{"id":74823,"date":"2022-10-11T10:45:33","date_gmt":"2022-10-11T08:45:33","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=74823"},"modified":"2022-10-08T10:46:50","modified_gmt":"2022-10-08T08:46:50","slug":"le-vie-strette-della-pace-e-lo-spettro-della-guerra-totale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=74823","title":{"rendered":"Le vie strette della pace e lo spettro della guerra totale"},"content":{"rendered":"<p><strong>di La Fionda (David Sabatino and L&#8217;indispensabile)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La minaccia nucleare \u00e8 una minaccia che suona del tutto anacronistica. Eppure \u2013 ahinoi \u2013 \u00e8 tragicamente presente. Il tempo per cercare una mediazione diplomatica e politica \u00e8 stato impegnato per fomentare la guerra e per sollecitare gli istinti bellici-omicidi di tutti gli schieramenti in campo. Alla intimidazione dell\u2019espansione della Nato ad Est, sta seguendo, oltre alla inaccettabile aggressione militare russa, l\u2019allarme di una prossima ecatombe atomica. Il tutto nell\u2019apparente \u201cnormalit\u00e0\u201d degli affari ordinari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cL\u2019orologio dell\u2019apocalisse nucleare \u00e8 a meno di cento secondi \u2013 scrive Franco Cardini \u2013 ed \u00e8 adesso che bisogna fermare la guerra con la ragione, possibilmente salvando tutta l\u2019Europa: Ucraina e Russia incluse\u201d<a id=\"_ftnref1\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/10\/05\/le-vie-strette-della-pace-e-lo-spettro-della-guerra-totale\/#_ftn1\"><sup>[1]<\/sup><\/a>. Ma nessuno Stato che a parole si dice \u201cpacifista\u201d, e che si fa vanto di battersi giorno e notte per i diritti umani, sembra convinto di potercela fare. Tutti ribadiscono rassegnati l\u2019impossibilit\u00e0 di un\u2019azione riparatrice, governativa o di semi-accordo (anche fosse al ribasso, per un primo momento, pur di evitare la distruzione totale). \u00c8 come se secoli di dibattiti in punta di diritto internazionale sulla efficenza della diplomazia, non fossero valsi a nulla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">No, l\u2019<em>escalation<\/em> deve continuare. La firma di Putin sui trattati per l\u2019annessione di quattro regioni ucraine (Donetsk, Lugansk, Cherson e Zaporizhzhia), nonostante il disconoscimento da parte di Biden, dell\u2019Europa e della nostra neo Presidente eletta Giorgia Meloni, segna un passo ulteriore nella direzioni di uno scontro militare mondiale. Dovremmo dunque attenderci \u201cleggi marziali\u201d anche nel nostro paese? Speriamo proprio di no. Anche se la notizia della pressione da parte di Zelensky affinch\u00e9 l\u2019Ucraina entri subito a far parte della Nato \u2013 in modo esplicito \u2013 non \u00e8 di certo un buon auspicio.<\/p>\n<p>Lasciando da parte il terrore antico di Washington nei confronti di una possibile integrazione fra l\u2019economia tedesca e l\u2019economia russa (capitolo sempre aperto ed estremamente sottovalutato), anche l\u2019esplosione del gasdotto nel Mar Baltico ha tutte le caratteristiche per essere una vera e propria provocazione. Degli americani? Chi pu\u00f2 dirlo. Giustamente persino il Professor Orsini \u00e8 molto cauto nel confermare tale ipotesi, ovvero che a sabotare il Nord Stream 1 e Nord Stream 2 siano stati proprio i nostri Alleati d\u2019oltreoceano (magari tramite l\u2019aiuto della Marina polacca, come dicono alcune fonti russe). La propaganda da entrambe le parti rende, di fatto, difficile confermare ogni ragionevole sospetto. Di sicuro \u2013 dice ancora Orsini \u2013 \u201cse non interviene una trattativa fra gli Stati Uniti e la Russia \u2013 il Natale \u2013 sar\u00e0 un inferno\u201d<a id=\"_ftnref2\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/10\/05\/le-vie-strette-della-pace-e-lo-spettro-della-guerra-totale\/#_ftn2\"><sup>[2]<\/sup><\/a>. E diciamo pure che fin ora ci ha sempre azzeccato.<\/p>\n<p>Intanto noi cosa possiamo fare? Come possiamo vivere costantemente nel terrore, nell\u2019ansia e nell\u2019angoscia di finire presto o tardi dentro un tunnel di disastri economici, ambientali e bellici da fare impallidire la stagione pandemica appena trascorsa? La risposta non pu\u00f2 che essere in parte soggettiva e in parte organizzativa. Ognuno di noi infatti potrebbe, se lo volesse, cominciare innanzitutto ad ammorbidire la propria rigidit\u00e0 fisica e mentale facendo, ad esempio, delle piccole pratiche quotidiane di respirazione consapevole e di alleggerimento della tensione muscolare ed emotiva. Abituarci a ragionare e a muoverci politicamente avendo prima silenziato il rumore di fondo dei pensieri reattivi, sta diventato un atto di vitale importanza. Dopodich\u00e9 si potrebbe, sempre per fare un esempio, riscoprire il gusto della sana e lucida contestazione politica. Contestazione che, inoltre, ci viene garantita dall\u2019articolo 21 della nostra Costituzione, ma che in pochi sembrano decisi ad esercitare consapevolmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Abbiamo bisogno di una denuncia antimilitarista compatta, ferma e inamovibile. Di un popolo ampio e trasversale che magari \u00e8 stanco e indignato, ma che trova ancora la forza per gridare un secco no alla guerra in tutte le sue forme. Mantenere vigile la coscienza personale e collettiva non \u00e8 un modo di dire: \u00e8 esattamente ci\u00f2 di cui ha bisogno una democrazia matura. Mobilitarsi e organizzare nuove forme di aggregazione pacifica e non violenta, ci permette di liberarci dall\u2019alienazione del mondo social-digitale e di cominciare a costruire davvero le fondamenta della Citt\u00e0 Nuova. Non sono affatto cose semplici, ne siamo tutti coscienti. Ma se pensiamo di rispondere alla sfida di quest\u2019epoca replicando schemi e modelli preconfezionati, o confidando in soluzioni di basso profilo strategico e culturale, possiamo pure dare per certa una prossima sconfitta. Forse l\u2019ultima. Il ruolo dell\u2019Italia, nel bene e nel male, \u00e8 decisivo. Infatti, pur essendo additato dal mainstream come paese \u201cschiavo\u201d del sistema debito europeo, resta comunque un interlocutore privilegiato, sia per un fronte che per l\u2019altro. Occorre esserne sempre pi\u00f9 consapevoli e dal punto di vista istituzionale e, soprattutto, dal punto di vista nostro, dell\u2019opinione pubblica. Dobbiamo assolutamente frenare questa \u201cgaloppante eclissi della sovranit\u00e0\u201d<a id=\"_ftnref3\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/10\/05\/le-vie-strette-della-pace-e-lo-spettro-della-guerra-totale\/#_ftn3\"><sup>[3]<\/sup><\/a> e recuperare immediatamente il baricentro costituzionale che esprime un netto <em>ripudio<\/em> nei confronti della guerra. Dobbiamo dire senza timore n\u00e9 alcun senso di colpa indotto che: \u00e8 la pace l\u2019unica via da perseguire! \u00c8 la pace il nostro futuro!<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/10\/05\/le-vie-strette-della-pace-e-lo-spettro-della-guerra-totale\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/10\/05\/le-vie-strette-della-pace-e-lo-spettro-della-guerra-totale\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di La Fionda (David Sabatino and L&#8217;indispensabile) La minaccia nucleare \u00e8 una minaccia che suona del tutto anacronistica. 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