{"id":74619,"date":"2022-09-28T09:53:42","date_gmt":"2022-09-28T07:53:42","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=74619"},"modified":"2022-09-26T17:56:55","modified_gmt":"2022-09-26T15:56:55","slug":"il-confronto-tra-occidente-russia-e-cina-si-accentua-in-africa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=74619","title":{"rendered":"Il confronto tra Occidente, Russia e Cina si accentua in Africa"},"content":{"rendered":"<p>da <strong>ANALISI DIFESA<\/strong> (Ugo Trojano)<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/211029-F-MM641-1256.jpg\" alt=\"211029-F-MM641-1256\" \/><\/p>\n<p>Con colpevole ritardo i Paesi occidentali, stati Uniti in testa, si sono ritrovati ad inseguire gli avvenimenti sul fronte africano piuttosto che prevenirli con congruo anticipo come del resto \u00e8 avvenuto con il conflitto in atto russo-ucraino.<\/p>\n<p>Quali conclusioni trarre e quali interventi potrebbero evitare un significativo ribaltamento di alleanze ed influenze dagli effetti potenzialmente devastanti non solo per l\u2019occidente ma per gli stessi stati africani coinvolti?<\/p>\n<p>Problematiche affrontate pi\u00f9 volte su Analisi Difesa in tempi non sospetti, per cui in assenza di profondi cambiamenti nella condotta delle missioni internazionali, in una politica estera e di difesa pi\u00f9 muscolare della Ue ( qualora fosse gi\u00e0 rilevante e rispettata), di azioni concrete e coordinate da parte di stati alleati nei settori della sicurezza, della cooperazione allo sviluppo, dell\u2019immigrazione, dell\u2019occupazione giovanile, avevamo indicato come pi\u00f9 che probabili i risvolti decisamente negativi emersi fragorosamente in tempi relativamente brevi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-157087 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/dsc_2786-3.jpg\" alt=\"dsc_2786 (3)\" width=\"809\" height=\"522\" \/><\/p>\n<p>Instabilit\u00e0 sempre pi\u00f9 diffusa nell\u2019Africa sub sahariana e nel Corno d\u2019Africa, influenze terroristiche, attacchi alle popolazioni e alla deboli istituzioni locali, migrazioni incontrollate in costante aumento, interventismo russo in espansione esponenziale dal 2019, colpi di Stato e richieste di assistenza alla Russia per la sicurezza in Paesi francofoni e in aree connesse tradizionalmente all\u2019occidente, forte espansionismo turco, Cina saldamente prima potenza in Africa per investimenti e commercio.<\/p>\n<p><strong><u>\u00a0<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong><u>Lezioni apprese<\/u><\/strong><\/p>\n<p>La stabilizzazione di Paesi africani a rischio auspicata da fallimentari e dispendiose missioni multidimensionali Onu e da missioni Ue di formazione militare, delle forze di sicurezza e dei giudici ha prodotto risultati praticamente inversi alle aspettative.<\/p>\n<p>I costosi programmi e progetti di sviluppo Onu e Ue durati decenni i cui impatti economico-sociali e occupazionali, fatte salve le eccezioni, non devono aver lasciato tracce sostenibili, tangibili considerati il degrado e le agevoli infiltrazioni terroristiche fra i bisognosi e la giovent\u00f9 disoccupata.<\/p>\n<p>Lo sviluppo politico, democratico, economico-sociale auspicato non si \u00e8 verificato, se non in rare circostanze, e comunque non consolidato da istituzioni pi\u00f9 solide e durature.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-157082 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/2015_tlyn_334_operation_la_madine_4_022.jpg\" alt=\"2015_tlyn_334_operation_la_madine_4_022\" width=\"990\" height=\"640\" \/><\/p>\n<p>Non \u00e8 stata favorita la crescita di nuove classi dirigenti africane e di una borghesia produttiva a sostegno di una gestione dello stato meno legata a fattori religiosi, etnici e tribali. Questi ultimi non potranno essere eliminati radicalmente, andranno sempre tenuti in grande considerazione tuttavia a fronte di centinaia di miliardi di aiuti assistenziali, allo sviluppo e ai bilanci dei vari Stati una separazione pi\u00f9 marcata fra interessi dello Stato, benessere di tutta la popolazione e i fattori tradizionali si sarebbe potuta ottenere grazie ad una nuova classe dirigenziale meno compromessa.<\/p>\n<p>Considerare in maniera riduttiva le realt\u00e0 del terreno, ignorare quasi del tutto flessibilit\u00e0 operativa, adattamento alle nuove situazioni, perseverare con un approccio rigidamente burocratico procedurale, affidare le decisioni a burocrati con scarsa conoscenza dei luoghi, delle tradizioni e delle sensibilit\u00e0 locali si sono rivelati errori fondamentali che stiamo scontando e sconteremo per anni.<\/p>\n<p>Una inversione di tendenza sostanziale \u00e8 attesa da anni. Difficile intravedere spiragli positivi finch\u00e9 prevarranno retorica, approcci demagogici, incarichi importanti affidati a persone con scarse conoscenze delle culture e delle aree di cui dovrebbero essere punto di riferimento, scarso pragmatismo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-157084 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/AQMIuntitled.png\" alt=\"AQMIuntitled\" width=\"417\" height=\"312\" \/><\/p>\n<p>Il fenomeno delle migrazioni illegali, dei traffici di esseri umani, delle traversate dirette in particolare verso le frontiere marittime e terrestri dell\u2019Europa meridionale a distanza di anni continua a non essere governato n\u00e9 tantomeno gestito e coordinato dalla Ue.<\/p>\n<p>Stati membri come Italia, Grecia, Spagna, Cipro e Malta vengono clamorosamente penalizzati da decisioni e accordi faticosamente raggiunti basati sul principio della volontariet\u00e0 degli Stati, pertanto destinati a fallire in partenza.<\/p>\n<p>Con il passare del tempo, la perdurante instabilit\u00e0 libica recentemente aggravatasi, l\u2019ascesa inarrestabile di Russia e Turchia, e relativi sponsor, sulla scena libica, sub sahariana e Corno d\u2019Africa, la perdita di influenze della Ue, della Francia, dell\u2019Italia in Libia e Somalia, \u00e8 emersa una pericolosa realt\u00e0 difficilmente contestabile: le migrazioni illegali non sono esclusivamente un fenomeno umanitario, economico, climatico, strutturale, bens\u00ec, in misura crescente, uno strumento strategico per indebolire la Ue, in particolare gli Stati membri meridionali creando fratture e divisioni nelle alleanze occidentali.<\/p>\n<p>La guerra tra Russia e Ucraina accentuer\u00e0 probabilmente il fenomeno unitamente all\u2019espansionismo turco alleato ambiguo dell\u2019occidente nella Nato e al tempo stesso sponsor dei Fratelli musulmani e, all\u2019occorrenza, di gruppi terroristici in Medioriente e Africa.<\/p>\n<p>Il depauperamento delle forze giovanili dai villaggi africani, dalle aree agricole e periferiche per migrare ha causato e causa danni ingenti alle stesse economie tradizionali sconvolgendo altres\u00ec equilibri sociali e famigliari consolidati.<\/p>\n<p>A fronte dell\u2019inazione Ue, dell\u2019incapacit\u00e0 di una burocrazia tecnocratica nel rispondere pragmaticamente sul campo alle nuove sfide, diversi Paesi Membri Ue, Francia, Spagna, Grecia, Danimarca, meno l\u2019Italia, contrastano ormai individualmente l\u2019immigrazione illegale marittima e terrestre adottando misure di tutela in linea con la difesa delle frontiere, degli interessi nazionali pi\u00f9 che con le indicazioni Ue.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-156770 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/4EF48D5E-0EB7-4068-871D-98EED954EAC6-800x450.jpeg.jpg\" alt=\"4EF48D5E-0EB7-4068-871D-98EED954EAC6-800x450.jpeg\" width=\"811\" height=\"456\" \/><\/p>\n<p>La crisi energetica, la ricerca di nuove fonti, la diversificazione degli approvvigionamenti di gas e petrolio hanno provocato un\u2019attivit\u00e0 operativa senza precedenti nel Mediterraneo. Difficilmente ci si potr\u00e0 sottrarre ad azioni di presenza e contrasto, non di aggressione beninteso, pi\u00f9 marcate a difesa degli interessi nazionali siano essi economici che di tutela delle frontiere marittime e terrestri.<\/p>\n<p>Discorso pi\u00f9 che mai di attualit\u00e0 per il nostro Paese alla luce delle misure adottate da tempo dai nostri vicini e partner, del fallimento dei cosiddetti accordi di Malta e dell\u2019incremento insostenibile di sbarchi e migranti illegali.<\/p>\n<p>Abbiamo cercato di sintetizzare in maniera non esaustiva le problematiche riesplose nell\u2019ultimo biennio acuitesi dalla guerra russo ucraina, dalle accresciute tensioni Cina, Taiwan, Usa al fine di portare l\u2019attenzione sugli sviluppi nel Mediterraneo allargato, in Africa dove azioni e campagne antioccidentali non possono ormai ritenersi episodi isolati o conseguenze di errori commessi nel passato recente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Approccio inadeguato<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Interventi a mera difesa di equilibri instabili o iniziative multilaterali, di gruppi di alleati e bilaterali per ripristinare il ruolo occidentale, difendere i confini, contrastare adeguatamente le minacce esterne, aiutare concretamente lo sviluppo socio economico africano?<\/p>\n<p>Fra le tante problematiche internazionali dell\u2019ultimo biennio, le sfide sempre pi\u00f9 complesse da affrontare, crisi regionali, guerre nel cuore dell\u2019Europa e guerre asimmetriche in Africa, lotta al terrorismo e guerre di influenze in Paesi chiave dove si cerca di rimpiazzare, allontanare in maniera duratura la vicinanza occidentale, si \u00e8 almeno giunti ad una maggior chiarezza sulle cose da fare o non fare.\u00a0 In breve, accettare supinamente di essere rimpiazzati nelle aree di influenza storiche e sfidati anche fra i nostri confini o semplicemente adattarsi alle manovre aggressive altrui contrastandone adeguatamente azioni e intenti?<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-156766 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/clashes2_0-360x245.jpg\" alt=\"clashes2_0\" width=\"381\" height=\"259\" \/><\/p>\n<p>Ci si \u00e8 forse accorti in Europa, con burocratico ritardo, che la retorica, la demagogia, il politicamente corretto sempre e in qualsiasi frangente non costituiscano esattamente i parametri usati e compresi da chi, al contrario, desidera caos, decadenza e indebolimento del campo occidentale.<\/p>\n<p>Recuperare il terreno perduto, riconquistare la fiducia di governi e popolazioni che hanno permesso senza particolari remore l\u2019accesso da primi attori a nuovi partner ingombranti quali Russia, Turchia, Qatar e finanziatori vari delle sette terroristiche non sar\u00e0 semplice, tuttavia perseverare negli errori di valutazione rischia nel breve e medio termine di creare seri problemi alla sicurezza, allo sviluppo socio- economico, al commercio su entrambe le direttrici occidente Africa e viceversa.<\/p>\n<p>Il colosso cinese d\u2019altra parte continua a progredire nel suo primato commerciale sul Continente ampliando il controllo sulle materie prime e le terre rare attraverso doni e finanziamenti difficilmente rifiutabili, salvo pagarne il conto salato a lungo termine.<\/p>\n<p>La situazione appare degenerata al punto che ormai solo flessibilit\u00e0 operativa in controtendenza al solito obsoleto, rigido approccio burocratico, investimenti rapidi e visibili, una forte azione politica tesa ad un pragmatico riaggiustamento di alleanze potrebbero, auspicabilmente, portare a nuovi equilibri meno penalizzanti.<\/p>\n<p>Un\u2019azione coordinata nel campo della sicurezza non potr\u00e0 prescindere, come segnalato da anni in precedenti articoli, da una forte, imprescindibile componente di aiuto allo sviluppo e al miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni locali.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-156604 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/images.jpg\" alt=\"images\" width=\"390\" height=\"219\" \/><\/p>\n<p>Inutile girarci intorno servirebbe finalmente attivare una sorta di Piano Marshall per Sahel e Africa sub-sahariana con criteri di esecuzione rapidi, visibili, concreti. Programmi e progetti accompagnati da adeguate cornici di sicurezza e da impegni precisi e rispettati o fatti rispettare dai governi beneficiari.<\/p>\n<p>A tal fine le leve economiche, gli aiuti ai bilanci statali, i doni, i prestiti a basso tasso d\u2019interesse unitamente ad una politica di rimpatri dei migranti illegali, beninteso con congrui incentivi, dovrebbero essere alla base di nuovi accordi e nuove modalit\u00e0 di gestione delle operazioni. Chi dovrebbe negoziare nuovi accordi?<\/p>\n<p>Per quanto riguarda L\u2019Europa in prima battuta la Ue con decisione e autorevolezza mancata finora, in particolare per ottenere accordi generali sui rimpatri dei migranti illegali facilitando in tal modo gli Stati Membri nei negoziati bilaterali.<\/p>\n<p>A fronte di centinaia di miliardi di euro impegnati cospicuamente per aiuti ai bilanci statali, in aggiunta a quelli per la cooperazione allo sviluppo e agli emergenziali, risulta difficile comprendere perch\u00e9 non vengano utilizzate condizionalit\u00e0 pi\u00f9 rigide peraltro poco penalizzanti per gli Stati beneficiari di aiuti cos\u00ec rilevanti.<\/p>\n<p>Una politica efficace di incentivi alla ricollocazione per i rimpatri immediati sarebbe inoltre complementare a quelle avviate nel settore della sicurezza, andando a colpire direttamente criminalit\u00e0 organizzata e gli stati implicati nei finanziamenti occulti al terrorismo e ai traffici di esseri umani. Una drastica riduzione delle drammatiche morti in mare, nelle traversate desertiche, dovrebbe essere un obiettivo auspicato da tutti, realizzabile usando adeguate misure a tutto campo unitamente ad una forza di pronto intervento europea, altro fattore necessario per rispondere all\u2019evoluzione delle sfide sul campo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Nuovi assetti<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Il confronto con le nuove minacce terroristiche, il ribaltamento di alleanze in Mali, RCA, con una presenza russa pi\u00f9 aggressiva anche in Burkina Faso, Camerun, e stati limitrofi, hanno richiesto e richiederanno una risposta pi\u00f9 consistente che non potr\u00e0 essere sostenuta dalla sola Francia in area francofona a livello Ue, bens\u00ec, come sta gi\u00e0 accadendo in Mali da gruppi di Stati Ue in coordinamento con i partner nord americani (Usa e Canada) e la GB ove presente.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-156963 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/75d7007f-56ed-4b8e-8d1a-901467a5aec6niger-6Medium.jpg\" alt=\"75d7007f-56ed-4b8e-8d1a-901467a5aec6niger (6)Medium\" width=\"811\" height=\"540\" \/><\/p>\n<p>L\u2019operazione Takuba, dove la presenza italiana risulta rilevante, bench\u00e9 sospesa da fine giugno in Mali sar\u00e0 probabilmente ricollocata in Niger. L\u2019unione delle forze speciali di diversi Paesi europei accanto alla Francia \u00e8 da considerarsi un successo operativo e logistico nel settore specifico, soprattutto un primo esempio concreto di operazione di una eventuale forza di intervento rapido europea.<\/p>\n<p>Questo tipo di soluzione, unione di Stati volenterosi, stante la perdurante inefficacia delle costose missioni Onu e Ue nel settore della sicurezza, l\u2019indebolimento francese e la scarsa rilevanza politica mostrata finora dalla Ue, appare idonea a fronteggiare le nuove sfide. Una risposta che andrebbe integrata in parallelo con consistenti aiuti di cooperazione allo sviluppo e programmi di sostegno alla comunicazione locale. Su questi ultimi avevo gi\u00e0 scritto in passato forte di un\u2019esperienza diretta sul campo, in Niger.<\/p>\n<p>Se si fossero attivati programmi innovativi di sostegno a stampa e media locali capaci di raggiungere le popolazioni periferiche, il contrasto alle campagne di disinformazione anti francesi e occidentali, finanziate dai russi e non solo, sarebbe stato di gran lunga pi\u00f9 efficace. Le nuove guerre asimmetriche si combattono anche in un settore, quello della comunicazione, il quale, a differenza del passato, ha assunto connotati pi\u00f9 che rilevanti. Lo hanno ben compreso i russi e i turchi molto attivi nel settore.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-156028 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/us-africa-command-special-operations-forces-train-alongside-partners-in-kenya-360x245.jpg\" alt=\"us-africa-command-special-operations-forces-train-alongside-partners-in-kenya\" width=\"420\" height=\"286\" \/><\/p>\n<p>Le missioni internazionali Onu e Ue in particolare andrebbero riformulate alla luce dei risultati scadenti, dello scarso impatto politico sociale e dei costi.<\/p>\n<p>Riducendo le risorse finanziarie, snellendo obsolete strutture amministrative, rendendo pi\u00f9 omogenee le forze militari e di polizia Onu in campo, queste ultime potrebbero essere destinate prioritariamente alla protezione di programmi e progetti di cooperazione garantendo la cornice di sicurezza necessaria al completamento degli stessi in tempi compatibili alle necessit\u00e0 delle popolazioni, alla visibilit\u00e0 delle realizzazioni.<\/p>\n<p>I risparmi generati potrebbero essere riallocati sul piano Marshall modello africano, e ampliando i programmi di rimpatrio dei migranti illegali, quali quelli messi a punto dall\u2019OIM, organizzazione internazionale dei migranti.<\/p>\n<p>A lungo termine Russia, Turchia, ed anche Cina non potranno garantire gli stessi livelli di aiuti occidentali ai Paesi in cui intenderebbero rimpiazzarne le influenze (USA inclusi). Pi\u00f9 che un auspicio si tratta di una constatazione oggettiva.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-156029 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/us-africa-command-special-operations-forces-train-alongside-in-kenya.jpg\" alt=\"us-africa-command-special-operations-forces-train-alongside-in-kenya\" width=\"800\" height=\"532\" \/><\/p>\n<p>I cinesi ad esempio pur offrendo e realizzando grandi programmi di infrastrutture a condizioni non rifiutabili, non riescono a farsi amare, troppo diverse le culture e i metodi di lavoro, hanno sempre pi\u00f9 difficolt\u00e0 di rapporti con le popolazioni locali, con le forze di lavoro locali, con i sindacati africani. L\u2019abilit\u00e0 dimostrata nelle campagne di disinformazione, gli interventi rapidi e flessibili di gruppi e contractors da Wagner, russa, a Sadat inc., turca, non potranno competere, a meno di eventi straordinari, con assetti compatti ed omogenei messi in campo da coalizioni occidentali sempre che siano guidate da coesione, flessibilit\u00e0, coordinamento, unit\u00e0 d\u2019intenti e d\u2019interessi, volont\u00e0 di affrontare le sfide in atto con approcci innovativi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2022\/09\/l-confronto-tra-occidente-russia-e-cina-si-accentua-in-africa\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2022\/09\/l-confronto-tra-occidente-russia-e-cina-si-accentua-in-africa\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ANALISI DIFESA (Ugo Trojano) Con colpevole ritardo i Paesi occidentali, stati Uniti in testa, si sono ritrovati ad inseguire gli avvenimenti sul fronte africano piuttosto che prevenirli con congruo anticipo come del resto \u00e8 avvenuto con il conflitto in atto russo-ucraino. Quali conclusioni trarre e quali interventi potrebbero evitare un significativo ribaltamento di alleanze ed influenze dagli effetti potenzialmente devastanti non solo per l\u2019occidente ma per gli stessi stati africani coinvolti? Problematiche affrontate pi\u00f9&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":101,"featured_media":34021,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/analisidifesa.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-jpx","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/74619"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/101"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=74619"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/74619\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":74620,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/74619\/revisions\/74620"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/34021"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=74619"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=74619"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=74619"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}