{"id":75163,"date":"2022-10-31T11:00:23","date_gmt":"2022-10-31T10:00:23","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75163"},"modified":"2022-10-28T10:19:45","modified_gmt":"2022-10-28T08:19:45","slug":"van-gogh-e-il-collasso-climatico-un-secondo-contributo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75163","title":{"rendered":"Van Gogh e il collasso climatico. Un secondo contributo"},"content":{"rendered":"<p><strong>di La Fionda (Davide Sali)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ho letto con molto interesse<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/10\/25\/van-gogh-o-delliconoclastia\/\"> l\u2019articolo del collega Cossu <\/a>che commenta l\u2019azione delle attiviste di Just Stop Oil. Nonostante l\u2019analisi sull\u2019arte e il dio-Mercato sia in pi\u00f9 punti profonda e intelligente temo per\u00f2 che abbia un grosso limite: non si applica al caso delle attiviste. Cercher\u00f2 dunque di spiegare in cosa, secondo me, \u00e8 consistita quell\u2019azione di protesta in opposizione con quanto scritto nell\u2019articolo di Cossu, ma senza polemica inutile e con la speranza di dare un contributo sincero al dibattito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019autore dell\u2019articolo casca pienamente nella trappola mediatica con cui si \u00e8 raccontato l\u2019evento. I media non potendo tacere l\u2019azione delle attiviste, cosa che di solito preferiscono fare, hanno optato per una strategia censoria diversa: quella del \u201cmostruoso\u201d. Il discorso del Potere funziona esattamente cos\u00ec: non si tratta di delegittimare un\u2019alternativa argomentando la sua non percorribilit\u00e0, ma proprio di evitare che si mostri come un\u2019opzione percorribile, ancorch\u00e9 sbagliata. Il potere agisce facendo in modo che una possibilit\u00e0 appaia come impossibile, mostruosa, che non pu\u00f2, neanche di principio, interpellare l\u2019azione. \u00c8 di fatto la stessa strategia che si applicava (e, in vero, si applica ancora) alla categoria del No-Vax. Con la differenza fondamentale per\u00f2 che nel caso del No-Vax ai media serviva proprio costruire positivamente e alimentare la repulsione sociale verso una categoria di persone dipinta come irrazionale, analfabeta funzionale e quant\u2019altro; mentre nel caso dell\u2019attivista ambientalista esaltato e iconoclasta si potrebbe benissimo farne a meno. Di fronte alla campagna vaccinale c\u2019era bisogno di creare una categoria contro cui scagliarsi per unire il fronte dei buoni-cittadini-che-fanno-il-loro-dovere. Nel caso del collasso climatico, al contrario, non essendoci nessuna azione realmente impattante che il Potere sta mettendo in atto per fronteggiare il problema, la strategia mediatica \u00e8 precisamente quella di ignorare il problema nella sua reale e drammatica entit\u00e0. Non c\u2019\u00e8 pertanto la necessit\u00e0 di impegnarsi positivamente a creare la figura del Mostro che agisce diversamente dai dettami centrali e con ci\u00f2 allineare le azioni della gran massa della popolazione. Succede allora che coloro che si fanno portatori di un\u2019alternativa debbano tentare della azioni quantomai appariscenti per entrare nell\u2019orizzonte della visibilit\u00e0. Allora, e solo allora, i media passano dal silenzio alla delegittimazione del \u201cmostruoso\u201d. Si tratta di una vittoria, ancorch\u00e9 parziale, dell\u2019attivismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lungi dall\u2019essere come vengono dipinte, associazioni ambientaliste di disobbedienza civile come Just Stop Oil, Last Generation o Extinction Rebellion hanno piena consapevolezza di ci\u00f2 che stanno facendo, dei rischi cui vanno incontro e dei danni che potrebbero causare. Le loro azioni di disobbedienza civile si basano su strategie (prima fra tutte una rigorosissima non-violenza) tali da non poter essere tacciate di irresponsabilit\u00e0 da chi si dia il disturbo di andare un po\u2019 pi\u00f9 a fondo di quanto venga raccontato. Il ragionamento \u00e8 semplice: \u201csappiamo che i media faranno di tutto per dipingerci come irresponsabili esaltati, ma la concretezza della nostra azione deve dimostrare che sebbene il reato ci sia, non c\u2019\u00e8 in realt\u00e0 nessun pericolo reale per le persone (o le opere d\u2019arte) coinvolte dall\u2019azione\u201d. Quindi, le attiviste <em>sapevano<\/em> che l\u2019opera era protetta dal vetro, perch\u00e9 questo \u00e8 il loro modo d\u2019agire consapevole e responsabile, ma comunque di forte impatto. Dunque, nessun sacrificio dell\u2019arte sull\u2019altare del bene superiore, nessuna esaltazione iconoclasta, semplicemente perch\u00e9 quello <em>non<\/em> \u00e8 lo scopo di quell\u2019azione, esattamente come non \u00e8 scopo di un blocco stradale dare fastidio ai pendolari. Si dir\u00e0, giustamente: occorre fare picchetti davanti alle grosse aziende inquinanti, agli allevamenti intensivi\u2026 Ebbene, questi vengono fatti eccome! Ma non hanno nessuna visibilit\u00e0. Lo scopo di queste azioni \u00e8 <em>solo e soltanto la visibilit\u00e0<\/em>, riuscire a entrare di prepotenza nel dibattito affinch\u00e9 l\u2019opinione pubblica per lo meno si polarizzi sul tema, si faccia un\u2019opinione, per poi mobilitarsi e chiedere ai governi un cambiamento <em>reale<\/em>. E per far questo, ripeto, le azioni devono essere radicali, ma nello stesso tempo non violente. Dunque, nonostante grossi limiti di questi movimenti (per esempio, la mancanza di un quadro teorico solido, la convivenza di sensibilit\u00e0 anarcoindividualiste e socialiste in senso pi\u00f9 tradizionale o una visione ingenua dell\u2019intersezionalit\u00e0 delle lotte), bisogna sempre tener presente, nel giudicarli, qual \u00e8 il loro scopo: non accedere a cariche di governo; ma, come si conviene alla forma-movimento, forzare il muro di incomunicabilit\u00e0 tra le \u00e9lites che detengono il potere (stati e potentati tecnofinanziari) e il mondo della vita. Questo scopo \u00e8 ben riassunto in tre punti da Exinction Rebellion: dire la verit\u00e0 sullo stato attuale del sistema-Terra, agire immediatamente e creare assemblee cittadine come organo di democrazia diretta atto a coadiuvare i governi nella transizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ho insistito finora sull\u2019indifferenza dell\u2019opera rispetto allo scopo di visibilit\u00e0 dell\u2019azione. \u00c8 evidente infatti: l\u2019opera poteva essere qualunque altra o poteva non essere affatto un\u2019opera, ma qualcosa capace di sortire lo stesso effetto. Questo fatto \u2013 non mi \u00e8 sfuggito \u2013 \u00e8 gi\u00e0 stato notato da Cossu nel suo articolo. Ne traggo per\u00f2 delle conclusioni diverse. Secondo Cossu l\u2019indifferenza dell\u2019opera rispetto all\u2019azione l\u2019ha desacralizzata, il sacrificio dell\u2019arte si compirebbe proprio in questo: nonostante ci si trovi davanti all\u2019opera, ci\u00f2 che conta \u00e8 solo la performance delle attiviste. Questo pu\u00f2 certamente essere vero; ma, chiedo io, questa desacralizzazione non \u00e8 forse ci\u00f2 che c\u2019\u00e8 di pi\u00f9 comune nella fruizione media dell\u2019arte? Non saranno certo degli attivisti a far cadere l\u2019arte nell\u2019indifferente mercificazione. Al contrario, \u00e8 ormai tutto il sistema dell\u2019organizzazione della cultura che opera in questa direzione. La cultura non \u00e8 altro che un\u2019attivit\u00e0 della domenica, uno svago per distrarsi e tornare pi\u00f9 produttivi il luned\u00ec. Il museo \u00e8 il luogo dove si recano dei piccolo-borghesi di poco pi\u00f9 acculturati della gran massa della popolazione mondiale per celebrare quella loro meschina conoscenza basilare e sentirsi superiori al \u201cvolgo\u201d. Nel museo essi non trovano altro che loro stessi, l\u2019esaltazione della loro mediocrit\u00e0, del fatto che, al contrario di un rozzo bracciante del foggiano, loro s\u00ec che sanno chi \u00e8 Van Gogh e, nel migliore dei casi, che a un certo punto della sua vita si \u00e8 tagliato un orecchio. L\u2019arte, in tutto ci\u00f2, \u00e8 gi\u00e0 perfettamente eclissata. Anche in questo senso, forse, dovremmo ringraziare le attiviste, meritevoli di aver squarciato questa patina di autocompiacente domenicalit\u00e0 e riportato l\u2019urgenza e la tragedia della realt\u00e0 nelle vite piccolo borghesi che frequentano i musei e guardano i telegiornali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nessun tentativo di desacralizzare l\u2019arte, dunque, n\u00e9 di farla entrare nell\u2019orizzonte della mercificazione e dell\u2019equivalenza generale del denaro. Come \u00e8 stato giustamente sottolineato da Cossu, ci\u00f2 che \u00e8 fuori da questo orizzonte \u00e8 il Sacro ed esso \u00e8 un pericolo per la ragione liberale appunto perch\u00e9 prevede ambiti che non si possono piegare a questa logica. Ora, l\u2019azione \u00e8 stata operata proprio avendo in vista un ambito siffatto: l\u2019ambiente non \u00e8 negoziabile. Di pi\u00f9: l\u2019ambiente non <em>pu\u00f2<\/em> essere negoziabile. La differenza qualitativa tra l\u2019ecosistema e altri ambiti ritenuti non negoziabili (e che subiscono l\u2019attacco del mercato affinch\u00e9 entrino nel cerchio dell\u2019equivalenza generale) \u00e8 che fare dell\u2019ecosistema un che di negoziabile e di valutabile in termini di denaro conduce a scontrarsi con un limite materiale oltre il quale non si pu\u00f2 andare. La cosa \u00e8 complessa, ma in questa sede la si pu\u00f2 semplificare cos\u00ec: se ci sono due miliardi di alberi e ogni albero costa un euro, un gruppo miliardario produttore di mobili in legno potr\u00e0 comprare e tagliare tutti gli alberi della terra. Questo \u00e8 perfettamente razionale entro la logica di mercato: nulla \u00e8 cambiato da prima a dopo, un certo valore (sotto forma di alberi) prima apparteneva all\u2019uno e uno stesso valore (sotto forma di denaro) apparteneva all\u2019altro; i due contraenti si sono scambiati lo stesso valore, lo stato di cose precedente e successivo alla transazione \u00e8 lo stesso. Ma ci\u00f2 solo secondo la logica di mercato, di fatto la situazione \u00e8 tutt\u2019altra. Esiste un \u201cvalore\u201d degli alberi che non si pu\u00f2 monetizzare perch\u00e9 riguarda le condizioni stesse che permettono la transazione, ovvero il proseguimento della vita naturale cos\u00ec com\u2019\u00e8 stata finora. La logica di mercato \u00e8, per definizione, applicabile solo entro contesti di mercato e non pu\u00f2 tematizzare secondo le sue categorie ci\u00f2 che per natura le \u00e8 esterno. Le condizioni di riproducibilit\u00e0 materiale della vita, la garanzia cio\u00e8 che tagliato un albero ce ne saranno degli altri ancora da tagliare, sono essenzialmente extraeconomiche. A ci\u00f2 si aggiunga un altro tipo di incompatibilit\u00e0, cio\u00e8 quella temporale: il meccanismo di crescita infinita, senza il quale la macchina del capitale semplicemente smette di funzionare, \u00e8 incompatibile con le tempistiche della riproduzione naturale. Il capitale ha bisogno di estrarre sempre pi\u00f9 valore in sempre meno tempo per continuare a funzionare, la natura al contrario genera sempre lo stesso valore nello stesso tempo (ovviamente stiamo ragionando considerando archi di tempo umani, da un punto di vista evoluzionistico le cose sarebbero diverse). Se ho bisogno di pescare cento pesci tutti i giorni per generare profitto e far guadagnare i miei <em>stakeholders <\/em>ho bisogno che ci siano tutti i giorni almeno cento pesci da pescare e altri in numero sufficiente da essere in grado di riprodursi e garantirmi la stessa quantit\u00e0 i giorni successivi. Ma se questo numero sufficiente manca, io pescher\u00f2 dalla quota deputata alla riproduzione perch\u00e9 non posso permettermi un decremento di profitto, non posso aspettare che il ciclo di riproduzione faccia il suo corso. Questo meccanismo porta fatalmente a estrarre dalla Terra pi\u00f9 risorse di quelle che pu\u00f2 rigenerare, fatto ricordatoci ogni anno da quello che abbiamo imparato a conoscere come <em>Overshoot day<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con questo intervento non pretendo certo di aver detto tutto, n\u00e9 tanto meno di aver \u201cconfutato\u201d l\u2019intervento precedente di Cossu, che resta un contributo prezioso in questo dibattito cos\u00ec importante per il nostro tempo. Mi auguro per lo meno di aver acceso l\u2019interesse ad andare a conoscere nel dettaglio questi movimenti e a non fermarsi al lato che vien e presentato dai media tradizionali.<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/10\/27\/van-gogh-e-il-collasso-climatico-un-secondo-contributo\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/10\/27\/van-gogh-e-il-collasso-climatico-un-secondo-contributo\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di La Fionda (Davide Sali) Ho letto con molto interesse l\u2019articolo del collega Cossu che commenta l\u2019azione delle attiviste di Just Stop Oil. Nonostante l\u2019analisi sull\u2019arte e il dio-Mercato sia in pi\u00f9 punti profonda e intelligente temo per\u00f2 che abbia un grosso limite: non si applica al caso delle attiviste. 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