{"id":74979,"date":"2022-10-19T09:30:50","date_gmt":"2022-10-19T07:30:50","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=74979"},"modified":"2022-10-19T09:14:26","modified_gmt":"2022-10-19T07:14:26","slug":"guerra-in-ucraina-lappello-degli-ex-diplomatici-italiani-per-il-negoziato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=74979","title":{"rendered":"Guerra in Ucraina: l\u2019appello degli ex diplomatici italiani per il negoziato"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di ANALISI DIFESA (Maurizio Delli Santi)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-74980\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/okupanty-3-1-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/okupanty-3-1-300x169.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/okupanty-3-1-768x432.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/okupanty-3-1.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Merita attenzione l\u2019appello per l\u2019avvio di negoziati per la pace in Ucraina promosso con una lettera aperta da un gruppo di oltre quaranta diplomatici italiani non pi\u00f9 in servizio. Si tratta di ex ambasciatori che hanno ricoperto importanti ruoli internazionali, come nel caso di Antonio Armellini, Maria Assunta Accili, Rocco Cangelosi, Paolo Foresti, Armando Sanguini, Riccardo Sessa, Domenico Vecchioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019iniziativa \u00e8 stata ripresa solo da alcune testate probabilmente perch\u00e9 i proponenti non ricoprono pi\u00f9 ruoli ufficiali, ma ci\u00f2 non sminuisce la rilevanza dal documento anche perch\u00e9 si tratta di persone di grande esperienza e alcuni di essi sono ancora analisti seguiti dai media e in pubblicazioni specialistiche. Essendo peraltro non pi\u00f9 vincolati formalmente da obblighi di riserbo rispetto alle scelte \u201cpolitiche\u201d della Farnesina, in realt\u00e0 potrebbero anche avere espresso un sentire condiviso dalla diplomazia ufficiale. In ogni caso la loro \u00e8 un\u2019analisi motivata su pi\u00f9 punti e articolata in una proposta compiuta, per cui appare quanto mai opportuno valutarne il contenuto, anche nel coglierne eventuali aspetti critici su cui maturare altre riflessioni propositive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La nota centra il quadro di situazione evidenziando il rischio di \u201cscenari devastanti, che potrebbero mettere in pericolo la vita di milioni di persone e sfociare in un inverno nucleare\u201d. Il documento richiama quindi le dichiarazioni di Putin secondo cui \u201cse la sicurezza nazionale russa \u00e8 messa in pericolo dall\u2019avanzata ucraina sostenuta dalla NATO, il ricorso all\u2019arma atomica diverrebbe plausibile, in accordo con la dottrina strategica militare russa\u201d. Per gli ex diplomatici dunque \u201cla reazione della NATO, di fronte all\u2019impiego dell\u2019arma nucleare tattica, sarebbe devastante ed esporrebbe la Russia a gravi rappresaglie, che sfocerebbero in uno scontro nucleare simmetrico\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">C\u2019 \u00e8 poi il punto in cui si coglie lo stallo da superare: \u201cLe posizioni di entrambe le parti si sono irrigidite. I falchi russi chiedono un utilizzo della forza senza remore, fino all\u2019uso dell\u2019arma nucleare tattica, ma anche nel campo occidentale molteplici sono le pulsioni per una continuazione del conflitto fino alla resa totale di Mosca. Un tale scenario apocalittico fa orrore\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Le prospettive di escalation nucleare e convenzionale<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sul punto si poteva forse esprimere un giudizio pi\u00f9 compiuto, precisando che in atto la minaccia sarebbe riferita ad armi nucleari di livello \u201ctattico\u201d cui Stati Uniti e Nato hanno ribadito che la reazione, sebbene massiccia, sarebbe comunque di natura convenzionale. Ed era il caso di richiamare autorevoli analisi internazionali secondo cui \u2013 rifacendosi alla stessa dottrina russa della escalation-to-descalate oltre che a quella americana della mutual assured destruction \u2013 ritengono poco conveniente e difficilmente sostenibile per la Russia attuare la minaccia nucleare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il senso del documento dei diplomatici coglie in ogni caso la gravit\u00e0 della situazione, anche con riferimento al suo forte grado di imprevedibilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Segue il giudizio netto sulla \u201cillegalit\u00e0\u201d dell\u2019annessione del Donbass e di altre due regioni ucraine proclamata dalla Russia, ma\u00a0 vi \u00e8 anche un riferimento che appare critico sull\u2019Ucraina: il governo di Kiev ha firmato un decreto che vieta qualsiasi trattativa con Mosca e ha chiesto ufficialmente l\u2019adesione alla NATO, \u201cpur consapevole che la richiesta e\u0300 irricevibile\u201d. Quest\u2019ultima affermazione pu\u00f2 senz\u2019altro valere sotto il profilo tecnico, perch\u00e9 le norme del Trattato Atlantico effettivamente ad una attenta lettura precluderebbero l\u2019ingresso di un Paese gi\u00e0 in guerra, e nei fatti anche l\u2019attuale leadership dell\u2019Alleanza ha dilazionato l\u2019esame della richiesta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma l\u2019affermazione di principio poteva essere stemperata e comunque meglio chiarita: l\u2019Ucraina, come gli stessi ex ambasciatori riconoscono, \u00e8 vittima di una guerra di aggressione e ad essa \u00e8 comunque doverosa la\u00a0<em>self-defence<\/em>\u00a0\u201csolidale\u201d della comunit\u00e0 internazionale, secondo i principi della Carta delle Nazioni Unite\u00a0 e del diritto internazionale, che valgono anche per la Nato, a prescindere da qualsiasi processo di adesione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Passaggi significativi del documento sono poi la denuncia dei diplomatici, \u201cabituati da anni di esperienza all\u2019analisi oggettiva delle relazioni internazionali\u201d, sui gravi crimini contro l\u2019umanit\u00e0 e quindi la solidariet\u00e0 per le vittime della guerra, inclusi i rifugiati, i dissidenti e i coscritti in fuga, ma anche\u00a0 per gli strati sociali pi\u00f9 deboli delle popolazioni dell\u2019 Europa e dell\u2019Africa, ancora pi\u00f9 colpite per gli effetti della guerra nella\u00a0 povert\u00e0 e nelle diseguaglianze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il negoziato per il\u00a0<em>cessate-il fuoco<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><u><\/u>\u00c8 pertanto il momento di far \u201ctacere\u00a0 le armi e cedere il passo alla diplomazia\u201d, \u00a0e gli ex diplomatici avanzano dunque una \u00a0proposta concreta per una mediazione che possa stabilizzare la regione. Il documento parla esplicitamente di un \u201cappello al Governo italiano\u201d affinch\u00e9 si faccia promotore in sede europea \u2013 cominciando da un\u2019intesa tra Italia, Francia e Germania, cui potranno aggiungersi altri Paesi dell\u2019UE \u2013 di una forte iniziativa diplomatica che miri ad imporre un immediato cessate il fuoco e l\u2019 avvio di negoziati tra le parti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le Istituzioni europee dovrebbero perci\u00f2 influire sulla strategia della NATO e delineare una proposta di mediazione credibile, ripartendo dagli Accordi di Minsk e ribadendo \u201cle linee ispiratrici della coesistenza e della legalit\u00e0 internazionale: l\u2019inaccettabilit\u00e0 dell\u2019uso della forza per l\u2019acquisizione di territori, l\u2019autodeterminazione dei popoli, la protezione delle minoranze linguistiche europee\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La proposta pone quindi come primi risultati da perseguire il cessate il fuoco e l\u2019avvio immediato di negoziati tra le parti, al fine di pervenire a tre obiettivi: 1) simmetrico ritiro delle truppe e delle sanzioni; 2) definizione della neutralit\u00e0 dell\u2019Ucraina sotto tutela dell\u2019ONU; 3) svolgimento di referendum gestiti da Autorit\u00e0 internazionali nei territori contesi\u201d. Infine, secondo i diplomatici firmatari, occorre pensare anche alla convocazione di una Conferenza sulla Sicurezza in Europa, per promuovere il \u201critorno allo spirito di Helsinki e alla convivenza pacifica tra i popoli europei\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Un progetto per la pace che riaffermi il diritto internazionale<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In definitiva, si tratta di concetti che \u2013 anche su queste pagine (v. Crisi ucraina: occorre ripartire dagli accordi di Minsk \u2013 Analisi Difesa, 29 gennaio, Nella crisi ucraina Italia e Ue puntano sul rilancio degli accordi di Minsk e Helsinki \u2013 Analisi Difesa, 19 febbraio; L\u2019Ucraina neutrale e le vie della exit strategy dalla guerra \u2013 Analisi Difesa, 19 marzo, La road-map italiana per la pace in Ucraina \u2013 Analisi Difesa, 20 maggio) \u2013 sono stati espressi all\u2019esordio della crisi internazionale e nelle fasi cruciali della guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In queste analisi ovviamente sono stati esplorati anche profili pi\u00f9 critici e realistici, come quelli riferiti alla configurabilit\u00e0 della \u201cneutralit\u00e0\u201d dell\u2019Ucraina solo a determinate condizioni e con l\u2019intervento di \u201cStati garanti\u201d, o ad un nuovo status di Donbass e Crimea \u2013 anche se su quest\u2019ultima le posizioni non sono univoche \u2013 che consideri l\u2019esodo forzato cui da quasi venti anni sono stati costretti milioni di ucraini timorosi per il futuro di quelle terre. Cos\u00ec come \u00e8 stato pi\u00f9 volte valutato che i negoziati non potessero riguardare solo Ucraina e Russia, e nemmeno solo un confronto diretto tra Biden e Putin.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si \u00e8 infatti sostenuta la discesa in campo di un nucleo forte di mediatori, in cui dovrebbero avere un ruolo certamente le Nazioni Unite, ma anche l\u2019Unione Europea \u2013 che in questo caso potrebbe coinvolgere il Regno Unito e anche tutto il gruppo dei paesi aderenti \u2013 e grandi potenze come Cina, India, e altri importanti attori regionali come Turchia, Israele, Emirati Arabi e Arabia Saudita, che insieme hanno comune interesse ad esercitare una concreta e forte influenza su Putin per imporre la pace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Rimangono poi aperte le questioni sulle riparazioni, per la ricostruzione dell\u2019Ucraina, e sulla perseguibilit\u00e0 dei gravissimi crimini internazionali commessi da un modo scellerato di condurre il conflitto, colpendo indiscriminatamente e con brutalit\u00e0 la popolazione civile. Ma a parte la questione sulle riparazioni, sugli altri scenari la complessit\u00e0 si accentua, e occorrer\u00e0 valutare le soluzioni con molta cautela, probabilmente anche in un differente momento storico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 del tutto evidente che la proposta, pur avendo un senso compiuto, \u00e8 un documento di sintesi con alcune linee-guida, ma vuole essere anche un consiglio derivante dalla lunga esperienza di ex ambasciatori: un progetto di pace va tracciato in questa fase su linee essenziali, partendo dal cessate-il fuoco sull\u2019attuale linea del fronte. Sarebbe controproducente articolarlo ora su passaggi pi\u00f9 complessi e aspetti critici che, come gi\u00e0 accaduto, finirebbero per arenare il processo di pace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ci sar\u00e0 tempo e modo perch\u00e9 il sentiment diplomatico del momento possa concretizzarsi in soluzioni in atto non prevedibili, ma che potrebbero sorprendere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2022\/10\/guerra-in-ucraina-lappello-degli-ex-diplomatici-italiani-per-il-negoziato\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2022\/10\/guerra-in-ucraina-lappello-degli-ex-diplomatici-italiani-per-il-negoziato\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ANALISI DIFESA (Maurizio Delli Santi) Merita attenzione l\u2019appello per l\u2019avvio di negoziati per la pace in Ucraina promosso con una lettera aperta da un gruppo di oltre quaranta diplomatici italiani non pi\u00f9 in servizio. 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