{"id":75165,"date":"2022-11-01T11:00:32","date_gmt":"2022-11-01T10:00:32","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75165"},"modified":"2022-10-28T11:44:18","modified_gmt":"2022-10-28T09:44:18","slug":"difesa-spesa-al-2-avvertenze-per-luso-il-soldato-costa-in-ogni-momento-delle-sue-attivita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75165","title":{"rendered":"DIFESA: SPESA AL 2%, AVVERTENZE PER L\u2019USO. IL SOLDATO COSTA IN OGNI MOMENTO DELLE SUE ATTIVITA\u2019"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Report Difesa (Vincenzo Santo)<\/strong><\/p>\n<p><strong>ROMA.<\/strong> Il titolo de \u201cIl Sole 24 Ore\u201d di qualche domenica fa ci avvertiva su \u201c<strong>L\u2019appello dei manager: all\u2019Italia serve una politica industriale<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Le parole che mi hanno colpito sono quelle dell\u2019Amministratore delegato di Fincantieri, Pierroberto Folgiero che, nell\u2019annuale appuntamento organizzato dai Giovani Imprenditori di Confidustria, ha detto: \u201c<strong>Oggi la difesa europea ha la Germania che spender\u00e0 il 2% e non ha un\u2019industria della Difesa, quindi ha bisogno di canalizzare questa spesa tedesca su un\u2019industria della difesa che non c\u2019\u00e8<\/strong>. <strong>Poi la Francia che ha un\u2019industria della difesa molto sviluppata<\/strong>. <strong>Il nuovo governo<\/strong> (<em>il nostro \u2013 NdA<\/em>) <strong>dovr\u00e0 quindi decidere se in questo shock del settore della difesa, con un Pil della Germania che al 2% andr\u00e0 in difesa, se noi siamo partner dei tedeschi per aiutarli ad accelerare o meno<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Frase un po\u2019 confusa, almeno per come \u00e8 stata riportata dal giornale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>INDUSTRIA DELLA DIFESA DELL\u2019UNIONE EUROPEA<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Unione Europea non ha di certo una propria industria della Difesa ma la Germania sicuramente s\u00ec, contrariamente a come l\u2019affermazione potrebbe essere interpretata.<\/p>\n<p>Come non considerare, infatti, il Gruppo Rheinmetall, la Maffei o persino il Thyssenkrupp, per fare solo qualche nome, certo solo rispettivamente intorno al 30\u00b0, 70\u00b0 e 50\u00b0 posto nella classifica SIPRI, ma ci sono.<\/p>\n<p>E in campo di sottomarini a propulsione diesel elettrica primeggiano, tanto che noi ci appoggiamo a loro.<\/p>\n<p>Comunque, a parte questo passaggio un po\u2019 traballante, \u00e8 evidente come questa \u201cbandiera\u201d del 2% attizzi gli animi degli industriali del settore e di chi si presta a fargli da lobbista, simulando disinteresse.<\/p>\n<p>Il tutto con l\u2019obiettivo, forse un falso scopo, di giungere a una comunit\u00e0 di intenti industriale a supportare questa idea di una \u201cDifesa europea\u201d che non sarebbe veramente tale senza una propria industria.<\/p>\n<p>Il 2% eccita, dicevo. Ed \u00e8 un fatto che un\u2019azione di Fincantieri che a fine settembre 2018 era di 1 euro e mezzo e che in questi giorni viaggia a un terzo di quel valore aumenta il carico frenetico.<\/p>\n<p>Alti e bassi anche per Leonardo che nella medesima finestra temporale \u00e8 passato da quasi 11 euro a poco pi\u00f9 di 7 di questi tempi.<\/p>\n<p>Andamento all\u2019opposto per la BAE britannica e le grandi americane, a parte Boeing, le cui azioni dal 2020 crescono di valore.<\/p>\n<p>Ma adesso spicciamoci! Si corra tutti ad acquistare azioni delle due capofila italiane, Leonardo e Fincantieri prima che diventino troppo salate.<\/p>\n<p>La nomina di Guido Crosetto a Ministro della Difesa, dato il suo lungo background professionale, potrebbe offrire golose opportunit\u00e0 di investimento.<\/p>\n<p>Magari con l\u2019aiuto di Adolfo Urso, ora alle \u201cImprese e made in Italy\u201d, cio\u00e8 il vecchio Sviluppo economico.<\/p>\n<p>Cos\u00ec abbiamo sdoganato l\u2019inglese nelle nostre istituzioni. Chiss\u00e0 poi perch\u00e9 a quello dell\u2019agricoltura quella dicitura non andava bene, ma la \u201csovranit\u00e0\u201d occorreva pure metterla da qualche parte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>IL MITO DELL\u2019INNOVAZIONE<\/strong><\/p>\n<p>Il mito dell\u2019innovazione, che proietta, come va di moda, il modello Esercito 4.0, la guerra in Ucraina, le tensioni con la Cina, che stiracchiano quel \u201cMediterraneo\u201d proprio da quelle parti e, infine, il nuovo governo, con il duo Crosetto-Urso in posizioni chiave, mi generano e mi accrescono motivi di preoccupazione, cio\u00e8 l\u2019ulteriore confusione tra politica militare e politica industriale, con la seconda che indirizzi e \u201cviolenti\u201d la prima.<\/p>\n<p>In una realt\u00e0 nazionale che non sa esprimere visione strategica, accondiscendente con un vincolo atlantico che ha riacquistato vigore e ragione di sopravvivere, prefigurando ipotesi di impegni militari anche per avventure che potrebbero non appartenerci.<\/p>\n<p>\u00c8 il gioco delle alleanze e delle fedelt\u00e0 storiche con cui confrontarsi, se si \u00e8 consapevoli e abbastanza forti per poterlo fare.<\/p>\n<p>Tuttavia, qualunque sia la scelta strategica, convinta o imposta che sia, se lo strumento militare viene trascurato, ancorch\u00e9 riccamente attrezzato, ne paga le conseguenze.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>LE ECONOMIE DI SCALA<\/strong><\/p>\n<p>Le economie di scala, fondamentali in un mondo globalizzato in quanto fruiscono di un mercato non limitato a quello interno, rivestono una particolare importanza in quello dell\u2019industria della difesa.<\/p>\n<p>In termini di criticit\u00e0, per il solo fatto che non tutto pu\u00f2 essere venduto fuori dai confini nazionali e per via dei vincoli che amicizie, coalizioni e alleanze impongono.<\/p>\n<p>Quindi gli scambi sono per forza di cose limitati ai blocchi di appartenenza e, se va peggio, entro i confini di appartenenza.<\/p>\n<p>Le economie di scala sono perci\u00f2 difficili da realizzare e inducendo, per questo motivo, chi si occupa di politica industriale a gravare sui conti del contribuente, in termini sia di ricerca e sviluppo che di approvvigionamento.<\/p>\n<p>Il tutto con la scusa dell\u2019innovazione. Noi, \u00e8 la mia preoccupazione e il mio dubbio, continuiamo a inneggiare all\u2019innovazione, che non \u00e8 un male in s\u00e9, sia chiaro, essenzialmente per sostenere la nostra industria della Difesa che, evidentemente, non riesce a sostenersi solo con il mercato estero e a fabbricare ci\u00f2 che le reali esigenze operative richiederebbero veramente.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che produce e non riesce a piazzare all\u2019esterno va d\u2019obbligo su quello interno. A gonfiare deficit e quindi debito.<\/p>\n<p>Vendiamo al popolo l\u2019innovazione per coprire l\u2019investimento su quanto probabilmente potrebbe non essere veramente necessario.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>LA CULTURA DEL DEBITO COME REGOLA IN ITALIA<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Italia vive da anni nella cultura del debito come regola. Ci\u00f2 che nel settore della Difesa passa per investimento \u00e8 di fatto debito.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 l\u2019investimento nel pubblico richiede visione, cio\u00e8 uno sguardo al futuro libero dai condizionamenti della pancia.<\/p>\n<p>E nel mondo di oggi, sempre pi\u00f9 interlacciato, anche se qualcuno parla di deglobalizzazione, ma io riterrei pi\u00f9 probabile una riglobalizzazione a blocchi, ma il succo non cambia, ci vuole competenza e, pertanto, la fine dell\u2019andazzo patronale della carriera politica oggi dominata da autoreferenzialit\u00e0 e da supponenza cos\u00ec elevata da risultare uno scherzo essere ieri sottosegretario all\u2019istruzione \u201ce merito\u201d e l\u2019indomani essere a capo della Farnesina. In Italia \u00e8 ormai successo di tutto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>IL DPP 2022-2024<\/strong><\/p>\n<p>ll Documento Programmatico Pluriennale 2022-2024 (DPP), datato luglio 2022, a firma dell\u2019ex ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, \u00e8 chiaro.<\/p>\n<p>A pagina 8, laddove si parla di \u201c<strong>Strategia di Sicurezza\u201d<\/strong>, e Dio solo lo sa da quale analisi sia scaturito questo documento e da chi sia stato redatto, si esordisce con il \u201c<strong>Mar Mediterraneo<\/strong>\u201d, il perno del \u201c<strong>Fianco Sud<\/strong>\u201d, tanto dell\u2019Alleanza, che ne riconosce l\u2019importanza nel suo nuovo \u201c<strong>Concetto Strategico<\/strong>\u201d, quanto dell\u2019Unione Europea.<\/p>\n<div id=\"attachment_9262\" class=\"wp-caption alignnone\">\n<p id=\"caption-attachment-9262\" class=\"wp-caption-text\">Il Mediterraneo al centro della Geopolitica mondiale<\/p>\n<\/div>\n<p>Una narrativa avvalorata da un altro bel pezzo di pensiero strategico che \u00e8 la \u201c<strong>Strategia di Sicurezza e Difesa per il Mediterraneo\u201d<\/strong>, edito anch\u2019esso nel 2022.<\/p>\n<p>E la volata la tira, guarda caso, il <em>Sole 24 ore<\/em>. Il giornale, un paio di settimane fa, ci ha ricordato quanto sia importante osservare lo sviluppo dei commerci marittimi.<\/p>\n<p>Di come cambiano le rotte, i traffici portuali e i passaggi attraverso snodi come Suez e Gibilterra.<\/p>\n<p>Vero \u00e8 che sul mare viaggia il 70% di tutto l\u2019import\/export globale in termini di valore e il 90% in volume.<\/p>\n<p>Un indotto che, inclusa la relativa logistica, rappresenta il 12% del Pil mondiale.<\/p>\n<p>Ma il \u201creshoring\u201d e il \u201cfriendshoring\u201d \u2013 la riglobalizzazione di cui ho parlato prima \u2013 che prevederebbero un riposizionamento dei poli produttivi mondiali verso \u201ccasa\u201d o su territori amici, accrescerebbero l\u2019importanza dell\u2019area mediterranea non pi\u00f9 come solo area di transito e passaggio, ma come area di commercio con connessa crescita dell\u2019importanza e della competizione dei sistemi portuali.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 dispiacerci questo processo e che i flussi che arrivano dal Nord Africa e dal Caspio e che toccano le coste italiane siano in aumento? Certo che no.<\/p>\n<p>Un Mediterraneo che gi\u00e0 oggi rappresenta il 20% dei traffici marittimi mondiali, il 27% delle linee container e ben il 30% dei flussi energetici in petrolio e gas, sarebbe una fonte di crescita per l\u2019Italia, facendone un grande hub commerciale per l\u2019Europa e soprattutto per i flussi energetici che dall\u2019andamento parallelo starebbero sviluppandosi in senso meridiano.<\/p>\n<p>Un vantaggio impareggiabile. Ora, dobbiamo esercitare il controllo su quelle rotte e su quelle strutture?<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 dubbio. Dobbiamo anche gettare un occhio alla sicurezza delle condotte che, attraverso il Mare Nostrum, ci portano il gas? Assolutamente s\u00ec. E quindi avanti con mezzi navali superficiali e no e droni di tutti i tipi.<\/p>\n<p>Dei due documenti \u201cstrategici\u201d cui faccio riferimento e che, come tanti altri in passato, sono figli propri di un solito e consumato canovaccio, quello dell\u2019abitudine, non intendo fare l\u2019analisi, n\u00e9 logica n\u00e9 grammaticale.<\/p>\n<p>I contenuti sono quelli che sono. Cicciati e ricicciati alla nausea.<\/p>\n<p>La mia convinzione \u00e8 quella che si tratti di strumenti volti a spingere su una spesa volta a soddisfare principalmente \u201cacqua e aria\u201d. Il fulcro principale dell\u2019innovazione.<\/p>\n<p>E l\u2019aria fa sistema con lo spazio e la cibernetica e la difesa conseguente. I due domini che meglio della terra garantiscono pi\u00f9 cospicui ritorni in termini economici. Nonch\u00e9, io temo e lo ripeto, anche di tipo assistenziale a favore della nostra industria della Difesa.<\/p>\n<p>Una sorta di reddito di cittadinanza a mascherare una politica industriale che secondo me domina da tempo ogni tentativo di comporre una seria politica della difesa?<\/p>\n<p>Come ha scritto Irvin David Yalom nel suo \u201cL<em>e lacrime di Nietzsche\u201d<\/em>, ognuno deve scegliere la verit\u00e0 che meglio \u00e8 in grado di tollerare.<\/p>\n<p>E questo, dico io, succede in ogni ambito della vita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>IL RUOLO DI LEONARDO<\/strong><\/p>\n<p>Soprattutto per Leonardo, gi\u00e0 Finmeccanica. Il suo exploit del 2009, in cui le vendite globali hanno superato i 25 miliardi di dollari, con un memorabile 8\u00b0 posto nella classifica mondiale, alle spalle di 6 giganti americani, della BAE britannica e della EADS, non si \u00e8 pi\u00f9 ripetuto.<\/p>\n<p>Anzi, oggi \u201ccombatte\u201d su posizioni meno lusinghiere. Almeno, da quanto colgo dalle serie storiche del SIPRI (Stockholm International Peace Research Institute).<\/p>\n<p>In un mercato in cui si inseriscono con determinazione anche realt\u00e0 cinesi.<\/p>\n<p>E il confronto con Fincantieri, con un trend pi\u00f9 brillante, pu\u00f2 suscitare conflittualit\u00e0 \u201cdomestiche\u201d.<\/p>\n<p>Come, se non vado errato, \u00e8 gi\u00e0 accaduto per il Polo Strategico Nazionale (PSN), destinato a ospitare il cloud della Pubblica Amministrazione.<\/p>\n<p>Una competizione che ha visto Fincantieri e la sua cordata soccombere. Probabilmente, Giuseppe Bono, l\u2019allora Ceo, era stato troppo intraprendente.<\/p>\n<p>Ha dato fastidio con una cordata non gradita. Era quindi anche ora di avvicendarlo, probabilmente con qualcuno pi\u00f9 utile. Ma questa \u00e8 un\u2019altra storia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>IL MITO DELL\u2019INNOVAZIONE<\/strong><\/p>\n<p>Comunque, che si vada pure dietro al mito dell\u2019innovazione. Si comprino navi, sommergibili e aerei di tutti i tipi.<\/p>\n<p>Diamo pure soddisfazione alle tante lobby del settore e partecipiamo a tutte le campagne contro i possibili attacchi cyber.<\/p>\n<p>E manteniamo la forza lavoro della nostra industria della difesa.<\/p>\n<p>E allora, qualcuno dir\u00e0, dov\u2019\u00e8 il problema? Il problema \u00e8 lo sbilanciamento e l\u2019evidente disinteresse che rilevo sull\u2019importanza della preparazione delle forze di terra.<\/p>\n<p>Preparazione che non pu\u00f2 consistere solo nello sviluppo e nella dotazione di capacit\u00e0 innovative.<\/p>\n<p>Sbilanciamento e disinteresse che mette tristemente, e pericolosamente, in risalto l\u2019ignoranza su cosa significhi la preparazione e di quanto essa potrebbe costare, ad esempio, per mantenere \u201cpronto\u201d un fante, un artigliere, un geniere e via dicendo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>IL CARRO ARIETE<\/strong><\/p>\n<p>Ma, attenzione, di colpe ne abbiamo anche noi con le stellette.<\/p>\n<p>Per farne uno solo di esempio, prendiamo il<strong> carro Ariete<\/strong>.<\/p>\n<p>Progettato negli anni \u201980 per essere di 3^ generazione, al pari di altri, in realt\u00e0 entr\u00f2 in servizio nel 95 \u201cderubricato\u201d a 2^ generazione e mezzo.<\/p>\n<p>La versione originale fu, infatti, sensibilmente modificata (ottiche, controllo del tiro, corazzatura ecc \u2026) a causa di intervenute riduzioni di bilancio, per via, a mio giudizio, delle ricadute generate dal ritrovato concettuale del Mediterraneo Allargato.<\/p>\n<p>Questo, fratello maggiore di quell\u2019altro concepimento pazzoide, denominato \u201cGrande Medio Oriente\u201d, due concezioni partorite nella seconda met\u00e0 degli anni \u201980 che vedevano l\u2019area del Mediterraneo come un vero e proprio \u201cContinente liquido\u201d, pur avendo importanti derivazioni continentali e, quindi, terrestri, ha imposto una direzione preminentemente aeronavale.<\/p>\n<p>Tanto valeva, in conclusione, passare la mano e rinunciare a quel carro e ridursi ad altre offerte di mercato, magari in leasing. Tanto per dire.<\/p>\n<p>Tanto pi\u00f9 che il quadro strategico con i famosi \u201cdividendi della pace\u201d era cambiato.<\/p>\n<p>Adesso si parla di Ariete 2, andremo meglio? Ma intanto, da quegli anni, la cortina di ferro cadeva e, conseguentemente, la famosa \u201csoglia di Gorizia\u201d perdeva importanza.<\/p>\n<p>Una rivoluzione copernicana di ordine concettuale prendeva il sopravvento trasformando \u201cl\u2019Armata di Terra\u201d in una \u201cforza di pace\u201d, le cui strutture andavano ridimensionate, non solo sul piano operativo ma anche organizzativo, a partire dalla sospensione della Leva e dall\u2019introduzione del modello professionale.<\/p>\n<p>E sulle linee di mantenimento, accorpando i precedenti 4 livelli logistici in soli due tracciati, aderenza e sostegno.<\/p>\n<p>La prima ha progressivamente perso capacit\u00e0 ed il sostegno non ha svolto formazione e sviluppo, perdendo esperienza nel settore degli specialisti delle artiglierie e dei torrettisti (nuova figura creata ma poco alimentata), lasciando ai vecchi dell\u2019aderenza la responsabilit\u00e0 di garantire efficienza ma solo fino al loro pensionamento.<\/p>\n<p>La formazione di altri specialisti non venne pi\u00f9 ritenuta prioritaria anche per mancanza di fondi.<\/p>\n<p>L\u2019Ariete, come altri mezzi sempre pi\u00f9 sofisticati, ogni 10 anni circa deve effettuare la revisione generale, che coincide anche con un aggiornamento della tecnologia.<\/p>\n<p>Ma servono soldi e l\u2019industria non fa ricerca nel settore se non viene foraggiata, soprattutto se poi non vende all\u2019estero. Come accaduto.<\/p>\n<p>Chiuse le catene di montaggio, allo scadere dei 10 anni l\u2019industria ha chiesto un nuovo contratto per riaprirle.<\/p>\n<p>Improponibile per la Forza Armata che \u00e8 stata costretta ad \u201callungare la vita tecnica\u201d del mezzo di altri 10\/15 anni per evitarne il fermo tecnico.<\/p>\n<p>Manutenzioni intermedie effettuate superficialmente per mancanza di fondi e di qualifiche nonch\u00e9 di esperienza da parte degli operatori, con il risultato che gran parte della linea oggi \u00e8 ferma.<\/p>\n<p>Pertanto, e chiudo questa parentesi anche eccessivamente tecnica, conviene cambiare linea e assicurarsi nel nuovo pacchetto almeno 10 anni o pi\u00f9 di manutenzione, al termine dei quali possiamo pensare a cambiare la linea.<\/p>\n<p>Succeder\u00e0 ancora con il prossimo Ariete 2? Temo proprio di s\u00ec.<\/p>\n<p>La parola investimento \u00e8 solo la copertura per una spesa facilmente giustificabile con elucubrazioni concettuali che trovano sfogo in quadri strategici che si ripetono da sempre pressoch\u00e9 uguali in termini di sostanza e vacuit\u00e0.<\/p>\n<p>Ecco il \u201creddito di cittadinanza\u201d a favore dell\u2019Industria della Difesa. Ho parlato di questo carro armato, ma il modello \u00e8 riproducibile su altri assetti. Almeno per la Forza Armata in cui ho servito, alla quale ho dato e che mi ha anche dato tanto. Ma la critica \u00e8 doverosa!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>RAPPORTO ESERCITO 2021<\/strong><\/p>\n<p>Facciamo un salto su un altro documento, il \u201cRapporto Esercito 2021\u201d. Tanto per iniziare, quando nelle sue pagine viene specificato che \u201c<strong><em>Il personale specializzato, addestrato e con una forte identit\u00e0 militare deve poter essere dotato di adeguate piattaforme operative allo stato dell\u2019arte \u2026 un obiettivo che dovr\u00e0 costituire il fulcro dell\u2019intero processo di adeguamento capacitivo dello Strumento militare terrestre nel medio\/lungo termine \u2026 in tale ambito, l\u2019interlocuzione con un player industriale nazionale \u2013 che abbia nella progettazione e sviluppo, nella produzione e nel sostegno al ciclo di vita operativa dei sistemi per la componente terrestre il suo business centrale \u2013 si configura, per l\u2019Esercito italiano, come una vera e propria \u201cesigenza operativa<\/em><\/strong><em>\u201d <\/em>, a me vengono dei dubbi.<\/p>\n<p>Quindi, \u201c<strong>l\u2019interlocuzione con un player industriale nazionale<\/strong>\u201d \u00e8 un\u2019esigenza operativa.<\/p>\n<p>Rabbrividisco. Detto tutto, altro che dubbi. Questo passaggio mi evoca il \u201c<strong>catoblepismo<\/strong>\u201d, il rapporto patologico che lega due entit\u00e0 tanto da farle dipendere l\u2019una dall\u2019altra.<\/p>\n<p>Ma, in questo caso, a me pare che sottenda una logica pericolosa, per cui la politica industriale dirige, persino vincola, quella della Difesa. E non \u00e8 un bene.<\/p>\n<p>L\u2019innovazione nella concezione nazionale, fomentata dalle interpretazioni secondo me fuorvianti di Mariana Mazzuccato e di Thomas Piketty, \u00e8 un processo che non pu\u00f2 essere preso in mano dallo Stato, le innovazioni emergono dal libero mercato.<\/p>\n<p>Assumere che debba essere il contrario avvia la degenerazione per cui da una \u201ccorretta\u201d <strong><u>politica per l\u2019industria<\/u><\/strong> si arriva in un colpo solo a una <u><strong>politica industriale statalizzata<\/strong><\/u>, con la creazione di giganti per la cui sopravvivenza, ove i capitali privati non siano sufficienti, si dovr\u00e0 provvedere diversamente, con le banche ben disposte o politicamente indirizzate o, finalmente, con lo stato stesso con commesse o salvataggi.<\/p>\n<p>Entrando con violenza nelle tasche di chi le tasse le paga ma \u00e8 notoriamente indifeso anche perch\u00e9, come detto prima, di quello che viene scritto su questi documenti pochissimo \u00e8 comprensibile.<\/p>\n<p>Tutto viene scritto perch\u00e9 appaia non solo motivabile ma persino giustificabile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>IL 2% DEL PIL<\/strong><\/p>\n<p>E veniamo al famoso 2% del Pil.<\/p>\n<p>Iniziamo dalla dimensione che i numeri ci possono suggerire.<\/p>\n<p>Numeri presi dalle serie storiche del MEF, ma che io arrotondo per semplificare.<\/p>\n<p>Consideriamo qui il <strong><u>Pil nominale<\/u><\/strong>.<\/p>\n<p>Il nostro prodotto interno lordo nel <strong><u>2019<\/u><\/strong>, pre-pandemia, \u00e8 stato di <strong><u>1.790<\/u><\/strong> miliardi circa.<\/p>\n<p>Il calo del 9% circa l\u2019anno successivo, in piena pandemia, ce l\u2019ha portato pi\u00f9 o meno a <strong><u>1.629<\/u><\/strong>.<\/p>\n<p>Il 6,7% di crescita del 2021 ce lo riconduce a <strong><u>1.738<\/u><\/strong>.<\/p>\n<p>Nel <strong><u>2022<\/u><\/strong>, se vero \u00e8 che la crescita potrebbe essere mettiamo del 3,2 o 3,4%, avremmo un Pil intorno ai <strong><u>1.795<\/u><\/strong> miliardi, in linea con il 2019, pi\u00f9 o meno.<\/p>\n<p>Ora, avessimo applicato il 2% che i nostri parlamentari hanno determinato di applicare alla spesa per la Difesa nel 2019, avremmo avuto un totale di circa <strong><u>36 miliardi<\/u><\/strong>, lo applicassimo al valore del PIL del 2022 avremmo all\u2019incirca il medesimo ammontare.<\/p>\n<p>Per il 2023, infine, si prefigura, con un certo ottimismo nel NADEF una crescita dello 0,6%, con un conseguente teorico budget per la Difesa cresciuto di qualche decina di milioni, o gi\u00f9 di l\u00ec. Tanta differenza? Non mi pare.<\/p>\n<p>Ma da altre parti parlano anche di un 0,2 negativo. Ad ogni modo, a quei 35 o 36 miliardi, cio\u00e8 quel 2% circa, occorrer\u00e0 arrivarci, e poi vedere se la resa sar\u00e0 tale, cio\u00e8 se poi non occorrer\u00e0 fare i conti con il PIL \u201creale\u201d. Altra storia.<\/p>\n<p>Ora, quanto oggi viene stanziato per questa voce di spesa? La bellezza di 21 miliardi e 600 milioni scarsi per la funzione difesa.<\/p>\n<p>Almeno da quanto traggo dal DPP.<\/p>\n<p>A questa spesa vanno aggiunti 7,3 miliardi circa per la funzione \u201cSicurezza del Territorio\u201d.<\/p>\n<p>Una bella fetta questa, non c\u2019\u00e8 che dire, tutta dedicata ai nostri Carabinieri, incluso il Corpo Forestale dello Stato confluito nell\u2019Arma qualche anno fa.<\/p>\n<p>Senza contare quanto all\u2019Arma stessa viene assicurato dal Ministero dell\u2019Interno in tema di ordine pubblico e sicurezza, credo uno scarso mezzo miliardo.<\/p>\n<p>Sempre che abbia io letto bene le pagine di quel Ministero. Ma leggere i bilanci dei vari Dicasteri \u00e8 cosa complicata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>I SOLDI PER LA DIFESA<\/strong><\/p>\n<p>Comunque, per la \u201cDifesa\u201d, il totale per quest\u2019anno si aggira su qualcosa in meno di <strong><u>29 miliardi<\/u><\/strong> <strong><u>e mezzo<\/u><\/strong>.<\/p>\n<p>Questo per quanto attiene, e lo dico ora per la precisione, al bilancio integrato, cio\u00e8 quello comprendente anche le somme che provengono dal Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), a sostegno esclusivo del settore investimento, e dal Ministero dell\u2019Economia e delle Finanze (MEF), per finanziare la partecipazione dell\u2019Italia alle missioni militari internazionali.<\/p>\n<p>Di questi 29 miliardi, quindi, pi\u00f9 di 8 sono di \u201cinvestimento\u201d. Ben tre volte l\u2019Esercizio.<\/p>\n<p>Pertanto, come prima importante considerazione, pur banale, la crescita della spesa per la Difesa, in soldoni, dipende dalla crescita del Prodotto interno lordo.<\/p>\n<p>Possiamo impegnare anche il 3% ma se contiamo su un Pil in decrescita o in crescita asfittica, non cambia molto.<\/p>\n<p>Finora, pur crescendo, abbiamo recuperato il livello pre-pandemia. Pertanto, altra considerazione, ci\u00f2 che hanno approvato in Parlamento lo scorso marzo \u00e8 prossimo alla \u201cfuffa\u201d.<\/p>\n<p>Se le cose andassero male in termini di crescita, quel 2% in soldoni potrebbe comunque essere quanto viene speso oggi.<\/p>\n<p>Fatti i conti per quest\u2019anno, bene che andiamo, siamo all\u20191,64% circa, tutto incluso, MISE e MEF.<\/p>\n<p>Vabb\u00e8, non era detto che si dovesse arrivare subito a quel 2%. Pacifico.<\/p>\n<p>Tuttavia, non \u00e8 poi tanto importante quanti fondi si hanno.<\/p>\n<p>Come anticipato, vadano pure bene navi e aerei e vada anche bene, anche se me ne sfugge la logica, che per l\u2019approntamento e impiego delle forze dell\u2019Arma dei Carabinieri \u2013 parlo della Missione 5 \u2013 si assegnino ben 6,8 miliardi circa.<\/p>\n<p>Me ne sfugge la logica se commisuro quella cifra al corrispettivo assegnato all\u2019Esercito, solo 5,9 miliardi circa, almeno per quanto riportato nel citato Rapporto Esercito 2021.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 qualcosa che non va. Intanto, tra il DPP e il Rapporto Esercito qui trattati c\u2019\u00e8 uno scalone di 1 anno.<\/p>\n<p>Quindi qualche differenza nei numeri c\u2019\u00e8, ma credo ininfluente nel discorso generale. Ci\u00f2 che conta veramente \u00e8 il concetto, e le piccole variazioni nei numeri non lo cambiano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>I SOLDI PER L\u2019ESERCITO<\/strong><\/p>\n<p>Nel 2021 il nostro Esercito ha ricevuto un\u2019assegnazione di 5,94 miliardi con un incremento \u201cfaraonico\u201d del 3,48% rispetto all\u2019anno precedente.<\/p>\n<p>E quanto per l\u2019esercizio? La bellezza di <strong>357 milioni di euro. Ripeto: 357 milioni<\/strong>. Un successo.<\/p>\n<p>Certo, qualcuno obietter\u00e0 che in realt\u00e0 poi questa cifra lievita a 843 grazie a varie \u201cfrattaglie\u201d che in realt\u00e0 cambiano poco, dato che riguardano le missioni all\u2019estero (331) e le operazioni sul territorio, come l\u2019eterna Strade Sicure (58) e un altro paio di \u201crubinetti occasionali\u201d per una sessantina di milioni ciascuno, ma si tratta in realt\u00e0 di altri costi fissi.<\/p>\n<p>Al riguardo, dubito che ci sar\u00e0 mai alcun vertice che s\u2019incateni da qualche parte chiedendo la chiusura di quella \u201ctragedia infinita\u201d che \u00e8 proprio \u201cStrade Sicure\u201d, quei 58 milioni sono una boccata di ossigeno cos\u00ec come alcune missioni all\u2019estero, assolutamente inutili, come lo era quella in Afghanistan e come \u00e8 tuttora quella in Libano, molto lontane dal garantirci nei nostri interessi, ma che fanno \u201crespirare\u201d.<\/p>\n<p>Altro sarebbe stato a suo tempo l\u2019aver inviato almeno 2 Brigate \u201cpesanti\u201d in Libia, a quest\u2019ora forse avremmo ancora quel Mediterraneo di cui tanti parlano ma per il quale nessuno ha fatto niente per mantenerselo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L\u2019ADDESTRAMENTO DEI MILITARI<\/strong><\/p>\n<p>La scarsit\u00e0 delle assegnazioni si ripercuote tragicamente sull\u2019addestramento. Questo \u00e8 il punto.<\/p>\n<p>Un settore che, come detto in precedenza, viene sottostimato credendo che ormai, avendo dei \u201cprofessionisti\u201d essi siano gi\u00e0 belli e pronti. E sempre.<\/p>\n<p>E non parlo solo delle dimensioni degli addomi, soprattutto tra i pi\u00f9 anziani. E questo sul piano strettamente fisico che, tuttavia, riguarda tanti altri professionisti in divisa, dalle Polizie municipali alle Forze di Polizia stesse.<\/p>\n<p>Ecco, a questo punto, merita fare poche considerazioni sul sistema d\u2019arma \u201csoldato\u201d, e su quello \u201cdi terra\u201d, che conosco meglio.<\/p>\n<p>L\u2019Italia ha introdotto il sistema professionale a met\u00e0 degli anni \u201990. Perfetto. Nulla da dire. Ma parliamo ormai di 30 anni fa pi\u00f9 o meno. Pi\u00f9 di una generazione.<\/p>\n<p>Non \u00e8 difficile comprendere che nel \u201csistema Italia\u201d, in cui non si \u00e8 mai compreso che il soldato sia qualcosa di \u201cdiverso\u201d \u2013 dico diverso, non migliore \u2013 rispetto a un qualsiasi altro impiegato ma anche dirigente civile, e dove, per via del parossismo progressista nel cieco ossequio a presunti diritti personali, non solo risulti problematico mandare via qualcuno se non \u00e8 pi\u00f9 in grado di rispettare pur semplici requisiti fisici ma dove \u00e8 anche limitato il ricambio generazionale, con conseguente probabile super affollamento delle scrivanie, la preparazione psico-fisica e la spinta motivazionale tendano pericolosamente a scemare.<\/p>\n<p>Pertanto, ritengo illusorio il poter mantenere fede a quanto scritto a pagina 9, sempre del \u201cRapporto Esercito 2021\u201d, dove si sottolinea, ma sarebbe del resto superfluo specificarlo, che <strong><em>\u201cuomini e donne con un ampio patrimonio di competenze, esperienze, altamente motivati e con un sistema comune di valori e aspettative professionali sono e saranno in futuro il vero motore della Forza Armata <\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>E, tuttavia, mi pare strano che, pur nell\u2019abbondanza di utilissimi grafici e tabelle sinottiche, non esista alcun dato sulla situazione in merito alle \u201cfasce di et\u00e0\u201d, se non l\u2019ovvio proponimento che che l\u2019Esercito \u201c<strong><em>mira a disporre di forze giovani <\/em>operativamente disponibili,<em> altamente motivate e caratterizzate da doti intellettuali e prestanza fisica. Tali esigenze comportano la promozione\/attuazione di politiche\/strategie orientate a un sostanziale \u201cringiovanimento\u201d della componente operativa della Forza Armata \u201d.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Il \u201ccombinato-disposto\u201d dei due precedenti passaggi, che ho rimarcato in grassetto, dovrebbe far riflettere anche il pi\u00f9 incompetente di politicante che la situazione potrebbe essere veramente tanto tragica da spingere la Forza Armata a utilizzare giri di parole, i soliti, per dire e non dire. E non va bene!<\/p>\n<p>L\u2019essersi piegati nel tempo a una logica impiegatizia e assistenziale, \u00e8 stato un approccio rovinoso. Qualcuno lo deve pur dire!<\/p>\n<p>E che l\u2019Esercito si sia votato anima e cuore, ma direi anche inevitabilmente, a una missione assistenziale, lo si vede dalla distribuzione geografica tra posizioni organiche e provenienza regionale.<\/p>\n<p>\u00c8 evidente, e lo dico da uomo del Meridione, come ben il 72% del reclutamento venga dal Sud e dalle Isole a fronte di una disponibilit\u00e0 di solo il 27% delle posizioni organiche in questa parte del territorio.<\/p>\n<p>Situazione non migliorata nonostante la stupida decisione di spostare al Sud, da Pordenone, una Brigata, definita poi pesante, la Garibaldi, in aree dove spazi addestrativi ed esercitativi per quella tipologia di unit\u00e0 sono sempre stati scarsi.<\/p>\n<p>Assieme ad altre Grandi Unit\u00e0 che, emerse dallo status \u201csimbolico\u201d di essere un tempo \u201csolo territoriali\u201d, condividono la stessa sofferenza.<\/p>\n<p>A parte la Sassari che pu\u00f2 beneficiare, ma senza esagerare, altrimenti le comunit\u00e0 locali si innervosiscono, del Poligono di Capo Teulada in Sardegna.<\/p>\n<p>Tutti gli altri poligoni e aree addestrative sono assolutamente inadeguati per il necessario svolgimento di addestramenti ed esercitazioni di pi\u00f9 alto livello rispetto a quello di Compagnia o di Battaglione \u201cleggerino\u201d.<\/p>\n<p>E poi le munizioni, se ci sono, costano pure quelle. Cos\u00ec come costa molto trasportare un\u2019intera Brigata all\u2019estero, pi\u00f9 generoso di noi, per esempio in Qatar o in Polonia o anche prima della guerra in Ucraina, per svolgervi un pur breve ciclo addestrativo, diciamo di un mese. Parliamo di milioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>IL PROFESSIONISMO DEI MILITARI<\/strong><\/p>\n<p>Ci siamo fidati sul fatto che il professionismo significasse da solo capacit\u00e0 esprimibile al semplice schiocco delle dita.<\/p>\n<p>Certo, per stare qualche ora in piedi per strada sotto un bel gazebo non ci sono problemi. Se non la noia.<\/p>\n<p>N\u00e9 ce ne sarebbero per riparare le buche delle strade romane oppure per vaccinare cittadini o per trasportarne le bare con i propri camion.<\/p>\n<p>Ma essere parte di un \u201ctragico\u201d gioco di squadra, dove il paradigma secolare della manovra, fuoco e movimento, comporta rinunce, resistenza, rapido adattamento, attenzione, pratica istintiva nella tattica spicciola, freddezza e tanto altro, incluso il possibile sacrificio, postula incessante addestramento, compresa la tenuta fisica.<\/p>\n<p>Oltre al fatto di sapere sparare e contro chi nonch\u00e9 comprendere velocemente come, quando, dove e con chi muoversi.<\/p>\n<p>E con quanto peso addosso. Insomma, il Soldato deve saper fare il Soldato e non pu\u00f2 costituire la facile ed economica manovalanza per qualsiasi baggianata.<\/p>\n<p>Ritorno aL capitolo di \u201cStrade pulite o sicure\u201d. \u00c8 almeno da 30 anni che l\u2019Esercito recita questo ruolo.<\/p>\n<p>Fermo restando l\u2019obbligo di intervento in casi di calamit\u00e0 naturali e no, ma in concorso.<\/p>\n<p>Tuttavia, l\u2019emergenza \u00e8 tale se \u00e8 di breve durata, giusto il tempo necessario che la situazione torni sotto controllo e diretta da altri comparti preposti nello specifico, per non compromette seriamente la preparazione delle varie unit\u00e0 a svolgere con professionalit\u00e0 i loro compiti specifici \u201cin caso di\u201d.<\/p>\n<p>Il problema che \u00e8 difficile da comprendere \u00e8 che diventare Soldato e mantenerne le capacit\u00e0, anzi migliorarle, costa.<\/p>\n<p>Anche per adeguarsi alle innovazioni introdotte. E l\u2019et\u00e0 fa la differenza, soprattutto in taluni incarichi, diciamo quelli che sarebbero a \u201ccontatto\u201d.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 infatti un\u2019et\u00e0 per tutto e non tutti gli incarichi vanno bene per tutte le et\u00e0. Occorre un sistema che riassegni il personale, anche nella componente civile, ma che provveda anche una via d\u2019uscita verso altre strutture statali.<\/p>\n<p>Basterebbe copiare da altri, e farlo bene. E, ripeto, tutto ha un costo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>ALCUNI CONTI SULL\u2019UTILIZZO DELLE BRIGATE<\/strong><\/p>\n<p>Ora veniamo a fare due conti, ma per semplificare, nel tentativo di far comprendere con immediatezza l\u2019inadeguatezza dei fondi, mi limito a prendere in considerazione le sole Brigate diciamo \u201cdi manovra\u201d, quella parte del nostro Esercito che dovrebbe costituire la parte pulsante dell\u2019operativit\u00e0, la casa del combattente in prima linea, tanto per intenderci.<\/p>\n<p>E per esse, solo dal punto di vista \u201caddestrativo\u201d, sulla base delle mie esperienze professionali e dei miei convincimenti, frutto anche della fortuna di avere vissuto l\u2019esperienza della \u201cLeva\u201d, e dei circuiti addestrativi che ne caratterizzavano la ferma, nella realt\u00e0 del Nord Est italiano dove la \u201csoglia di Gorizia\u201d la si viveva ogni giorno, siamo in un range che si aggira attorno ai 20 milioni di euro ogni anno.<\/p>\n<p>Sia chiaro che per Brigate pi\u00f9 \u201cpesanti\u201d, per esempio la Garibaldi, ma anche per chi ha in dotazione mezzi ancora pi\u00f9 costosi, come la \u201cFriuli\u201d con i suoi elicotteri, andremmo ben sopra i 25 milioni.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 20, pertanto, per 11, darebbe un totale di 220 milioni di euro. Tanto per cominciare. Perch\u00e9 non finisce qui.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 c\u2019\u00e8 tanto di altro per consentirne \u201cla vita\u201d. Parlo delle indennit\u00e0 varie per il personale, e non parlo di assegni fissi, la manutenzione delle piattaforme da combattimento e tutto ci\u00f2 che serva per il funzionamento e la vita di caserma, dal rancio alle pulizie sino alle bollette.<\/p>\n<p>Ecco, tanto al chilo, a quei 20 se ne aggiungano altri di milioni in un range che va dai 150 ai 180 milioni di euro. Per ciascuna di queste Grandi Unit\u00e0 Elementari, come le si definiva un tempo.<\/p>\n<p>Pertanto, per chiudere questo noioso capitolo dei numeri, diciamo che \u201csolo\u201d per le 11 esistenti, ovviamente incluse le unit\u00e0 dipendenti nelle varie dislocazioni geografiche, cio\u00e8 le rispettive caserme, ci sarebbe la necessit\u00e0 di un totale attorno ai 2 miliardi di euro. Tuttavia, l\u2019Esercito \u00e8 anche altro, ma mi fermo qui.<\/p>\n<p>Lo so, c\u2019\u00e8 di certo qualcuno che dir\u00e0 \u201c\u00e8 troppo\u201d. Al riguardo, un mio vecchio comandante di brigata mi sollev\u00f2 questo appunto, io Capitano allora, quando gli presentai i conti da inviare in Prefettura per rendicontare il costo delle unit\u00e0 impiegate nella sorveglianza dei punti sensibili durante la prima campagna aerea contro la Jugoslavia.<\/p>\n<p>Io gli risposi chiedendogli in che cosa pensasse che fossero \u201ctroppe\u201d quelle lire che avevo calcolato. Non mi rispose, comprendendo probabilmente che i conti li avevo fatti bene, e dispose che quei numeri venissero inviati in Prefettura. Troppo poco o troppo non \u00e8 un filone di ragionamento che aiuta. Anzi.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 le cifre spaventano ed \u00e8 il timore di sembrare \u201ctroppo pretenzioso\u201d, anche se giusto, che crea danni.<\/p>\n<p>Ma la sicurezza con cui imporsi in questo gioco contro il politico di turno richiede una conoscenza approfondita dei processi addestrativi, della necessit\u00e0 dell\u2019allenamento continuo e faticoso, di essersi infangati gli scarponi per anni, presa tanta pioggia, il freddo e il caldo e, infine, aver accettato il puzzo delle camerate. Per anni.<\/p>\n<p>S\u00ec, parlo di esperienza. Certo da sola non basta, occorre cultura e cultura dello Stato oltre a comprendere che l\u2019Esercito \u00e8 una cosa seria, bisogna averlo \u201cindossato\u201d come una propria pelle.<\/p>\n<p>Del resto, occorre capacitarsi che le nostre unit\u00e0 ormai da anni si addestrano essenzialmente, quando lo fanno, e salvo sporadiche manifestazioni che peraltro rischiano di chiudersi con un risultato dimostrativo o peggio autoreferenziale, in funzioni che ne pregiudicano gravemente il DNA di ciascuna di esse.<\/p>\n<p>Essere pronti seriamente come carrista, fante o pilota costa.<\/p>\n<p>Il concetto di prepararsi al peggio per affrontare prove operative con maggiore consapevolezza e \u201cabitudine\u201d pare essere dimenticato.<\/p>\n<p>Era un refrain che i \u201cvecchi\u201d della cortina di ferro si ripetevano continuamente.<\/p>\n<p>Per essere capaci di sbalzare con il peso di un mitragliatore e con tutto l\u2019equipaggiamento al seguito, incluse le munizioni, occorre prepararsi ogni giorno; per vivere per giorni in una trincea, come ci dicono accada in Ucraina oppure nel Caucaso, vincendo noia, sonno e stanchezza, sapendo che il peggio pu\u00f2 arrivare da un momento all\u2019altro, occorre esercitarvisi.<\/p>\n<p>Per rimettere un cingolo al suo posto occorre saperlo fare e farlo in situazioni disagiate Oltre che sapere come costruirsi un appostamento o una postazione e conoscere persino i tempi che occorrono per realizzarli. Altro bel problema, i materiali di rafforzamento. Sorvoliamo.<\/p>\n<p>Da tutto questo odioso racconto anche in cifre, la cosa pi\u00f9 importante da trarre \u00e8 che per \u201cmantenere\u201d la capacit\u00e0 operativa di ciascuna unit\u00e0, cos\u00ec che \u201ca cuor leggero\u201d la si possa inviare a fare ci\u00f2 per cui \u00e8 stata creata, tutta l\u2019assegnazione concessa per l\u2019esercizio, i famosi 350 e rotti milioni di euro, sarebbe appena sufficientI, ma infischiandosene di tutto il resto della vita di ogni giorno.<\/p>\n<p>E finiamola di credere che quel po\u2019 di iter propedeutico per andare e ritornare in Libano, come accadeva per l\u2019Afghanistan, cos\u00ec come per i Balcani, mettano in condizioni un nostro carrista con il suo carro \u201cAriete\u201d, 1 o 2 che sia, di poter andare, per esempio, a combattere in Ucraina contro i russi. O un domani a riprendersi Taiwan dai cinesi.<\/p>\n<p>\u00c8 ora di uscire da questa illusione o da questa menzogna. I soldati devono fare i soldati e farlo \u00e8 una cosa seria non una performance da avanspettacolo.<\/p>\n<p>N\u00e9 la risorsa cui ricorrere per qualsiasi stupidaggine, scordando che esiste in primis una Protezione Civile per le emergenze, anche per le campagne vaccinali, le Forze di Polizia per il controllo del territorio, le varie municipalizzate per pulire le strade e per prendersi cura dei rifiuti e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Quello militare \u00e8 uno dei quattro strumenti di potere di una Nazione e va salvaguardato, e preparato. E per farlo, ripeto costa. Non mi stancher\u00f2 di dirlo ma ho persino buttato gi\u00f9 qualche numero, per non limitarmi a dire che ci\u00f2 che viene garantito sia \u201ctroppo poco\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>IL MEDITERRANEO ALLARGATO<\/strong><\/p>\n<p>Il Mediterraneo allargato (al Pacifico?) non \u00e8 in discussione (anche per il nuovo concetto strategico della NATO), ma la nuova cortina di ferro in Europa \u00e8 un\u2019emergenza (ancora ignorata da militari e politici) che impone una politica militare orientata all\u2019Esercito rimettendo il controllo del territorio nelle mani delle Forze di Polizia.<\/p>\n<p>Rivedendo, e so che mi far\u00f2 dei nuovi amici, l\u2019impiego degli stessi Carabinieri nel Fuori Area e persino il ruolo delle loro \u201cForze Speciali\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019innamoramento infantile per quel concetto del \u201cMultinational Specialized Unit \u2013 MSU\u201d lasciamolo alla Storia.<\/p>\n<div id=\"attachment_44678\" class=\"wp-caption alignnone\">\n<p id=\"caption-attachment-44678\" class=\"wp-caption-text\">Carabinieri della MSU con la Polizia kosovara<\/p>\n<\/div>\n<p>Il solo fatto che ne fosse entusiasta il Generale Clark dovrebbe darci un\u2019idea precisa in merito, dato lo spessore professionale e umano di quell\u2019ufficiale americano.<\/p>\n<p>Quindi urge una revisione generale, in termini di visione, di pianificazione fino ai programmi di addestramento.<\/p>\n<p>Le parole rilasciate nei vari consessi mi fanno temere il consueto \u201cassalto alla diligenza\u201d nella prospettiva del 2% del PIL che se, attuato, produrrebbe sui 7 miliardi in pi\u00f9, almeno sul piano del PIL nominale, senza alcuna utile ricaduta sull\u2019addestramento.<\/p>\n<p>Quello che, come ho scritto in precedenza, possa servire a \u201ccombattere seriamente\u201d in una realt\u00e0 ad \u201calta intensit\u00e0\u201d, come riterrei sempre pi\u00f9 probabile possa accadere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>CONCLUSIONI<\/strong><\/p>\n<p>In conclusione, aver avallato che la spesa per la Difesa debba attestarsi al 2% \u00e8 intanto uno slogan, uno dei tanti lanciati da una classe politica in gran parte ignara di ci\u00f2 che fa e dice, che rimane per quello che \u00e8, una vuota enunciazione, in considerazione del fatto che laddove il PIL non cresca significativamente nulla cambia in valore assoluto.<\/p>\n<p>Allo stato attuale, l\u2019applicazione di quella scelta produrrebbe <strong>un tesoretto di 6 o 7 miliardi,<\/strong> di cui dubito possa realmente goderne l\u2019addestramento nonch\u00e9 il faticoso mantenimento di mezzi, materiali e infrastrutture.<\/p>\n<p>Infatti, non \u00e8 affatto importante quanto si spende bens\u00ec come si spende.<\/p>\n<p>Se, inoltre, quel tanto in pi\u00f9 che dovesse un domani derivare da questo 2% servisse solo per soddisfare i desideri, pur comprensibili, dell\u2019Amministratore delegato di Fincantieri, che ho richiamato in apertura di questo lungo articolo, non andremmo lontani.<\/p>\n<p>Cito lui solo come esempio utile, ma mi immagino come anche altri nel settore stiano salivando.<\/p>\n<p>Insomma, se noi viviamo nell\u2019illusione che l\u2019innovazione da sola possa garantirci la disponibilit\u00e0 di uno strumento che sia in grado di svolgere ci\u00f2 per cui \u00e8 stato creato, non faremo altro che fare opera assistenziale o di garantire ossigeno al comparto industriale della Difesa, soprattutto per tutti quei programmi che offrono ritorni economici pi\u00f9 gratificanti e fin troppo spesso con un\u2019utile cadenza temporale.<\/p>\n<p>Una nuova linea di carri armati va sempre bene, sia chiaro.<\/p>\n<p>Basta che ci si possa addestrare seriamente e che li si possa manutenere ben oltre quanto garantito dai pacchetti di assistenza sottoscritti con l\u2019industria.<\/p>\n<p>Tuttavia, la realt\u00e0, come la verit\u00e0, viene sempre a galla e ci dice che senza un serio, quotidiano e mirato addestramento \u201cdi specialit\u00e0\u201d, che costa, il tutto diviene semplicemente inutile.<\/p>\n<p>Quando la realt\u00e0 viene a galla essa ci prende di sorpresa, e fin qui nulla di nuovo.<\/p>\n<p>Tuttavia, l\u2019inferno arriva quando non si \u00e8 neanche preparati a fronteggiarla, perch\u00e9 o mancano i mezzi necessari \u2013 anche innovativi, lo riconosco \u2013 o manca l\u2019addestramento necessario.<\/p>\n<p>E quest\u2019ultimo si basa sull\u2019indispensabile pratica quotidiana sui materiali in dotazione.<\/p>\n<p>Non \u00e8 solo l\u2019Ariete che si ferma per mancanza di denaro per cambiargli il cingolo, decresce anche la capacit\u00e0 operativa.<\/p>\n<p>Capacit\u00e0 che non si acquisisce dedicandovi le risorse che \u201cavanzano\u201d.<\/p>\n<p>E non basta illudersi di possederla solo per aver condotto una mirabile esercitazione a tutto tondo nel deserto del Medio Oriente o solo perch\u00e9 gli altri ci dicono che siamo bravi con le consuete, e pericolosamente false pacche sulle spalle.<\/p>\n<p>Parlare di una percentuale \u00e8 solo il passaggio iniziale, ben venga. Ci\u00f2 che invece \u00e8 fondamentale, non mi stanco di ripeterlo, \u00e8 dove quelle risorse verranno impegnate.<\/p>\n<p>Per farlo come converrebbe \u00e8 indispensabile conoscere, e averne veramente esperienza, di cosa significhi e comporti un iter addestrativo che consenta di disporre unit\u00e0 in grado di fare il proprio mestiere in situazioni operative \u201cdrammatiche\u201d.<\/p>\n<p>Cosa che invece io temo non sia preso in considerazione, volendo prediligere una spesa volta principalmente a soddisfare una politica industriale. Magari mi sbaglio e \u201cpenso male\u201d, che \u00e8 peccato, lo so.<\/p>\n<p>Ora, infine, se ci va bene pensare che l\u2019utilit\u00e0 dei \u201cSoldati\u201d consista solo per le passeggiate per le strade con uno schioppo in mano, sopperendo alle Forze di Polizia, con il pretesto che cos\u00ec queste possano svolgere meglio le loro indagini, o sperare nel Genio militare per riempire le buche di Roma, o nei suoi medici, infermieri e \u201cconduttori\u201d per vaccinare la gente o per trasportare feretri, se proprio deve essere cos\u00ec, allora cambiamogli nome a questo Esercito, ce n\u2019\u00e8 gi\u00e0 uno di nome e, senza offesa, si tratta della Protezione Civile.<\/p>\n<p>Caviamoci questo dente!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.reportdifesa.it\/difesa-spesa-al-2-avvertenze-per-luso-il-soldato-costa-in-ogni-momento-delle-sue-attivita\/\">https:\/\/www.reportdifesa.it\/difesa-spesa-al-2-avvertenze-per-luso-il-soldato-costa-in-ogni-momento-delle-sue-attivita\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Report Difesa (Vincenzo Santo) ROMA. Il titolo de \u201cIl Sole 24 Ore\u201d di qualche domenica fa ci avvertiva su \u201cL\u2019appello dei manager: all\u2019Italia serve una politica industriale\u201d. Le parole che mi hanno colpito sono quelle dell\u2019Amministratore delegato di Fincantieri, Pierroberto Folgiero che, nell\u2019annuale appuntamento organizzato dai Giovani Imprenditori di Confidustria, ha detto: \u201cOggi la difesa europea ha la Germania che spender\u00e0 il 2% e non ha un\u2019industria della Difesa, quindi ha bisogno di canalizzare&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":105,"featured_media":58424,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Report_Difesa.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-jyl","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/75165"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/105"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=75165"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/75165\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":75166,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/75165\/revisions\/75166"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/58424"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=75165"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=75165"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=75165"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}