{"id":74348,"date":"2022-09-09T10:00:54","date_gmt":"2022-09-09T08:00:54","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=74348"},"modified":"2022-09-08T16:50:53","modified_gmt":"2022-09-08T14:50:53","slug":"ucraina-la-controffensiva-di-pinochet","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=74348","title":{"rendered":"Ucraina: la controffensiva di Pinochet"},"content":{"rendered":"<p><strong>da PICCOLE NOTE (Davide Malacaria)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"featured-image wp-post-image lazyloaded\" src=\"https:\/\/sp-ao.shortpixel.ai\/client\/to_auto,q_glossy,ret_img,w_700,h_465\/https:\/\/piccolenote.ilgiornale.it\/wp-content\/uploads\/FERITO-UCRAINO-700x465.jpg\" alt=\"Ferito ucraino nel letto diell'ospedale\" width=\"700\" height=\"465\" data-src=\"https:\/\/sp-ao.shortpixel.ai\/client\/to_auto,q_glossy,ret_img,w_700,h_465\/https:\/\/piccolenote.ilgiornale.it\/wp-content\/uploads\/FERITO-UCRAINO-700x465.jpg\" data-srcset=\"https:\/\/sp-ao.shortpixel.ai\/client\/to_auto,q_glossy,ret_img,w_700\/https:\/\/piccolenote.ilgiornale.it\/wp-content\/uploads\/FERITO-UCRAINO-700x465.jpg 700w, https:\/\/sp-ao.shortpixel.ai\/client\/to_auto,q_glossy,ret_img,w_181\/https:\/\/piccolenote.ilgiornale.it\/wp-content\/uploads\/FERITO-UCRAINO-181x120.jpg 181w, https:\/\/sp-ao.shortpixel.ai\/client\/to_auto,q_glossy,ret_img,w_1024\/https:\/\/piccolenote.ilgiornale.it\/wp-content\/uploads\/FERITO-UCRAINO-1024x680.jpg 1024w, https:\/\/sp-ao.shortpixel.ai\/client\/to_auto,q_glossy,ret_img,w_1198\/https:\/\/piccolenote.ilgiornale.it\/wp-content\/uploads\/FERITO-UCRAINO.jpg 1198w\" data-sizes=\"(max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/p>\n<p>Poco trapela della controffensiva ucraina a Kherson. E nulla di un altro assalto delle forze ucraine, stavolta nell\u2019area di Kharkiv, sulla cittadina di Balakleya. Probabilmente speravano di prendere di sorpresa i russi, ma non sembra sia andata benissimo neanche stavolta, almeno a stare alle fonti russe (quelle ucraine dicono poco).<\/p>\n<p>Ma a fotografare la mattanza che sta producendo questo attacco all\u2019arma bianca di Kiev \u00e8 un reportage di John Hudson da alcuni ospedali nei quali sono curati i feriti ucraini (<a href=\"https:\/\/www.washingtonpost.com\/world\/2022\/09\/07\/ukraine-kherson-offensive-casualties-ammunition\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Washington Post)<\/a>.<\/p>\n<h2>Pinochet<\/h2>\n<p>Le testimonianze e le foto sono spaventose, non per nulla nel titolo dell\u2019articolo si legge \u201cl\u2019enorme tributo dell\u2019offensiva di Kherson\u201d. Questo il risultato di una politica occidentale che sa solo inviare armi, avendo cancellato dalla narrazione l\u2019idea stessa di un\u2019opzione diplomatica, come se la prosecuzione di questo conflitto sia una necessit\u00e0 ineluttabile.<\/p>\n<p>Tale obliterazione discende del servilismo e dall\u2019impotenza alla quale \u00e8 ormai consegnata la classe politica occidentale, ridotta a prendere ordini dalla NATO, partecipando della sorte dei funzionari che supportano le operazioni militari ucraine.<\/p>\n<p>A fotografare in maniera plastica la vacuit\u00e0 di tale classe politica un video che immortala il cancelliere tedesco Sholz e il premier canadese Trudeau, i quali, dopo aver firmato un accordo sull\u2019energia a idrogeno, si impegnano in una gara con delle automobiline alimentate da motori siffatti.<\/p>\n<p>A inquietare non \u00e8 tanto il fatto che le suddette si sono rifiutate di partire, a parte una fermatasi subito dopo il via, quanto l\u2019immagine dei politici che dovrebbero guidare il mondo fuori da questa crisi epocale ridotti a giocare con le automobiline: l\u2019unica cosa che il potere vero, che sta altrove, gli permette di fare. E la tragedia \u00e8 che ne sono anche contenti\u2026 sono sempre sorridenti loro, quando parlano e si incontrano, a parte quando devono parlare di Russia.<\/p>\n<p>In queste occasioni, come da direttive Nato, assumono anche un\u2019aria austera e minacciosa verso il nemico: tanto a essere massacrati sono altri, cio\u00e8 i poveretti mandati al macello sotto il fuoco dell\u2019artiglieria russa, come evidenzia il WP.<\/p>\n<p>Colpiscono due aspetti dell\u2019articolo: il fatto che gli ucraini hanno negato ai cronisti l\u2019accesso alle aree \u201cliberate\u201d, suscitando dubbi dal momento che invece dovrebbero mostrarle trionfanti al mondo.<\/p>\n<p>E un particolare in s\u00e9 minimo, ma significativo, Uno dei feriti interpellato chiede di esser chiamato col nome di battaglia: \u201cPinochet\u201d\u2026 per dei paladini della libert\u00e0 ci si aspetterebbero altri appellativi, magari, perch\u00e9 no, un \u201cGaribaldi\u201d e invece\u2026<\/p>\n<p>S\u00ec, proprio Pinochet\u2026 di fronte a tale enormit\u00e0 anche un cronista di primo pelo sarebbe rimasto sorpreso, avrebbe fatto domande, ricordato all\u2019interessato le camere di tortura cilene, le sparizioni\u2026 invece nulla. Obbediente alle direttive Nato, che hanno cancellato anni di informazioni sul neonazismo ucraino, peraltro registrato anche dall\u2019FBI (vedi <a href=\"https:\/\/www.csis.org\/analysis\/rise-far-right-extremism-united-states\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Center for Strategic &amp; International Studies<\/a>), il giornalista del WP non fa una piega.<\/p>\n<h2>Menzogne di guerra<\/h2>\n<p>Riguardo alla macelleria ucraina, segnaliamo una <a href=\"http:\/\/ronpaulinstitute.org\/archives\/featured-articles\/2022\/september\/06\/ukraine-decision-time-for-biden\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">lettera aperta<\/a> inviata a Biden da una quindicina di ex funzionati dell\u2019intelligence Usa, nella quale i firmatari, a motivo della \u201cpluridecennale esperienza su ci\u00f2 che accade all\u2019intelligence in tempo di guerra\u201d, invitano il presidente alla \u201ccautela\u201d nei confronti dei suoi consiglieri: \u201cSe ti dicono che Kiev sta respingendo i russi, allontanali a calci e inizia a pensare di allargare la tua cerchia di consiglieri\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLa verit\u00e0 \u00e8 la moneta circolante nel regno dell\u2019analisi dell\u2019intelligence. \u00c8 altrettanto assiomatico che la verit\u00e0 \u00e8 la prima vittima di una guerra, e ci\u00f2 vale per la guerra in Ucraina come per le precedenti [\u2026]. Quando si \u00e8 in guerra, i Segretari della Difesa, i Segretari di Stato e i generali semplicemente non possono essere chiamati a dire la verit\u00e0 \u2013 ai media, o anche al Presidente. L\u2019abbiamo imparato presto, in un modo duro e amaro. Molti dei nostri compagni d\u2019armi non sono tornati dal Vietnam\u201d.<\/p>\n<p>Quindi la missiva ricorda quanto accadde in quella guerra: \u201cIl presidente Lyndon Johnson prefer\u00ec credere al generale William Westmoreland che nel 1967 disse a lui e al segretario alla Difesa McNamara che il Vietnam del Sud avrebbe potuto vincere, se solo Johnson avesse fornito altri 206.000 soldati\u201d.<\/p>\n<p>\u201cGli analisti della CIA sapevano che non era vero e che \u2013 peggio ancora \u2013 Westmoreland stava deliberatamente falsificando il numero di forze che doveva affrontare, sostenendo che c\u2019erano solo \u2018299.000\u2019 comunisti vietnamiti sotto le armi nel Sud. Noi, invece, abbiamo riferito che il numero era compreso tra i 500.000 e i 600.000\u201d.<\/p>\n<p>La lettera continua dipanando le tante falsit\u00e0 dette al presidente e all\u2019opinione pubblica in quegli anni, per proseguire poi con quelle delle guerre successive, ad esempio le famigerate armi di distruzione di massa di Saddam.<\/p>\n<p>Quindi, dopo aver invitato pi\u00f9 volte alla cautela il presidente degli Stati Uniti, anche riguardo alla possibile defezione del Vecchio Continente dalla crociata anti-russa a causa delle conseguenze delle sanzioni (ma qui forse la missiva relativizza i vincoli imposti alla Ue), fa una chiosa alquanto interessante: \u201cCi auguriamo che lei sia stato adeguatamente informato sul probabile esito della recente \u2018offensiva\u2019 ucraina\u201d. Cenno pi\u00f9 che pessimista.<\/p>\n<h2>L\u2019opzione diplomatica<\/h2>\n<p>Qualcosa di simile scrive l\u2019ex generale di brigata Mark Kimmitt sul<a href=\"https:\/\/www.wsj.com\/articles\/logistic-peril-for-nato-in-ukraine-defense-production-act-weapons-diplomatic-resolution-stockpiles-himars-atacm-missiles-moscow-11661888523\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"> Wall Street Journal<\/a>, spiegando la necessit\u00e0 di un\u2019opzione diplomatica a causa di due criticit\u00e0 delle capacit\u00e0 belliche ucraine.<\/p>\n<p>La prima \u00e8 che il flusso delle armi Nato non pu\u00f2 restare costante (ad esempio, il ministro della Difesa tedesco Christine Lambrecht ha parlato di un \u201c<a href=\"https:\/\/www.wiwo.de\/themen\/christine-lambrecht\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">limite<\/a>\u201d alle forniture), a meno di uno sforzo industriale titanico dell\u2019Occidente, che Kimmit ritiene improbabile; la seconda \u00e8 che le armi servono a poco se non sai usarle o hai problemi logistici tali da impedirne un uso efficace.<\/p>\n<p>\u201cNella moderna guerra ad alta intensit\u00e0 \u2013 conclude \u2013 la logistica \u00e8 il vero tallone d\u2019Achille. Un buon addestramento, una buona tattica e dei soldati coraggiosi sono fondamentali, ma senza armi, cibo e carburante, gli eserciti si fermano. Questo sembra ci\u00f2 che sta accadendo mentre il campo di battaglia diventa statico e una svolta sembra improbabile\u201d.<\/p>\n<p>\u201cI militari parlano spesso della capacit\u00e0 di vedere le cose in modo chiaro e completo. Guardando nella prospettiva di una guerra prolungata, con i sistemi ad alta tecnologia in diminuzione e vittime in aumento, Zelensky e la NATO devono affrontare decisioni difficili prima che quelle decisioni vengano loro imposte\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE: <a href=\"https:\/\/piccolenote.ilgiornale.it\/mondo\/ucraina-la-controffensiva-di-pinochet\">https:\/\/piccolenote.ilgiornale.it\/mondo\/ucraina-la-controffensiva-di-pinochet<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da PICCOLE NOTE (Davide Malacaria) Poco trapela della controffensiva ucraina a Kherson. 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