{"id":74364,"date":"2022-09-12T08:30:15","date_gmt":"2022-09-12T06:30:15","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=74364"},"modified":"2022-09-11T10:42:39","modified_gmt":"2022-09-11T08:42:39","slug":"le-parole-perdute-la-distruzione-della-comunicazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=74364","title":{"rendered":"Le parole perdute: la distruzione della comunicazione"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di PIANO CONTRO MERCATO (Pasquale Cicalese)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Fabio Riganello, autore del pezzo, \u00e8 un caro amico da 36 anni. Quando ero al liceo sua madre aveva un negozio di dischi. Venerd\u00ec, sabato e domenica lavoravo in un pub di Crotone, luned\u00ec, con i soldi guadagnati, compravo dischi e testi di musica tradotti. La madre e lui mi consigliavano molta musica, dal blues al jazz, dal rock al soul. Ci siamo persi di vista quando andai all\u2019Universit\u00e0. Lo ritrovai nel 1998 e mi diede una grossa mano, chiamandomi presso la cooperativa sociale Agor\u00e0 Kroton dove lavorava. Cos\u00ec nel 1999. I nostri percorsi politici si sono differenziati, ma la stima e l\u2019affetto rimangono uguali. Lui cercava dialogo con l\u2019ambito politico locale, per risolvere problemi sociali, io mi indirizzavo, tramite la mia attivit\u00e0 di pubblicista, verso l\u2019ambito nazionale. Fabio si occupa di migranti, tossicodipendenti, senza fissa dimora e lavora con giovani disagiati. Chi meglio di lui pu\u00f2 raccontarci la deriva comunicativa, che porta violenza, degli ultimi 30 anni? Buona lettura.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Le parole perdute<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sono ormai passati pi\u00f9 di venti anni dalla prima edizione del Grande Fratello, trasmissione che veniva spacciata per una specie di esperimento sociale ma che in realt\u00e0 pu\u00f2 rappresentare la chiave di volta di un modello comunicativo televisivo che sarebbe ricaduto su quello quotidiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In realt\u00e0 gi\u00e0 con la \u201cdiscesa in campo\u201d di Berlusconi, era il 1994, si stava sempre di pi\u00f9 caratterizzando un modello comunicativo che sempre di pi\u00f9 tendeva a semplificare la discussione, semplificandola, evitando qualsiasi approccio complesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questi momenti risultano fondamentali per cercare di capire come, oggi, la dimensione del dialogo e la capacit\u00e0 comunicativa si sia modificata ed abbia fortemente influenzato il comportamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da una parte la tv generalista promuoveva un intrattenimento che sempre di pi\u00f9 si sarebbe basato sull\u2019istigazione al litigio e sull\u2019esposizione voyeuristica della vita delle persone. Dall\u2019altra si promuoveva una modello di discussione, riflessione, sempre meno approfondito, con l\u2019uso di un vocabolario sempre pi\u00f9 limitato che ti costringe a stare da una parte anzich\u00e9 dall\u2019altra evitando di cogliere le sfumature di mezzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Programmi come X-Factor, Got Talent, The Apprentice, Hell\u2019s Kitchen Masterchef e i tanti altri presenti all\u2019interno dei circuiti televisivi, ci hanno abituato alla figura del giudice come persona autoritaria che insulta, umilia e mette alla gogna i concorrenti ma, contemporaneamente, abbiamo visto come quest\u2019ultimi si prestino a tutto ci\u00f2 per avere una visibilit\u00e0, amplificata dal web, e una notoriet\u00e0 (?) che in qualche maniera possa rappresentare un riscatto sociale legato alla notoriet\u00e0. Essere umiliati e umiliare questo era il modello che si apprestava a consolidarsi, nella televisione generalista, grazie alle dinamiche, create in maniera scientifica dagli autori televisivi, che mettono a disposizione, dei propri spettatori, uno spettacolo che rappresenta un gioco al massacro dove le persone vengono da una parte sottomesse e dall\u2019altra aizzate l\u2019una contro l\u2019altra in dinamiche dove la sopraffazione, l\u2019umiliazione e lo scherno sono il tema portante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Impoverimento del linguaggio, semplificazione del ragionamento, sdoganamento di un linguaggio volgare e violento, promozione (e non se ne sentiva il bisogno) della figura autoritaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tutto questo sta fortemente influenzando la nostra capacit\u00e0 comunicativa, rendendoci sempre pi\u00f9 irascibili e conflittuali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">C\u2019\u00e8 una assoluta mancanza di predisposizione a voler accettare la diversit\u00e0, la complessit\u00e0 che ci accompagna a una risoluzione violenta dei conflitti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non facciamo l\u2019errore di pensare che siano i giovani i pi\u00f9 colpiti da questo modello, in realt\u00e0 \u00e8 proprio sono gli adulti ad essere vittime di questo modello e, avendolo completamente subito, non sono capaci n\u00e9 di riconoscerlo e, di conseguenza, nemmeno di elaborare strategie che possano aiutare a superare questa incapacit\u00e0 comunicativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per la mia esperienza i c.d. \u201cgiovani\u201d sono capaci di promuovere, quando gliene si d\u00e0 la possibilit\u00e0, un modello comunicativo socio-affettivo, che permetta di conoscere l\u2019altro nella sua interezza, e complessit\u00e0, e senza l\u2019ansia di dover apparire secondo i canoni imposti dalla societ\u00e0. La differenza tra noi e loro sta proprio nel fatto che noi, questo modello, lo abbiamo subito non conoscendolo e, in linea di massima, ne siamo rimasti vittime mentre loro lo hanno decodificato elaborandone nuovi e diversi modelli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La domanda rimane sempre la stessa per\u00f2: \u201cChe fare\u201d?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il percorso, qualora lo si volesse fare, \u00e8 lungo e faticoso. C\u2019\u00e8 la necessit\u00e0 di promuovere un linguaggio, una comunicazione, che non sia violenta, offensiva, volgare a tutti i livelli da quello istituzionale a quella familiare e amicale. Promuovere un pensiero che possa stimolare una logica multifattoriale e complessa che possa stimolare il dialogo, l\u2019approfondimento ed il superamento del conflitto in maniera non violenta e la Scuola, come sempre, deve rappresentare la base di tutto questo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La vera ri-evoluzione consister\u00e0 nel riappropriarci delle parole perdute.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.pianocontromercato.it\/2022\/09\/03\/le-parole-perdute-la-distruzione-della-comunicazione\/\">https:\/\/www.pianocontromercato.it\/2022\/09\/03\/le-parole-perdute-la-distruzione-della-comunicazione\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di PIANO CONTRO MERCATO (Pasquale Cicalese) Fabio Riganello, autore del pezzo, \u00e8 un caro amico da 36 anni. Quando ero al liceo sua madre aveva un negozio di dischi. 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