{"id":75056,"date":"2022-10-24T09:30:09","date_gmt":"2022-10-24T07:30:09","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75056"},"modified":"2022-10-22T13:46:23","modified_gmt":"2022-10-22T11:46:23","slug":"la-politica-si-e-gia-dimenticata-della-sanita-e-per-il-neo-ministro-non-sara-una-passeggiata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75056","title":{"rendered":"La politica si \u00e8 gi\u00e0 dimenticata della sanit\u00e0. E per il neo ministro non sar\u00e0 una passeggiata"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di QUOTIDIANO SANIT\u00c0 (Cesare Fassari)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-75057\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/1666345136.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/1666345136.jpg 150w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/1666345136-80x80.jpg 80w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>21 ottobre &#8211; La decisione ampiamente anticipata di una scelta tecnica per il dicatero della Salute conferma purtroppo una visione secondo la quale la sanit\u00e0 non sia materia di grande interesse generale ma un ambito di intervento squisitamente tecnico, come se dettare linee e strategia per le politiche di tutela della salute degli italiani fosse pari a organizzare al meglio un ospedale o un distretto sanitario. Invece sappiamo bene che cos\u00ec non \u00e8. Anche per questo e in considerazione delle prospettive economiche, tutt&#8217;altro che rosee, il neo ministro avr\u00e0 davanti un compito molto arduo per far valere le ragioni del settore<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oggi su Il Sole 24 Ore i due \u201cbocconiani\u201d, Francesco Longo e Mario Del Vecchio, hanno scritto senza troppi giri di parole che l\u2019immagine di una sanit\u00e0 \u201cin espansione\u201d dopo il Covid \u00e8 un\u2019illusione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La realt\u00e0 dei numeri \u00e8 infatti implacabile: dopo la salita dei finanziamenti durante la pandemia (tra l\u2019altro comunque insufficiente con il rischio di vedere presto molte regioni \u201cinsospettabili\u201d andare in rosso) abbiamo raggiunto poco pi\u00f9 del 7% del Pil, che ci pone comunque molto al di sotto della soglia investita in sanit\u00e0 da Germania e Francia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per il futuro prossimo, anche questa soglia, sar\u00e0 nuovamente abbandonata per tornare (leggi Def e Nadef) vicino al 6,1% del Pil nel 2025, ovvero addirittura meno di quanto si spendeva prima della pandemia (6,4%).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con quelle risorse sar\u00e0 molto difficile continuare a garantire il diritto alla salute a una popolazione che tra l\u2019altro \u00e8 sempre pi\u00f9 vecchia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Longo e Del Vecchio vanno al sodo e alla domanda \u201cche fare?\u201d rispondono con tre alternative secche: \u201cPossiamo aumentare il carico fiscale provando a collegarlo direttamente alla spesa sanitaria. In alternativa, possiamo incrementare la pressione contributiva sulle imprese e quindi sul costo del lavoro, con fondi integrativi facoltativi o obbligatori. Possiamo infine incentivare la spesa sanitaria dei consumatori, sia in forma diretta (out of pocket) che intermediata (mutue o assicurazioni)\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma, questa la mesta riflessione dei due economisti, \u201cnessuna delle tre soluzioni sembra trovare un minimo di spazio nel dibattito politico e nella consapevolezza dell&#8217;opinione pubblica\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Condivido appieno questa mesta riflessione perch\u00e9, come ho avuto modo di dire in queste settimane in alcune occasioni di confronto pubblico cui ho partecipato, la sanit\u00e0, dopo la pandemia, \u00e8 tornata inesorabilmente ad essere ignorata dalla politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Eppure, penso lo ricordiamo tutti, all\u2019apice della tragedia Covid, con i morti in colonna nelle notti bergamasche, con le corsie ospedaliere intasate, con i medici di famiglia impotenti, con le centinaia di morti tra medici e altri professionisti sanitari in prima linea, dal capo dello Stato ai presidenti del Consiglio avvicendatisi in questi terribili anni, sembrava ormai assodata la consapevolezza che il diritto alla salute e conseguentemente un sistema sanitario efficiente e ben attrezzato fossero caposaldi imprescindibili per uno stato di diritto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma quelle parole sono oggi di fatto dimenticate e una prova di quanto poco la sanit\u00e0 interessi realmente alla politica l\u2019abbiamo anche dalla burrascosa corsa verso il nuovo Governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nei vari toto ministri e nelle polemiche, anche molto accese, per l\u2019attribuzione degli incarichi ministeriali tra i tre principali alleati di centro destra, il posto di ministro della Salute, se non fosse stato per l\u2019affaire Ronzulli che, vero o presunto non si sa, per giorni \u00e8 stata indicata come candidato unico per quel dicastero da Forza Italia, salvo poi sparire per i niet, veri o presunti non si sa, della premier in pectore Meloni, di chi andasse alla Salute non sembra fregare molto a nessuno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E nella ormai quasi certa attribuzione del ministero a un \u201ctecnico\u201d, emerge la chiara convinzione dei big della nuova maggioranza che la sanit\u00e0 non sia materia politica ma squisitamente tecnica come se dettare linee e strategia per le politiche di tutela della salute degli italiani fosse pari a organizzare al meglio un ospedale o un distretto sanitario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Invece sappiamo bene che cos\u00ec non \u00e8. E che per rispondere al \u201cche fare\u201d difronte a bisogni di salute crescenti e sempre pi\u00f9 complessi non basta un bravo \u201cmedico\u201d ma serve una persona con una visione tutta politica del bene salute perch\u00e9 la difesa e la salvaguardia di tale bene \u00e8 un affare tutto politico e trasversale a molti ministeri con i quali il neo ministro della Salute dovr\u00e0 per forza confrontarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E non solo quando sar\u00e0 il momento di trovare le risorse (e gi\u00e0 questo \u00e8 compito arduo dove peso e capacit\u00e0 politiche sono fondamentali, pena la cessione in toto di podest\u00e0 sulla materia al Mef) ma anche per ideare un nuovo assetto del sistema in grado di essere al passo con i nuovi bisogni e le nuove emergenza sanitarie e ci\u00f2 dovendo fare i conti anche con altri \u201c21 ministri della salute locali\u201d espressione di altrettante Regioni e Pa, con le quali servono un peso e un pelo sullo stomaco tutti politici per trattare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le cronache di oggi, alla vigilia dell\u2019incarico di formare il nuovo Governo a Giorgia Meloni, gi\u00e0 davano l\u2019attuale rettore dell\u2019Universit\u00e0 di Roma Tor Vergata Orazio Schillaci in pole position, (anticipazioni confermate in serata dall&#8217;ufficializzazione dei ministri del nuovo Governo da parte della stessa Meloni), dopo l&#8217;avvicendarsi di nomi di altrettanto autorevoli figure &#8220;non politiche&#8221;. Chi lo conosce ne parla come persona degnissima e preparata nel suo campo, la medicina nucleare, e anche come rettore di una delle Universit\u00e0 pi\u00f9 importanti d&#8217;Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ed \u00e8 indubbiamente vero che gestire un\u2019universit\u00e0 richiede sensibilit\u00e0 e capacit\u00e0 anche politiche avendo a che fare con una casta orgogliosa e spesso anche riottosa come quella dei docenti di ateneo ma \u00e8 indubbio che, per le ragioni appena esposte, una universit\u00e0, pur se importante come quella di cui Schillaci \u00e8 rettore, non si pu\u00f2 paragonare a un sistema complesso e articolato che vale 160 miliardi l\u2019anno di spesa, dove lavorano, direttamente o indirettamente, quasi due milioni di professionisti sanitari e che soprattutto deve rispondere in termini di capacit\u00e0 e qualit\u00e0 dei servizi offerti a tutti gli italiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Detto questo, a Schillaci neo ministro, va ovviamente il nostro augurio pi\u00f9 sincero di far bene, aggiungendo per\u00f2 anche l\u2019auspicio che la politica, una volta riempita questa casella della compagine di Governo, non si dimentichi della sanit\u00e0 e stia bene attenta a quanto il neo ministro Prof. Schillaci &#8211; se non domani, dopodomani &#8211; proporr\u00e0, come siamo certi far\u00e0, per salvaguardare e rilanciare la nostra sanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.quotidianosanita.it\/m\/governo-e-parlamento\/articolo.php?articolo_id=108261\">https:\/\/www.quotidianosanita.it\/m\/governo-e-parlamento\/articolo.php?articolo_id=108261<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di QUOTIDIANO SANIT\u00c0 (Cesare Fassari) 21 ottobre &#8211; La decisione ampiamente anticipata di una scelta tecnica per il dicatero della Salute conferma purtroppo una visione secondo la quale la sanit\u00e0 non sia materia di grande interesse generale ma un ambito di intervento squisitamente tecnico, come se dettare linee e strategia per le politiche di tutela della salute degli italiani fosse pari a organizzare al meglio un ospedale o un distretto sanitario. 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