{"id":74768,"date":"2022-10-07T09:30:09","date_gmt":"2022-10-07T07:30:09","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=74768"},"modified":"2022-10-05T11:20:32","modified_gmt":"2022-10-05T09:20:32","slug":"allevamenti-intensivi-e-co2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=74768","title":{"rendered":"ALLEVAMENTI INTENSIVI E CO2"},"content":{"rendered":"<p><strong>di NOTIZIE GEOPOLITICHE (C. Alessandro Mauceri)<\/strong><\/p>\n<div class=\"td-featured-image-rec\">\n<div class=\"td-post-featured-image\">\n<figure><a class=\"td-modal-image\" style=\"background-color: transparent;color: #822222;text-decoration: none\" href=\"https:\/\/www.notiziegeopolitiche.net\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Depositphotos_47258187_L.jpg\" data-caption=\"(Foto: &lt;a href=&quot;https:\/\/it.depositphotos.com&quot;&gt;Depositphotos&lt;\/a&gt;).\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"entry-thumb td-animation-stack-type0-2\" title=\"cows farm\" src=\"https:\/\/www.notiziegeopolitiche.net\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Depositphotos_47258187_L.jpg\" alt=\"\" width=\"534\" height=\"463\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">(Foto:\u00a0<a href=\"https:\/\/it.depositphotos.com\/\">Depositphotos<\/a>).<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nonostante le promesse e gli impegni dei governi volte a ridurre le emissioni di CO2, i valori a livello globale continuano ad aumentare. Le misure introdotte appaiono insufficienti o inadeguate. Come imporre l\u2019utilizzo di auto elettriche, ben sapendo che spesso l\u2019energia utilizzata \u00e8 prodotta con combustibili fossili. Per ottenere qualche risultato \u00e8 necessario intervenire su altro. Anche a costo di cambiare il proprio stile di vita.<br \/>\nUna parte consistente delle emissioni di CO2 deriva dall\u2019agricoltura e soprattutto dagli allevamenti.<br \/>\nCibo e crisi climatica sono legati a filo doppio. A livello globale i sistemi alimentari sono responsabili di pi\u00f9 di un terzo delle emissioni di gas a effetto serra (GHG), soprattutto a causa del consumo di carni rosse, ma il loro impatto \u00e8 molto maggiore. La produzione sempre pi\u00f9 industrializzata di carni mira a ridurre al massimo i costi e aumentare i profitti, con conseguenze impressionanti. Nei Paesi pi\u00f9 sviluppati, e maggiori responsabili delle emissioni di CO2, si mangia troppa carne. Un americano medio mangia circa 57 libbre (quasi 26 chilogrammi) di carne bovina in un anno: quasi il doppio della media degli altri Paesi ad alto reddito e molto molto di pi\u00f9 rispetto ai Paesi poveri. Secondo alcuni la carne di manzo \u00e8 stata per lungo tempo l\u2019alimento simbolo dell\u2019America. E nessuno vuole rinunciarvi. Negli Stati Uniti d\u2019America l\u2019agricoltura contribuisce al PIL per meno del 1%, ma \u00e8 responsabile del\u201911% delle emissioni di gas serra del Paese. Per nutrire il bestiame \u00e8 necessaria un\u2019enorme quantit\u00e0 di cibo: circa il 55% dei cereali coltivati negli Stati Uniti \u00e8 destinato agli allevamenti di mucche e di altri animali. Per allevare bestiame servono terreni enormi, che, se utilizzati diversamente, potrebbe assorbire pi\u00f9 CO2: esemplare il caso del Brasile dove si continuano ad abbattere grandi porzioni della foresta amazzonica per ricavare terreni da destinare al pascolo. Inoltre, i ruminanti espellono metano, gas serra con effetti ancora peggiori rispetto alla CO2. I rifiuti animali e il deflusso dei fertilizzanti, inoltre, inquinano i fiumi e le riserve di acqua potabile.<br \/>\nParte della produzione agricola \u00e8 destinata anche alla produzione di combustibili per il trasporto. In attesa dell\u2019entrata in vigore della limitazione all\u2019uso delle auto elettriche (Biden ha stanziato oltre 15 miliardi di dollari per favorire la transizione all\u2019elettrico e la messa al bando delle auto \u201ctradizionali\u201d entro il 2035), il governo americano sta promuovendo l\u2019uso di etanolo mescolato alla benzina. Ma l\u2019etanolo ricavato dal mais pu\u00f2 avere un impatto sull\u2019ambiente superiore a quello dell\u2019alimentazione di persone o animali.<br \/>\nAnche la trasformazione industriale dei prodotti dell\u2019agricoltura ha conseguenze notevoli sull\u2019ambiente. Per ottenere rendimenti sempre maggiori spesso gli agricoltori utilizzano fertilizzanti e pesticidi. Il ricorso all\u2019agricoltura intensiva inoltre impoverisce il suolo e lo rende incapace di resistere a siccit\u00e0 e tempeste.<br \/>\nMa il problema maggiore, forse, \u00e8 quello legato alla \u201cdimensione\u201d delle aziende. Negli USA e in altri Paesi. Oggi il sistema alimentare \u00e8 controllato da una manciata di gigantesche multinazionali. Negli USA l\u201985% del mercato della carne \u00e8 controllato da solo quattro aziende. A livello globale a dominare il mercato degli allevamenti sono cinesi e australiani. La fattoria pi\u00f9 grande del mondo in termini di superficie si trova a Heilongjiang, in Cina: 9 milioni di ettari e circa 100.000 bovini (50 volte pi\u00f9 della pi\u00f9 grande azienda simile in Europa). Anche la seconda fattoria pi\u00f9 grande del mondo \u00e8 cinese: si trova ad Anhui e dispone di oltre 4 milioni di ettari e 40.000 mucche. Dalla Cina al South Australia, dove la terza azienda pi\u00f9 grande del pianeta copre un\u2019area di 6 milioni di ettari la maggior parte dei quali destinati all\u2019allevamento di bovini, circa 17.000. Anche la quarta azienda si trova in Australia: creata alla fine del XIX secolo, occupa circa 1,7 milioni di ettari.<br \/>\nIn Europa non mancano enormi allevamenti intensivi. Secondo uno studio di Greenpeace almeno il 71% dei terreni agricoli dell\u2019UE \u00e8 utilizzato per il bestiame, il 63% delle terre arabili \u00e8 coltivato per produrre il mangime per gli animali e il resto \u00e8 dedicato a pascolo e ad aree per gli stabilimenti. Le aziende che producono carne e latticini sono vicine a raggiungere il primato tra le cause del cambiamento climatico. In Italia, a raggiungere dimensioni impressionanti sono soprattutto gli allevamenti avicoli. Secondo l\u2019associazione Ciwf Italia Onlus, sarebbero circa 500 milioni i polli allevati in Italia, ogni anno. E, in barba alle promesse e alle pubblicit\u00e0 sbattute in televisione, per il 95% si tratta di allevamenti intensivi. Milioni di polli stipati in edifici con cicli di crescita forzati e problemi di salute degli animali che impongono l\u2019uso di medicinali. A favorire questo mercato la crescente domanda di carni a costi sempre pi\u00f9 bassi. La maggior parte degli allevamenti intensivi di pollame si trova in Veneto (uno su tre). Ma anche nelle Marche ormai si parla di \u201cpollificazione\u201d: dal 1970 la consistenza media degli allevamenti di polli in questa regione \u00e8 quadruplicata. A Monte Roberto, un piccolo Paese in provincia di Ancona, per circa 3 mila abitanti, ci sono oltre 2 milioni e mezzo di volatili allevati ogni anno.<br \/>\nE anche in Italia, come in altre parti del mondo, nessuno parla dell\u2019impatto sull\u2019ambiente che hanno questi allevamenti intensivi. Si preferisce parlare di auto elettriche.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.notiziegeopolitiche.net\/allevamenti-intensivi-e-co2\/\">https:\/\/www.notiziegeopolitiche.net\/allevamenti-intensivi-e-co2\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di NOTIZIE GEOPOLITICHE (C. Alessandro Mauceri) (Foto:\u00a0Depositphotos). &nbsp; Nonostante le promesse e gli impegni dei governi volte a ridurre le emissioni di CO2, i valori a livello globale continuano ad aumentare. Le misure introdotte appaiono insufficienti o inadeguate. Come imporre l\u2019utilizzo di auto elettriche, ben sapendo che spesso l\u2019energia utilizzata \u00e8 prodotta con combustibili fossili. Per ottenere qualche risultato \u00e8 necessario intervenire su altro. Anche a costo di cambiare il proprio stile di vita. 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