alle sfide che provengono da Est e da Sud soltanto se riuscir\u00e0 ad operare un mutamento qualitativo e quantitativo del suo tenore di vita, riassumibile in una \u201criduzione del sovrasviluppo\u201d, con tutte le conseguenze \u2013 o per meglio dire le premesse \u2013 economiche, sociali e culturali che ci\u00f2 comporterebbe. E tutti codesti mutamenti non si potrebbero imporre, ma soltanto ottenerli dai cittadini mediante forme di democrazia partecipata, delle quali nei sistemi politici europei, e men che mai nel nostro, non si intravede per ora nemmeno il presagio\u201d.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/gliasinirivista.org\/askatasuna-e-sindacati-di-base-il-primato-della-partecipazione-contro-la-repressione\/\">https:\/\/gliasinirivista.org\/askatasuna-e-sindacati-di-base-il-primato-della-partecipazione-contro-la-repressione\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GLI ASINI (Enzo Ferrara) L\u201911 luglio scorso il GIP ha chiesto alla Procura di Torino di riformulare le accuse contro gli attivisti del centro sociale\u00a0Askatasuna,\u00a0escludendo il reato loro contestato di associazione sovversiva. Sulla base di migliaia di ore di intercettazioni, il 29 luglio 28 attivisti sono stati rinviati a giudizio per reati contro le forze dell\u2019ordine, le istituzioni e il Tav Torino-Lione; 16 sono accusati di associazione per delinquere: avrebbero costituito un gruppo criminale&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":72676,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/io-imparo-da-solo-sulla-rivista-gli-asini-445.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-jkm","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/74298"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=74298"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/74298\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":74299,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/74298\/revisions\/74299"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/72676"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=74298"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=74298"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=74298"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}