{"id":75187,"date":"2022-10-31T10:30:31","date_gmt":"2022-10-31T09:30:31","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75187"},"modified":"2022-10-29T23:33:26","modified_gmt":"2022-10-29T21:33:26","slug":"miti-del-nostro-tempo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75187","title":{"rendered":"Miti del nostro tempo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di TELEBORSA (Alessandro Fugnoli)<\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_75188\" style=\"width: 215px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-75188\" class=\"size-full wp-image-75188\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/117451.t.W205.H128.M4.jpg\" alt=\"\" width=\"205\" height=\"128\" \/><p id=\"caption-attachment-75188\" class=\"wp-caption-text\"><em>TLB courtesy: 28\/10\/2019 &#8211; 123RF|<\/em><\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>Le trappole mentali in cui inciampano i mercati<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Hans Blumenberg (1920-1996) non \u00e8 molto conosciuto, ma \u00e8 stato uno dei pi\u00f9 grandi filosofi tedeschi del dopoguerra. Al centro dei suoi studi \u00e8 il mito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I manuali di filosofia iniziano di solito descrivendo il passaggio dal mito al logos come il grande salto che fa nascere l&#8217;Occidente e che fa uscire l&#8217;umanit\u00e0 dalla sua infanzia e la proietta verso la maturit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Blumenberg ritiene per\u00f2 che questa narrazione sia essa stessa un mito e che sotto l&#8217;uomo tecnologico della modernit\u00e0 rimanga, ineliminabile, l&#8217;uomo che si affida al mito per tentare di dare un senso all&#8217;esistenza e per fuggire dall&#8217;angoscia di un mondo che ha verso di lui una totale indifferenza. Lungi dall&#8217;essere superato dalla scienza e dalla tecnica, il mito \u00e8 in realt\u00e0 la dimensione centrale del nostro modo di pensare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel loro ambito, anche i mercati finanziari confermano la tesi di Blumenberg fabbricando incessantemente narrazioni che tentano di dare un senso al caos. In questo decennio, che si \u00e8 aperto all&#8217;insegna di una crescente instabilit\u00e0 dopo quarant&#8217;anni di relativa calma, i miti dei mercati tornano ad avere, oltre alla funzione di spiegare, quella di consolare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 consolatoria, in questo contesto, l&#8217;idea della mean reversion, il ritorno inevitabile delle variabili alla loro media storica. \u00c8 un&#8217;idea metafisica, una filosofia della storia che ha, alla base, il mito di un mondo che ritrova sempre il suo baricentro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E cos\u00ec l&#8217;inflazione deve essere per forza transitoria. Anche se la Fed ha abbandonato questa idea nel novembre scorso, il mercato l&#8217;ha raccolta e continua a coltivarla pi\u00f9 o meno consapevolmente. Per parlare come Aristotele, \u00e8 come se il luogo naturale dell&#8217;inflazione fosse lo zero (o il due per cento adottato a tavolino dalle banche centrali). Quarant&#8217;anni delle nostre vite sono l\u00ec a dimostrarlo, si pensa. Come conseguenza di questo bias, immancabilmente, da 18 mesi, il mercato si posiziona ogni volta per un&#8217;inflazione pi\u00f9 bassa di quella che viene poi rilevata dalle statistiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dietro questa idea ce n&#8217;\u00e8 un&#8217;altra, anch&#8217;essa mitologica, per cui le banche centrali sono onniscienti e onnipotenti. Se dicono che l&#8217;inflazione \u00e8 transitoria allora sar\u00e0 transitoria. Se dicono che verr\u00e0 riportata rapidamente e a tutti i costi al due percento allora cos\u00ec sar\u00e0. Si pensa poco al fatto che le banche centrali hanno perso molta dell&#8217;autonomia che era stata loro concessa nella fase storica precedente, che sono al servizio di sovrani sempre pi\u00f9 indebitati e hanno quindi un conflitto d&#8217;interesse (anche per nobili motivi) sull&#8217;inflazione che, dopo tutto, riduce il debito del sovrano e gli permette cos\u00ec di continuare a spendere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E se anche questo conflitto viene messo da parte e l&#8217;intenzione di combattere l&#8217;inflazione \u00e8 sincera, in tempo di guerra nessuna banca centrale \u00e8 pi\u00f9 in grado di controllare tutte le variabili che contano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un altro mito dei mercati, anche questo a sfondo consolatorio, \u00e8 che ci\u00f2 che \u00e8 sceso molto e a lungo \u00e8 sempre pronto a rimbalzare. Lo short squeeze, il rito purificatore che vede i buoni rialzisti che rincorrono con i forconi i cattivi ribassisti e li obbligano a ricoprirsi con gravi perdite, \u00e8 l&#8217;albero a cui ci si aggrappa e che fa per\u00f2 perdere di vista la foresta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per giustizia, va detto che anche tra gli orsi \u00e8 diffuso il pensiero mitico. \u00c8 tale, in particolare, l&#8217;idea metafisica dell&#8217;estrapolazione, ovvero la proiezione in un tempo illimitato di una tendenza negativa. Se c&#8217;\u00e8 la guerra, finir\u00e0 inevitabilmente con l&#8217;olocausto nucleare. Se i fondi pensione inglesi hanno comprato a leva e ora si trovano in crisi, allora \u00e8 segno che tutte le assicurazioni e le istituzioni finanziarie del mondo sono sul punto di esplodere. Se qualche paese emergente \u00e8 sull&#8217;orlo del default (o l&#8217;ha gi\u00e0 dichiarato) allora tutti i paesi emergenti smetteranno di onorare i loro debiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In realt\u00e0 lo stigma collegato all&#8217;uso dell&#8217;atomica \u00e8 tale che nessuno, ancora per molto tempo, la vorr\u00e0 usare per primo. Quanto alle atomiche tattiche, lo stigma \u00e8 lo stesso, a fronte di vantaggi militari modestissimi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le istituzioni finanziarie, dal canto loro, sono pi\u00f9 capitalizzate e meglio controllate di quindici anni fa. Chi ha comunque abusato della leva sar\u00e0 tendenzialmente salvato, sia con acquisti di titoli sia con accorgimenti contabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quanto ai paesi emergenti, un buon numero di loro (in particolare quelli che producono materie prime) sono addirittura in una posizione migliore rispetto a molti paesi europei. Hanno meno debito, hanno riserve valutarie (che noi non abbiamo) e hanno subito un minore deterioramento delle ragioni di scambio. Lo conferma l&#8217;apprezzamento delle loro valute rispetto all&#8217;euro in questi mesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E l&#8217;inflazione? Qui il discorso \u00e8 complesso. Da una parte abbiamo politiche monetarie restrittive, anche se non cos\u00ec tanto quanto il mercato ritiene che siano. Dall&#8217;altra abbiamo governi che hanno ripreso a spendere e che andranno avanti a farlo molto a lungo per il riarmo, per le tecnologie a sfondo militare e per sussidiare il rialzo strutturale del costo dell&#8217;energia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pi\u00f9 in dettaglio, ci sono fattori specifici importanti che rendono faticosa la discesa dell&#8217;inflazione. Nel CPI americano gli affitti pesano per il 33 per cento del paniere. Ora \u00e8 vero che il prezzo delle case ha iniziato a scendere (anche se di poco), ma resta ancora altissimo, mentre il costo dei mutui continua a salire. Ecco allora che cresce continuamente la domanda di case in affitto, che fa ovviamente salire il canone. Un altro fattore decisivo da sorvegliare \u00e8 la benzina, che ha ripreso a rincarare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In conclusione, conoscere i limiti dei concetti che usiamo per formulare le ipotesi con cui ci muoviamo nei mercati non \u00e8 un passo indietro ma un passo avanti se ci libera dagli schemi mentali. Questo significa, ad esempio, che per fare previsioni sull&#8217;inflazione \u00e8 meglio in questa fase partire dal basso e ricavarla pazientemente guardando alla situazione concreta dei singoli componenti del paniere piuttosto che volare troppo alto e affidarsi a idee come la mean reversion. Lo stesso vale per i crediti e le societ\u00e0 quotate. Come ha detto ieri David Einhorn, si riduce ogni giorno il numero di quelli che decidono i loro investimenti studiando i bilanci e le prospettive delle societ\u00e0, mentre \u00e8 sempre pi\u00f9 praticata la scorciatoia dell&#8217;approccio top-down.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Uno degli aspetti positivi dei grandi cicli di ribasso \u00e8 la pulizia delle incrostazioni mentali e il ritorno alla lavagna con meno schemi preconcetti. Facciamone tesoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.teleborsa.it\/Top-Mind\/2022\/10\/19\/miti-del-nostro-tempo-1.html#.Y12bhE3ONPw\">https:\/\/www.teleborsa.it\/Top-Mind\/2022\/10\/19\/miti-del-nostro-tempo-1.html#.Y12bhE3ONPw<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TELEBORSA (Alessandro Fugnoli) Le trappole mentali in cui inciampano i mercati Hans Blumenberg (1920-1996) non \u00e8 molto conosciuto, ma \u00e8 stato uno dei pi\u00f9 grandi filosofi tedeschi del dopoguerra. Al centro dei suoi studi \u00e8 il mito. I manuali di filosofia iniziano di solito descrivendo il passaggio dal mito al logos come il grande salto che fa nascere l&#8217;Occidente e che fa uscire l&#8217;umanit\u00e0 dalla sua infanzia e la proietta verso la maturit\u00e0. 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