{"id":75256,"date":"2022-11-03T09:30:39","date_gmt":"2022-11-03T08:30:39","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75256"},"modified":"2022-11-02T09:10:16","modified_gmt":"2022-11-02T08:10:16","slug":"il-cartello-della-censura-nuove-prove-della-collusione-big-tech-governo-usa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75256","title":{"rendered":"Il cartello della censura: nuove prove della collusione Big Tech-Governo Usa"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ATLANTICO (Max Balestra)<\/strong><\/p>\n<header class=\"flex flex-col mb-4 entry-header\">\n<h2 class=\"order-1 mb-3 text-lg font-semibold leading-tight entry-subtitle text-np_blue font-poppins\">Social media usati come proxy del governo per la censura. Nuovi documenti rivelano una relazione \u201cmolto intima\u201d: messaggi, incontri regolari, addirittura \u201cportali speciali\u201d<\/h2>\n<div class=\"flex flex-wrap items-center justify-between order-2 mb-3 text-navbar font-poppins\">\n<div class=\"flex items-center mb-2 entry-author md:flex md:justify-between \"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"order-1 mb-5 md:mb-0 md:order-3 entry-featured-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"w-full max-w-full\" src=\"https:\/\/nicolaporro.np.ticdn.it\/atlanticoquotidiano\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Facebook_DHS-730x410.jpg\" alt=\"\" width=\"730\" height=\"410\" \/><\/div>\n<\/header>\n<div class=\"px-2 entry-content font-roboto md:px-10\">\n<ul>\n<li><em>Big Tech, FBI e DHS collaborano regolarmente per censurare notizie e opinioni giudicate dannose per le politiche governative, classificandole come \u201cdisinformazione\u201d.<\/em><\/li>\n<li><em>Scambi di messaggi, incontri mensili, addirittura \u201cportali speciali\u201d a disposizione di funzionari governativi per richiedere la soppressione di contenuti.<\/em><\/li>\n<li><em>Il ritornello \u00e8 spesso stato: \u201cSono compagnie private, possono fare quello che vogliono\u201d. Ma adesso salta fuori che queste compagnie private starebbero effettivamente operando come proxy del governo per la censura<\/em>.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Negli ultimi dieci anni o gi\u00f9 di l\u00ec, con l\u2019affermarsi delle piattaforme\u00a0<em>social media<\/em>\u00a0come strumento principe per la diffusione di notizie, siamo stati introdotti a nuovi termini come\u00a0<em>\u201cfake news\u201d<\/em>, \u201cdisinformazione\u201d,\u00a0<em>\u201cbots\u201d<\/em>,\u00a0<em>\u201ctroll farms\u201d<\/em>, e alle conseguenti discussioni su\u00a0<strong>come distinguere tra verit\u00e0 e disinformazione<\/strong>\u00a0online.<\/p>\n<p>Su a chi spetta il compito di vigilare, su come tracciare la linea tra disinformazione e legittimo dissenso, tra censura e libert\u00e0 d\u2019opinione e d\u2019espressione. Abbiamo sentito parlare delle tensioni tra governi e\u00a0<em>Big Tech<\/em>, e dei\u00a0<strong>sospetti di connivenza<\/strong>\u00a0tra di essi, con tutti i dubbi sulla separazione di poteri e sui\u00a0<em>check &amp; balance<\/em>\u00a0della democrazia che ne derivano.<\/p>\n<p>Ma su cosa avvenisse davvero\u00a0<strong>dietro le quinte<\/strong>\u00a0del grande gioco della manipolazione delle informazioni finora il panorama \u00e8 rimasto nebuloso, limitato a congetture e speculazioni, e spesso prigioniero di interessi e partigianerie politiche.<\/p>\n<p>Si \u00e8 pensato che la censura dei\u00a0<em>social media<\/em>\u00a0prendesse di mira pi\u00f9 i conservatori dei progressisti perch\u00e9 a\u00a0<em>Silicon Valley<\/em>\u00a0sono generalmente di sinistra. Che il fatto che alcuni personaggi controversi, come il cospirazionista\u00a0<strong>Alex Jones<\/strong>, venissero messi al bando lo stesso giorno da tutti i\u00a0<em>social<\/em>\u00a0fosse dovuto ad una sorta di reazione a catena, ma\u00a0<strong>senza una vera coordinazione<\/strong>.<\/p>\n<h2>Una relazioni \u201cmolto intime\u201d<\/h2>\n<p>Ma oggi centinaia di documenti del governo degli Stati Uniti, in parte ottenuti tramite fuga di notizie dall\u2019interno di agenzie federali, in parte declassificati nel corso di una causa per violazione dei diritti costituzionali intentata contro l\u2019amministrazione Biden dallo Stato del Missuori tramite il suo procuratore generale\u00a0<strong>Eric Schmitt<\/strong>, e riassunti in un reportage-inchiesta di\u00a0<em>The Intercept<\/em>\u00a0a firma\u00a0<strong>Ken Klippenstein<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Lee Fang<\/strong>, gettano una\u00a0<strong>nuova e sinistra luce<\/strong>\u00a0su quanto accaduto negli ultimi anni nel mondo della lotta alle \u201cfake news\u201d.<\/p>\n<p>Emerge ora, oltre ogni dubbio, che le grandi piattaforme\u00a0<em>social media<\/em>\u00a0del\u00a0<em>Big Tech<\/em>\u00a0hanno avuto per anni quella che\u00a0<em>The Intercept<\/em>\u00a0descrive una relazione\u00a0<em>\u201cmolto intima\u201d<\/em>\u00a0con il Federal Bureau of Investigation e il Department of Homeland Security. Una relazione in cui industria privata e governo federale\u00a0<strong>collaborano su base regolare per censurare<\/strong>\u00a0notizie giudicate pericolose, ma molto spesso solo sgradite alla politica, classificandole come\u00a0<em>\u201cdisinformazione\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Quanto \u00e8\u00a0<em>\u201cintima\u201d<\/em>\u00a0questa relazione? In uno scambio di messaggi di testo con un alto funzionario della Homeland Security,\u00a0<strong>Matt Masterson<\/strong>, ceo di\u00a0<em>Microsoft<\/em>, raccomandava che \u201cle piattaforme devono mettersi a proprio agio col governo\u201d.<\/p>\n<p><strong>Vijaya Gadde<\/strong>, il \u201cgrande censore\u201d di\u00a0<em>Twitter<\/em>, ora messa alla porta da\u00a0<strong>Elon Musk<\/strong>, una persona nota per essersi vantata di aver dato il via alla soppressione della storia del laptop di\u00a0<strong>Hunter Biden<\/strong>\u00a0sospendendo l\u2019account del quotidiano\u00a0<em>New York Post<\/em>\u00a0durante le elezioni presidenziali americane del 2020 e per avere, infine, messo al bando\u00a0<strong>Donald Trump<\/strong>,\u00a0<strong>si incontrava mensilmente con il DHS<\/strong>\u00a0per discutere come meglio censurare notizie considerate dannose per le politiche governative.<\/p>\n<p>Di fatto, Gadde ha fatto parte della commissione di esperti che ha suggerito al DHS quali misure anti-disinformazione attuare, e sembra aver avuto interesse ad ampliare tali misure\u00a0<strong>su scala globale<\/strong>, come rivelato da lei stessa in una videoconferenza ottenuta dall\u2019organizzazione di giornalismo investigativo\u00a0<em>Project Veritas<\/em>.<\/p>\n<p>E Gadde non \u00e8 un caso isolato. Nei mesi precedenti l\u2019elezione presidenziale del 2020 compagnie del\u00a0<em>Big Tech<\/em>\u00a0\u2013 incluse\u00a0<em>Twitter<\/em>,\u00a0<em>Facebook<\/em>,\u00a0<em>Reddit<\/em>,\u00a0<em>Discord<\/em>,\u00a0<em>Wikipedia<\/em>,\u00a0<em>Microsoft<\/em>,\u00a0<em>LinkedIn<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Verizon Media<\/em>\u00a0\u2013 si sono\u00a0<strong>incontrate mensilmente con l\u2019FBI e il DHS<\/strong>\u00a0per discutere di come prevenire il diffondersi di \u201cdisinformazione\u201d durante il periodo di campagna elettorale.<\/p>\n<p><em>Facebook<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Twitter<\/em>\u00a0crearono addirittura dei\u00a0<strong>portali speciali<\/strong>\u00a0attraverso i quali impiegati del governo potessero rapidamente richiedere la soppressione di contenuti.<\/p>\n<h2>Gli \u201cHunter Files\u201d e la confessione di Zuckerberg<\/h2>\n<p>Nella sua apparizione dell\u2019agosto scorso nel popolare podcast\u00a0<em>The Joe Rogan Experience<\/em>, il ceo di\u00a0<em>Facebook<\/em>, ora\u00a0<em>Meta<\/em>,\u00a0<strong>Mark Zuckerberg<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.nicolaporro.it\/atlanticoquotidiano\/quotidiano\/media\/smoking-gun-collusione-biden-social-media-per-censurare-gli-utenti\/\">ha rivelato che fu l\u2019FBI<\/a>\u00a0a contattare\u00a0<em>Facebook\u00a0<\/em>chiedendogli di\u00a0<strong>sopprimere la storia<\/strong>\u00a0del laptop di\u00a0<strong>Hunter Biden<\/strong>.<\/p>\n<p>A detta di Zuckerberg l\u2019FBI giustific\u00f2 la richiesta dicendo che la storia era\u00a0<em>\u201cdisinformazione russa\u201d<\/em>. Questa era anche la versione diffusa dalla stampa\u00a0<em>mainstream<\/em>, che naturalmente, a differenza del\u00a0<em>New York Post<\/em>, non sub\u00ec nessun genere di censura da parte di\u00a0<em>Twitter<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Facebook<\/em>.<\/p>\n<p>\u00c8 in seguito stato confermato che\u00a0<strong>la storia era vera<\/strong>. L\u2019FBI stava investigando diversi sospetti contatti d\u2019affari di\u00a0<strong>Hunter Biden<\/strong>, figlio di Joe, secondo molti indizi contenuti nel laptop, nonch\u00e9 per il suo ex socio d\u2019affari\u00a0<strong>Tony Bobulinsky<\/strong>, in realt\u00e0 suo prestanome, con compagnie energetiche cinesi, russe, ucraine, e kazake.<\/p>\n<p>L\u2019FBI perci\u00f2, pur avendo\u00a0<strong>Hunter Biden<\/strong>\u00a0sotto indagine, si premur\u00f2 di cooperare con\u00a0<em>Twitter<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Facebook\u00a0<\/em>perch\u00e9 non si venisse a sapere nel mezzo dell\u2019elezione, marchiando la notizia come\u00a0<em>\u201cdisinformazione\u201d<\/em>, e cos\u00ec facendo\u00a0<strong>trasformando una notizia vera in una falsa<\/strong>. Un vero e proprio cortocircuito degno di George Orwell.<\/p>\n<p>Secondo\u00a0<em>The Intercept<\/em>, a occuparsi di\u00a0<strong>far sparire<\/strong>\u00a0dai\u00a0<em>social media<\/em>\u00a0gli\u00a0<em>\u201cHunter Files\u201d<\/em>\u00a0fu l\u2019agente dell\u2019FBI\u00a0<strong>Laura Dehmlow<\/strong>, che ancora quest\u2019anno si \u00e8 incontrata con\u00a0<em>Twitter<\/em>\u00a0e\u00a0<em>JPMorgan Chase<\/em>\u00a0per raccomandare che \u201coccorre una infrastruttura mediatica che possiamo\u00a0<em>hold accountable<\/em>\u00a0(richiamare all\u2019ordine)\u201d.<\/p>\n<p>Da notare che\u00a0<em>Twitter<\/em>\u00a0\u00e8 una piattaforma\u00a0<em>social<\/em>, ma\u00a0<em>JPMorgan Chase<\/em>\u00a0\u00e8 una banca. Perch\u00e9 l\u2019FBI discute di \u201cdisinformazione\u201d con una banca? La risposta che temiamo tutti \u00e8 che si voglia passare dal \u201ccombattere la disinformazione\u201d sui\u00a0<em>social<\/em>\u00a0a\u00a0<strong>combatterla nei conti correnti<\/strong>, tramite l\u2019esclusione dei disobbedienti dai servizi finanziari.<\/p>\n<h2>Non solo elezioni<\/h2>\n<p>Ma la campagna elettorale\u00a0<strong>non era l\u2019unico obiettivo<\/strong>\u00a0degli sforzi combinati di governo federale americano e\u00a0<em>Big Tech<\/em>. Oltre alle elezioni, tra gli altri soggetti sottoposti a scrutinio come\u00a0<em>\u201cdisinformazione\u201d<\/em>\u00a0ci sarebbero questioni di salute pubblica (le origini della pandemia di\u00a0<em>Covid-19<\/em>\u00a0e l\u2019efficacia dei vaccini), temi ideologici (<em>\u201cracial justice\u201d<\/em>),\u00a0<em>debacle<\/em>\u00a0politiche (il caotico ritiro delle forze Usa dall\u2019Afghanistan), e la politica estera (la natura del supporto americano all\u2019Ucraina).<\/p>\n<p>Non bisogna fare un grande sforzo per vedere che queste sono tutte cose che in democrazia fanno parte del dibattito pubblico, e quanto sia specioso e pericoloso che le informazioni e relative discussioni che vi ruotano intorno siano alla\u00a0<strong>merc\u00e9 di un cartello tra governo e monopolisti dell\u2019informazione<\/strong>, operanti sulla base di termini elastici come \u201cdisinformazione\u201d. Peggio ancora quando questo cartello si schiera apertamente da una delle due parti in una elezione.<\/p>\n<h2>Social surrogato per la censura<\/h2>\n<p>Il rapporto de\u00a0<em>The Intercept<\/em>\u00a0include anche un\u2019intervista ad un anonimo agente dell\u2019FBI che rivela di essere stato riassegnato dal suo usuale compito di tenere sotto controllo agenzie di intelligence straniere ad un\u00a0<strong>progetto di monitoraggio di account<\/strong>\u00a0<em>social media<\/em>\u00a0americani durante l\u2019Estate delle Rivolte del 2020.<\/p>\n<p>\u201cCi sono sempre pi\u00f9 indizi che funzionari dei poteri esecutivo e legislativo stiano usando le compagnie di\u00a0<em>social media<\/em>\u00a0come un\u00a0<strong>surrogato per la censura<\/strong>\u201d \u2013 scrive il professore di diritto della George Washington University\u00a0<strong>Jonathan Turley<\/strong>\u00a0citato da\u00a0<em>The Intercept<\/em>\u00a0\u2013 \u201c\u00c8 indiscutibile che il governo non pu\u00f2 fare indirettamente ci\u00f2 che gli \u00e8 proibito di fare direttamente\u201d.<\/p>\n<p>Eh s\u00ec, perch\u00e9 negli ultimi anni, di fronte alla smaccata e discriminatoria censura delle informazioni su\u00a0<em>social media<\/em>, siti web, o motori di ricerca che fossero, da parte del\u00a0<em>Big Tech<\/em>, il ritornello \u00e8 spesso stato:\u00a0<em>\u201cLe compagnie private possono fare quello che vogliono\u201d<\/em>. Ma adesso salta fuori che queste compagnie private starebbero effettivamente operando come\u00a0<strong>proxy del governo<\/strong>, come compagnie militari private in zona di guerra.<\/p>\n<p>\u201cSe funzionari del governo stanno dirigendo questa censura, \u2013 continua Turley- entra in ballo il Primo Emendamento\u201d.<\/p>\n<h2>Come tutto \u00e8 iniziato<\/h2>\n<p>Ma come \u00e8 successo che agenzie di investigazione come l\u2019FBI e il DHS, create per inseguire criminali, spie, e terroristi, siano finite a inseguire\u00a0<em>tweet<\/em>? Secondo\u00a0<em>The Intercept<\/em>:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>\u201cCi\u00f2 che era iniziato come una missione di combattere minacce esterne dopo l\u201911 Settembre si \u00e8 spostato verso combattere la disinformazione, con la giustificazione che la radicalizzazione in patria pu\u00f2 portare a problemi di salute pubblica e a violenza politica\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Qual \u00e8 stato il processo? Difficile avere un quadro completo con le informazioni in nostro possesso, ma possiamo forse iniziare una\u00a0<strong>ricostruzione parziale<\/strong>.<\/p>\n<p>Come abbiamo osservato nel nostro\u00a0<a href=\"https:\/\/www.nicolaporro.it\/atlanticoquotidiano\/quotidiano\/media\/musk-twitter-e-cosa-le-elite-occidentali-intendono-oggi-per-liberta-di-parola\/\">recente articolo<\/a>\u00a0sull\u2019acquisto di\u00a0<em>Twitter<\/em>\u00a0da parte di\u00a0<strong>Elon Musk<\/strong>, l\u2019allarme per la \u201cdisinformazione\u201d sui\u00a0<em>social media<\/em>\u00a0\u00e8 iniziato intorno al 2015-2016, quando in seguito ad una serie di risultati elettorali non graditi (<em>Brexit<\/em>, Trump, etc), le \u00e9lite occidentali hanno iniziato a\u00a0<strong>temere la concorrenza di internet sui media tradizionali<\/strong>.<\/p>\n<p>Risale a quel periodo l\u2019invenzione del termine\u00a0<em>\u201cfake news\u201d<\/em>, e il proliferare di rapporti di \u201ccentri studi\u201d e\u00a0<em>think tank<\/em>\u00a0su come varie nefaste forze domestiche e straniere starebbero manipolando il pubblico. Esempio principe, naturalmente le ormai sfatate narrazioni di\u00a0<em>Russiagate<\/em>\u00a0e di\u00a0<em>Cambridge Analytica<\/em>, secondo le quali sia l\u2019elezione di\u00a0<strong>Donald Trump<\/strong>\u00a0che la\u00a0<em>Brexit<\/em>\u00a0sarebbero state opera di oscure manovre disinformative dei russi.<\/p>\n<p>E risalgono a quel periodo i crescenti appelli alle piattaforme\u00a0<em>social media<\/em>\u00a0a \u201cfare qualcosa per combattere la disinformazione\u201d, e il crescente\u00a0<strong>flirtare con la censura di Stato<\/strong>.<\/p>\n<h2>La CISA da Trump a Biden<\/h2>\n<p>Nel 2018 il presidente Trump, in risposta a diversi attacchi informatici subiti da infrastrutture chiave americane, firma il\u00a0<em>Cybersecurity and Infrastructure Security Agency Act<\/em>, che crea una nuova divisione, la\u00a0<em>Cybersecurity and Infrastructure Security Agency<\/em>\u00a0(CISA), dedicata alla\u00a0<strong>guerra cibernetica<\/strong>, in seno al Department of Homeland Security (DHS).<\/p>\n<p>Con l\u2019arrivo di Biden alla Casa Bianca, la nuova organizzazione si muove dall\u2019inseguire\u00a0<em>hackers<\/em>\u00a0a inseguire la \u201cdisinformazione\u201d in internet. Per giustificare una tale snaturazione della missione originale\u00a0<strong>Jen Easterly<\/strong>, la nuova direttrice della CISA nominata da Biden, parlando a una conferenza nel 2021, sostiene che:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>\u201cSe il nostro compito \u00e8 proteggere le infrastrutture critiche, e l\u2019infrastruttura pi\u00f9 critica di tutte \u00e8 la nostra\u00a0<strong>infrastruttura cognitiva<\/strong>. Perci\u00f2 costruire quella resilienza alle informazioni false o cattive, io credo, \u00e8 incredibilmente importante\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>L\u2019uso di un tale pasticcio semantico ed epistemologico postmodernista da parte di un alto funzionario del governo potr\u00e0 anche stupire chi non ha familiarit\u00e0 con l\u2019amministrazione Biden, ma bisogna ricordare che, proprio in quel periodo (2021), il Congresso a guida Democratica faceva passare un\u00a0<strong>piano infrastrutturale trilionario<\/strong>.<\/p>\n<p>Data la difficolt\u00e0 di far digerire al pubblico una tale spesa a debito, il piano ridefin\u00ec\u00a0<em>\u201cinfrastruttura\u201d<\/em>\u00a0non solo strade, ponti, e dighe, come ci si aspetterebbe, ma una\u00a0<strong>lunga lista di progetti sociali<\/strong>.<\/p>\n<p>\u201cLa maternit\u00e0 pagata \u00e8 infrastruttura! I servizi per l\u2019infanzia sono infrastruttura! Le badanti sono infrastruttura!\u201d, twittava la senatrice\u00a0<strong>Kristen Gillibrand<\/strong>. In quel periodo, per il governo Biden,\u00a0<strong>tutto era \u201cinfrastruttura\u201d<\/strong>, compresa la circolazione di informazioni sgradite su\u00a0<em>social media<\/em>.<\/p>\n<p>La CISA, nata per fermare attacchi\u00a0<em>hacker<\/em>\u00a0contro la rete elettrica, si trasforma perci\u00f2 in una creatura che\u00a0<strong>monitora e cerca di dirigere l\u2019informazione online<\/strong>.<\/p>\n<h2>Il \u201cMinistero della Verit\u00e0\u201d<\/h2>\n<p>Ma se Biden voleva uno strumento di propaganda governativa mascherato da \u201clotta alla disinformazione\u201d, perch\u00e9 semplicemente non ne ha creato uno invece di snaturare la CISA?<\/p>\n<p>Beh, ci ha provato. Nell\u2019aprile del 2022 il DHS lanci\u00f2 la controversa\u00a0<em>Disinformation Governance Board<\/em>, che doveva fare esattamente quello. La sotto-agenzia fin\u00ec immediatamente\u00a0<strong>sotto attacco<\/strong>\u00a0da parte del Partito Repubblicano, di molti media, e di attivisti per la libert\u00e0 d\u2019espressione.<\/p>\n<p>Soprattutto dopo che la sua direttrice designata,\u00a0<strong>Nina Jankowicz<\/strong>, fu esposta come un personaggio meno che politicamente e ideologicamente neutrale.<\/p>\n<p>Derisa come\u00a0<em>\u201cil Ministero della Verit\u00e0 di Biden\u201d<\/em>, la DGB fu dapprima ridimensionata, e infine disciolta nell\u2019agosto del 2022, ma non prima che i suoi compiti fossero\u00a0<strong>consolidati nella CISA<\/strong>.<\/p>\n<p>Interessante notare che sempre nell\u2019aprile del 2022, l\u2019Universit\u00e0 di Chicago aveva organizzato insieme alla rivista di relazioni internazionali di area Democratica\u00a0<em>The Atlantic<\/em>\u00a0una conferenza intitolata\u00a0<em>\u201cDisinformazione ed erosione della democrazia\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Tra i convenuti un autentico\u00a0<em>gotha<\/em>\u00a0di personalit\u00e0 politiche, dei media, e dei\u00a0<em>social media<\/em>, pure loro esclusivamente di area Dem (pi\u00f9 due ex-GOP\u00a0<em>never-Trump<\/em>\u00a0di ferro a fare da contorno), capitanati da\u00a0<strong>Barack Obama<\/strong>\u00a0in persona. L\u2019intero tema della conferenza verteva su\u00a0<strong>come la democrazia sia in pericolo<\/strong>\u00a0per la \u201cdiffusione organizzata di disinformazione\u201d, e sulle strategie per salvarla tramite una collaborazione tra, appunto, politica, media, e\u00a0<em>Big Tech<\/em>.<\/p>\n<p>Nel corso dell\u2019evento uno studente conservatore dell\u2019Universit\u00e0,\u00a0<strong>Daniel Schmidt<\/strong>, ha l\u2019opportunit\u00e0 di chiedere ad\u00a0<strong>Anne Applebaum<\/strong>\u00a0se la classificazione degli\u00a0<em>Hunter Files<\/em>\u00a0come \u201cpropaganda russa\u201d sia da considerarsi disinformazione. Applebaum liquida la domanda: \u201c\u00c8 irrilevante\u201d.<\/p>\n<p>Durante le elezioni, mentre la censura della storia era in atto,\u00a0<strong>Anne Applebaum<\/strong>\u00a0aveva pubblicato un pezzo proprio su\u00a0<em>The Atlantic<\/em>, confermando che la storia era disinformazione russa, e circa un anno dopo un pi\u00f9 lungo pezzo su come la Russia stesse diffondendo disinformazione negli Usa, nel quale\u00a0<strong>elogiava l\u2019operazione di soppressione<\/strong>\u00a0degli\u00a0<em>Hunter Files<\/em>.<\/p>\n<p>A conferenza terminata\u00a0<strong>Jeffrey Goldberg<\/strong>, l\u2019editore in capo di\u00a0<em>The Atlantic<\/em>\u00a0e storico confidente e portavoce non ufficiale di Obama durante la sua presidenza, lamenter\u00e0 che la sua conferenza sulla disinformazione \u00e8 stata oggetto di, indovina indovinello,\u00a0<em>\u201cdisinformazione\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>In retrospettiva, la DGB era probabilmente un\u00a0<em>ballon d\u2019essai<\/em>\u00a0per vedere se il pubblico avrebbe accettato un\u00a0<em>Ministero della Verit\u00e0<\/em>\u00a0governativo. La risposta essendo evidentemente \u201cno\u201d, il cartello governo\/Big Tech prefer\u00ec tornare ad\u00a0<strong>operare in sordina<\/strong>.<\/p>\n<h2>Modellare l\u2019ecosistema informativo<\/h2>\n<p>Nel giugno del 2022 la stessa commissione di consulenza della CISA (che include diverse figure del\u00a0<em>Big Tech<\/em>\u00a0come la gi\u00e0 nominata\u00a0<strong>Vijaya Gadde<\/strong>), produsse un rapporto in cui raccomandava all\u2019agenzia federale di aumentare il proprio ruolo nel \u201c<strong>modellare l\u2019ecosistema informativo<\/strong>\u201c, e di monitorare \u201cpiattaforme\u00a0<em>social media<\/em>\u00a0di ogni dimensione, tv via cavo, media iper-partigiani,\u00a0<em>talk radio<\/em>\u00a0e altre risorse online\u201d. In pratica tutto.<\/p>\n<p>Questo allo scopo di fermare \u201cil diffondersi di informazioni false\u201d, che possano \u201cminare le istituzioni democratiche chiave quali le corti, o altri settori quali il sistema finanziario, o misure di salute pubblica\u201d.<\/p>\n<p>La commissione raccomandava inoltre di filtrare le informazioni attraverso ong e\u00a0<em>think tank<\/em>\u00a0dediti al\u00a0<em>fact-checking<\/em>\u00a0\u201cper\u00a0<strong>evitare l\u2019apparenza di propaganda governativa<\/strong>\u201c.<\/p>\n<h2>Ecco cos\u2019\u00e8 il Deep State<\/h2>\n<p>Difficile non vedere in questo uno di quegli strani fenomeni, sempre pi\u00f9 frequenti di questi tempi, in cui il governo chiede agli\u00a0<em>\u201cesperti\u201d<\/em>\u00a0cosa fare e gli esperti raccomandano di fare esattamente tutto quello che \u00e8 gi\u00e0 chiaro il governo vorrebbe fare.<\/p>\n<p>Il\u00a0<em>Deep State<\/em>\u00a0viene spesso liquidato come una paranoica teoria della cospirazione, ma per\u00a0<em>Deep State<\/em>\u00a0non si intende una tavolata di cospiratori in cappuccio e maschera riuniti per decidere chi vincer\u00e0 il Premio Oscar quest\u2019anno.<\/p>\n<p>Si intende invece proprio questo\u00a0<strong>carosello di interessi e persone<\/strong>, governativi e privati, che spesso fanno su e gi\u00f9 tra il governativo e il privato, che si raccomandano tra di loro di fare quello che vogliono fare comunque,\u00a0<strong>aiutandosi a vicenda per aggirare<\/strong>\u00a0ostacoli istituzionali e\u00a0<em>check &amp; balance<\/em>.<\/p>\n<p>Il tutto nella maggiore\u00a0<strong>discrezione<\/strong>\u00a0possibile e mantenendo un livello di\u00a0<strong>negabilit\u00e0 plausibile<\/strong>\u00a0nei confronti del pubblico.<\/p>\n<p>Difficile anche vedere come quanto raccomandato alla CISA dagli esperti del\u00a0<em>Big Tech<\/em> sia compatibile con la libert\u00e0 di opinione, espressione, e stampa della quale l\u2019Occidente fa un gran vanto, e che si suppone ci differenzi dalle autocrazie orientali come Russia e Cina.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.nicolaporro.it\/atlanticoquotidiano\/quotidiano\/media\/il-cartello-della-censura-nuove-prove-della-collusione-big-tech-governo-usa\/\">https:\/\/www.nicolaporro.it\/atlanticoquotidiano\/quotidiano\/media\/il-cartello-della-censura-nuove-prove-della-collusione-big-tech-governo-usa\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ATLANTICO (Max Balestra) Social media usati come proxy del governo per la censura. Nuovi documenti rivelano una relazione \u201cmolto intima\u201d: messaggi, incontri regolari, addirittura \u201cportali speciali\u201d Big Tech, FBI e DHS collaborano regolarmente per censurare notizie e opinioni giudicate dannose per le politiche governative, classificandole come \u201cdisinformazione\u201d. Scambi di messaggi, incontri mensili, addirittura \u201cportali speciali\u201d a disposizione di funzionari governativi per richiedere la soppressione di contenuti. Il ritornello \u00e8 spesso stato: \u201cSono compagnie private,&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":56992,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Atlantico.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-jzO","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/75256"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=75256"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/75256\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":75257,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/75256\/revisions\/75257"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/56992"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=75256"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=75256"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=75256"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}