{"id":74426,"date":"2022-09-15T11:00:02","date_gmt":"2022-09-15T09:00:02","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=74426"},"modified":"2022-09-14T14:26:11","modified_gmt":"2022-09-14T12:26:11","slug":"la-geopolitica-dei-chip","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=74426","title":{"rendered":"La geopolitica dei chip"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di DIFESA ONLINE (Alessandro Rugolo)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-74427\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/120922-cyber-300x185.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"185\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/120922-cyber-300x185.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/120922-cyber.jpg 580w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da diversi anni ormai si sente parlare di geopolitica dei semiconduttori e per me \u00e8 arrivato il momento di approfondire l&#8217;argomento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per farlo partiamo da un recente articolo della Johns Hopkins University : &#8220;Clash of the Chips: A Comparison of US-China Semiconductor Production Capacities&#8221;, di Varda He and Jennifer Roberts, pubblicato il 7 maggio 2022.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nello studio gli autori analizzano il processo di fabbricazione dei semiconduttori (chip) da un punto di vista specificamente geopolitico e con uno specifico scopo: analizzare la competizione USA-Cina per far si che continui il dominio USA nel settore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L&#8217;analisi mira a comprendere rischi e vantaggi dell&#8217;attuale processo produttivo americano, la produzione cinese e le criticit\u00e0 che gli USA dovranno affrontare per riportare alcuni processi produttivi nel proprio territorio per evitare problemi di supply chain e di sicurezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Parlare di confronto USA-Cina, come penso sia chiaro a tutti, significa interessare praticamente tutto il mondo, sia in considerazione delle materie prime occorrenti per la fabbricazione dei chip, sia per i luoghi dove questi sono fabbricati, sia per le politiche di influenza che mirano a proibire o favorire l&#8217;uso di componenti dell&#8217;una o dell&#8217;altra parte all&#8217;interno di prodotti militari o, pi\u00f9 in generale, ad alta tecnologia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In linea di massima, il processo di produzione dei chip pu\u00f2 essere diviso in tre parti: progettazione, produzione, assemblaggio. Secondo gli autori, gli Stati Uniti sono attualmente in vantaggio nella fase di progettazione dei chip in quanto le proprie industrie controllano il 68% del mercato mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma per capire bene cosa significa e in cosa consiste la sfida attuale gli autori analizzano il processo produttivo cinese individuando le differenze e i punti di forza e debolezza in confronto agli USA. Quindi, e secondo me ben pi\u00f9 interessante, vengono individuati i principali motivi di preoccupazione nel settore della produzione di chip:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8211; il produttore taiwanese &#8220;Taiwan Semiconductor Manufacturing Company&#8221; (TSMC), da solo \u00e8 responsabile della produzione del 50% dei chip nel mondo;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8211; il secondo produttore al mondo \u00e8 Samsung, sudcoreano;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8211; gli Stati Uniti sono solo terzi con Intel;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8211; i primi due produttori citati sopra sono gli unici capaci di produrre i chip delle nuove generazioni (tecnologia 5 nanometri).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Par capire perch\u00e9 entrambi i produttori siano da considerare strategici e geopoliticamente importanti, \u00e8 sufficiente considerare che sia la Corea del Nord sia la Cina sono chiaramente individuati dagli USA come &#8220;nemici&#8221; (per gli USA la Cina dal 2022 \u00e9 considerata la priorit\u00e0 n.1 nella 2022 National Defense Strategy) e ci\u00f2 significa che un eventuale conflitto nell&#8217;area metterebbe a rischio la produzione dei chip ma soprattutto la produzione nel resto del mondo di &#8220;oggetti&#8221; da essi dipendenti, quali per esempio i computer, gli smartphone e tutta l&#8217;industria automobilistica mondiale, per non parlare dell&#8217;industria militare!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel 2020, nel pieno di questa guerra economica tra USA e Cina, gli Stati Uniti hanno inserito la Semiconductor Manufacturing International Corp (SMIC), la pi\u00f9 grande societ\u00e0 cinese produttrice di chip (detentrice di circa il 5% del mercato mondiale) nella black list, negandole l&#8217;accesso a tecnologie americane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ecco da cosa nasce la necessit\u00e0 degli USA di riportate sul territorio americano parte o tutta la catena di produzione dei chip ed ecco perch\u00e9 il 6 aprile 2022 la Casa Bianca ha stanziato 52 miliardi di dollari di sovvenzioni per produttori di chip locali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Naturalmente la guerra economica USA-Cina nel settore dei semiconduttori ha influenze su tutto il mondo. In Europa per esempio si riflette nella impossibilit\u00e0 della societ\u00e0 ASML Holding NV, con sede legale nei Paesi Bassi, di vendere le proprie tecnologie alle societ\u00e0 presenti nella black list statunitense, e guarda caso la ASML si occupa proprio di tecnologie legate all&#8217;industria di produzione dei chip.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cerchiamo ora di fare un passo avanti nella comprensione di questo fenomeno globale legato ai semiconduttori. Per farlo mi avvalgo di un altro articolo: &#8220;The geopolitics of semiconductors: implications for Australian business&#8221;, pubblicato da KPMG il 25 giugno 2021. Vi si parla di un altro aspetto non ancora toccato, relativo alla produzione del silicio impiegato per la produzione dei chip. Secondo quanto pubblicato infatti la Cina detiene il 64% della produzione del silicio per semiconduttori, mentre la Russia il 9%, seguita dal Giappone (7%) e da USA (5%) e Norvegia (5%). \u00c9 abbastanza chiaro che se gli USA vogliono realmente riportare in casa la produzione di chip, devono partire dalla base e quindi dalla produzione di silicio per semiconduttori. L&#8217;Australia considera l&#8217;attuale confronto sulla produzione dei semiconduttori un rischio elevato, nonostante sia uno dei principali alleati degli USA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se gli Stati Uniti vedono la Cina come un competitor globale in tutti i settori e soprattutto nelle nuove tecnologie, la Cina non \u00e9 da meno e gi\u00e0 da diversi anni ha capito che la globalizzazione pu\u00f2 essere un vantaggio ma anche un rischio. Nel 2015 ha lanciato la sua nuova policy chiamata &#8220;Made in China 2025&#8221; con l&#8217;obiettivo di raggiungere e superare l&#8217;Occidente nelle tecnologie emergenti e tra queste la produzione di chip.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come \u00e8 facile intuire non tutti i problemi del settore sono attribuibili allo scontro tra superpotenze, consideriamo per un attimo ci\u00f2 che \u00e8 accaduto nel 2020 e 2021 con interi settori produttivi bloccati a causa del COVID 19. Quali sono stati i risvolti della mancata produzione di chip? Blocchi di produzione nel settore automotive con mancati guadagni di circa 60 miliardi di dollari. \u00c9 chiaro che la globalizzazione e la delocalizzazione selvaggia che abbiamo visto negli anni passati non funziona se non nel breve termine e in situazioni di relativa pace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Per approfondire:<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>&#8211; Clash of the Chips: A Comparison of US-China Semiconductor Production Capacities &#8211; The SAIS Review of International Affairs (jhu.edu)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>&#8211; 2 charts show how much the world depends on Taiwan for semiconductors (cnbc.com)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>&#8211; U.S. blacklists dozens of Chinese firms including SMIC, DJI (cnbc.com)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>&#8211; TSMC aumenta la produzione della tecnologia a 5 nanometri &#8211; tuttoteK<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>&#8211; U.S. blacklists dozens of Chinese firms including SMIC, DJI (cnbc.com)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>&#8211; The Geopolitics of semiconductors &#8211; KPMG Australia (home.kpmg)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>&#8211; China Tops Threats in New Defense Strategy &#8211; Defense One<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>&#8211; NDS Fact Sheet (defense.gov)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>&#8211; The U.S.-China Conflict Over Chips Is About to Get Uglier &#8211; BNN Bloomberg<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/evidenza\/cyber\/la-geopolitica-dei-chip\">https:\/\/www.difesaonline.it\/evidenza\/cyber\/la-geopolitica-dei-chip<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di DIFESA ONLINE (Alessandro Rugolo) Da diversi anni ormai si sente parlare di geopolitica dei semiconduttori e per me \u00e8 arrivato il momento di approfondire l&#8217;argomento. 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