{"id":74492,"date":"2022-09-20T11:00:42","date_gmt":"2022-09-20T09:00:42","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=74492"},"modified":"2022-09-17T10:18:34","modified_gmt":"2022-09-17T08:18:34","slug":"profitto-pubblicita-pornografia-il-totalitarismo-delle-tre-p","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=74492","title":{"rendered":"Profitto, pubblicit\u00e0, pornografia: il totalitarismo delle tre P"},"content":{"rendered":"<p><strong>di La Fionda (Gabriele Guzzi e L&#8217;indispensabile)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Uno degli aspetti positivi di questa campagna elettorale \u2013 altrimenti abbastanza desolante \u2013 \u00e8 che pu\u00f2 aiutarci a stimolare una riflessione sullo spazio pubblico. L\u2019impressione che vorrei approfondire \u00e8 che in questi ultimi decenni si stia erodendo quasi integralmente questo spazio, lasciando il posto a quello che potremmo definire \u201cil totalitarismo delle tre P\u201d: profitto, pubblicit\u00e0 e pornografia. Il senso di queste parole deve essere spiegato e chiarito con qualche esempio. Infine, si proporr\u00e0 una strategia di speranza e contrattacco per il futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il profitto \u00e8 divenuto il motivo fondamentale per occupare lo spazio pubblico, ci\u00f2 che d\u00e0 legittimit\u00e0. Il profitto \u00e8 la <em>motivazione<\/em>. L\u2019unico fondamento ammesso in questa civilt\u00e0 \u00e8 la ciclicit\u00e0 tecnica di un aumento di potenza monetaria, di cui il capitalista possiede i mezzi, indica la direzione e si appropria dei frutti. \u00a0Esso \u00e8 il motivo che sostituisce qualunque altro motivo, e che non necessita di nessuna altra giustificazione, in quanto si auto-istituisce da s\u00e9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oggi non parliamo pi\u00f9 del capitalista tradizionale. La nuova figura \u00e8 il capitalista-influencer. Esso \u00e8 dispensato dall\u2019apportare qualunque giustificazione per occupare lo spazio pubblico in quanto \u00e8 la sua figura a giustificare. \u00c8 giusto nella nostra civilt\u00e0 ci\u00f2 che il capitalista-influencer dice che sia giusto. Dall\u2019essere considerato dalla cultura critica un elemento di opposizione, la fonte dell\u2019ingiustizia nel senso dello sfruttamento, il capitalista oggi \u00e8 divenuto la fonte della giustizia nel senso della legittimazione. Egli giustifica. Al massimo gli viene richiesto qualche impegno sociale, filantropico, ma ci\u00f2 non deve in alcun modo contestare il quadro d\u2019insieme, che invece deve essere ribadito e confermato. Nel passato si aveva quasi ritegno a ostentare la ricchezza, in quanto veniva ritenuta il frutto di una posizione di potere che andava semmai protetta e non esibita. Oggi, l\u2019ideologia della meritocrazia fa s\u00ec che molti ritengano la ricchezza il prodotto di un esclusivo merito individuale, che quindi non solo pu\u00f2 ma anche <em>deve<\/em> essere mostrata come modello di virt\u00f9 e di buona condotta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La pubblicit\u00e0 \u00e8 l\u2019immaginario di questa civilt\u00e0. La pubblicit\u00e0 \u00e8 il <em>discorso<\/em>. Non pu\u00f2 esistere <em>logos<\/em> realmente alternativo in quanto la comunicazione volta all\u2019incremento del profitto \u00e8 l\u2019unico discorso ammesso. Poco importa se oramai \u00e8 noto che la pubblicit\u00e0 attui vere e proprie strategie ingannatorie, volte a sostituire nell\u2019uomo i suoi desideri pi\u00f9 autentici con surrogati temporanei, merci di dubbia qualit\u00e0 che possano riempire per qualche ora il proprio abisso di senso. Oggi non si pu\u00f2 pi\u00f9 dire questo perch\u00e9 la pubblicit\u00e0 \u00e8 divenuta la sola fonte finanziaria di quasi tutte le attivit\u00e0 culturali di questo paese, dalla televisione ai giornali, passando per i festival culturali e i premi letterari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non si comprende, in tale contesto, che divenendo del tutto dipendenti da questo tipo di linguaggio, anche il linguaggio che dovrebbe essere non-pubblicitario, ossia ci\u00f2 che la pubblicit\u00e0 dovrebbe finanziare, viene sussunto sotto il suo <em>logos<\/em>. Infatti, considerando anche la qualit\u00e0 artistica e gli investimenti tecnici, non si pu\u00f2 pi\u00f9 nascondere che molte volte sembra che il programma televisivo sia l\u2019intermezzo del vero programma in corso, che \u00e8 la pubblicit\u00e0, e non il contrario. Siamo all\u2019interno di un unico discorso pubblicitario che si nutre di programmi televisivi per attirare l\u2019ingenuo spettatore. Tale meccanismo oramai riguarda anche la politica, sempre pi\u00f9 simile a un <em>marketing<\/em> che vuole vendere un prodotto ad astanti immobili solleticando i meccanismi automatici della loro mente. La pubblicizzazione del discorso \u00e8 infatti parallela all\u2019immobilit\u00e0 del cittadino, ridotto ai micro-sussulti di vitalit\u00e0 che il lancio di un nuovo prodotto suscita nei suoi appetiti reattivi e fugaci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un esempio di questo dominio della pubblicit\u00e0 \u00e8 la graduale leggerezza con cui uomini di sport, spettacolo o cultura si prestano come <em>testimonial<\/em> dei prodotti pi\u00f9 disparati: dal detersivo alla fibra ottica passando per il superenalotto. Sembra che non ci sia pi\u00f9 quel pudore che, a mia memoria, fino a pochi anni fa creava nel VIP un certo imbarazzo nel vendere il proprio volto e la propria storia pubblicizzando la qualunque. Si aveva forse maggiore consapevolezza del ruolo politico che una persona famosa necessariamente svolge, soprattutto sui pi\u00f9 giovani. Ho l\u2019impressione che questa forma di pudicizia stia sfumando, lasciando il posto a un tracimare della motivazione del profitto. \u201cSe li guadagna onestamente, cos\u2019hai da obiettare?\u201d. Questa \u00e8 la risposta che si riceve avanzando una tale forma di critica, come se il piano giuridico fosse sempre sovrapponibile a quello morale, o come se un sistema sociale ingiusto, iniquo e oramai suicidario come il nostro produca sempre un piano normativo che corrisponda a un atteggiamento etico di spessore (pensiamo ai legalissimi paradisi fiscali nel cuore dell\u2019Europa). Questa obiezione conferma cio\u00e8 proprio il punto che si voleva sottolineare, il fatto che la pubblicit\u00e0 faccia parte oramai tranquillamente e senza particolari obiezioni del senso profondo della nostra civilt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La pornografia diviene infine la modalit\u00e0 con cui questa societ\u00e0<em>,<\/em> volta al profitto e fondata sull\u2019immaginario pubblicitario, si rapporta alle relazioni umane. La pornografia \u00e8 l\u2019<em>atteggiamento<\/em>. Per \u2018pornografia\u2019 non intendiamo innanzitutto la vera e propria industria pornografica, ma l\u2019atteggiamento complessivo che questa cultura intrattiene con la sfera della sessualit\u00e0. Va innanzitutto ricordato come questa societ\u00e0 si ammanti di un moralismo sempre pi\u00f9 rigido. Nonostante le ambizioni relativiste, la cultura \u201cprogressista\u201d ha replicato su molti aspetti il peggiore atteggiamento astratto, ideologico e bigotto di un certo clericato cattolico del Seicento spagnolo. Accanto a questo, tuttavia, la cultura dominante propone una morale sessuale sempre pi\u00f9 liquida. Da una parte, quindi, si cerca di regolare al millimetro i rapporti tra i sessi, ponendo rigidi e a volte discutibili sistemi di normazione; dall\u2019altra, si propina quotidianamente un linguaggio pornografico, esplicitamente, o il dominio di una sessualit\u00e0 non circoscritta da alcun piano morale. Questo cortocircuito sta creando non pochi problemi nelle ultime generazioni, spinte da una parte a censurarsi con criteri rigidi; dall\u2019altra, a esporsi in una sessualit\u00e0 sempre pi\u00f9 performante e disinibita, magari sul proprio <em>TikTok<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Infatti, nonostante il dominio pornografico, la sessualit\u00e0 in Occidente non \u00e8 mai stata cos\u00ec in crisi. La nostra, sebbene sia una societ\u00e0 ad altissima intensit\u00e0 <em>pornografica<\/em>, \u00e8 anche una societ\u00e0 a bassissima intensit\u00e0 <em>erotica<\/em>. Anche la trasgressione, ingrediente fondamentale di un sano erotismo, \u00e8 bassa, ed \u00e8 bassa proprio nell\u2019apparente esaltazione della trasgressione. Cos\u00ec, si \u00e8 creato un conformismo della trasgressione, e l\u2019erotismo autentico ne ha risentito. Nonostante, quindi, questa cultura voglia apparire irriverente, frizzante, indomabile, appare a degli occhi minimamente lucidi come una societ\u00e0 grigia, spenta, ripetitiva, anziana. La pornografia infatti non \u00e8 solo il video pornografico ma il tentativo costante e necessario, in questo clima bloccato e moralistico, di sfogare l\u2019autentica vitalit\u00e0 sessuale in forme indirette, mediate, mascherate. <em>Essendo l\u2019erotismo bloccato, lo spazio pubblico si \u00e8 fatto pornografia<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019erotismo \u00e8 invece l\u2019ingrediente fondamentale del desiderio, e quindi anche dell\u2019autentica prassi politica, che si nutre sempre di quell\u2019attrazione magnetica che anima gli stati pi\u00f9 alti della nostra coscienza. Per avere erotismo bisogna per\u00f2 raggiungere un certo grado di libert\u00e0, che invece questo sistema neo-bigotto cerca in ogni modo di normare. Un moralismo peggiore di quello tradizionale, che almeno poteva vantare un fondamento religioso alto e, almeno alla radice, una visione sull\u2019umano corroborata da secoli di osservazione. Questo sistema che si definisce politicamente <em>corretto<\/em> \u00e8 invece pornograficamente <em>sorretto<\/em>: si fonda cio\u00e8 su una cultura pornografica e sterile, funzionale alla fine alla conservazione di s\u00e9 stesso, all\u2019oligarchia del profitto e della pubblicit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa cultura non ha quindi alcuna esperienza dell\u2019<em>eros<\/em>. \u00c8 cos\u00ec costretta nelle proprie gabbie mentali dall\u2019esserne del tutto inibita. Per questo \u00e8 depressa. Il sistema che abbiamo delineato \u00e8 infatti da una parte iper-moralistico e dall\u2019altra intrinsecamente pervertito. Perversione non sessuale ma spirituale, e quindi culturale, che implica subito un indebolimento della forza vitale e politica. La spinta erotica non si riesce a esprimere e si <em>perverte<\/em>, trova cio\u00e8 un blocco e si manifesta in forme o deboli o distorte. La presunta vitalit\u00e0 che questa cultura vorrebbe rappresentare, sbandierata negli inserti dei quotidiani <em>\u00e0 la page<\/em>, non si vede infatti molto nei volti di alcuni \u201csacerdoti\u201d o di alcune \u201cfilosofe\u201d di questa nuova dottrina, che si presentano invece spesso dietro un volto cupo e severo, simile pi\u00f9 che altro a qualche burbera anziana di provincia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo spazio pubblico \u00e8, quindi, oramai occupato da queste tre dimensioni: il profitto \u00e8 la motivazione, la pubblicit\u00e0 \u00e8 il discorso, la pornografia \u00e8 l\u2019atteggiamento. In questo contesto evidentemente folle, si cerca allora di dare una qualche giustificazione morale al sistema, sverniciandolo con qualche valore a basso costo. Ed ecco le pubblicit\u00e0-<em>green<\/em>, le imprese-<em>green<\/em>, forse arriveremo anche al porno-<em>green<\/em>. Il punto \u00e8 che si contesta solo la forma superficiale di questo sistema senza mai porlo in questione fino in fondo, senza mai rifiutarne la radice di odio, stupidit\u00e0 e volgarit\u00e0, ma accettando in pieno il suo immaginario, le sue regole, le sue visioni fondative. Si pu\u00f2 essere perci\u00f2 <em>influencer<\/em> impegnati nel sociale, con sensibilit\u00e0 <em>green<\/em>, molto attenti a essere politicamente corretti, ed essere allo stesso tempo complici diretti di un sistema iniquo come mai ce ne sono stati sulla Terra. Siamo nel tempo assolutamente inedito in cui i carnefici vogliono apparire buoni\u2026 e guai a criticarli!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il punto che infine ci preme rimarcare \u00e8 che questa tendenza non deve essere vista come una necessit\u00e0. L\u2019occupazione dello spazio pubblico dal totalitarismo delle tre P \u00e8 frutto di determinate decisioni culturali e politiche. Certamente questa tendenza porta a rivelazione processi antichi dell\u2019Occidente. Tuttavia, \u00e8 fondamentale rifiutare qualunque determinismo che legga tale evoluzione come un processo incontrastabile. Allo stesso tempo, credo risulti insufficiente un generico appello al \u201critorno della politica\u201d o della \u201cragione\u201d, o dell\u2019\u201ceducazione\u201d. Proposte condivisibili, ma che oramai non possono che mostrare anche il loro carattere un po\u2019 volontaristico, soprattutto alla luce di ci\u00f2 che \u00e8 <em>gi\u00e0<\/em> stato fatto e detto nel Novecento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Senza poter entrare nel merito, si ritiene che una strategia alternativa debba partire dal recupero di alcune qualit\u00e0 basilari dell\u2019essere umano. Questo totalitarismo domina innanzitutto perch\u00e9 la mente umana si \u00e8 fatta incredibilmente debole. Sotto mille input telematici, il bombardamento informativo, la nostra capacit\u00e0 di distaccarsi dal discorso del potere si \u00e8 fatta lentamente meno acuta. <em>\u00c8 la nostra anima, prima che la nostra democrazia, ad aver perso una buona fetta di sovranit\u00e0<\/em>. Prima di imbarcarsi in nuove teorie bisogna perci\u00f2 constatare il carattere terminale, e quindi iniziale, dell\u2019epoca che viviamo. \u00c8 necessario ripartire dall\u2019essenzialit\u00e0 di propriet\u00e0 antiche dell\u2019essere umano, che sembrano per\u00f2 andate perdute nella velocit\u00e0 comunicativa della tecnica moderna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel contesto di immediatezza in cui la comunicazione planetaria sembra far vorticare tutto, lavorare sulla propria mente diviene perci\u00f2 il compito politico primario. Senza il contatto con questa dimensione di distacco saremo sempre <em>reattivamente a disposizione<\/em> dei ritmi e dei <em>desiderata<\/em> di questo mondo, che con qualche gioco di luci riuscir\u00e0 agilmente ad aggirarci. Al contrario, avere un\u2019esperienza reale di integrit\u00e0, sperimentare un rapporto pi\u00f9 dilatato con il tempo, acquietarsi in una dimensione pi\u00f9 areata della coscienza, relativizza immediatamente i pensieri di questo mondo \u2013 mostrandoli per il nulla che sono \u2013 e dona un piccolo ma concreto spazio di libert\u00e0. Allora, questo potere dinanzi non avr\u00e0 pi\u00f9 automi, sottomessi al suo palinsesto, ma esseri liberi, o tendenzialmente pi\u00f9 liberi, capaci di distaccarsi dal suo monologo ossessivo, acquietare il flusso automatico dei suoi discorsi e inaugurare un nuovo campo vitale, ossia erotico, di relazioni creative e divertenti. Solo cos\u00ec si potr\u00e0 insomma incominciare a <em>sabotare<\/em> tutti i giorni le agende, gli stili, i volti e le parole di questo sistema mortuario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sembra un compito fin troppo banale per la mente di un uomo \u201cmoderno\u201d, ma penso che in molti, e gradualmente sempre di pi\u00f9, comprenderanno, attraverso una semplice autoanalisi, l\u2019importanza e la potenzialit\u00e0 rivoluzionaria di questa nuova essenzialit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/09\/14\/profitto-pubblicita-pornografia-il-totalitarismo-delle-tre-p\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/09\/14\/profitto-pubblicita-pornografia-il-totalitarismo-delle-tre-p\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di La Fionda (Gabriele Guzzi e L&#8217;indispensabile) Uno degli aspetti positivi di questa campagna elettorale \u2013 altrimenti abbastanza desolante \u2013 \u00e8 che pu\u00f2 aiutarci a stimolare una riflessione sullo spazio pubblico. 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