{"id":75196,"date":"2022-11-01T08:30:34","date_gmt":"2022-11-01T07:30:34","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75196"},"modified":"2022-10-31T13:19:47","modified_gmt":"2022-10-31T12:19:47","slug":"israele-al-voto-con-lincubo-della-destra-nazionalista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75196","title":{"rendered":"Israele al voto con l\u2019incubo della destra nazionalista"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di STRISCIA ROSSA (Gianni Solinas)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-75197\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/ben-gvir-768x576-1-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/ben-gvir-768x576-1-300x225.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/ben-gvir-768x576-1.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sullo sfondo della sfida tra il premier uscente Yiar Lapid e il sempiterno Benjamin Natanyahu, nella campagna elettorale israeliana si \u00e8 imposta l\u2019inquietante figura del parlamentare di estrema destra Itamar Ben Gvir. Definito come la versione domestica del suprematismo bianco americano e del neofascismo europeo, l\u2019esponente ultra-ortodosso in pochi mesi ha fatto breccia nello stagnante panorama politico del paese che andr\u00e0 alle urne il primo novembre. E ora appare decisivo per il successo della coalizione guidata Netanyahu che, secondo gli ultimi sondaggi, avrebbe la maggioranza proprio grazie all\u2019estrema destra nazionalista e ultra-ortodossa di cui Ben Gvir \u00e8 l\u2019esponente di spicco. In difficolt\u00e0, invece, il fronte opposto di centro sinistra guidato da Lapid e dal ministro della difesa Benny Gantz.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Ben Gvir, identikit di un nazionalista<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ben Gvir, erede del famigerato partito Kach del rabbino Mehir Kahane, sciolto dal governo nel 1994 dopo il massacro di Hebron (quando ventinove musulmani in preghiera vennero uccisi dal colono nazionalista Baruch Goldstein), guida una formazione politica che \u00e8 accreditata di circa 13 seggi sui 120 della Knesset. Se i sondaggi venissero confermati sarebbe lui \u2013 prevede un\u2019analisi dell\u2019agenzia Reuters \u2013 il \u201cpotenziale kingmaker della coalizione di destra\u201d. La lista di cui Ben Gvir \u00e8 a capo assieme al leader ultra-nazionalista, Bezazel Smotrich, si colloca nei sondaggi al secondo posto dopo il Likud nella coalizione di quattro partiti che sostengono Netanyhanu.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Era stato proprio l\u2019ex premier \u2013 secondo una ricostruzione del Wall Street Journal, confermata anche da altri osservatori \u2013 l\u2019artefice dell\u2019alleanza tra il partito Ozma Yehudit di Ben Gvir e Sionismo religioso di Smotrich in occasione delle politiche del marzo 2021. Il cartello elettorale, nelle intenzioni di Netanyahu, avrebbe dovuto rafforzare il fronte nazionalista per riportarlo al governo. Un calcolo si \u00e8 rivelato sbagliato: l\u2019ex premier non \u00e8 infatti riuscito a tornare in sella mentre l\u2019alleanza ultra-nazionalista con l\u2019elezione alla Knesset di Ben Gvir \u00e8 andata sempre pi\u00f9 consolidandosi al punto che nelle prossime consultazioni dovrebbe pi\u00f9 che raddoppiare la rappresentanza in parlamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Condannato per incitamento al razzismo, sostenitore della necessit\u00e0 di espellere tutti i palestinesi da Israele, omofobo e antiabortista, l\u2019inquietante outsider della politica israeliana ha fatto irruzione nella campagna elettorale con modi sbrigativi e talvolta violenti. Tra le \u2018imprese\u2019 di Ben Gvir, la cui base elettorale \u00e8 tra i coloni della West Bank, ha fatto scalpore quella dello scorso 13 ottobre quando, kippah in testa e pistola in pugno, non ha esitato a intervenire durante gli scontri tra israeliani e palestinesi nel quartiere Sheikh Jarrah di Gerusalemme Est, invitando la polizia ad aprire il fuoco contro gli arabi che lanciavano pietre. Gli agenti lo hanno convinto a riporre l\u2019arma, ma il gesto ha accresciuto l\u2019allarme nel paese per la preoccupante ascesa dei partiti ultra-ortodossi. Una deriva nazionalista e religiosa che i quotidiani Haaretz e Jerusalem Post definiscono senza mezzi termini \u201cun pericolo per la democrazia\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La destra avanza, gli avversari zoppicano<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019avanzata dell\u2019estrema destra si inserisce nel complesso scenario politico di Israele, che da anni non riesce a esprimere un governo stabile. Una situazione di stallo che sembra trovare conferma negli ultimi sondaggi elettorali pubblicati dal quotidiano online The Times of Israel che vedono entrambe le coalizioni attorno ai 60 seggi, con una leggera prevalenza in termini percentuali di quella che sostiene Netanyahu. Ma se nel fronte guidato dal Likud tutti e quattro i partiti dovrebbero superare senza problemi la soglia del 3,25% necessaria per entrare alla Knesset, in quella avversaria solo quelli di centro Yesh Atid di Lapid e National Unity di Gantz, oltre ai nazionalisti laici di Yisrael Beitenu, avrebbero assicurata la rappresentanza in parlamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Gli altri, tra cui i laburisti e l\u2019altra formazione di sinistra Meretz, non avrebbero questa certezza. Rischiano soprattutto i due partiti arabi Ra\u2019am e Hadash-Ta\u2019al, che non hanno raggiunto un accordo per presentarsi uniti. Il blocco di Netanyahu, che comprende oltre a Likud e Sionismo religioso gli altri ultra-ortodossi di Shas e United Torah Judaism, si presenta dunque pi\u00f9 solido con tutti i partiti ben oltre la soglia di sbarramento. Al contrario, ben quattro delle sette formazioni del fronte opposto potrebbero restare fuori. Basta che uno solo di questi non riesca a farcela \u2013 sintetizza The Times of Israel \u2013 e il sesto governo di Netanyahu avr\u00e0 la quasi certezza di insediarsi. Con la pesante zavorra della destra pi\u00f9 retrograda e oltranzista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.strisciarossa.it\/israele-al-voto-con-lincubo-della-destra-nazionalista\/\">https:\/\/www.strisciarossa.it\/israele-al-voto-con-lincubo-della-destra-nazionalista\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di STRISCIA ROSSA (Gianni Solinas) Sullo sfondo della sfida tra il premier uscente Yiar Lapid e il sempiterno Benjamin Natanyahu, nella campagna elettorale israeliana si \u00e8 imposta l\u2019inquietante figura del parlamentare di estrema destra Itamar Ben Gvir. 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