{"id":74734,"date":"2022-10-05T09:24:37","date_gmt":"2022-10-05T07:24:37","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=74734"},"modified":"2022-10-03T20:26:24","modified_gmt":"2022-10-03T18:26:24","slug":"agrovoltaico-lenergia-verde-prodotta-nel-verde","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=74734","title":{"rendered":"Agrovoltaico, l\u2019energia verde prodotta nel verde"},"content":{"rendered":"<p>da <strong>SCIENZA IN RETE<\/strong> (Eleonora Cipriani)<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.scienzainrete.it\/files\/styles\/molto_grande\/public\/Prova_piantagione_meli_agrivoltaica_Laterza_2020.jpg?itok=MttN9jb5\" \/><\/p>\n<p>\u00c8 possibile concepire un sistema energetico che tenga conto del consumo di suolo da un lato, dell\u2019insufficienza e dell\u2019insostenibilit\u00e0 energetica dall\u2019altro? Riusciamo a immaginare dei filari di vite carichi d\u2019uva, o un gregge di pecore, ben integrati in un sistema che prevede anche un impianto solare? La risposta \u00e8 s\u00ec, e dal dialogo tra i settori dell\u2019agricoltura e dell\u2019energia nasce l\u2019agrovoltaico, un sistema di cui si parler\u00e0 anche alla prossima\u00a0<a href=\"https:\/\/www.wcpec-8.com\/\">World Conference on Photovoltaic Energy Conversion (WCPEC-8)<\/a><i>,\u00a0<\/i>che si terr\u00e0 a Milano dal 26 al 30 settembre 2022. Il\u00a0<i>General Chair<\/i>\u00a0dell\u2019evento, giunto alla sua ottava edizione, sar\u00e0 la ricercatrice italiana Alessandra Scognamiglio, architetto e gi\u00e0 coordinatrice della\u00a0<a href=\"https:\/\/www.agrivoltaicosostenibile.com\/mission\/\">Task Force\u00a0<\/a><a href=\"https:\/\/www.agrivoltaicosostenibile.com\/mission\/\">Agrivoltaico Sostenibile<\/a>\u00a0presso il centro ricerche di ENEA, l\u2019agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l&#8217;energia e lo sviluppo economico sostenibile. Probabilmente, non \u00e8 un caso la scelta del profilo professionale della segretaria generale: l\u2019agrovoltaico sembra essere una preziosa risorsa per il futuro, tanto da essere contemplato anche nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).<\/p>\n<h2>Cos\u2019\u00e8 l\u2019agrovoltaico<\/h2>\n<p>Nonostante manchi ancora una definizione univoca e ufficiale, \u201c<a href=\"https:\/\/www.mite.gov.it\/notizie\/impianti-agri-voltaici-pubblicate-le-linee-guida\">Linee Guida in materia di Impianti Agrivoltaici<\/a>\u201d pubblicate dal MiTE (Ministero della Transizione Ecologica) nel giugno 2022 definiscono tali quegli \u201cimpianti fotovoltaici che consentano di preservare la continuit\u00e0 delle attivit\u00e0 di coltivazione agricola e pastorale sul sito di installazione, garantendo, al contempo, una buona produzione energetica da fonti rinnovabili\u201d. I pannelli sono quindi direttamente installati all\u2019interno del terreno, ma con una disposizione tale da permettere le attivit\u00e0 di coltura e pastorizia, preservando la natura agricola dell\u2019area senza andare a impattare sulla produzione. Sia le celle fotovoltaiche sia le coltivazioni hanno infatti in comune la necessit\u00e0 di catturare energia solare, e dall\u2019intersezione delle due aree \u00e8 possibile ottenere un buon risultato senza ulteriore consumo di suolo, come prevedrebbe un impianto fotovoltaico tradizionale.<\/p>\n<p>Un tentativo di dare linee pi\u00f9 precise alla materia \u00e8 stato fatto attraverso il\u00a0<a href=\"https:\/\/anie.it\/sistemi-agro-fotovoltaici-una-scelta-sostenibile-per-il-paese\/?contesto-articolo=\/sala-stampa\/comunicati-stampa\/#.YxhnYXZByUk\"><i>position paper<\/i><\/a>\u00a0redatto il 2 marzo 2022 dalla Confindustria ANIE (Federazione Nazionale Imprese Elettroniche ed Elettrotecniche), nel quale sono ben spiegati i due tipi di sistemi agrovoltaici esistenti: quelli elevati da terra, che sono costituiti da impianti sopraelevati a un\u2019altezza minima di circa due metri ma variabile in base al tipo di coltura; quelli interfilare, che prevedono l&#8217;alternanza netta di file di moduli fotovoltaici ad aree deputate alle attivit\u00e0 agricole, maggiormente distanziate. In entrambi i casi le strutture possono essere fisse o ad inseguimento solare (rotanti), e sono studiate per rendere possibile il passaggio agile di macchinari automatizzati, per un\u2019agricoltura digitale e di precisione. Un\u2019ulteriore distinzione da fare \u00e8 inoltre quella tra agrovoltaico e agrisolare: quest\u2019ultimo, infatti, consiste nell\u2019installazione di celle solari sulle superfici degli edifici agricoli, come tetti o ampie pareti, mantenendo per\u00f2 un approccio pi\u00f9 tradizionale e meno innovativo.<\/p>\n<h2>La normativa<\/h2>\n<p>Il PNRR ha stanziato 1,1 miliardi di euro per aiutare lo sviluppo dell\u2019agrovoltaico, all\u2019interno della missione\u00a0<a href=\"https:\/\/www.governo.it\/it\/approfondimento\/rivoluzione-verde-e-transizione-ecologica\/16703\">\u201cRivoluzione verde e transizione ecologica\u201d<\/a>, con incentivi a fondo perduto. \u201cL\u2019Italia si pone come obiettivo quello di accelerare il percorso di crescita sostenibile del Paese, al fine di raggiungere gli obiettivi europei al 2030 e al 2050\u201d \u00e8 quanto spiegato nelle Linee Guida, in accordo con il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.gazzettaufficiale.it\/eli\/id\/2021\/07\/30\/21G00118\/sg\">Decreto Legge 29 luglio 2021, n. 108<\/a>, che contiene le disposizioni per l\u2019attuazione delle misure previste dal PNRR, in coerenza con il Piano Nazionale Integrato per l&#8217;Energia e il Clima (PNIEC). Il decreto esplicita la necessit\u00e0 di realizzare \u201csistemi di monitoraggio che consentano di verificare l\u2019impatto sulle colture, il risparmio idrico, la produttivit\u00e0 agricola per le diverse tipologie di colture e la continuit\u00e0 delle attivit\u00e0 delle aziende agricole interessate\u201d, le cui violazioni comporterebbero la cessazione dei benefici. ll MiTE ha svolto lo scorso luglio una consultazione pubblica sul tema, nella quale ha annunciato la pubblicazione del primo bando per l\u2019assegnazione delle risorse stanziate dal PNRR entro il 31 dicembre 2022, con apertura di sessanta giorni. Secondo il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.suncityitalia.com\/news\/che-cose-lagrovoltaico-e-quali-sono-i-suoi-vantaggi-vademecum-suncity\/\">vademecum di SunCity<\/a>\u00a0(business partner della societ\u00e0 A2A), pubblicato nell\u2019agosto 2022, l\u2019obiettivo prefissato dall\u2019Italia prevede l\u2019installazione di impianti agrovoltaici con capacit\u00e0 produttiva di 1,04 GW, per produrre circa 1.300 GWh annui, con riduzione delle emissioni di gas serra di circa 0,8 milioni di tonnellate di CO<sub>2<\/sub>\u00a0stimate.<\/p>\n<h2>Pro e Contro<\/h2>\n<p>I sistemi agrovoltaici sono un ulteriore passo verso la decarbonizzazione del sistema energetico e l\u2019applicazione di soluzioni sostenibili in zone non strettamente urbanizzate, che pu\u00f2 essere di rilievo in paesi con una forte tradizione agricola e zootecnica come l\u2019Italia. Il vantaggio di avere strutture sopraelevate \u00e8 la protezione delle colture dalla possibile minaccia degli agenti atmosferici, come l\u2019eccessiva esposizione al sole (nociva per alcuni tipi di coltivazioni, che godrebbero dell\u2019ombreggiamento dinamico dato dal movimento stesso del sole) o a fenomeni di grandine o precipitazioni abbondanti, che possono danneggiare le piantagioni. Al di sotto del pannello solare, si forma un microclima pi\u00f9 fresco in estate e mite in inverno, che permette una riduzione del fabbisogno idrico a causa dell\u2019aumentata umidit\u00e0 dei terreni; viceversa, l\u2019attivit\u00e0 agricola a stretto contatto con gli impianti ne abbassa la temperatura, favorendone l\u2019efficacia nella produzione di energia. Infine, la costruzione di un sistema ibrido energetico-agricolo consente anche la rivalorizzazione di terreni marginali o abbandonati, che riacquisterebbero cos\u00ec una duplice utilit\u00e0: la produzione di cibo e di energia pulita.<\/p>\n<p>L\u2019adattabilit\u00e0 dell\u2019agrovoltaico a tipi di coltura anche molto differenti tra loro ha come contro l\u2019impossibilit\u00e0 di avere un sistema standardizzato, essendo necessario studiare ogni progetto\u00a0<i>ad hoc<\/i>; inoltre, i benefici dell\u2019ombreggiamento sono molto variabili in base al tipo di piantagione, e da qui nasce il bisogno di avere delle valutazioni agronomiche e geologiche precise, che presuppongono una approfondita conoscenza dei fabbisogni della produzione. Non tutte le piante sono adatte all\u2019agrovoltaico, soprattutto quelle che necessitano di molta luce come il mais e frumento. Oltre ad un generale scetticismo nei confronti di questa nuova soluzione (tipico delle tecnologie che devono ancora prendere piede), bisogna pur sempre considerare gli elevati costi iniziali a cui non tutte le aziende agro-pastorali possono far fronte. Infine, ad oggi non sono ancora del tutto delineati\u00a0<i>iter<\/i>\u00a0organizzativi unificati, rendendo pi\u00f9 complicato il processo.<\/p>\n<h2>La situazione in Italia e nel mondo<\/h2>\n<p>Insomma: in Italia, l\u2019approccio all\u2019agrovoltaico \u00e8 ancora timido e contenuto, soprattutto se messo a confronto con altri paesi europei, dove questi sistemi godono di una rapida espansione, o con realt\u00e0 come l\u2019India e la Cina, che grazie a un\u2019intesa tra le aziende Huawei e Baofeng gode del\u00a0<a href=\"https:\/\/www.huawei.com\/ie\/sustainability\/the-latest\/stories\/smart-agrivoltaic-power-plant-in-ningxia-en\">pi\u00f9 grande parco agrovoltaico del mondo<\/a>, con una produzione stimata complessiva di 4,31 miliardi di kWh. Fortunatamente per\u00f2, qualche esempio italiano c\u2019\u00e8, come il caso di Le Greenhouse, un consorzio di aziende deputate all\u2019agrovoltaico molto attivo nel Sud Italia: il suo fondatore e amministratore, Antonio Lancellotta, parteciper\u00e0 alla conferenza mondiale di settembre (la WCPEC-8, citata in introduzione) durante la mattinata del terzo giorno, con un intervento dal titolo \u201cAgrovoltaic Plant Management: How to Optimize Energy Production and Agricultural Output\u201d. Lancellotta \u00e8 anche il vincitore della categoria \u201cSostenibilit\u00e0 e transizione ecologica\u201d dell\u2019Oscar Green 2022, riconoscimento annuale promosso da Coldiretti Giovani Impresa.<\/p>\n<p>Di agrovoltaico si \u00e8 parlato anche nel\u00a0<a href=\"https:\/\/www.scienzainrete.it\/articolo\/convegno-gruppo-2003-ricerca-scientifica-al-servizio-del-paese\/2022-03-17\">Convegno annuale del Gruppo 2003 per la ricerca scientifica<\/a>, tenuto il 17 marzo 2022 all&#8217;accademia dei Lincei. Franco Miglietta, dirigente di ricerca presso il CNR, ha spiegato che l\u2019installazione di impianti agrovoltaici a inseguimento solare permetterebbe la produzione di fino al 30% in pi\u00f9 di energia rispetto a un normale impianto a terra: con questa valutazione, realizzabile e non solo ipotetica, 173 mila ettari di superficie agricola (pari al 2,3% del totale) sarebbero sufficienti per coprire l\u2019intero fabbisogno elettrico della Nazione. Di fatto per\u00f2, sottolinea Miglietta, le potenzialit\u00e0 dei sistemi agrovoltaici in Italia sono limitate dalla legislatura che, con l\u2019ultima normativa (il \u201c<i>Decreto Energia<\/i>\u201d, convertito poi in Legge 27 aprile 2022, n. 34), prevede un utilizzo non superiore al 20% dell\u2019estensione del terreno: questo permetterebbe la costruzione solo di impianti medio-piccoli, con la perdita di tutti i vantaggi dati da un\u2019economia di scala. Il rischio, con una normativa cos\u00ec restrittiva e controproducente, \u00e8 quello di ostacolare quello che potrebbe essere un ottimo compromesso che abbraccia sia l\u2019agricoltura che l\u2019energia, risorse indispensabili per il nostro presente e futuro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.scienzainrete.it\/articolo\/agrovoltaico-lenergia-verde-prodotta-nel-verde\/eleonora-cipriani\/2022-09-27\">https:\/\/www.scienzainrete.it\/articolo\/agrovoltaico-lenergia-verde-prodotta-nel-verde\/eleonora-cipriani\/2022-09-27<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da SCIENZA IN RETE (Eleonora Cipriani) \u00c8 possibile concepire un sistema energetico che tenga conto del consumo di suolo da un lato, dell\u2019insufficienza e dell\u2019insostenibilit\u00e0 energetica dall\u2019altro? 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