{"id":74761,"date":"2022-10-05T10:38:22","date_gmt":"2022-10-05T08:38:22","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=74761"},"modified":"2022-10-05T10:39:39","modified_gmt":"2022-10-05T08:39:39","slug":"la-ricreazione-e-finita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=74761","title":{"rendered":"La ricreazione \u00e8 finita"},"content":{"rendered":"<p><strong>di MARCELLO VENEZIANI BLOG (Marcello Veneziani)\u00a0<\/strong><\/p>\n<div id=\"omc-inner-placeholder\"><img decoding=\"async\" class=\"featured-full-width-top wp-post-image\" src=\"http:\/\/www.marcelloveneziani.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/matrioska-1-1280x720-1-620x350.jpg\" alt=\"\" \/>Finita l\u2019ora d\u2019aria elettorale per il popolo italiano, si torna alla realt\u00e0 dei poteri dominanti e dei percorsi prestabiliti. Il\u00a0<strong>voto nelle democrazie \u00e8 una gita fuori porta<\/strong>, una scampagnata con relativo pic nic politico; ma finita la gita, consumato lo spuntino, si torna all\u2019ovile. La ricreazione \u00e8 finita. E\u2019 stato bello avere l\u2019impressione che tutto sarebbe cambiato col voto, secondo quel che raccontavano i protagonisti dello show elettorale o secondo le aspettative diffuse della gente. Era bello figurarsi che tutto era nelle mani dell\u2019elettore sovrano e che la politica avrebbe assunto la forma indicata dalla libera volont\u00e0 dei cittadini. Era bello ballare con le stelle, illudersi che il mondo \u00e8 come ci appare, come ci viene raccontato dai leader e dai loro spin doctor, frutto della nostra volont\u00e0 e della loro, incrociate in un rapporto nuziale che si chiama patto elettorale.<\/div>\n<p>In realt\u00e0 sappiamo ormai da anni che qualunque sia l\u2019esito del voto, lo spazio assegnato alla politica si restringe ogni giorno di pi\u00f9, insieme con lo spazio del giudizio popolare. Si cominci\u00f2 a invocare il primato della politica quando gi\u00e0 mancava il terreno sotto i piedi; ora sarebbe una barzelletta o una fiaba elettorale. La possibilit\u00e0 di influenzare i processi decisionali e di modificare gli assetti di potere, l\u2019<strong>inespugnabile Establishment<\/strong>\u00a0e la sua emanazione diffusa, il Mainstream, e le sue fabbriche di controllo, sorveglianza e consenso, \u00e8 minima, se non trascurabile. L\u2019esito del voto il giorno in cui viene registrato va a consegnarsi dentro una geometria di poteri, che non \u00e8 semplicemente quella, auspicabile, della divisione dei poteri tra esecutivo, legislativo e giudiziario. Ma quella di poteri sovrastanti, non eletti, non controllabili, non revocabili. E da quell\u2019impalcatura non si pu\u00f2 sgarrare. Il politico va a costituirsi alla corte sovrana che decide in ultima istanza e che \u00e8 impermeabile ai verdetti elettorali, a volte riesce pure a determinarli. Se non vi riesce prima, lo fa dopo, a urne chiuse.<\/p>\n<p>Quasi tutte le decisioni importanti sono prese all\u2019interno di un quadro, tenendo conto delle direttive, dei protocolli, delle indicazioni, pi\u00f9 la discrezione delle oligarchie se far pesare o meno, e quanto far pesare, il debito sovrano degli stati, la loro esposizione ai prestiti che si fanno debiti, e ai piani di sostegno che solo in apparenza sono a fondo perduto. Ancora pi\u00f9 ferrea \u00e8 la dinamica dei rapporti internazionali, di chi considerare nazioni amiche, nazioni nemiche o nazioni alleate ma dannate. La sovranit\u00e0 delle linee di politica estera \u00e8 interdetta ai governi che devono sottostare a una pi\u00f9 ineffabile ma pi\u00f9 decisiva \u201cgovernance\u201d che non risponde ai popoli e ai cittadini.<\/p>\n<p>La\u00a0<strong>competizione elettorale<\/strong>\u00a0mette in gioco solo lo spazio pi\u00f9 piccolo bench\u00e9 pi\u00f9 vistoso del potere. Tutto il resto \u00e8 sotto tutela, in un sistema di scatole cinesi in cui di fatto la sovranit\u00e0 \u00e8 svuotata e il potere decisionale \u00e8 praticamente interdetto, almeno sulle questioni che si definiscono appunto \u201cdecisive\u201d. Il meglio e il minimo che si possa dire \u00e8 che saranno frutto di negoziazione e compromesso; ma i margini di manovra per chi governa sono esigui, soprattutto per i parvenu.<\/p>\n<p>Allora cosa siamo andati a votare domenica scorsa, cosa abbiamo davvero deciso con la nostra scheda elettorale? Abbiamo votato per eleggere la bambolina pi\u00f9 piccola della matrioska del potere.<\/p>\n<p>La bambolina politica, se va bene si fa bambolina di governo, ma star\u00e0 dentro la bambola degli apparati e delle istituzioni, che ha la faccia di Mattarella e i tentacoli dei poteri giudiziari, contabili, burocratici; a sua volta la bambola con la faccia dei poteri istituzionali star\u00e0 dentro la bambola europea con la faccia di Ursula von der Leyen, che in realt\u00e0 \u00e8 un\u2019icona per indicare tutti i poteri europei, non solo la Commissione ma la Banca centrale europea, la Corte europea, gli eurocrati e il ferreo reticolo di direttive, protocolli e sentenze. E la bambola europea \u00e8 dentro la bambola atlantica, con la faccia di Stoltenberg, che comprende tutti i vincoli atlantici, l\u2019apparato militare della Nato, l\u2019allineamento allo schieramento; e le relative reti di influenza, di pressione, di monitoraggio, di controllo, di propaganda. E tutto questo carosello di bambole sar\u00e0 ancora dentro la Bambolona Globale, senza volto o multifacciale, la cupola dei poteri transnazionali, costituita da un intreccio di interessi economico-finanziari alla massima potenza, supremi consorzi di potere, costellazione di potentati mondiali. Il complesso della matrioska viene definito Nuovo Ordine Globale, anche se poi \u00e8 ristretto all\u2019Occidente e alle sue periferie.<\/p>\n<p>La bambola del governo \u00e8 la pi\u00f9 piccola, la pi\u00f9 vulnerabile dentro quella matrioska: credete che chi forma un governo abbia grandi possibilit\u00e0 di manovra? La\u00a0<strong>matrioska dei poteri<\/strong>\u00a0ha un interesse primario: che le urne non diano mai responsi netti, maggioranze schiaccianti, soprattutto se non sono omogenee alle bambole pi\u00f9 grandi. Se nessuno vince, nascono le coalizioni intorno ai commissari della matrioska. Se il verdetto invece \u00e8 chiaro, nonostante la volont\u00e0 della matrioska, allora parte il pressing, tramite ricatti, allarmi procurati e minacce che faranno rientrare la bambolina neonata dentro la famiglia della Matrioska; sar\u00e0 piegata e plagiata, se non \u00e8 accaduto gi\u00e0 prima.<\/p>\n<p>Poi con l\u2019autunno i nodi verranno al pettine, sono annunciati disastri e tregende, non si pu\u00f2 pi\u00f9 giocare con la politica, \u00e8 come scherzare col fuoco.<\/p>\n<p>Ma la democrazia? Risponde Virgilio: \u201cNon ti crucciare, vuolsi cos\u00ec col\u00e0 dove si puote ci\u00f2 che si vuole, e pi\u00f9 non dimandare\u201d.<\/p>\n<p><em>(Panorama n.40)<\/em><\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.marcelloveneziani.com\/articoli\/la-ricreazione-e-finita\/\">http:\/\/www.marcelloveneziani.com\/articoli\/la-ricreazione-e-finita\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MARCELLO VENEZIANI BLOG (Marcello Veneziani)\u00a0 Finita l\u2019ora d\u2019aria elettorale per il popolo italiano, si torna alla realt\u00e0 dei poteri dominanti e dei percorsi prestabiliti. Il\u00a0voto nelle democrazie \u00e8 una gita fuori porta, una scampagnata con relativo pic nic politico; ma finita la gita, consumato lo spuntino, si torna all\u2019ovile. La ricreazione \u00e8 finita. 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