{"id":74414,"date":"2022-09-14T10:30:46","date_gmt":"2022-09-14T08:30:46","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=74414"},"modified":"2022-09-13T21:27:05","modified_gmt":"2022-09-13T19:27:05","slug":"il-cinema-e-lanti-cinemajean-luc-godard-era-unaltra-cosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=74414","title":{"rendered":"Il cinema e l\u2019anti-cinemaJean-Luc Godard era un\u2019altra cosa"},"content":{"rendered":"<div class=\"row width-normal article-header\">\n<div class=\"row-inner\">\n<div class=\"row-content\">\n<div class=\"article-byline multi\">\n<div class=\"article-byline-item\"><strong>di LINKIESTA (Mario Lavia)<\/strong><\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"article-byline-item\">Come Picasso si erge tra la pittura classica e quella contemporanea, lo stesso si pu\u00f2 dire del regista francese simbolo della Nouvelle Vague morto a 91 anni: dopo di lui, nel mondo della settima arte, \u00e8 cambiato tutto<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"row-container width-normal\">\n<div class=\"row-container-main\">\n<div class=\"row\">\n<div class=\"row-inner\">\n<div class=\"row-content\">\n<p class=\"article-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"lazy attachment-open-large size-open-large wp-post-image lazy-loaded\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.linkiesta.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/annakarina-bandeapart.jpg?fit=960%2C720&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"720\" data-lazy-type=\"image\" data-lazy-src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.linkiesta.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/annakarina-bandeapart.jpg?fit=960%2C720&amp;ssl=1\" data-lazy-srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.linkiesta.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/annakarina-bandeapart.jpg?w=960&amp;ssl=1 960w, https:\/\/i2.wp.com\/www.linkiesta.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/annakarina-bandeapart.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i2.wp.com\/www.linkiesta.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/annakarina-bandeapart.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w\" data-lazy-sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><em><strong>Bande \u00e0 part, Wikimedia Commons<br \/>\n<\/strong><\/em><br \/>\nNel film \u201cIl mio Godard\u201d di Michel Hazanavicius, l\u2019attore Louis Garrel, che interpreta Godard, dice alla sua amica: \u00abI sentimenti? Ma per quello c\u2019\u00e8 Truffaut!\u00bb.<em><strong><br \/>\n<\/strong><\/em><\/p>\n<div class=\"article-content\">\n<p>Forse nella realt\u00e0 questa frase non \u00e8 mai stata pronunciata, ma rende benissimo il \u201cdisprezzo\u201d di JLG per il cinema convenzionale, facile, addirittura sentimentalistico che per molti anni imput\u00f2 all\u2019ex amico Truffaut e, tramite lui, a tutto il cinema mondiale.<\/p>\n<p>Godard \u00e8 stato questo, una presenza fortissima diventata con il passare degli anni un\u2019assenza che oggi, con la morte a 91 anni, diventa definitiva. Il regista parigino \u00e8 stato \u201cil\u201d cinema e al tempo stesso l\u2019\u201canti-cinema\u201d, un fiume di creativit\u00e0 che nel suo scorrere ha portato con s\u00e9 l\u2019aria nuova della Nouvelle Vague, le pulsioni contestatrici e rivoluzionarie, lo sperimentalismo e tante altre cose ancora che lo spettatore di oggi inevitabilmente stenta ad apprezzare, almeno a un primo sguardo.<\/p>\n<p>Un grande intellettuale persino al di l\u00e0 della bellezza delle opere, come anche \u00e8 per Sartre, due \u201cnumi\u201d del Sessantotto parigino: di entrambi rimane il pensiero ancor prima delle opere. Perch\u00e9 fu un inarrivabile teorico del cinema. Tanto che viene da dire: una genialit\u00e0 troppo vivida per metterla realmente in pratica con la macchina da presa.<\/p>\n<p>S\u00ec, un cinema difficile, innovativo, anzi di rottura, teorizzato sui famosi Cahi\u00e9rs du cinema, insieme a Truffaut e agli altri grandi della Nouvelle vague, peraltro diversissimi tra loro \u2013 Claude Chabrol, Eric Rohmer, Jacques Rivette \u2013 uno spartiacque nella storia del cinema (non solo francese) che faceva a pezzi il cinema tradizionale riprendendo e rileggendo i grandi americani e il neorealismo italiano (l\u2019amore per Rossellini si vede in tante scene degli allora giovani francesi).<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 dunque affermare che c\u2019\u00e8 stato un cinema prima di Godard e un cinema dopo Godard, un po\u2019 come Picasso si erge tra la pittura classica e quella contemporanea. Lui era un\u2019altra cosa, anche rispetto ai colleghi dei Cahi\u00e9rs. Anche a un non-cinefilo basta una inquadratura per dire: \u00ab\u00c8 Godard\u00bb. Scene bellissime magari dentro un film noioso ma che non si dimenticano pi\u00f9: il caschetto di capelli di Jean Seberg, il pollice sulle labbra di Jean Paul Belmondo, gli occhi di Anna Karina, certi tagli improvvisi, la carrellata dentro il Louvre sono per il cinema quello che la Patetica di Ciaikowskij o Le quattro stagioni di Vivaldi rappresentano per la musica: e pazienza se c\u2019\u00e8 qualcosa di antico e perci\u00f2 di difficile fruibilit\u00e0 in tutte queste cose.<\/p>\n<p>Certo non tutta l\u2019enorme opera di JLG \u00e8 da considerare allo stesso modo. Sicuramente \u00e8 il \u201cprimo\u201d Godard (\u201cFino all\u2019ultimo respiro\u201d, \u201cBande \u00e0 part\u201d, \u201cIl bandito delle undici\u201d, \u201cVivre sa vie\u201d, \u201cIl disprezzo\u201d) a poter riscuotere ancor oggi un buon gradimento (se qualcuno lo trasmettesse in tv\u2026), pi\u00f9 del Godard successivo \u2013 a parte il magnifico \u201cPr\u00e9nom Carmen\u201d, vincitore a Venezia, dove la giuria era presieduta dal suo pi\u00f9 grande ammiratore, esegeta e in qualche modo \u201cfratello minore\u201d Bernardo Bertolucci \u2013 per non parlare delle ultime pellicole ipersperimentali e stranianti.<\/p>\n<p>Insomma, un genio tra i pi\u00f9 grandi della storia del cinema, accanto ai Fellini, ai Kurosawa, agli Hitchcock. agli Ozu, agli Hawks, ai Dreyer, nomi molto amati dal regista di \u201cFino all\u2019ultimo respiro\u201d. Quando mor\u00ec Truffaut, l\u2019ex amico-rivale scrisse: \u00abFran\u00e7ois \u00e8 morto, forse. E io, forse, sono vivo. Ma non c\u2019\u00e8 poi differenza, vero?\u00bb. Aveva ragione, un gigante come Jean-Luc Godard non muore.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.linkiesta.it\/2022\/09\/jean-luc-godard-era-unaltra-cosa\/\">https:\/\/www.linkiesta.it\/2022\/09\/jean-luc-godard-era-unaltra-cosa\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LINKIESTA (Mario Lavia) Come Picasso si erge tra la pittura classica e quella contemporanea, lo stesso si pu\u00f2 dire del regista francese simbolo della Nouvelle Vague morto a 91 anni: dopo di lui, nel mondo della settima arte, \u00e8 cambiato tutto Bande \u00e0 part, Wikimedia Commons Nel film \u201cIl mio Godard\u201d di Michel Hazanavicius, l\u2019attore Louis Garrel, che interpreta Godard, dice alla sua amica: \u00abI sentimenti? Ma per quello c\u2019\u00e8 Truffaut!\u00bb. 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