{"id":74695,"date":"2022-10-03T09:30:45","date_gmt":"2022-10-03T07:30:45","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=74695"},"modified":"2022-10-01T13:34:29","modified_gmt":"2022-10-01T11:34:29","slug":"se-lallarme-sul-ritorno-del-fascismo-diventa-una-retorica-vuota","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=74695","title":{"rendered":"Se l\u2019allarme sul \u201critorno del fascismo\u201d diventa una retorica vuota"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di THE SUBMARINE (Olimpia Capitano)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-74696\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/cover-fascismo-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/cover-fascismo-300x225.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/cover-fascismo-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/cover-fascismo-768x576.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/cover-fascismo-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/cover-fascismo.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Il partito di Giorgia Meloni ha salde radici neofasciste, ma gli allarmismi \u201cdi convenienza\u201d rischiano di banalizzare l\u2019antifascismo e fanno il gioco delle destre<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il 25 settembre ha vinto un governo di destra alle elezioni politiche, con una chiara maggioranza del partito Fratelli d\u2019Italia, a guida Giorgia Meloni. Postura e contenuti programmatici di questo partito sono senz\u2019altro conservatori e di destra pi\u00f9 che di centro. La sua storia, cos\u00ec come quella della leader, porta con s\u00e9 l\u2019eredit\u00e0 nostalgica di quello che \u00e8 stato il Partito nazionale fascista e ne ha sempre ripreso, almeno in parte, simbologie e richiami sloganistici. Anche il piglio da \u201cdestra sociale\u201d non \u00e8 estraneo a quella tradizione, o almeno ai suoi albori: i fasci nascevano proprio da un\u2019impostazione nazionalpopolare legata ad alcune frange del socialismo rivoluzionario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Queste vicinanze non sono mai state troppo oscurate, complice il fatto che, storicamente, il nostro paese non ha mai realmente fatto i conti con il fascismo. Claudio Pavone ha parlato di una sorta di \u201cContinuit\u00e0 dello Stato,\u201d che a partire dalla Prima Repubblica si \u00e8 reiterata culturalmente e materialmente. Ci\u00f2 \u00e8 avvenuto in molti modi: attraverso una non condanna netta di ci\u00f2 che era stato il fascismo; con il mantenimento dei ruoli di molte figure ad esso legate nelle strutture dello Stato fascista anche durante la Prima Repubblica; con il mantenimento di leggi e codici fino a epoche recenti, a partire da quello di Pubblica sicurezza del 1931.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Inquieta questa vittoria elettorale proprio nell\u2019anno del centenario della marcia su Roma, soprattutto perch\u00e9 rende probabile un\u2019ulteriore normalizzazione o riabilitazione del fascismo nel dibattito pubblico. Partiamo infatti da un momento in cui i toni sono gi\u00e0 estremamente polarizzati e in cui emergono il totale appiattimento della complessit\u00e0 dei fenomeni e una mancata condanna del fascismo, che ha portato a leggerlo come regime meno violento di quello che \u00e8 stato, implicandone una rivalutazione nel discorso pubblico e legittimando partiti apertamente neofascisti o comunque molto vicini a quel tipo di discorso politico. C\u2019\u00e8 stata una forte rimozione storica delle violenze fasciste, che non \u00e8 stata un\u2019operazione strategica e volontaria ma che \u00e8 andata di pari passo alla costruzione decennale del mito degli \u201cItaliani brava gente\u201d e a una sorta di \u201cparificazione delle responsabilit\u00e0.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dirimente \u00e8 il caso delle foibe e la decisione di istituire un Giorno del ricordo a ridosso del Giorno della Memoria con un\u2019implicita tendenza all\u2019assimilazione che si lega anche a una ripresa di terminologie come \u201cgenocidio\u201d e \u201cpulizia etnica.\u201d Questa tendenza risponde all\u2019affermarsi di una narrazione sempre pi\u00f9 ricorrente nell\u2019uso politico, che propende verso un\u2019equiparazione tre le foibe e la Shoah, senza ad esempio mettere a tema l\u2019enorme quantit\u00e0 e la sconcertante brutalit\u00e0 dei campi fascisti sul confine orientale. \u00c8 oggi fondamentale il lavoro che stanno facendo alcuni storici \u2013 tra cui Carlo Greppi ed Eric Gobetti \u2013 curando pubblicazioni e organizzando iniziative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Parlare solo di \u201critorno dei fascisti\u201d \u00e8 una semplificazione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non aver fatto i conti con le proprie responsabilit\u00e0 nazionali ha creato un terreno fertile per il radicamento di un forte discorso nazionalista e conservatore. Va per\u00f2 detto che, riconosciuti i legami e l\u2019implicita rilegittimazione sociale del fascismo attraverso l\u2019affermazione politica della destra estrema, appiattire questa vittoria sul pericolo del \u201critorno dei fascisti\u201d conduce di nuovo a un eccesso di semplificazione. Infatti, l\u2019ascesa politica dei partiti di estrema destra, in Italia \u2013 ma pi\u00f9 in generale nel mondo occidentale \u2013 \u00e8 conseguenza di una crisi organica e di lungo periodo. Di fronte ai mutamenti epocali che si sono legati ai processi di globalizzazione, frammentazione della sovranit\u00e0, declino dei partiti di massa, delle ideologie e delle relative visioni del mondo \u2013 con evidenza dal crollo del muro nel 1989 \u2013 si \u00e8 aperto un vuoto che si \u00e8 intrecciato all\u2019affermarsi della forza egemonica del mercato e dell\u2019impostazione neoliberista dell\u2019economia. Ci\u00f2 \u00e8 avvenuto mentre i programmi di partito diventavano inesorabilmente sempre pi\u00f9 vaghi e confusi, simili a destra e sinistra e potenzialmente pronti a essere riarticolati secondo strategie governative di coalizione che sembravano rispondere pi\u00f9 che altro a logiche di marketing.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se pensiamo al Pd, al governo negli ultimi dieci anni, non si possono non sottolineare alcuni passaggi come: il ruolo nel Governo Monti con l\u2019approvazione della Riforma Fornero; il governo Renzi e riforme come Buona Scuola e Jobs Act, che hanno introdotto alternanza scuola lavoro e abolito l\u2019articolo 18; l\u2019approvazione decreti Minniti con il governo Gentiloni, che hanno levato tutele ai richiedenti asilo e moltiplicato i CPR, mentre si stipulavano e rinnovavano gli accordi con la Libia; l\u2019alleanza con il M5S, durante la quale la spesa militare \u00e8 passata da 21 a 25 miliardi. Ogni ragione sociale di un partito di sinistra si \u00e8 frantumata all\u2019interno del Pd, maggiore riferimento mainstream. A fronte di questa perdita delle proprie radici sociali e proposte politiche, anche la critica alle destre \u00e8 stata soprattutto giocata nei termini del \u201cmeno peggio\u201d e dell\u2019allarmismo neofascista, quando conveniva: anche ai tempi dell\u2019ingresso di Alleanza Nazionale al governo con Berlusconi, la retorica antifascista utilizzata dai media del centrosinistra era stata molto allarmistica. Tuttavia, quando Fini ha rotto con Berlusconi aprendo al governo Monti promosso da Unione europea e Banca centrale europea, da presunto nuovo Duce \u00e8 diventato eroe della democrazia liberale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>La critica alle destre \u00e8 stata soprattutto giocata nei termini del \u201cmeno peggio\u201d e dell\u2019allarmismo neofascista, quando conveniva<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Queste scelte retoriche, evidenti anche in questa campagna elettorale, hanno soprattutto contribuito all\u2019ascesa delle destre, continuando a legittimare una semplificazione del fascismo e dell\u2019antifascismo come \u201cretorica di convenienza\u201d e facilitando la \u201cvittimizzazione\u201d della destra come oggetto di \u201cfalse accuse.\u201d Questo tipo di gioco propagandistico ha \u201cpersonalizzato le accuse di fascismo\u201d e non ha assolutamente aiutato a fare i conti con le eredit\u00e0 collettive fasciste che permeano ancora, prima di tutto, cultura e societ\u00e0 italiane, eternamente deresponsabilizzate, prima e dopo Giorgia Meloni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel gioco propagandistico sono successe anche altre cose. Si sono nuovamente sviluppati meccanismi per esporsi al pubblico che trovano le loro radici storiche nell\u2019Ottocento, agli albori della rappresentanza: l\u2019accento sul popolo come Uno e l\u2019appello diretto a questa unit\u00e0, la spettacolarizzazione della politica, l\u2019assimilazione a figure carismatiche, il plebiscitarismo. Questi strumenti vengono usati oggi sia dalle classi di governo sia dalle forze politiche che si pongono come alternative e rispondono alla domanda sociale di nuovi riferimenti politici, presentandosi come non compromessi con l\u2019establishment e parlando con la lingua dell\u2019immediatezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cos\u00ec \u00e8 stato per il M5S, cos\u00ec \u00e8 per Fratelli d\u2019Italia. In nessuno dei due casi si esce dal cluster delle classi dirigenti e dalla grande cornice dell\u2019assolutismo neoliberale e neoliberista. Forse, come nota Stefano Azzar\u00e0: \u201cPi\u00f9 che di fronte a un processo di fascistizzazione siamo in presenza di una dinamica di concentrazione del potere che sulle ceneri della democrazia moderna sta vivendo nuove forme postmoderne di Bonapartismo, che \u00e8 semmai la conseguenza della mancanza di alternative strategiche a un liberalismo assoluto che occupa tutto il campo politico. Il vero pericolo del fascismo viene oggi, invece, da una possibile fascistizzazione delle relazioni internazionali, perch\u00e9 l\u2019Occidente cerca di risolvere una volta per tutte la questione coloniale rendendola un conflitto di civilt\u00e0 che tenga conto della guerra totale e della conseguente mobilitazione totale delle nazioni coinvolte.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Olimpia Capitano \u00e8 dottoranda in studi storici all\u2019universit\u00e0 di Teramo e autrice del libro Livorno 1921. Dentro e oltre la Classe operaia (4Punte, 2021). Si occupa di storia politica italiana e di storia sociale del lavoro in prospettiva di genere, con particolare attenzione alla storia del lavoro domestico.\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/thesubmarine.it\/2022\/09\/28\/allarme-ritorno-fascismo-meloni\/\">https:\/\/thesubmarine.it\/2022\/09\/28\/allarme-ritorno-fascismo-meloni\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di THE SUBMARINE (Olimpia Capitano) Il partito di Giorgia Meloni ha salde radici neofasciste, ma gli allarmismi \u201cdi convenienza\u201d rischiano di banalizzare l\u2019antifascismo e fanno il gioco delle destre Il 25 settembre ha vinto un governo di destra alle elezioni politiche, con una chiara maggioranza del partito Fratelli d\u2019Italia, a guida Giorgia Meloni. Postura e contenuti programmatici di questo partito sono senz\u2019altro conservatori e di destra pi\u00f9 che di centro. 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