{"id":74831,"date":"2022-10-11T11:30:57","date_gmt":"2022-10-11T09:30:57","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=74831"},"modified":"2022-10-11T10:52:26","modified_gmt":"2022-10-11T08:52:26","slug":"il-grande-affare-della-guerra-cosi-il-conflitto-ucraino-ha-fatto-esplodere-gli-acquisti-di-armi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=74831","title":{"rendered":"Il grande affare della guerra: cos\u00ec il conflitto ucraino ha fatto esplodere gli acquisti di armi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di TODAY (Alfonso Bianchi)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-74832\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/carri-armati-abrams-2-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/carri-armati-abrams-2-300x169.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/carri-armati-abrams-2-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/carri-armati-abrams-2-768x432.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/carri-armati-abrams-2.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Solo i Paesi europei si sono impegnati per 200 miliardi di euro di spesa aggiuntiva. E tra commesse per nuovi carri armati e aerei da combattimento, l&#8217;industria della Difesa far\u00e0 affari d&#8217;oro<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina da parte della Russia di Vladimir Putin ha scatenato una corsa al riarmo nell&#8217;Unione europea. O meglio ha accelerato un trend che ormai andava avanti a livello mondiale, portando cos\u00ec la spesa per la Difesa a livelli mai visti prima. Secondo i calcoli dell&#8217;Istituto Internazionale di Ricerche sulla Pace di Stoccolma (Sipri) nel 2021 la spesa militare globale era gi\u00e0 aumentata per il settimo anno consecutivo, superando per la prima volta nella storia i 2mila miliardi di dollari. Stiamo parlando del 2,2% del prodotto interno lordo dell&#8217;intero pianeta, pari a 268 dollari a persona. La spesa militare mondiale \u00e8 aumentata dello 0,7% rispetto al 2020 e del 12% rispetto al 2012.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>In UE aumenti per almeno 200 miliardi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fare una stima precisa di quanto \u00e8 aumentata la spesa militare dei Paesi europei dallo scoppio della guerra \u00e8 difficile, le cifre esatte andranno in bilancio sul prossimo anno, e quindi al momento si possono fare dei calcoli solo basandosi sugli annunci. E almeno nell&#8217;Ue sono stati da capogiro. Germania, Danimarca, Romania, Italia, Svezia, Austria, Polonia e Paesi Bassi sono tra coloro che hanno annunciato aumenti della spesa per la Difesa. In totale, questi aumenti annunciati, secondo i calcoli della Commissione,\u00a0<a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/commission\/presscorner\/detail\/en\/IP_22_3143\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ammonterebbero ad ulteriori 200 miliardi di euro<\/a>\u00a0di spesa aggiuntiva, in alcuni casi portando alcune nazioni ad andare anche oltre il 2% del Pil richiesto dagli impegni Nato. Se pensiamo che nel 2020, gli Stati membri hanno speso collettivamente pi\u00f9 di 200 miliardi di euro per la Difesa e che nel 2021 la loro spesa combinata \u00e8 salita a 220 miliardi di euro, capiamo che queste cifre potrebbero anche raddoppiare quest&#8217;anno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La Germania fa la parte del leone in Europa<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A fare la parte del leone \u00e8 stata la Germania con il cancelliere Olaf Scholz che il 27 febbraio scorso, dopo soli tre giorni dall&#8217;inizio dell&#8217;invasione, ha annunciato che il governo aveva deciso di stanziare 100 miliardi di euro per gli investimenti militari dal bilancio del 2022, oltre il doppio dei 47 miliardi di euro dell&#8217;intero bilancio della Difesa tedesca del 2021, portando Berlino a sforare il 2 percento richiesto dall&#8217;Alleanza atlantica, una cifra contro la quale il Paese aveva fatto resistenza per anni. Al Vertice di Versailles del marzo scorso, i leader dell&#8217;Ue hanno deciso non solo di &#8220;investire di pi\u00f9&#8221;, ma anche di &#8220;investire meglio&#8221;, incrementando gli acquisti e gli investimenti collaborativi nel settore militare. Per questo hanno incaricato la Commissione e l&#8217;European Defence Agency di completare un&#8217;analisi delle lacune negli investimenti, analisi presentata il 18 maggio scorso e secondo cui in termini di capacit\u00e0, le lacune pi\u00f9 urgenti riguardano il rifornimento delle scorte, la sostituzione dei sistemi dell&#8217;era sovietica e il rafforzamento di quelli di difesa aerea e missilistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Addio carri sovietici, benvenuti quelli americani<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E della necessit\u00e0 di sostituire i sistemi di era sovietica si \u00e8 potuta avvantaggiare l&#8217;Ucraina di Volodymyr Zelensky, sempre alla ricerca di armamenti per resistere all&#8217;avanzata russa, e a cui sono stati donati o venduti molti dei vecchi carri armati di diversi Paesi membri, soprattutto quelli ex comunisti. Ad aprile la Polonia ha inviato circa 200 vecchi T-72 a Kiev, e nello stesso mese ha firmato un accordo dal valore di 4,5 miliardi di dollari per l&#8217;acquisto di 250 carri armati Abrams dalla statunitense General Dynamics Land Systems. A luglio ne ha poi acquistati direttamente da Washington altri 116 usati per &#8220;rafforzare in modo significativo&#8221; il suo sistema di Difesa e mantenere la promessa di portare il budget militare a oltre il 3% del Pil.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>L&#8217;Italia non resta a guardare<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche la spesa italiana si prevede in crescita, ma quanto dipender\u00e0 anche dalle scelte del nuovo governo ovviamente. Secondo quanto riportato dall\u2019Osservatorio sulle spese militari italiane Mil\u20acx, dallo scioglimento delle Camere sono comunque stati gi\u00e0 presentati oltre venti programmi di riarmo per un investimento totale pluriennale per le prime fasi confermate che supera i 12,5 miliardi di euro. L\u2019onere complessivo delle successive fasi dei programmi, gi\u00e0 prefigurate ma non ancora sottoposte a voto, potrebbe superare i 22 miliardi di euro. In precedenza l\u2019Osservatorio Mil\u20acx aveva gi\u00e0 stimato che quest\u2019anno sarebbe stato superato il muro dei 25 miliardi con un aumento del 3,4% rispetto al 2021 e un balzo di quasi il 20% in 3 anni, e questo basandosi sui dati del bilancio approvato lo scorso anno. Le cifre alla fine di quest&#8217;anno potrebbero rivelarsi molto pi\u00f9 alte. Ad agosto la statunitense Lockheed Martin si \u00e8 aggiudicata un contratto da 524 milioni di dollari per la consegna di ulteriori 18 caccia F-35 Lightning II di quinta generazione all\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La Cina batte tutti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per quanto ingente la spesa europea per la Difesa sembra essere quasi solo un goccia nel mare se confrontata con gli altri giganti mondiali. Nell&#8217;ultimo decennio, gli Stati Uniti e la Russia hanno aumentato i loro bilanci per la difesa a un ritmo molto pi\u00f9 elevato rispetto all&#8217;Europa, e la Cina in misura ancora maggiore rispetto a entrambi loro. Se dal 1999 al 2021, la spesa combinata per la difesa dell&#8217;Ue \u00e8 aumentata del 19,7%, quella degli Usa \u00e8 cresciuta del 65,7%, quella di Mosca del 292% e quella di Pechino addirittura del 592% della Cina. La Russia ha aumentato le spese militari del 2,9% nel 2021, raggiungendo i 65,9 miliardi di dollari, in un momento in cui stava rafforzando le proprie forze lungo il confine ucraino. Si \u00e8 trattato del terzo anno consecutivo di crescita e la spesa militare russa ha raggiunto il 4,1% del Pil lo scorso anno. L&#8217;Ucraina, che era intenta a rafforzare le sue difese, aveva aumentato la spesa militare del 72% dall&#8217;annessione della Crimea nel 2014 fino al momento dell&#8217;invasione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La guerra, un settore mai in crisi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E comunque, Ucraina o meno, per l&#8217;industria delle armi la guerra \u00e8 un settore sempre conveniente, in cui non pare esserci mai un momento di crisi. Nel 2021 si sono verificati conflitti armati attivi in almeno 46 Stati del pianeta: 8 nelle Americhe, 9 in Asia e Oceania, 3 in Europa, 8 in Medio Oriente e Nord Africa e 18 nell&#8217;Africa sub-sahariana. Come negli anni precedenti, la maggior parte ha avuto luogo all&#8217;interno di un singolo Paese, tra le forze governative e uno o pi\u00f9 gruppi armati non statali. Tre sono stati i conflitti armati maggiori, con pi\u00f9 di 10mila morti (Afghanistan, Yemen e Myanmar) e altri 19 sono stati conflitti cosiddetti ad alta intensit\u00e0 (con pi\u00f9 di mille ma meno di 10mila morti): Nigeria, Etiopia, Messico, Siria, Repubblica Democratica del Congo, Brasile, Somalia, Iraq, Burkina Faso, Sud Sudan, Mali, Sudan, Repubblica Centrafricana, Niger, Camerun, Pakistan, Colombia, Mozambico e Filippine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/europa.today.it\/attualita\/guerra-affari-ucraina-acquisti-armi.html#_ga=2.145004656.53581765.1665153454-226915329.1661110418\">https:\/\/europa.today.it\/attualita\/guerra-affari-ucraina-acquisti-armi.html#_ga=2.145004656.53581765.1665153454-226915329.1661110418<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TODAY (Alfonso Bianchi) Solo i Paesi europei si sono impegnati per 200 miliardi di euro di spesa aggiuntiva. 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