{"id":74534,"date":"2022-09-21T09:10:24","date_gmt":"2022-09-21T07:10:24","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=74534"},"modified":"2022-09-20T19:12:41","modified_gmt":"2022-09-20T17:12:41","slug":"il-vertice-della-sco-a-samarcanda-tra-intese-divergenze-e-riflessi-sulleuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=74534","title":{"rendered":"Il vertice della SCO a Samarcanda tra intese, divergenze e riflessi sull\u2019Europa"},"content":{"rendered":"<p>da <strong>ANALISI DIFESA<\/strong> (Gianandrea Gaiani)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/911688.jpg\" alt=\"911688\" \/><\/p>\n<p>Chiudendo il summit a Samarcanda della Shangai Cooperation Organiization (SCO), il presidente dell\u2019Uzbekistan, Shavkat Mirziyoyev ha sottolineato che dall\u2019evoluzione dell\u2019organizzazione dipende anche la garanzia della sicurezza regionale e mondiale.<\/p>\n<p>Affermazione significativa se si considera che\u00a0<a href=\"http:\/\/eng.sectsco.org\/for_media\/20180606\/441009.html\">agli 8 stati membri<\/a>\u00a0(Russia, Cina, India, Pakistan, Uzbekistan, Tagikistan, Kazakhistan e Kirghizistan) che rappresentano oltre met\u00e0 della popolazione e un terzo della ricchezza del mondo si \u00e8 aggiunto l\u2019Iran e presto si aggiungeranno Turchia e Bielorussia mentre tra partecipanti e osservatori si contano anche diversi stati del Medio Oriente.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-157460 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/bUm6xnfgrPDXREbqZtxagymJ5ua8oTfm.jpg\" alt=\"bUm6xnfgrPDXREbqZtxagymJ5ua8oTfm\" width=\"940\" height=\"580\" \/><\/p>\n<p>Nata nel 2001 come organizzazione multinazionale per la sicurezza, la SCO sta diventando sempre di pi\u00f9 un polo d\u2019attrazione politico-economico alternativo alle potenze occidentali anche se gli stati che la compongono hanno al loro interno confronti e dissidi non indifferenti.<\/p>\n<p>Oltre a India e Pakistan, acerrimi rivali dalla loro costituzione come stati indipendenti, non si possono dimenticare le tensioni tra Cina e India (almeno in parte in via di risoluzione sul fronte caldo dell\u2019Himalaya) o i recenti scontri di confine tra Tagikistan e Kirghizistan.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>L\u2019eccezione della Turchia<\/u><\/strong><\/p>\n<p>La SCO assume quindi un valore crescente sul fronte della cooperazione geopolitica ed economica e non a caso la Turchia rivendica l\u2019obiettivo di aderivi anche se \u00e8 difficile non notare che \u00e8 l\u2019unico stato membro della NATO a partecipare al summit di Samarcanda e sar\u00e0 presto l\u2019unico a far parte di entrambe le organizzazioni.<\/p>\n<p>Un \u201cdettaglio\u201d non irrilevante tenuto conto che Ankara non applica sanzioni alla Russia, vende (non regala) armi all\u2019Ucraina ed entrer\u00e0 in un\u2019organizzazione per la sicurezza con Cina, Russia e Iran dopo aver acquistato batterie da difesa aerea a lungo raggio S-400 in Russia: il tutto senza che nessuno ne chieda l\u2019uscita dalla NATO.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-157453 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/AzvtX7gTLu7BqvWwoArXih0L7vNAeQHO.jpg\" alt=\"AzvtX7gTLu7BqvWwoArXih0L7vNAeQHO\" width=\"940\" height=\"580\" \/><\/p>\n<p>A conferma che pi\u00f9 della potenza economica (il PIL turco vale un terzo di quello italiano), sovranit\u00e0, politica estera, di difesa ed energetica autonome e incentrate sugli interessi nazionali dipendono soprattutto dallo spessore e dalla determinazione dei governanti.<\/p>\n<p>Considerazione che trova conferma anche nel \u201ccaso\u201d dell\u2019Ungheria, stato membro di NATO e UE (dal peso economico, demografico e militare certo inferiore alla Turchia) il cui governo continua ad acquistare gas, petrolio e persino centrali nucleari da Mosca non applicando sanzioni ma accogliendo oltre mezzo milione di profughi ucraini senza per\u00f2 fornire armi a Kiev.\u00a0Una manifestazione di piena sovranit\u00e0 nazionale che innervosisce molti in Europa e oltre Atlantico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Un nuovo palcoscenico per il protagonismo di Ankara<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Ankara del resto evidenzia l\u2019autonomia della sua postura puntando anche sul ruolo di mediazione ricoperto nell\u2019attuale crisi ucraina che costituisce \u201cla risposta all\u2019Occidente e soprattutto all\u2019America\u201d come ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan di rientro da Samarcanda insieme ministro degli Esteri Mevlut Cavusoglu (nella foto sotto).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-157454 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/uAACSKYdQ6ZTYS9HtBuBsFk3G6kcLELP.jpg\" alt=\"uAACSKYdQ6ZTYS9HtBuBsFk3G6kcLELP\" width=\"452\" height=\"279\" \/><\/p>\n<p>L\u2019ultimo successo negoziale nel conflitto rivendicato da Ankara, dopo l\u2019accordo sul grano, \u00e8 rappresentato dalla mediazione a uno scambio di 200 prigionieri di guerra, ha rivelato il presidente turco durante un\u2019intervista all\u2019emittente americana PBS in cui ha anche dichiarato che il presidente russo Vladimir Putin vuole porre fine al conflitto \u201cil prima possibile\u201d.<\/p>\n<p>Erdogan ha sottolineato che si tratta di uno sviluppo importante, un passo in avanti notevole. Ho parlato a lungo con Putin e ho capito che vuole porre fine a questo conflitto il prima possibile. Ho ancora il desiderio di portare allo stesso tavolo Putin e Zelensky, ho voglia di ascoltarli entrambi. Non ci sono riuscito, ma non ho perso la speranza di riuscirci\u201d, ha detto alla tv americana.<\/p>\n<p>La posizione turca, tesa a far terminare al pi\u00f9 presto il conflitto in Ucraina, \u00e8 condivisa anche dall\u2019India (il premier indiano, Narendra Modi, ha detto che \u201coggi non \u00e8 il tempo di fare la guerra\u201d) e soprattutto dalla Cina, come \u00e8 emerso nel colloquio tra Vladimir Putin e Xi Jimping in cui il presidente russo ha ammesso \u201cle preoccupazioni\u201d cinesi pur confermando gli impegni militari assunti con \u201cl\u2019operazione speciale\u201d in Ucraina.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Si rafforza la cooperazione militare russo-cinese<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Divergenze enfatizzate in Occidente dove \u00e8 stato rilevato che la Cina non \u00e8 disposta a fornire aiuti militari a Mosca e del resto il presidente statunitense Joe Biden, in un\u2019intervista a 60 Minutes, ha detto chiaramente che \u201cnon ci sono finora indicazioni\u201d che la Cina abbia inviato armi o aiutato i russi in Ucraina.<\/p>\n<p>Nei giorni scorsi sono stati peraltro rilevati diversi voli di cargo militari cinesi Xian Y-20 (nella foto sotto) all\u2019aeroporto Ssheremetyevo di Mosca ma la natura dei carichi trasportati non \u00e8 stata rivelata anche se non sono emerse indiscrezioni circa richieste russe a Pechino per armi o munizioni.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-157452 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/5854956760471812916_121-002.jpg\" alt=\"-5854956760471812916_121 (002)\" width=\"1242\" height=\"810\" \/><\/p>\n<p>Anzi, meglio ricordare che la Russia continua a esportare molta tecnologia in Cina e che le forze armate di Pechino, oltre ad essere clienti di Mosca, hanno sviluppato molti sistemi d\u2019arma, piattaforme, motori e altre componenti partendo da prodotti russi.<\/p>\n<p>Dopo il summit di Samarcanda i vertici del Consiglio di sicurezza russo e del Politburo del Comitato centrale del Partito comunista cinese si sono incontrati per rafforzare la cooperazione militare e di sicurezza potenziando le esercitazioni congiunte e l\u2019attenzione agli scenari pi\u00f9 critici.<\/p>\n<p>Il summit di Nanping, nella provincia cinese del Fujian (forse non a caso di fr8nte a Taiwan) ha visto le delegazioni guidate dal segretario del Consiglio di sicurezza russo, Nikolai Patrushev e dal Direttore dell\u2019Ufficio della commissione centrale degli affari esteri, \u00a0Yang Jiechi, concordare<strong>\u00a0\u201c<\/strong>un\u2019ulteriore cooperazione tra i vertici militari\u201d con l\u2019obiettivo di mantenere \u201calto il livello di cooperazione tecnico-militare\u201d si legge in una nota.<\/p>\n<p>Il Consiglio di sicurezza russo ha definito una priorit\u00e0 incondizionata lo sviluppo di \u201cun partenariato strategico con la Cina\u201d basato \u201csu una profonda fiducia reciproca\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-157455 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/5WefsnNiOR2mrxU6ccepoNRwr4qwPQrW.jpg\" alt=\"5WefsnNiOR2mrxU6ccepoNRwr4qwPQrW\" width=\"940\" height=\"580\" \/><\/p>\n<p>Anche tenendo conto del pieno sostegno di Mosca alla politica di \u201cuna sola Cina\u201d con cui Pechino preme su Taiwan, appare forzato trarre dal confronto tra Putin e XI a Samarcanda la conclusione che sia in atto un progressivo isolamento di Mosca anche in Asia, tenuto conto che il dibattito sulla guerra in Ucraina tra le nazioni aderenti alla SCO va probabilmente interpretato in un\u2019ottica pragmatica alla luce dei diversi interessi in gioco.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo strategico di russi e cinesi resta quello di arginare il sistema unipolare statunitense (che ha inglobato anche un\u2019Europa incapace di assumere il ruolo di soggetto geopolitico) puntando a contrastare la penetrazione occidentale anche con rafforzate intese militari e a potenziare la cooperazione finanziaria e commerciale su modelli basati sulle valute dei paesi della SCO per rafforzare la \u201cde-dollarizzazione\u201d dell\u2019economia globale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Nuovi equilibri e interessi diversi<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Ci\u00f2 detto non c\u2019\u00e8 dubbio che la guerra stia determinando nuovi equilibri anche tra Russia e Cina, le principali potenze della SCO.<\/p>\n<p>L\u2019impegno bellico sta sbilanciando la Russia indebolendone impegno e attenzione in Asia Centrale (parte delle truppe schierate in Tagikistan sono state dislocate in Ucraina) anche se Putin ha confermato che in Ucraina \u201cstiamo combattendo solo con una parte delle forze armate\u201d.<\/p>\n<p>Un contesto che sembra favorire l\u2019apertura di nuovi focolai di tensione nell\u2019ex URSS: dagli scontri di confine tra tagiki e kirghizi a quelli tra armeni e azeri fino alle pressioni degli ambienti nazionalisti georgiani per un\u2019azione militare tesa a prendere il controllo dell\u2019Ossezia del Nord protetta dai russi. Segnali inequivocabili di turbolenze che cercano di approfittare dell\u2019impegno russo in Ucraina.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-157456 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/UaC0bboJKigTHF4X2FtJ4ZARPMGU9YJV.jpg\" alt=\"UaC0bboJKigTHF4X2FtJ4ZARPMGU9YJV\" width=\"940\" height=\"580\" \/><\/p>\n<p>La Cina conferma la volont\u00e0 di penetrare non solo economicamente ma anche politicamente e militarmente nelle repubbliche ex sovietiche dell\u2019Asia Centrale garantendo la sicurezza da \u201cinterventi esterni\u201d (cio\u00e8 russi) del Kazakhistan, lo stato ex sovietico distintosi pi\u00f9 di ogni altro nel mostrare freddezza per l\u2019intervento militare russo contro Kiev al punto da non riconoscere le repubbliche popolari di Donetsk e Luhansk guidate dai secessionisti ucraini.<\/p>\n<p>Di fatto Pechino sostiene la Russia contro gli Stati Uniti e i loro alleati, percepiti come una minaccia anche dai cinesi, ma questo non significa che le due potenze non abbiano anche interessi divergenti che investono pure la guerra in atto in Ucraina e soprattutto il suo prolungamento con le relative conseguenze macro-economiche.<\/p>\n<p>Se la guerra si protrae l\u2019unica a uscirne sicuramente sconfitta sar\u00e0 l\u2019Europa, che a causa della crisi energetica rischia tra pochi mesi di non essere pi\u00f9 la principale potenza economica mondiale e di vedere drammaticamente depotenziato il suo ruolo di potenza industriale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-157459 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/UVQgphFnVV0WRALOS3IRp2t8VMuYAQZF.jpg\" alt=\"UVQgphFnVV0WRALOS3IRp2t8VMuYAQZF\" width=\"940\" height=\"580\" \/><\/p>\n<p>Per i competitor che pagano tutti l\u2019energia molto meno dell\u2019Europa, potrebbero aprirsi spiragli importanti per acquisire nuove quote sui mercati globali ma Cina e India hanno rilevanti interscambi commerciali e investimenti in Europa e rischiano danni non irrilevanti anche tenendo conto che il tracollo economico della Ue determinerebbe con ogni probabilit\u00e0 una recessione mondiale che minerebbe anche la crescita dei due giganti asiatici.<\/p>\n<p>Per questo Nuova Delhi e Pechino premono su Putin per fermare le ostilit\u00e0, elemento che ingigantisce ulteriormente il ruolo della Turchia, anche se alle aperture di Mosca per un possibile negoziato per ora Kiev non sembra voler rispondere positivamente, puntando forse a ottenere nuovi successi militari.<\/p>\n<p>Del resto il 20 settembre il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha dovuto ammettere che al momento non si vede alcuna prospettiva per risolvere politicamente e diplomaticamente la guerra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>La scommessa del Cremlino<\/u><\/strong><\/p>\n<p>La Russia, al contrario dei suoi partner asiatici, potrebbe avere interesse a proseguire la guerra non solo perch\u00e9 \u00e8 consapevole che l\u2019Europa non pu\u00f2 sopravvivere economicamente senza le ampie forniture di gas russo ma anche perch\u00e9 valuta probabilmente che la crisi energetica far\u00e0 traballare questo inverno molti governi europei con conseguenze che potrebbero minare la capacit\u00e0 e la volont\u00e0 di continuare a sostenere con le armi l\u2019Ucraina e la stabilit\u00e0 interna della NATO, con possibili fratture tra gli Stati Uniti e i loro alleati da questa parte dell\u2019Atlantico.<\/p>\n<p>Uno scenario anticipato da Putin il 17 giugno scorso nel discorso tenuto al Forum economico di San Pietroburgo in cui azzard\u00f2 la previsione di un\u2019Europa che aveva rinunciato alla sua sovranit\u00e0 mettendola nelle mani degli USA e che avrebbe subito a breve crisi energetica, economica e disordini sociali tali da far cadere \u00e9lites e governi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-157458 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/AikV4c9v9NawFCUAiVGyOLKv3im8cFg9.jpg\" alt=\"AikV4c9v9NawFCUAiVGyOLKv3im8cFg9\" width=\"940\" height=\"580\" \/><\/p>\n<p>La valutazione strategica di Mosca sembrerebbe quindi puntare sul fatto che l\u2019inverno accentuer\u00e0 le frizioni tra Stati Uniti e alleati europei, favorite e ingigantite peraltro dalla notizia che gli USA non aumenteranno la produzione energetica per rifornire l\u2019Europa, a corto di gas e che da fine anno rinuncer\u00e0 ad acquisire petrolio russo, iniziativa che prevedibilmente far\u00f2 salire alle stelle anche le quotazioni del greggio.<\/p>\n<p>Sul questo fronte non mancano poi gi\u00e0 da ora le frizioni interne all\u2019Europa e che colpiscono in modo particolare l\u2019Italia dopo la notizia che la Francia sospender\u00e0 le forniture elettriche alla Penisola (che coprono il 5 per cento del nostro fabbisogno), iniziativa che potrebbero presto assumere anche Svizzera e Slovenia.<\/p>\n<p>La Russia sembra quindi avere tutto l\u2019interesse a prendere tempo sui fronti ucraini e non a caso Putin a Samarcanda, dichiarando che \u201cl\u2019operazione militare speciale continuer\u00e0\u201d, ha aggiunto che Mosca \u201cnon ha fretta di raggiungere i suoi obiettivi, che rimangono inalterati\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2022\/09\/il-vertice-della-sco-a-samarcanda-tra-intese-divergenze-e-riflessi-sulleuropa\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2022\/09\/il-vertice-della-sco-a-samarcanda-tra-intese-divergenze-e-riflessi-sulleuropa\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani) &nbsp; Chiudendo il summit a Samarcanda della Shangai Cooperation Organiization (SCO), il presidente dell\u2019Uzbekistan, Shavkat Mirziyoyev ha sottolineato che dall\u2019evoluzione dell\u2019organizzazione dipende anche la garanzia della sicurezza regionale e 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