{"id":74852,"date":"2022-10-12T09:00:52","date_gmt":"2022-10-12T07:00:52","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=74852"},"modified":"2022-10-11T21:45:32","modified_gmt":"2022-10-11T19:45:32","slug":"per-confindustria-shock-energetico-da-110-miliardi-e-crescita-zero-del-pil","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=74852","title":{"rendered":"Per Confindustria shock energetico da 110 miliardi e crescita zero del PIL"},"content":{"rendered":"<p>da <strong>ANALISI DIFESA<\/strong> (Redazione)<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/transparencyremit-header_3571_20191218.jpg.1024x378_q85_box-061024383_crop.jpg\" alt=\"transparencyremit-header_3571_20191218.jpg.1024x378_q85_box-0,6,1024,383_crop\" \/><\/p>\n<p>AGI \u2013 Lo shock energetico da 110 miliardi, \u201cinsostenibile\u201d per le imprese italiane e un\u2019inflazione record abbattono le prospettive per l\u2019economia, con una crescita in frenata nel 2022 e pari a zero nel 2023. E\u2019 lo scenario delineato dal Centro Studi Confindustria (CSC) nel rapporto di previsione d\u2019autunno. Con la corsa dei prezzi del gas, i costi energetici delle imprese italiane dovrebbero aumentare di 110 miliardi di euro nella media del 2022, per il totale economia, rispetto ai valori pre-pandemia.<\/p>\n<p>Secondo il CSC, \u201cl\u2019incidenza dei costi energetici sul totale sale da 4,6% a 9,8%, livelli insostenibili, ai quali corrisponde, nonostante un rialzo dei prezzi di vendita eterogeneo per settori, una profonda riduzione dei margini delle imprese\u201d.<\/p>\n<p>Nello scenario base, ovvero quello in cui la Russia non si ritira dai territori ucraini occupati e non \u00e8 previsto un razionamento del gas, il CSC prevede un incremento annuo del 3,4%, gi\u00e0 pi\u00f9 che acquisito a met\u00e0 anno, che corrisponde a 1,5 punti percentuali in pi\u00f9 rispetto allo scenario delineato in aprile.<\/p>\n<p>Tuttavia si stima una crescita nulla nel 2023 con una significativa revisione al ribasso rispetto allo scenario di aprile (-1,6 punti), che porta alla stagnazione in media d\u2019anno. Perdono slancio anche gli investimenti delle imprese, soprattutto quelli del settore costruzioni che hanno fornito il contributo maggiore finora, anche grazie al significativo impulso dei bonus edilizi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-157999 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/operations-page_3514.jpg.1024x378_q85_box-02521200696_crop.jpg\" alt=\"operations-page_3514.jpg.1024x378_q85_box-0,252,1200,696_crop\" width=\"1024\" height=\"378\" \/><\/p>\n<p>Secondo gli esperti di Confindustria, invece, l\u2019effetto finale per l\u2019economia italiana nel caso in cui la Russia bloccasse del tutto l\u2019erogazione di gas e il prezzo dovesse schizzare, sarebbe una minore crescita annua del Pil dello 0,4% nel 2022 e dell\u20191,2% nel 2023, con un impatto cumulato pari a -1,5% nel biennio, che frenerebbe il mercato del lavoro con 294mila occupati in meno nel biennio. Il CSC stima che si avrebbe una carenza di offerta di gas in Italia pari a circa il 7% della domanda, con impatti rilevanti su attivit\u00e0 e valore aggiunto specie nel settore industriale. Al contrario, nel caso in cui si riuscisse a imporre un tetto di 100 euro al prezzo del gas, il Pil guadagnerebbe l\u20191,6% nel biennio e l\u2019occupazione crescerebbe di 308mila unit\u00e0 nello stesso periodo.<\/p>\n<p>L\u2019ampia revisione al rialzo della crescita nel 2022 \u00e8 spiegata, secondo il CSC, dal buon andamento dell\u2019economia italiana fino a met\u00e0 anno, soprattutto il secondo trimestre, quando il prodotto \u00e8 aumentato molto al di sopra delle attese (+1,1%).<\/p>\n<p>La crescita acquisita del Pil italiano per il 2022, ovvero quella che si avrebbe se i prossimi trimestri dell\u2019anno registrassero una dinamica nulla, \u00e8 al +3,6%. Alla fine del primo trimestre era del +2,8%, mentre il trascinamento statistico da fine 2021 era del +2,6%. L\u2019impatto sul Pil, pur ritardato di vari trimestri, si inizier\u00e0 a materializzare prima della fine del 2022. Secondo le previsioni degli industriali, \u201cil terzo trimestre registrer\u00e0 un rallentamento, anche fisiologico dopo il sorprendente secondo, mentre il prodotto scender\u00e0 tra il quarto trimestre del 2022 (-0,6%) e il primo del 2023 (-0,3%).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-157722 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/gazprom-precios-del-gas-en-europa-16234.jpg\" alt=\"gazprom-precios-del-gas-en-europa-16234\" width=\"800\" height=\"500\" \/><\/p>\n<p>Da un lato, infatti, si \u00e8 esaurita la spinta legata al gap da colmare rispetto al pre-pandemia, ormai chiuso. Dall\u2019altro, nel terzo e quarto trimestre del 2022 si manifesteranno pienamente gli effetti negativi dell\u2019aumento dei prezzi dei prodotti energetici\u201d.\u00a0 Per Confindustria, l\u2019inflazione rester\u00e0 a livelli \u201crecord\u201d nel 2022 per poi scendere nel 2023.<\/p>\n<p>Secondo le previsioni del CSC, in media, si assester\u00e0 al +7,5% (da +1,9% nel 2021), con una revisione al rialzo di +1,4 punti rispetto allo scenario di aprile. Nel 2023, \u00e8 attesa in discesa, ma ancora elevata, al +4,5% in media, per l\u2019esaurirsi graduale dell\u2019impatto del rincaro di petrolio e gas naturale sulla variazione dei prezzi al consumo energetici (calcolata sui 12 mesi).<\/p>\n<p>Si tratta, comunque, di una revisione al rialzo di +2,5 punti rispetto ad aprile. Inevitabile l\u2019impatto sui consumi che a fine 2023 dovrebbero restare il 3% sotto i livelli del 2019. La spesa delle famiglie italiane dovrebbe crescere quest\u2019anno del 3,1% (ma sotto l\u2019acquisito al secondo trimestre, che \u00e8 di +3,3%), dopo il rimbalzo del +5,2% nel 2021, per poi rimanere sostanzialmente piatta (-0,1%) nel 2023.<\/p>\n<p>Secondo gli esperti di Confindustria, \u201cle famiglie restano molto prudenti nelle decisioni di spesa e l\u2019extra risparmio non sar\u00e0 sufficiente a finanziare le spese anche negli ultimi mesi del 2022 e nel 2023, in parte perch\u00e9 non pu\u00f2 essere tutto immediatamente speso, in parte perch\u00e9 \u00e8 eroso dall\u2019inflazione (circa 13 miliardi), in parte perch\u00e9 concentrato tra le famiglie pi\u00f9 abbienti. Perci\u00f2, a causa di prezzi alti e riduzione del potere d\u2019acquisto delle famiglie, nella seconda met\u00e0 del 2022 \u00e8 atteso un significativo indebolimento dei consumi, che poi sono previsti rimanere sostanzialmente piatti nel 2023 (-0,1%)\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2022\/10\/per-confindustria-shock-energetico-da-110-miliardi-e-crescita-zero-del-pil\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2022\/10\/per-confindustria-shock-energetico-da-110-miliardi-e-crescita-zero-del-pil\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ANALISI DIFESA (Redazione) AGI \u2013 Lo shock energetico da 110 miliardi, \u201cinsostenibile\u201d per le imprese italiane e un\u2019inflazione record abbattono le prospettive per l\u2019economia, con una crescita in frenata nel 2022 e pari a zero nel 2023. E\u2019 lo scenario delineato dal Centro Studi Confindustria (CSC) nel rapporto di previsione d\u2019autunno. 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