{"id":75345,"date":"2022-11-08T09:30:13","date_gmt":"2022-11-08T08:30:13","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75345"},"modified":"2022-11-07T13:25:02","modified_gmt":"2022-11-07T12:25:02","slug":"alfredo-mantici-tra-russia-e-ucraina-si-arrivera-alla-pace-ma-i-tempi-saranno-lunghi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75345","title":{"rendered":"Alfredo Mantici: \u00abTra Russia e Ucraina si arriver\u00e0 alla pace, ma i tempi saranno lunghi\u00bb"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di DIARIO DEL WEB (Fabrizio Corgnati)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-75346\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/549860-995x497-04112022-1015-300x150.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/549860-995x497-04112022-1015-300x150.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/549860-995x497-04112022-1015-768x384.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/549860-995x497-04112022-1015.jpg 995w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Alfredo Mantici, ex dirigente del servizio segreto Sisde, presenta al DiariodelWeb.it il suo ultimo libro \u00abSpie atomiche\u00bb, che racconta le origini dell\u2019arsenale nucleare russo.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con lo scoppio della guerra in Ucraina, lo spettro di un conflitto nucleare globale \u00e8 tornato ad agitare i sonni dell&#8217;Occidente. Ma, se la Russia \u00e8 arrivata a dotarsi di un arsenale cos\u00ec potente e temibile, \u00e8 stato in virt\u00f9 di una storia lunga e poco conosciuta, che risale ai tempi dell&#8217;Unione Sovietica. Al DiariodelWeb.it la racconta Alfredo Mantici, ex capo del Dipartimento Analisi del Sisde, il servizio segreto interno italiano, e professore universitario, autore del libro \u00abSpie atomiche. Il peccato originale della guerra fredda\u00bb, edito da Paesi edizioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Alfredo Mantici, come \u00e8 arrivata la Russia a produrre la bomba nucleare?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Durante il periodo staliniano, gi\u00e0 l&#8217;Unione Sovietica aveva avviato ricerche in campo atomico. Eppure, alcuni scienziati erano caduti vittime dei gulag, anche perch\u00e9 Stalin non credeva eccessivamente nella necessit\u00e0 di spendere in questo campo. Ma ebbe un brutto risveglio nell&#8217;agosto 1945, quando gli americani buttarono le bombe su Hiroshima e Nagasaki.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Cosa fece allora?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si rese conto che, anche se l&#8217;Urss era uscita vincente dalla Seconda guerra mondiale e aveva conquistato grandi territori e aree d&#8217;influenza in Europa, si trovava in colossale vantaggio strategico. Allora ripesc\u00f2 dall&#8217;esilio alcuni degli scienziati e riattiv\u00f2 la ricerca nel campo nucleare, affidandone la responsabilit\u00e0 a Lavrentij Berija, capo dell&#8217;Nkvd, la sicurezza nazionale. Una ricerca non solo pi\u00f9 scientifica, ma di segreti militari statunitensi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Scienziati e spie lavorarono insieme, insomma.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa sinergia diede risultati straordinari. In quattro anni la Russia svilupp\u00f2 la prima bomba atomica e poi quella all&#8217;idrogeno. Senza la filosofia dello spionaggio, questi traguardi sarebbero stati raggiunti in tempi molto pi\u00f9 lunghi e con costi enormemente superiori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Lei scrive anche: attenti a sottovalutare la Russia, perch\u00e9 \u00e8 un Paese che in passato ha dimostrato grande resistenza.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non ho certo scoperto l&#8217;acqua calda. Se ne sono resi conto, a loro spese, i cavalieri teutonici, gli svedesi, Napoleone e Hitler. Oggi che ci stiamo confrontando con loro, stiamo attenti a pensare che Putin sia un idiota, pazzo, malato terminale: faremmo un errore pericolosissimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Un errore che forse molti in Occidente stanno commettendo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ai tempi in cui lavoravo al Sisde, io non ho mai sottovalutato le Brigate Rosse. Non ho mai pensato che fossero imbecilli: anche quando i giornali parlavano di messaggi deliranti, mi battevo perch\u00e9 fossero presi sul serio. Ricordiamoci che per tutto il 1977 avevano come slogan \u00abColpire e disarticolare la Democrazia cristiana, asse portante dello Stato imperialista delle multinazionali\u00bb. Nel marzo 1978, rapirono il presidente della Dc, Aldo Moro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il paragone \u00e8 interessante, perch\u00e9 gli anni di piombo ci insegnano anche un&#8217;altra lezione importante che si dovrebbe applicare oggi: per superare il conflitto, con il nemico bisogna trattare.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Io sono ottimista ma anche pessimista. Sono ottimista sul fatto che prima o poi si arriver\u00e0 alla pacificazione. Sono pessimista sui tempi. Noi viviamo nel mondo dell&#8217;informazione immediata, quindi siamo frettolosi. Ma in realt\u00e0 i conflitti non si risolvono dalla sera alla mattina, se non con la sconfitta militare definitiva di uno dei contendenti, che non avverr\u00e0. Le trattative andranno avanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Sono ingenue le pretese di chi si aspetta che Zelenski e Putin si accordino?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Certo. Noi lo pretendiamo perch\u00e9 vediamo le immagini di questa guerra tutti i giorni e ci comincia ad annoiare, vogliamo che finisca immediatamente. Ma lo strascico sar\u00e0 lunghissimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Dunque, questa storia \u00e8 appena iniziata.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Faccio un parallelo storico: il conflitto tra Israele e Palestina. Militarmente si concluse nel 1973 con la guerra del Kippur. Oggi siamo nel 2022 e stiamo muovendo piccolissimi passi verso la pacificazione. Se arabi e israeliani combattono da 75 anni per un piccolo pezzo di terra, ci possiamo aspettare che Russia e Occidente discutano per il prossimo mezzo secolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Torniamo all&#8217;argomento del nucleare. Lei teme davvero un&#8217;escalation atomica della guerra?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">No, non credo. Quelle sono chiacchiere che servono a spaventare. Mi sembra che Putin abbia delegato a Medvedev il compito di fare il dobermann che abbaia da dietro il cancello. Ma non ci vedo una minaccia reale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Su che base lo sostiene?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non do un giudizio di valore, ma uno tecnico: \u00e8 evidente che i russi, finora, non hanno schierato il loro intero armamentario militare convenzionale. Ricordiamoci che, per occupare Berlino nel 1945, l&#8217;Armata rossa schier\u00f2 due milioni di soldati; nel 1968 in Cecoslovacchia ottocentomila. Saranno cambiati i tempi, ma ora sono partiti in 130 mila. Hanno usato una minima percentuale, finora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>I numeri non mentono.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E nemmeno l\u2019andamento del conflitto. Nei primi giorni non hanno messo a terra la rete elettrica ucraina, bombardando le centrali. Lo stanno facendo in questi giorni, a sei mesi dall&#8217;inizio, in rappresaglia al bombardamento del ponte nella penisola di Kerch. La flotta del Mar Nero, finora, \u00e8 intervenuta poco, a parte qualche salva di missili ogni tanto. Checch\u00e9 ne dica una certa superficiale enfasi giornalistica, non siamo arrivati alla guerra di logoramento: i russi non sono logorati affatto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Questo che cosa ci dice?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Che, al di fuori della propaganda, stanno aspettando il fango del prossimo mese di novembre e il gelo di dicembre. I due elementi che fecero vedere i sorci verdi a Napoleone e a Hitler.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Ancora una volta, la storia si ripete.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Esatto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.diariodelweb.it\/opinioni\/articolo\/?nid=20221104-549860\">https:\/\/www.diariodelweb.it\/opinioni\/articolo\/?nid=20221104-549860<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di DIARIO DEL WEB (Fabrizio Corgnati) Alfredo Mantici, ex dirigente del servizio segreto Sisde, presenta al DiariodelWeb.it il suo ultimo libro \u00abSpie atomiche\u00bb, che racconta le origini dell\u2019arsenale nucleare russo. Con lo scoppio della guerra in Ucraina, lo spettro di un conflitto nucleare globale \u00e8 tornato ad agitare i sonni dell&#8217;Occidente. 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