{"id":75043,"date":"2022-10-23T11:00:38","date_gmt":"2022-10-23T09:00:38","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75043"},"modified":"2022-10-22T09:40:20","modified_gmt":"2022-10-22T07:40:20","slug":"perche-la-transizione-e-verde","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75043","title":{"rendered":"Perch\u00e9 la transizione \u00e8 verde"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Resistenze al nanomondo (redazione) &#8211; da L&#8217;Urlo della Terra, numero 10, luglio 2022<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cSebbene sia piuttosto vero che ogni politica radicale di applicazione delle teorie eugenetiche sar\u00e0 impossibile per molti anni a venire (ragioni politiche e psicologiche lo impediranno), \u00e8 importante che l\u2019UNESCO continui a esaminare l\u2019eugenetica con la massima attenzione, informando nel miglior modo possibile l\u2019opinione pubblica sull\u2019argomento e sulle sue possibili implicazioni. In questo modo, quello che oggi \u00e8 considerato impensabile\u00a0 potr\u00e0 in futuro almeno cominciare a essere preso in considerazione senza tab\u00f9 di sorta.\u201d Julian Huxley, 1946.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel programma di <em>resettaggio<\/em> e di Grande Trasformazione in corso tanti gli aspetti che vengono toccati, sia per trasformarli irrimediabilmente, sia per renderli <em>obsoleti<\/em> e quindi da destinare nel dimenticatoio della storia. Esiste per\u00f2 un aspetto che non solo \u00e8 chiamato a comprendere tutti gli altri, ma ha anche origini pi\u00f9 antiche: l\u2019ecologia. Su questo tema vi sono questioni ampiamente denunciate e dibattute, a volte anche dagli stessi responsabili dell\u2019ecocidio in atto. Nel tempo, denunciare il rischio ecologico e poi portare a <em>risolverlo<\/em> si \u00e8 rilevato molto remunerativo per tutta l\u2019industria, da quella chimica ed energetica a quella farmaceutica. Tutti parlano di ecologia, evidentemente a sproposito, per poi adottare strategie commerciali o politiche che rappresentano tutto l\u2019opposto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019ecologia \u00e8 talmente considerata che anche a Davos tra aguzzini della finanza e delle multinazionali gira una giovane ragazza in treccine che li riporta alle loro responsabilit\u00e0 in merito al cambiamento climatico, tanto da far percepire quasi un po\u2019 di bonomia etica, ma \u00e8 solo un attimo perch\u00e9 uno sguardo attento mostrerebbe subito gli artigli assassini di tutti costoro. Ormai sembra essere evidente ai pi\u00f9 che tutta la ristrutturazione del comparto tecno-industriale si basa su retoriche ambientaliste, tanto che \u00e8 stato coniato un termine specifico per evidenziare e denunciare questo fenomeno, ovviamente con un inglesismo: <em>green washing<\/em>.L\u2019industria, nelle sue multiformi vesti, adotta lo stile ecologico per continuare, non solo quello che ha sempre fatto a discapito di terre e corpi, ma per continuare a farlo ancora meglio, soprattutto con la possibilit\u00e0 di un nuovo rivestimento che mimetizza le nefandezze in una cornice di ecosostenibilit\u00e0. Il verde sta quindi colorando tutto, anche le terre rare e rarissime che sono la base energetica per le batterie di tutti i nuovi dispositivi che andranno ad arricchire il guardaroba della transizione ecologica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da una visione superficiale sembrerebbe di trovarsi di fronte a un qualcosa di positivo, l\u2019ecologia, che ad un certo punto ha subito una degenerazione. Le ragioni per cui questo cammino ha avuto un\u2019involuzione o delle prassi di tradimento rispetto l\u2019idea originaria sarebbero da ricercare nel solito profitto, nell\u2019avidit\u00e0 senza scrupoli dell\u2019industria. L\u2019avidit\u00e0 economica sembra dunque essere sempre il motore che tutto muove. Noi sosteniamo che certamente il lato economico \u00e8 importante, ma, ancora una volta, vorremmo sottolineare come questo sia gi\u00e0 appagato da molto tempo, considerando che queste \u00e9lite di potere stanno a capo delle stamperie del denaro con il potere di aprire e chiudere i rubinetti a seconda del progetto in corso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quando parliamo di ecologia in questo contesto ci riferiamo a quella promossa dalle compagnie, dagli Stati, portata avanti dalle grandi corporazioni ambientaliste, ONG, fondazioni e dall\u2019associazionismo ascoltato nei grandi forum internazionali. Questo tipo di ecologia che potremmo definire senza alcun dubbio <em>scientifica<\/em> ci riporta all\u2019opera di razionalizzazione della natura. In questo testo vorremmo occuparci di quest\u2019<em>ecologia scientifica <\/em>che da decenni accompagna il potere nella sua presa della natura, dell\u2019umano e degli altri animali. Siamo convinti che il vero motore di questa ecologia del potere sia stato sempre quello di trasformare il mondo naturale secondo determinate visioni tanto care a precise \u00e9lite di scienziati del secolo scorso e dei tempi presenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se questa precisa concezione di ecologia nei suoi grandi programmi ha sempre rappresentato lo sviluppo del dominio nei suoi vari aspetti, non stupisce oggi vedersela puntare contro quale arma di ricatto per la nostra <em>irresponsabilit\u00e0 <\/em>nei confronti del pianeta, non avendo noi avuto un giusto \u201cstile di vita\u201d,come si chiamava una vecchia campagna del WWF Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Siamo fortemente convinti che questa visione estesa oggi a livello mondiale abbia origini molto lontane. A livello teorico deriva da determinate correnti di pensiero ecologista che dettero vita al transumanesimo di cui il clan Huxley era il pi\u00f9 rappresentativo. Julian Huxley, che coni\u00f2 il termine transumanesimo, gett\u00f2 le basi sulle quali si edific\u00f2 il pensiero eugenetico e transumanista e a seguire anche il pensiero cibernetico. Una razionalizzazione, un controllo e gestione, al fine di riprogettare tutto il vivente dirigendo la sua evoluzione. Ma la \u201cmaggior parte del lavoro\u201d secondo Huxley sarebbe stata fatta sull\u2019umano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Risaliremo alle origini di questa ecologia scientifica e transumana, alla sua idea di conservazione della natura e ai suoi <em>campioni di natura<\/em>, tracciando i punti cardine di questo pensiero che nell\u2019organizzazione cosciente e sistematica del mondo \u2013 espressa nel testo chiave di Julian Huxley <em>Ci\u00f2 che oso pensare<\/em> \u00a0del 1931 \u2013 rappresenta quel pensiero che vediamo oggi prendere drammaticamente forma in tutte le sue molteplici espressioni in questa transizione <em>verde<\/em>.<br \/>\nDeterminati interventi e programmi che vediamo oggi nella cosiddetta conservazione della Natura hanno origini antiche, come quelle principesche che dettero i natali al Fondo Mondiale Per La Natura (WWF) dove figurava come primo presidente il principe Bernardo dei Paesi Bassi simpatizzante del Terzo Reich e organizzatore dei primi incontri del Club Bilderberg. Negli anni \u201960 tra i fondatori di questa organizzazione e lobby ambientalista figurava anche Julian Huxley.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Huxley nei suoi scritti, in particolare <em>La biologia e l\u2019ambiente fisico dell\u2019uomo<\/em>, esprime in maniera molto chiara la necessit\u00e0 di controllare i sistemi naturali, per evitare quello che descrive come caos, disordine e sviluppi che lasciati a s\u00e9 stessi potrebbero rivelarsi, a suo avviso, nocivi. Si rende quindi necessario controllare e stabilire <em>nuovi equilibri<\/em> che siano convenienti agli scopi dell\u2019essere umano. Il punto di partenza per tale controllo e gestione dell\u2019intero vivente \u00e8 proprio la conservazione della natura, che diventer\u00e0 la politica centrale del WWF e di tutti i vari organismi governativi che verranno dopo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per la salvaguardia della natura selvaggia e in particolare degli animali in estinzione Huxley osserva come l\u2019essere umano si \u00e8 reso responsabile della scomparsa di tante specie e, nel suo significativo libro <em>Ci\u00f2 che oso pensare<\/em>, scrive: \u201cDobbiamo sapere dove e quando procreano, quanti piccoli mettono al mondo, e quanto tempo questi impiegano per crescere, quale \u00e8 la loro mortalit\u00e0 naturale; poi sulla base di tali cognizioni predisporre il nostro sfruttamento in modo che esso incida soltanto la superproduzione\u201d. Il tutto se \u201cvogliamo che le specie selvagge continuino a fornire olio, pellicce, concimi, carni e sport dobbiamo regolare la loro situazione come regoleremmo un affare\u201d. In questo elenco sembra proprio che Huxley stia pensando alla propria classe agiata e influente di cui fa parte da generazioni. Pi\u00f9 che di un naturalista sembra essere in presenza di un allevatore coscienzioso e lungimirante che prodiga buone cure perch\u00e9 sa che queste permetteranno un mantenimento e una buona produzione nel tempo. Per aumentare le rese di cibo per gli animali da allevamento Huxley scrive: \u201cse \u00e8 migliorata la macchina animale per utilizzare l\u2019erba, bisogna in corrispondenza migliorare la macchina vegetale cui \u00e8 affidato il primo stadio del processo, cio\u00e8 la elaborazione di materiali greggi della terra e dell\u2019aria. Perci\u00f2 le ricerche proseguono alacri per scoprire i migliori fertilizzanti dell\u2019erba, ma anche per produrre nuovi tipi vegetali che per efficienza siano superiori\u00a0 all\u2019erba ordinaria quanto una moderna mucca da latte lo \u00e8 rispetto alla mucca primitiva\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Viene enunciato con chiarezza come si dovrebbe attuare questa trasformazione ed emerge con forza il legame tra ecologia e genetica: \u201cL\u2019ecologia qui si congiunge con la genetica\u2026 perch\u00e9 essa offre la prospettiva delle trasformazioni pi\u00f9 radicali del nostro ambiente. Mucche e montoni, alberi della gomma o barbabietole, rappresentano sotto un certo aspetto altrettante macchine viventi, designate a trasformare materiale greggio in prodotti finiti, valevoli per gli usi dell\u2019uomo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si arriva anche a fare quelle che all\u2019apparenza sembrano semplici speculazioni filosofiche o pi\u00f9 probabilmente dei sogni di un\u2019eugenista: \u201cSe volessimo, potremmo infliggere ad altri felini ci\u00f2 che abbiamo inflitto a numerose specie di gatto domestico, cio\u00e8 la placida amabilit\u00e0 invece della ferocia truculenta, e cos\u00ec ottenere tigri che fossero realmente, e non soltanto nei versi di Belloc, vezzose e miti\u201d.Tutto pu\u00f2 portare ad esiti sorprendenti, ma solo se si \u201criesca a perfezionare la scienza ecologica che sola pu\u00f2 fornirci le cognizioni necessarie\u201d.\u00a0Oltre alla conservazione delle singole specie l\u2019interesse si \u00e8 spostato presto verso l\u2019intero ambiente, tanto che il WWF attualmente usa ancora le stesse affermazioni del suo storico fondatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Secondo Huxley \u00e8 molto facile mescolare natura e civilt\u00e0 in modo tale che l\u2019essenza di una \u00e8 distrutta e quella dell\u2019altra non del tutto realizzata con il risultato finale di un\u2019insoddisfacente compromesso. \u201cDiversi sono l\u2019equilibrio della natura e quello della civilt\u00e0: ognuno di essi \u00e8 mirabile nel suo genere, e di entrambi possiamo progettare la conservazione\u201d. Per far fronte all\u2019insoddisfacente compromesso \u00e8 necessaria un\u2019o<em>rganizzazione cosciente<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella sua idea conservazionista Huxley intendeva che \u201ccerte aree dovrebbero essere messe a parte come campioni della natura, nello stesso modo che nei musei conserviamo esemplari interessanti di animali e piante. Esse sarebbero dei santuari della natura, ai quali bisognerebbe concedere con parsimonia accesso, e soprattutto a scopo di studio scientifico. In aggiunta a queste categorie principali, si potrebbero stabilire riserve per usi speciali: per la vita degli uccelli, per la conservazione di piante rare o belle, o anche di strani esseri umani, quali i pigmei\u201d.<br \/>\nLa necessit\u00e0 di mantenere delle zone non immediatamente ad uso umano hanno portato alla creazione di quei progetti che oggi chiamiamo parchi o oasi naturali, ma \u00e8 possibile intendere anche particolari zoo o bioparchi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nCosa intende quindi Huxley con conservazione della natura? Una sua catalogazione e organizzazione sistematica, al fine di renderla illimitatamente disponibile. Una parte di essa dovr\u00e0 conservare le sue propriet\u00e0 naturali e originarie che potrebbero sempre servire, come quando oggi viene conservato il germoplasma dei semi antichi nella Banca del seme, un\u2019altra parte di essa servir\u00e0 come bacino di materia prima da sfruttare, ma la parte pi\u00f9 grande, o, meglio l\u2019intera natura per come viene concepita, diventer\u00e0 spazio di controllo, gestione, intervento e modificazione da parte dell\u2019umano. Conservare la natura per averla disponibile da modificare in base alle proprie esigenze e da riprogettare in base alla propria idea di evoluzione e progresso. Una conservazione e una gestione anche degli ambienti selvaggi sotto la mano dell\u2019<em>organizzazione cosciente<\/em>. L\u2019ecologia, intesa come conoscenza dei processi naturali, \u00e8 fondamentale per raggiungere questi scopi. Ben presto Huxley arriva a toccare il punto cardine del suo pensiero: \u201cper preservare la natura noi dobbiamo conoscere il meccanismo che ne assicura l\u2019equilibrio, ci aiuta in ci\u00f2 la ben sviluppata scienza che \u00e8 detta ecologia\u201d. <em>Un\u2019ecologia scientifica<\/em> che da sempre ha avuto un\u2019ossessione non solo per il controllo, ma per regolare e dirigere il corso della natura, di tutti gli esseri viventi e degli stessi fenomeni, perch\u00e9 \u00e8 necessario, ricorda ancora il fondatore del WWF, sfruttare la natura in modo \u201ccosciente e sistematico\u201d e stabilire \u201cnuovi equilibri\u201d funzionali ai nostri scopi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una riorganizzazione e produzione della natura che necessita di sopprimere tutto ci\u00f2 che esiste in modo autonomo e spontaneo. Non potr\u00e0 esistere manifestazione vivente fuori da razionalizzazioni e da previsioni, il principio razionale scientifico-ecologico decreter\u00e0 nuove norme necessarie per il buon andamento di ogni cosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Huxley con dispiacere afferma che l\u2019umano non riuscir\u00e0 forse mai ad avere un completo controllo dell\u2019ambiente perch\u00e9 non riuscir\u00e0 a impedire tutti quei fenomeni come terremoti, alluvioni e non riuscir\u00e0 a cambiare il clima, ma rimane fiducioso nelle future possibilit\u00e0 a cui condurranno gli sviluppi scientifici. Nel frattempo, in attesa di giungere a un totale controllo l\u2019umano potr\u00e0 comunque intervenire nei processi naturali al fine di regolarli e guidarli. Il controllo totale sar\u00e0 necessario al fine di irrompere nei processi naturali per stravolgerli e modificarli. Ovviamente fin tanto che tutto ci\u00f2 non sar\u00e0 ancora possibile la natura continuer\u00e0 ad essere sfruttata in modo sistematico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nQuesto modo di intendere l\u2019ecologia e la conservazione della natura non \u00e8 stato uguale in ogni parte del mondo anche se il modello proposto da Huxley con il suo WWF ha avuto la meglio, soprattutto nel permeare di scienza qualsiasi visione, anche in ambito sociale. Dal controllo e gestione dell\u2019ambiente naturale alla scienza del controllo e della gestione delle condotte, alla gestione coordinata e pianificata degli spazi, alla gestione ordinata e ottimale del mondo grazie al potere razionalizzante della tecnica e in particolar modo della cibernetica.Controllo e pianificazione totali saranno possibili grazie alla scienza. Questa natura addomesticata avr\u00e0 bisogno del controllo efficace operato dalla scienza, \u201cunica vera guida\u201d che potr\u00e0 portare l\u2019umano al suo possibile \u201cdestino evolutivo\u201d. Senza questo accompagnamento scientifico la societ\u00e0 andrebbe incontro ad un \u201ccrollo e ad un ristagno\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nL\u2019umano viene posto all\u2019interno di un \u201cgigantesco esperimento evolutivo\u201d che deve essere controllato e guidato dalla scienza ed ora, grazie alle tecno-scienze e alla biologia sintetica anche modificato e riprogettato dal suo interno permettendo cos\u00ec la massima realizzazione delle loro iniziali aspirazioni e dei loro fini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nTra vetrini, provette e colture di cellule nei loro laboratori, effettuando esperimenti minuziosamente descritti in <em>Ci\u00f2 che oso pensare<\/em>, questi scienziati non erano mossi da una morbosa o folle curiosit\u00e0 e non giocavano a diventare dio, ma si stavano dotando delle conoscenze e degli strumenti per loro necessari\u00a0 a intervenire poi sull\u2019intero vivente, umano incluso, al fine di governarne l\u2019evoluzione. Esperimenti durante lo sviluppo embrionale di alcuni animali cambiando la temperatura, introducendo sostanze tossiche o durante il successivo sviluppo esportandone le ghiandole endocrine per osservare come si sarebbe modificata la crescita di alcuni organi affermando che tutto questo era molto interessante dal punto di vista teorico, ma chiedendosi come applicarlo all\u2019umano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nIn quella conservazione della natura Huxley sembra intravedere quindi una possibilit\u00e0 non solo importante, ma irrinunciabile. Il campo di intervento \u00e8 la biologia infarcita di eugenismo che andr\u00e0 a dare corpo al suo \u201cumanesimo scientifico\u201d: \u201calla vita umana si pu\u00f2 applicare il procedimento gi\u00e0 applicato con tanto successo alla materia inerte, agli animali, alle piante\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nIn pi\u00f9 di un\u2019occasione \u2013 forse non per caso, e forse nemmeno come semplice megalomania di chi sa di far parte di un\u2019\u00e9lite chiamata a svolgere compiti superiori \u2013 Huxley confonde i ritmi di un\u2019evoluzione naturale con un determinismo tecno-scientifico, proprio quello che chiamer\u00e0 come il nuovo \u201cumanesimo scientifico\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nLeggiamo queste sue parole: \u201cLa maggior parte di noi vorrebbe vivere pi\u00f9 a lungo, godersi una vita pi\u00f9 sana e felice, poter controllare il sesso dei figli quando sono concepiti, e poi modellare il proprio corpo, intelletto e temperamento nel miglior modo possibile, ridurre le sofferenze non necessarie \u00a0a un minimo; stimolare al massimo le proprie energie senza poi risentirne effetti nocivi. Sarebbe piacevole creare a nostro talento nuove specie animali e di piante, cos\u00ec come si preparano tanti composti chimici, raddoppiare il rendimento di un ettaro di grano o di un gregge, mantenere la bilancia della natura in nostro favore, bandire dal mondo parassiti e i germi delle malattie. Sin dai tempi di Platone, e anche prima, vi sono stati utopisti che sognarono di controllare il flusso della razza umana, non soltanto nella quantit\u00e0, ma anche nella qualit\u00e0, affinch\u00e9 l\u2019umanit\u00e0 potesse fiorire con caratteri nuovi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nAnche in queste righe quasi recitate in seconda persona, come un qualcosa di collettivo sicuramente condiviso dai pi\u00f9, sta pensando al proprio di programma, a quello del suo clan familiare e a quello di tutta un\u2019\u00e9lite di cui lui era un ottimo rappresentante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\u00c8 molto importante seguire questo filone di pensiero, comprendendo che l\u2019ecologia per questa \u00e9lite transumanista non era un mero involucro dove nascondere altri intenti e obiettivi, ma era ed \u00e8 parte dello stesso discorso. Fuori dall\u2019ambiente selvatico, che costoro allora \u2013 come ancora adesso \u2013\u00a0 percepivano come un qualcosa di simile ad una teca da museo che si pu\u00f2 ammirare in un fine settimana o in gita scolastica con il professore di scienze, vi \u00e8 l\u2019allevamento per gli animali e la coltivazione per i vegetali. Le persone pi\u00f9 capaci sono chiamate ad essere i <em>selezionatori<\/em> dei pi\u00f9 adatti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nImpregnati di Malthusianesimo e di Darwinismo sociale \u2013 tutto rimane in famiglia a quanto pare -sono sfociati nei pi\u00f9 ampi programmi di eugenetica che nei decenni sono sopravvissuti a tutte le turbolenze, anche a quelle degli orrori dei campi di sterminio, o forse sono sopravvissuti proprio grazie a questi. Nel pieno della propaganda nazista durante la Galton Lecture del 1936 presso la Societ\u00e0 di Eugenetica Huxley afferma: \u201cGli strati pi\u00f9 bassi, presumibilmente meno dotati geneticamente, si riproducono relativamente troppo velocemente. Per questo motivo \u00e8 necessario insegnare loro i metodi di controllo delle nascite; non devono avere un accesso facilitato all\u2019assistenza o alle cure ospedaliere, per evitare che la rimozione dell\u2019ultimo riscontro della selezione naturale renda troppo facile la produzione o la sopravvivenza dei bambini; una lunga disoccupazione dovrebbe essere un motivo di sterilizzazione\u201d. Costoro, che a Norimberga da vincitori avrebbero dettato le regole morali ai vinti nazisti, non erano altro che arrivati alle stesse conclusioni, tanto da far dichiarare a degli imputati in quel processo che si erano ispirati agli Stati Uniti d\u2019America, dove da anni si portavano avanti politiche eugeniste regolamentate da leggi democratiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nQuella che \u00e8 evidente, ieri come oggi, \u00e8 che si vuole arrivare ad un\u2019\u201cumanit\u00e0 scientifica\u201d, usando la definizione di Huxley. Questa praxis scientifica si vuole universale, ma ovviamente solo un\u2019\u00e8lite ne conoscer\u00e0 i pi\u00f9 segreti meccanismi. Huxley mette in guardia dal possibile crearsi di una dittatura, ma ne propone una su base biologica e si sbizzarrisce nel parlare di esperimenti evolutivi dove la vita pu\u00f2 raggiungere \u201cnuovi livelli di realizzazioni e di esperienze\u201d. Il tipo di societ\u00e0 desiderata \u00e8 bene esposta da Aldous, fratello maggiore di Julian. Aldous Huxley era un altro noto eugenista che nel suo romanzo <em>Il Mondo Nuovo<\/em> in realt\u00e0 non aveva voluto lanciare un allarme, il libro \u00e8 da interpretare come un manifesto del clan Huxley, da sempre promotori di certe teorie. Solo realizzando un\u2019 \u201cumanit\u00e0 scientifica\u201d, ci ricorda Julian Huxley, l\u2019umano potr\u00e0 affermare il suo privilegiato diritto: quello di \u201cdiventare un primo organismo che eserciti un controllo cosciente sul proprio destino evolutivo\u201d.<br \/>\nNel loro immaginario il mondo \u201csar\u00e0 suddiviso in modo razionale, secondo i bisogni delle messi, delle foreste, dei giardini, dei parchi, della caccia, della conservazione della natura selvaggia; ci\u00f2 che crescer\u00e0 in qualsiasi parte della superficie terrestre sar\u00e0 dovuto ad una precisa idea dell\u2019uomo; molte specie di animali dovranno al controllo umano non soltanto il fatto della loro esistenza e crescita, ma anche le loro caratteristiche e la loro stessa natura\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nQuesta idea di conservazione viaggia strettamente in parallelo con quella che era, ed \u00e8 tuttora, la filantropia: fondazioni miliardarie con poteri smisurati piene di buone intenzioni, ovviamente quelle che loro ritengono buone intenzioni. C\u2019\u00e8 la povert\u00e0 nel mondo? Costoro da sempre si prodigano a controllare e gestire la popolazione nella sua alimentazione, ma soprattutto nella sua riproduzione con precise politiche che hanno sempre condizionato nei paesi del Sud del mondo le decisioni pi\u00f9 importanti in ambito sociale e sanitario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sono passati decenni da quando questi pensieri vennero non solo elaborati, ma poi concretizzati attraverso strumenti operativi per agire nel reale. Lo stesso Huxley, oltre ad aver fondato il WWF, fu presidente dell\u2019UNESCO per circa due anni per poi dimissionare in modo non del tutto chiaro. In quegli anni si parlava della povert\u00e0 in Africa e del grave flagello della febbre gialla elogiando coloro che al tempo erano i filantropi per eccellenza essendo i promotori della Rivoluzione Verde: la famiglia Rockfeller. Significativo che Huxley afferm\u00f2: \u201cla febbre gialla sta perdendo terreno nella guerra che le ha dichiarato il signor Rockfeller\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nHuxley si interroga sul fatto se tutti questi risultati potessero essere considerati buoni: \u201cPerch\u00e9 eliminando una malattia, la necessit\u00e0 biologica della resistenza andrebbe a sparire e i meno resistenti sopravviveranno al pari dei pi\u00f9 resistenti, e la resistenza della media della popolazione scemer\u00e0 gradualmente. E, se molte malattie fossero bandite da un paese, lasciando per il resto le cose al loro andamento, \u00e8 quasi certo che ne conseguirebbe un abbassamento della vitalit\u00e0 generale, essenza menomata della popolazione dalla sproporzionata sopravvivenza degli individui deboli che le malattie avrebbero spietatamente eliminato. In altre parole, la popolazione sarebbe pi\u00f9 sana per quanto riguarda quelle determinate malattie, ma come razza avrebbe messo i piedi nella pericolosa china della degenerazione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dietro apparentemente tanti dubbi e interrogativi trasuda una ben chiara visione di mondo, che affronta una questione tanto cara a quell\u2019\u00e9lite di allora come a quelle di oggi: la sovrappopolazione. I numeri delle bocche da sfamare, ma anche i pi\u00f9 adatti a esserlo. Se Huxley si differenzia da alcuni suoi contemporanei come Galton, Spencer e Mendel \u2013 a quest\u2019ultimo gli tocc\u00f2 di smettere di torturare animali per passare ai piselli per non irritare le autorit\u00e0 ecclesiastiche \u2013\u00a0 dichiaratamente razzisti, non lo fa per buonismo o perch\u00e9 la pensasse diversamente. Semplicemente ritenne pi\u00f9 efficace la sua formula dell\u2019ecologia che, a quanto pare, gli aveva permesso di innestare il suo pensiero nel tempo, assicurandogli una durata che gli \u00e8 sopravvissuta.<br \/>\nQueste visioni ecologiste, almeno quelle del clan Huxley, avranno un\u2019enorme peso nel consolidare le politiche ambientali nei vari decenni, sicuramente quelle del conservazionismo di Stato e soprattutto del WWF. Questa organizzazione \u00e8 stata la pi\u00f9 rappresentativa di quella visione di mondo, tanto da spostare, sterilizzare, reprimere e uccidere popoli originari indigeni per preservare specie in estinzione, arrivando a promuovere lo sviluppo di tecnologie invasive pur di far rientrare le proprie cornici di vita selvatica degna o non degna di sopravvivere. Una piccolissima percentuale di vita selvatica ingegnerizzata e costantemente monitorata rinchiusa in ristrettissimi parchi per il sollazzo di quella che con il tempo si restringer\u00e0 in una piccola \u00e9lite pagante che vorr\u00e0 sentire da vicino il gusto del selvatico arricchito magari da performance multimediali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nLa storia di questi filantropi-naturalisti che hanno portato le loro teorie e i loro sogni transumanisti fino ai nostri tempi \u00e8 ricca di sorprese. Non si pu\u00f2 considerare una generosit\u00e0 verso i poveri il loro costante impegno per debellare gravi malattie del Sud del mondo come la malaria. Costoro odiavano i poveri e il loro mondo, tutto ci\u00f2 che questo poteva rappresentare, considerato come uno spreco e pi\u00f9 spesso come una minaccia per la loro sopravvivenza, essendo loro i portatori di privilegi unici, ovviamente su base biologica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Parlando del flagello della mosca tse-tse e la conseguente diffusione del morbo Huxley sostiene la necessit\u00e0 di intervenire in modo diretto o indiretto non solo sulla mosca, ma su tutto l\u2019ambiente, in modo che gli insetti <em>sgraditi <\/em>non trovino pi\u00f9 le condizioni favorevoli per la loro diffusione. Prosegue poi ritornando a quel legame tanto caro con la genetica: \u201cpossiamo affrontare il problema secondo un\u2019altra prospettiva, si pu\u00f2 modificare l\u2019essenza stessa della Natura, alterando l\u2019equilibrio col mutare delle qualit\u00e0 congenite degli organismi in questione, per esempio, invece di assalire un flagello inserendo il suo nemico o modificando l\u2019ambiente in cui esso opera, possiamo di proposito allevare una specie che resista direttamente ai suoi assalti. Cos\u00ec ora si produce grano che \u00e8 relativamente immune dalla ruggine; gli Olandesi ci hanno dato un esempio suggestivo di ci\u00f2 che si pu\u00f2 compiere applicando a fondo i metodi mendeliani\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pochi anni dopo tutte queste speculazioni sarebbero diventate la Rivoluzione Verde: il pi\u00f9 grande flagello sociale per i popoli del sud del mondo espropriati della loro autonomia e spesso minacciati nella loro stessa sopravvivenza. Ma anche la natura avrebbe pagato il suo prezzo con una degradazione ed erosione di cui ancora oggi si contano le conseguenze. Queste visioni di mondo sono sopravvissute nel tempo e hanno permesso ad altri affini di mettere in pratica i progetti di costoro. Dopo la Rivoluzione Verde \u00e8 arrivata la Rivoluzione biotecnologica, fino a quella del Crispr\/Cas9. In Africa assistiamo a progetti ancora una volta di natura filantropica, ancora una volta per i poveri e ancora una volta per debellare malattie come la malaria. Qui troviamo all\u2019opera la Fondazione Gates che ha finanziato progetti come il Gene Drive che consiste nell\u2019immissione in natura di zanzare geneticamente modificate in grado di portare all\u2019estinzione l\u2019intera specie ritenuta nociva. Ovviamente la zanzara \u00e8 solo l\u2019inizio perch\u00e9 \u00e8 evidente che si vuole fare ben altro con queste tecnologie, lo spettro di nocivit\u00e0 per questi neo malthusiani \u00e8 molto ampio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nA questo punto viene da porsi la domanda: che naturalisti erano questi Huxley passati alla storia proprio come grandi scienziati ed estimatori del bello naturale? Basta andare ancora un po\u2019 indietro nel tempo al \u201cnonno Thomas H. Huxley\u201d che cos\u00ec si definiva e, riferendosi alle scienze naturali che erano il suo particolare mestiere: \u201cho paura che in me ci sia ben poco del vero naturalista. Non ho mai fatto raccolte, e la sistematica \u00e8 sempre stata una seccatura per me. Nel mio campo di studio mi interessava quel che vi era di architettonico, e quel che poteva essere studiato da un ingegnere, il riconoscere quella meravigliosa unit\u00e0 di piano in migliaia di diverse costruzioni viventi, e le modifiche di apparati simili a scopi diversi\u201d. Forse fanno pi\u00f9 chiarezza altre sue parole che trasudano distanza verso le categorie pi\u00f9 svantaggiate o semplicemente verso gli sfruttati: \u201cPensavo allora, come mai questa gente non facesse massa e non cercasse di mangiare bene e saccheggiare secondo il proprio gusto, magari per poche ore finch\u00e9 la polizia non riuscisse a fermarli, e ad impiccarne qualcuno. Ma questi poveri rottami non hanno pi\u00f9 cuore nemmeno per questo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nCi sono stati altri naturalisti che hanno dato un fondamentale contributo per diffondere un senso altro di conservazione della natura con visioni non paragonabili a quelle transumaniste ed eugeniste. Uno di questi pionieri dell\u2019ecologismo di tipo conservazionista \u00e8 sicuramente l\u2019americano John Muir che ci ha lasciato tra le pi\u00f9 belle pagine scritte attorno alla storia naturale dedicata alle montagne Americane come lo Yosemite, allora ancora poco esplorate. La sua creatura, il Sierra Club, presente ancora oggi, fa parte della cloaca dell\u2019ambientalismo governativo, antropocentrico e produttivista, ma in principio era altra cosa. Il suo fondatore non ha concepito la sua idea di natura selvaggia discutendone nelle sedute della Royal Society tra gentiluomini che avevano in odio qualsiasi cosa che non rappresentasse la loro categoria e soprattutto il loro metodo scientifico, abituati a camminare nei lunghi e austeri corridoi del Britisch Museum ad osservare nelle teche gli ultimi saccheggi effettuati nella natura selvaggia. Muir pu\u00f2 benissimo essere considerato uno dei fondatori dell\u2019ecologia e nulla in lui, nel suo pensare e soprattutto nel suo agire, pu\u00f2 avvicinarlo anche solo di poco a quell\u2019ecologia scientifica fatta di calcoli, razionalizzazioni e pericolosissime manipolazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nQuando, in tempi recenti, l\u2019alibi per far accettare l\u2019inaccettabile \u2013 travestito da un\u2019aurea pura ed ecologica \u2013 irrompe con il suo volere con il dogma tecno-scientifico, personaggi come Muir \u2013 instancabili ammiratori e difensori della natura che ben poco avevano di scientifico \u2013 ridanno speranza a quelle idee e a quelle lotte che hanno compreso l\u2019importanza di proteggere la natura selvaggia allo stesso modo in cui proteggiamo noi stessi, perch\u00e9 gli squilibri di uno cadranno irrimediabilmente sull\u2019altro, ma non solo, come scrive John Muir descrivendo le distese selvagge dell\u2019Alaska: \u201cNon ci sar\u00e0 felicit\u00e0 in questo mondo per chi non \u00e8 capace di gioire in un posto simile\u201d.<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.resistenzealnanomondo.org\/necrotecnologie\/perche-la-transizione-e-verde\/\">https:\/\/www.resistenzealnanomondo.org\/necrotecnologie\/perche-la-transizione-e-verde\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Resistenze al nanomondo (redazione) &#8211; da L&#8217;Urlo della Terra, numero 10, luglio 2022 \u201cSebbene sia piuttosto vero che ogni politica radicale di applicazione delle teorie eugenetiche sar\u00e0 impossibile per molti anni a venire (ragioni politiche e psicologiche lo impediranno), \u00e8 importante che l\u2019UNESCO continui a esaminare l\u2019eugenetica con la massima attenzione, informando nel miglior modo possibile l\u2019opinione pubblica sull\u2019argomento e sulle sue possibili implicazioni. 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