{"id":74737,"date":"2022-10-04T08:30:41","date_gmt":"2022-10-04T06:30:41","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=74737"},"modified":"2022-10-04T00:26:39","modified_gmt":"2022-10-03T22:26:39","slug":"informazione-formazione-deformazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=74737","title":{"rendered":"Informazione, formazione, deformazione"},"content":{"rendered":"<p><strong>di IL BLOG DI SABINO PACIOLLA (Mattia Span\u00f2<\/strong>)<\/p>\n<h4><em>\u201cPi\u00f9 l\u2019informazione ripetuta all\u2019infinito \u00e8 cretina, pi\u00f9 avr\u00e0 possibilit\u00e0 di successo condizionando irreversibilmente la mente e i comportamenti del pubblico\u201d.<\/em><\/h4>\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"https:\/\/www.sabinopaciolla.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Rassegna-Stampa-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21399 ls-is-cached lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.sabinopaciolla.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Rassegna-Stampa-1.jpg\" alt=\"Rassegna Stampa\" width=\"800\" height=\"533\" data-src=\"https:\/\/www.sabinopaciolla.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Rassegna-Stampa-1.jpg\" data-srcset=\"https:\/\/www.sabinopaciolla.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Rassegna-Stampa-1-200x133.jpg 200w, https:\/\/www.sabinopaciolla.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Rassegna-Stampa-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.sabinopaciolla.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Rassegna-Stampa-1-400x267.jpg 400w, https:\/\/www.sabinopaciolla.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Rassegna-Stampa-1-600x400.jpg 600w, https:\/\/www.sabinopaciolla.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Rassegna-Stampa-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.sabinopaciolla.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Rassegna-Stampa-1.jpg 800w\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<p>Ci\u00f2 che chiamiamo informazione \u00e8 un oggetto mentale complesso. L\u2019<em>obiectus<\/em>\u00a0\u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 \u201cmesso davanti\u201d agli occhi o alla mente. Ha la stessa radice di ostacolo (<em>obstaculum<\/em>: stare davanti).<\/p>\n<p>In una certa accezione, l\u2019informazione mi impedisce di arrivare alla cosa che sta dietro, di percepirla, sperimentarla. Lo fa essenzialmente in due modi: invitandomi o respingendomi.<\/p>\n<p>Ad esempio, la pubblicit\u00e0 mi dice che la Nutella \u00e8 buona. Io mangio la Nutella e dico: la Nutella \u00e8 buona.<\/p>\n<p>Nessuno farebbe una pubblicit\u00e0 della Nutella dicendo: la Nutella fa schifo, altrimenti nessuno mangerebbe la Nutella. Ma se lo facesse, otterrebbe un risultato uguale e contrario.<\/p>\n<p>Nel primo caso (buono), non si tratta di un giudizio personale ma di un giudizio mediato, di seconda mano. Ed anche nel secondo (cattivo). Si tratta di\u00a0<em>trigger<\/em>, inneschi che scatenano reazioni che riflettono la positivit\u00e0 o la negativit\u00e0 dell\u2019informazione: potremmo chiamarla\u00a0<em>bomba emotiva<\/em>.<\/p>\n<p>Un certo numero di persone che troveranno la Nutella buona o cattiva\u00a0<em>contro<\/em>\u00a0il messaggio diffuso \u00e8 messo in conto: si tratta dei reazionari, o disfunzionali. Se per voi piove, per loro splende il sole, e viceversa.<\/p>\n<p>In soldoni, se affermo che la Nutella \u00e8 buona, la maggioranza converr\u00e0 che lo \u00e8. Se dicessi che \u00e8 cattiva, pi\u00f9 o meno lo stesso numero di persone trover\u00e0 che \u00e8 un prodotto pessimo. In un caso e nell\u2019altro, l\u2019informazione decreta il giudizio sulla cosa.<\/p>\n<p>Un modo corretto di ottenere una risposta autentica sarebbe domandare a tutti:\u00a0<em>proveresti la Nutella<\/em>? Non do alcuna informazione sulla Nutella. Non dico nemmeno che cos\u2019\u00e8. Chiedo di provarla.<\/p>\n<p>Accadrebbe allora una cosa interessante: la gente non assagger\u00e0 la Nutella. Non ne ha motivo. Chiederebbe: dicci di pi\u00f9.\u00a0<em>Dacci qualche informazione<\/em>. Non dirci\u00a0<em>cos\u2019\u00e8<\/em>\u00a0la Nutella \u2013 chi se ne frega \u2013 ma\u00a0<em>com\u2019\u00e8<\/em>.<\/p>\n<p>Questa procedura ancestrale di creare un\u2019intercapedine fra noi e le cose \u00e8 correlata al rischio: se non ho informazione, ci\u00f2 che ho davanti \u00e8 ignoto, pericoloso, forse letale. \u00c8 un\u2019intercapedine che isola, maschera e coimbenta la realt\u00e0 sottostante.<\/p>\n<p>L\u2019informazione \u00e8 essenzialmente\u00a0<em>pubblicitaria<\/em>, nel senso che mette in pubblico, espone agli occhi di tutti non un fatto, ma la sua versione truccata.<\/p>\n<p>Gran parte della prestidigitazione risiede nel suo essere in piazza: se esponete un pollo crudo sull\u2019altare di una chiesa, coloro che lo vedono lo percepiranno come \u201cimportante\u201d, decidendo solo dopo se sia una cosa positiva o negativa, il che non modifica di una virgola la sua rilevanza, anzi qualunque direzione si imbocchi la aumenta.<\/p>\n<p>Non solo: si mette il fatto in piazza per dire che non c\u2019\u00e8 trucco (invece c\u2019\u00e8 eccome: se fosse al suo posto, nessuno lo noterebbe: se invece lo\u00a0<em>ex-pongo<\/em>, lo altero), non c\u2019\u00e8 inganno n\u00e9 pericoli. Trasparenza, abolizione del mistero, dell\u2019incertezza. Vedi, annusi, tocchi, metti in bocca. Esperienza.<\/p>\n<p>La ragione per la quale l\u2019informazione \u00e8 cos\u00ec costruita dimostra che in relazione ad un fatto qualunque, le persone sono in maggioranza profondamente\u00a0<em>indifferenti<\/em>.<\/p>\n<p>Non colgono a monte alcuna differenza apprezzabile fra l\u2019affermazione \u201cNutella buona\u201d e il suo contrario. Nemmeno dopo aver mangiato la Nutella ed essersi formate,\u00a0 conformate (formate insieme) un giudizio. A valle, decretano ci\u00f2 che \u00e8 stato loro imposto a monte.<\/p>\n<p>Si obietter\u00e0 che esistono la \u201ccritica\u201d, le \u201crecensioni\u201d. Balle. Se si mettono a confronto le opinioni di esperti circa una tesi informativa, si noter\u00e0 che le voci dissonanti sono una percentuale irrisoria.<\/p>\n<p>Si dir\u00e0: questo succede perch\u00e9 chi produce il contenuto \u00e8 capace e lavora bene. Altra balla, peraltro secondo gli stessi promotori: non assisteremmo al progresso convulso, il \u201cmiglioramento\u201d, le \u201cnuove versioni\u201d. L\u2019euro 0, 1, 2, 3, 4, 5, 6, delle marmitte nelle automobili. Ogni versione \u00e8 \u201cecologica\u201d oggi, e \u201cinquinante\u201d domani, al punto da venire prima dismessa e finalmente proibita. Dagli stessi che avevano raccontato quanto fosse ecologica.<\/p>\n<p>A questo punto l\u2019informazione diventa formazione di massa. Non basta cio\u00e8 dire \u201cNutella buona\u201d: bisogna ripeterlo come una nenia tibetana, perch\u00e9 al di fuori di un\u2019associazione semantica infinita il soggetto \u201cNutella\u201d cessa di esistere nella mente, e dunque nei desideri, del consumatore. Egli non vuole scoprire, giudicare, valutare, ma solo inghiottire il buono che c\u2019\u00e8 nella Nutella.<\/p>\n<p>Orientato o meno che io sia al giudizio positivo sul gusto della Nutella, una volta che l\u2019ho mangiata e constatato che \u00e8 buona, questo dovrebbe bastare a farmi mangiare Nutella sinch\u00e9 morte non ci separi. Significa che sono\u00a0<em>davvero<\/em>\u00a0convinto che sia ottima.<\/p>\n<p>Nella realt\u00e0, solo una piccola parte della maggioranza si comporta cos\u00ec. Potremmo definirli \u201cfunzionali\u201d: entusiasti, persone profondamente convinte che la Nutella sia un prodotto eccezionale. Numericamente, sono pi\u00f9 o meno speculari ai disfunzionali, quelli che dicono che la Nutella fa schifo.<\/p>\n<p>Al netto di detrattori ed entusiasti, circa l\u201980% delle persone ha bisogno che una cosa gli venga costantemente ricordata. La Nutella esiste, \u00e8 buona, la trovi ovunque vicinissimo a te.<\/p>\n<p>I destinatari della pubblicit\u00e0 non sono n\u00e9 i funzionali \u2013 consumeranno sempre quel prodotto \u2013 n\u00e9 i disfunzionali \u2013 che non lo consumeranno nemmeno morti. Sono tutti gli altri, la maggioranza schiacciante, che non ha n\u00e9 mai avr\u00e0 un giudizio stabile al riguardo.<\/p>\n<p>La maggior parte delle persone ha un costante bisogno di fornitura formativa. \u00c8 l\u2019idea alla base, per fare un esempio, della formazione professionale\u00a0<em>life long<\/em>: un professionista ha bisogno di formazione costante, in genere per tutta la durata della sua carriera lavorativa.<\/p>\n<p>Questo fenomeno ha implicazioni importanti. Prima fra tutte: il professionista, l\u2019esperto (o il consumatore) non sono pi\u00f9 tali. Non hanno pi\u00f9 certezza di s\u00e9, il che equivale a dire che non sono s\u00e9, ma altri da s\u00e9.<\/p>\n<p>Vivono un senso di costante inadeguatezza che genera stress. Non serve che sentano e decidano liberamente di aggiornarsi: in genere, la formazione continua \u00e8 obbligatoria, altrimenti qualcuno prender\u00e0 il loro posto.<\/p>\n<p>La professionalit\u00e0, il \u201cmerito\u201d \u2013 qualche drogato col cervello in crema si \u00e8 pure inventato il termine \u201cmeritocrazia\u201d \u2013 non sono che il biglietto d\u2019ingresso in un ecosistema precario, in cui per sopravvivere altri ti devono in-formare.<\/p>\n<p>Il consumatore cercher\u00e0 sempre altro da consumare. Cose innovative, esclusive, \u201crare\u201d (al punto che le possiedono solo in centinaia di milioni). Beninteso lo far\u00e0\u00a0 consapevolmente, responsabilmente, sostenibilmente.<\/p>\n<p>In questo punto scatta la trappola della deformazione. In Occidente i consumatori di informazione sono ormai dei ludopatici alcolizzati, ma \u201cresponsabilmente\u201d, in modo perfino rispettoso dell\u2019ambiente.<\/p>\n<p>Le persone non si informano affatto, vengono informate (dalle notifiche push, ad esempio, o dalla profilazione di s\u00e8), meno che mai per formarsi un giudizio, che viene fornito sotto forma di formazione continua da altri. Lo fa per appartenere a una comunit\u00e0 informativa.<\/p>\n<p>Le persone sanno gi\u00e0 che la pioggia bagna e il fuoco brucia. Ci\u00f2 che per loro \u00e8 interessante sono la pioggia incandescente e il fuoco freddo. La deformazione, appunto. Intorno a questo principio nascono le comunit\u00e0 informative e si plasmano identit\u00e0 nuove.<\/p>\n<p>In altre parole, pi\u00f9 l\u2019informazione ripetuta all\u2019infinito \u00e8 cretina, pi\u00f9 avr\u00e0 possibilit\u00e0 di successo condizionando irreversibilmente la mente e i comportamenti del pubblico.<\/p>\n<p>Tre considerazioni finali. Non ce l\u2019ho con pubblicitari, formatori e altre categorie qui ricordate, ma con l\u2019uso statuale che viene fatto di questi saperi e funzioni: un conto \u00e8 che un pubblicitario mi dica che la Nutella \u00e8 buona o che un formatore mi insegni a usare il computer. Un altro che lo faccia uno Stato o una Federazione imponendolo per legge.<\/p>\n<p>La seconda considerazione \u00e8 di per s\u00e9 contro-informare e contro-formare possono indurre in contro-deformazioni altrettanto gravi.<\/p>\n<p>La terza, e spero che qualche lettore assiduo apprezzi, \u00e8 che non ho fatto il minimo cenno n\u00e9 al Covid, n\u00e9 al vaccino, n\u00e9 a Putin o all\u2019irreprensibile Draghi.<\/p>\n<p>Ognuno sistemi i pezzi sulla scacchiera a piacere. Tenendo presente che il Bianco muove per primo, e se nel 54% dei casi vince la partita, ma nell\u2019altro 46% no.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.sabinopaciolla.com\/informazione-formazione-deformazione\/\">https:\/\/www.sabinopaciolla.com\/informazione-formazione-deformazione\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di IL BLOG DI SABINO PACIOLLA (Mattia Span\u00f2) \u201cPi\u00f9 l\u2019informazione ripetuta all\u2019infinito \u00e8 cretina, pi\u00f9 avr\u00e0 possibilit\u00e0 di successo condizionando irreversibilmente la mente e i comportamenti del pubblico\u201d. Ci\u00f2 che chiamiamo informazione \u00e8 un oggetto mentale complesso. L\u2019obiectus\u00a0\u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 \u201cmesso davanti\u201d agli occhi o alla mente. Ha la stessa radice di ostacolo (obstaculum: stare davanti). In una certa accezione, l\u2019informazione mi impedisce di arrivare alla cosa che sta dietro, di percepirla, sperimentarla. 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