{"id":74664,"date":"2022-09-30T09:30:07","date_gmt":"2022-09-30T07:30:07","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=74664"},"modified":"2022-09-28T16:38:53","modified_gmt":"2022-09-28T14:38:53","slug":"giorgia-e-i-due-meloni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=74664","title":{"rendered":"Giorgia e i due meloni"},"content":{"rendered":"<p><strong>di DOPPIOZERO (Marco Belpoliti)<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019altro ieri Giorgia Meloni si \u00e8 presentata nei social con un video, rompendo il consueto silenzio elettorale. Imbracciava due meloni con un gesto decisamente trash e ha pronunciato una frase: \u201cHo detto tutto\u201d. Senza ombra di dubbio la vittoria elettorale \u00e8 intesta a lei. Di pi\u00f9: si identifica con lei che ha raggiunto la quota del 26 % di votanti, sette punti pi\u00f9 del secondo partito italiano, il Pd.<\/p>\n<p>I due meloni esposti nel breve video hanno anche un loro senso al di l\u00e0 dei significati pi\u00f9 o meno reconditi che veicolano: suoi avatar linguistici per via del cognome; sono metafora dei due seni della leader di fratelli d\u2019Italia, prima donna a diventare Presidente del Consiglio della Repubblica; alludono agli attributi maschili secondo l\u2019espressione maschilista: Ho due coglioni cos\u00ec. E poi la frase: \u201cHo detto tutto\u201d \u00e8 esplicativa dello stile non solo comunicativo, ma anche caratteriale di Giorgia Meloni.<\/p>\n<p>I due meloni \u2013 con la minuscola \u2013 sono per\u00f2 anche il simbolo delle due facce che Meloni, con la maiuscola, possiede. Di sicuro Giorgia ha dimostrato che si pu\u00f2 salire lo scalone del potere e arrivare a Palazzo Chigi in un tempo abbastanza breve: FdI \u00e8 stato fondato dieci anni fa e ora conquista il maggior numero di deputati e senatori del nuovo Parlamento. La cosa era gi\u00e0 evidente nella vittoria dei \u201c5 Stelle\u201d, partito nuovo, anzi nuovissimo, che ha ottenuto nelle precedenti elezioni la leadership elettorale. Due partiti d\u2019ispirazione populista, due partiti nuovi di zecca, anche se poi nel caso della Meloni c\u2019\u00e8 dietro la storia del neofascismo italiano, dal Movimento Sociale, e la successiva Alleanza Nazionale, il cui simbolo del partito, nato dalle ceneri fumanti della Repubblica fascista di Sal\u00f2, permane nel logo di FdI, cosa che ha fatto scrivere ai giornali stranieri: il partito pi\u00f9 a destra dopo Mussolini conquista l\u2019Italia.<\/p>\n<p>In quel 26% non ci sono solo gli elettori tradizionali della Meloni, gli eterni fascisti italiani, ma una fetta dell\u2019elettorato che ha deciso, come ha detto in modo fulminante Filippo Ceccarelli: proviamo lei! L\u2019Italia \u00e8 un paese che da almeno trent\u2019anni, dopo la caduta del Muro di Berlino e dopo Mani pulite cerca un sostituto alla Democrazia Cristiana, il partito che per decenni era rimasto al centro del sistema elettorale e dunque politico. Perci\u00f2 sar\u00e0 a questa fetta di elettorato che Meloni dei due meloni deve ora guardare.<\/p>\n<p>E l\u2019altro frutto della pianta rampicante della famiglia delle\u00a0<em>Cucurbitaceae\u00a0<\/em>cosa significa? Per capirlo ci aiuta un libro di due studiosi della comunicazione appena apparso:\u00a0<em>La politica dell\u2019incivilt\u00e0\u00a0<\/em>di Sara Bentivegna e Rossella Rega edito da Laterza. Il termine \u201cincivilt\u00e0\u201d sta ad indicare il sistema di demonizzazione e screditamento degli avversari politici che ha sostituito in questi ultimi trent\u2019anni la politica in senso stretto, ovvero l\u2019arte di risolvere le controversie e i conflitti per il bene della collettivit\u00e0 di cui facciamo parte, l\u2019Italia. Non ha cominciato Meloni, ma lei lo ha fatto con una bravura unica mettendo in sordina la carica di partigianeria che possiede, facendo intendere che la rabbia, e la voglia di rivalsa presente in lei, si trasformasse agli occhi degli elettori in grinta \u2013 sono i due meloni nel loro significato maschilista. Il personaggio, come ha mostrato la sua autobiografia,\u00a0<em>Io sono Giorgia<\/em>\u00a0(Rizzoli), \u00e8 complesso e articolato.<\/p>\n<p>Per tornare al libro delle due studiose di comunicazione il problema \u00e8 presto detto: l\u2019incivilt\u00e0, ovvero l\u2019insulto, l\u2019irrisione, la menzogna, le fake news, e altro ancora, sono \u201cuna risorsa strategica di grande valore nelle mani degli attori\u201d che appaiono nell\u2019agone politico, che, non dobbiamo dimenticarlo, funziona come uno spettacolo. Senza questa \u201cincivilt\u00e0\u201d \u2013 termine che sintetizza e insieme semplifica il problema che descrive \u2013 Giorgia Meloni non raggiungerebbe il risultato che ha ottenuto. I media digitali hanno avuto un significato fondamentale nel determinare questo tipo di comunicazione, che divide e non certo unisce. Nel \u201cmercato dell\u2019attenzione\u201d, come lo chiamano le due studiose riprendendo termini americani, si impone attraverso la forza \u201cespressiva\u201d, che a sua volta crea aggregazione \u2013 il Noi contro il Loro \u2013 e spinge alla mobilitazione chi lo sostiene: Noi e Loro. Si tratta del tema della costruzione del\u00a0<em>personal brand<\/em>\u00a0che comporta l\u2019affermazione di una\u00a0<em>identity politics<\/em>. Quello del\u00a0<em>personal brand<\/em>\u00a0\u00e8 la strada percorsa da Matteo Salvini nel passato prossimo, e che ora non sembra aver pagato in queste ultime elezioni. La rabbia e il risentimento verso gli immigrati, gli stranieri, i diversi, del Capitano hanno funzionato fino a che non si \u00e8 presentato sulla scena un altro\u00a0<em>personal brand<\/em>\u00a0in grado di competere con lui. Giorgia Meloni non sostiene valori molto diversi da quelli di Salvini, poich\u00e9 alcune sue parole d\u2019ordine sono senza dubbio comuni, ma l\u2019ha fatto in un modo che per ora \u2013 nel caso dei\u00a0<em>personal brand<\/em>, come per tutti i\u00a0<em>brand<\/em>, tutto resta sempre fluttuante e incerto \u2013 sembra funzionare meglio.<\/p>\n<p>Nella manifestazione intitolata\u00a0<em>Orgoglio italiano<\/em>\u00a0del 19 ottobre 2019 la leader dei FdI si \u00e8 presentata cos\u00ec: \u201cDifenderemo la nostra identit\u00e0. Io sono Giorgia. Sono donna. Sono italiana. Sono una madre. Sono cristiana. Non me lo toglierete\u201d. Uno slogan perfetto per lanciare il proprio\u00a0<em>personal brand<\/em>, dal momento che ciascuna delle \u201cqualit\u00e0\u201d o \u201cdoti\u201d con cui si definisce ha un significato importante e specifico, cosa che Salvini non \u00e8 riuscito a dare alle sue parole d\u2019ordine. Come spiega benissimo il libro\u00a0<em>Io sono Giorgia<\/em>, l\u2019elemento personale crea un\u2019identificazione, o quanto meno un rispetto e persino un\u2019adesione: donna, italiana, madre, cristiana, sono componenti di un\u2019identit\u00e0 pi\u00f9 complessa e di maggior presa di quella messa in campo dall\u2019ex Ministro degli Interni. L\u2019<em>identity ownership<\/em>\u00a0di Giorgia Meloni, come la chiamano con un termine politologico anglosassone le due studiose, appare pi\u00f9 capace di attrarre. Perch\u00e9? Pur contenendo un tasso di aggressivit\u00e0, come la stessa formulazione sintattica della frase evidenzia, riesce a trasformare la sua violenza in qualcosa d\u2019altro. La chiave del successo della Meloni consiste proprio nel trasferire la rabbia e il risentimento di una parte non indifferente di italiani in un\u2019affermazione di valori.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/sites\/default\/files\/inline-images\/Meloni_premier_2022_elezioni.jpeg\" alt=\"m\" width=\"800\" height=\"600\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"dd90f862-f6fb-4b0d-8376-0ff4eddf1e77\" \/><\/p>\n<p>Per quanto noi tutti viviamo in una realt\u00e0 dominata dal\u00a0<em>personal brand<\/em>\u00a0(da Berlusconi a Salvini, passando per Bossi), la forza di Giorgia Meloni \u00e8 di trasformare il\u00a0<em>brand<\/em>\u00a0in una ideologia senza tuttavia dirlo apertamente. L\u2019ideologia \u00e8 quella del neofascismo da cui viene \u2013 la sezione del Movimento sociale Italiano della Garbatella \u2013 addomesticata e resa pi\u00f9\u00a0<em>friendly<\/em>\u00a0dall\u2019essere donna, madre, italiana, tutti valori, insieme con il cristianesimo, espresso qui in questa forma identitaria ed escludente verso gli altri. L\u2019anima \u00e8 quella, ma l\u2019involucro \u00e8 diverso. C\u2019\u00e8 nella Meloni qualcosa di Craxi, della sua anima decisionista, espressa per la prima volta nella politica italiana da una donna, la cui vita personale, raccontata nel libro autobiografico, \u00e8 stata quella del riscatto e della rivalsa. Come ha scritto ieri un giornale: la ex baby sitter \u00e8 diventata Presidente del Consiglio. Il sogno americano in chiave italo-romana. Non solo il figlio di un nero e di una bianca pu\u00f2 diventare Presidente degli Stati Uniti, ma anche una ragazza abbandonata dal padre e cresciuta dalla mamma e dalla nonna in una zona proletaria di Roma pu\u00f2 salire lo scalone del Palazzo.<\/p>\n<p>Meloni ha ereditato le strategie della politica incivile della Lega di Bossi e Salvini, e ha afferrato per la coda il fluttuante spazio della disaffezione alla politica tradizionale, cos\u00ec da infondere un senso di responsabilit\u00e0 intorno alla sua persona \u2013 \u201cresponsabilit\u00e0\u201d \u00e8 oggi la parola chiave. Ha trasformato la rabbia in grinta, come accade nello sport, in particolare in quello tennistico cos\u00ec aggressivo; il tennis \u00e8 la metafora perfetta del conflitto oggi in atto delle societ\u00e0 neocapitaliste: siamo tutti presi dal gettare con forza la pallina dall\u2019altra parte del campo, per sopravvivere, per affermarci, che non vediamo pi\u00f9 nulla di noie della nostra condizione. La rabbia che hanno i giovani e gli esclusi contro il capitalismo finanziario del mondo, in cui siamo diventati imprenditori di noi stessi, non si trasforma in una risorsa politica, in una richiesta di cambiamento. Tra lei e l\u2019avversario \u2013 il Pd razionalista e perdente di Letta \u2013 Giorgia Meloni ha saputo mettere una rete e una distanza che lo sbragato Capitano leghista non \u00e8 capace di tenere con il suo attivismo pasticcione di ragazzotto ondivago, sbraitone e poco dotato di talento politico.<\/p>\n<p>Ha rassicurato tutti la Giorgia coi due meloni in mano, per quanto l\u2019ideologia neofascista da cui viene e la sua stessa personalit\u00e0, trasmettano un senso d\u2019aggressivit\u00e0 piuttosto elevato. Possibile che i suoi elettori non lo percepiscano? Ma come sempre \u00e8 difficile mettersi nei panni degli altri, entrare nella loro testa. L\u2019empatia in ambito politico, come ha dimostrato Letta, o ce l\u2019hai o non ce l\u2019hai; mentre un vero leader deve averla, o almeno farsi aiutare a interpretarla da chi gli sta attorno o lo consiglia. La rabbia e il risentimento sono un carburante straordinario, e questo carburante Meloni ha saputo iniettarlo nel suo motore per compiere la svolta che ha portato a Palazzo Chigi gli eredi del Mussolini repubblichino, seppure in forma modificata e rivista.<\/p>\n<p>A questo si aggiunge la narrazione che ha costruito con i suoi\u00a0<em>spin doctor<\/em>\u00a0e ricorrendo alla sua istintivit\u00e0 di donna-della porta-accanto, di popolana, di borgatara, di autentica politica trash. Qui utilizza la sfiducia nei confronti della politica \u2013 capitale su cui lucra anche 5 stelle di Giuseppe Conte \u2013 che i politologi chiamano \u201cuna spinta al cinismo\u201d (Dale Jamieson). La societ\u00e0 italiana \u00e8 storicamente cinica, come hanno capito Machiavelli, Guicciardini e i loro successori, per motivi storici e anche antropologici, per l\u2019essere stata pervasa dal cattolicesimo, la religione che ha inventato il Purgatorio, come ci ha spiegato Jacques Le Goff , su cui si \u00e8 arricchita. Ora il nuovo cinismo \u2013 perch\u00e9 il cinismo ha anche connotato storico oltre che caratteriale \u2013, \u00e8 quello che Pasolini aveva ben identificato nella \u201cmutazione antropologica\u201d degli anni Sessanta e Settanta \u2013; lucido PPP lo \u00e8 stato, ma senza dare alcuna soluzione praticabile, rinchiudendosi invece nell\u2019Italia del passato. La amalgama inventato con puro istinto da Giorgia Meloni e dai suoi consiglieri \u2013 scaltri politici, alcuni di ascendenza democristiana \u2013 funziona e funzioner\u00e0 almeno per qualche tempo.<\/p>\n<p>Inutile stracciarsi le vesti: il razionalismo del Pd e di Letta appartiene al passato. Nella societ\u00e0 dello spettacolo, dei social network, del mercato della attenzione, l\u2019impasto meloniano di Giorgia funziona meglio dello slogan:\u00a0<em>Scegli<\/em>, che ha una assertivit\u00e0 che non comporta alcuna risposta performativa reale. La narrazione della Meloni ha convinto un numero ampio di elettori, che non sono la maggioranza assoluta, ma che le hanno consentito di raggiungere il risultato a cui aspirava grazie una legge elettorale pasticciata e infelice, che nessuno ha voluto cambiare.<\/p>\n<p>Capire cosa succeder\u00e0 non \u00e8 facile. C\u2019\u00e8 per\u00f2 una parola che nella notte del suo personale successo Giorgia Meloni ha usato e che \u00e8 la chiave psicologia e politica del suo, e nostro, immediato futuro: \u201cresponsabilit\u00e0\u201d. Cosa significhi \u00e8 ancora tutto da capire, ma, poich\u00e9 la ex-baby sitter vuole stare al potere il pi\u00f9 a lungo possibile, \u201cresponsabilit\u00e0\u201d significa che vuole governare, cio\u00e8 fare politica, cosa che chi l\u2019ha preceduta non \u00e8 riuscito a fare. Responsabilit\u00e0 vuol dire mediazione? Abbassamento del conflitto? Non lo so. Di certo l\u2019anima partigiana che c\u2019\u00e8 in lei, la sua rabbia, o grinta che dir si voglia, esiste e continuer\u00e0 a offrirci l\u2019immagine dei due meloni: da un lato la politica trash dei social e dall\u2019altro l\u2019aspirante statista, postura che dovr\u00e0 assumere se vuole dialogare con il resto dell\u2019Europa. Non era cos\u00ec anche Mussolini delle origini? In camicia nera e con il cappello a cilindro in testa, come l\u2019ha descritto mirabilmente Italo Calvino in un suo articolo. La dualit\u00e0 \u00e8 una specificit\u00e0 di molti movimenti politici dell\u2019ultimo secolo e mezzo; ora con lei bisogna vedere dove cadr\u00e0 l\u2019accento, cosa prevarr\u00e0: l\u2019arrabbiata tribuna trash delle piazze italiane o quella con l\u2019abito pr\u00eat-\u00e0-porter da esibire a Bruxelles. E poi, soprattutto, cosa dir\u00e0 e cosa far\u00e0 il 74% che non l\u2019ha votata?<\/p>\n<p>Ora la ragazza bruna tinta di biondo dalla parrucchiera sotto casa, che ama Ed Sheeran (\u201cSe finir\u00e0 nel fuoco\/ Allora dovremmo tutti bruciare insieme\/ Guarda le fiamme che salgono nella notte\u201d), dovr\u00e0 trovare una forma per mantenere vivo il suo\u00a0<em>brand<\/em>\u00a0e insieme governare. Non facile senza creare un regime.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/sites\/default\/files\/styles\/r_articolo_desktop_w838\/public\/Schermata%202022-09-26%20alle%2019.08.50.png?itok=fzl057IC\" alt=\"meloni\" \/><\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/giorgia-e-i-due-meloni\">https:\/\/www.doppiozero.com\/giorgia-e-i-due-meloni<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di DOPPIOZERO (Marco Belpoliti) L\u2019altro ieri Giorgia Meloni si \u00e8 presentata nei social con un video, rompendo il consueto silenzio elettorale. Imbracciava due meloni con un gesto decisamente trash e ha pronunciato una frase: \u201cHo detto tutto\u201d. Senza ombra di dubbio la vittoria elettorale \u00e8 intesta a lei. Di pi\u00f9: si identifica con lei che ha raggiunto la quota del 26 % di votanti, sette punti pi\u00f9 del secondo partito italiano, il Pd. 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