{"id":75352,"date":"2022-11-09T09:26:05","date_gmt":"2022-11-09T08:26:05","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75352"},"modified":"2022-11-07T16:30:17","modified_gmt":"2022-11-07T15:30:17","slug":"non-solo-armi-gli-aiuti-occidentali-a-kiev-tra-intelligence-contractors-combattenti-e-istruttori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75352","title":{"rendered":"Non solo armi: gli aiuti occidentali a Kiev tra intelligence, contractors, combattenti e istruttori"},"content":{"rendered":"<p>da <strong>ANALISI DIFESA<\/strong> (Gian Micalessin)<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/4d6635797377ad11.jpg\" alt=\"4d6635797377ad11\" \/><\/p>\n<p>L\u2019ultimo a lasciarci la pelle \u00e8 stato un americano. Si chiamava Skyler James Greggs, aveva 23 anni e ad aprile aveva lasciato la casa\u00a0di Washington, dove viveva con i genitori,\u00a0per raggiungere Kiev. Non aveva alcuna esperienza militare ma sognava di\u00a0battersi contro i russi e difendere l\u2019Ucraina. Per questo aveva chiesto di venir arruolato\u00a0nella \u201cLegione Internazionale della Difesa Ucraina\u201d.<\/p>\n<p>A luglio era stato ferito\u00a0durante un attacco di droni russi\u00a0al fronte di Karkhov,\u00a0ma non aveva desistito. Dopo qualche settimana in convalescenza\u00a0aveva\u00a0raggiunto la propria unit\u00e0\u00a0sul fronte di Starobilsk\u00a0nel nord est dell\u2019Ucraina dove, a fine ottobre, \u00e8 caduto sotto i colpi dell\u2019artiglieria russa.<\/p>\n<p>Skyler James Gregg era solo uno degli oltre ottomila\u00a0stranieri\u00a0che il Ministero degli Esteri di Mosca\u00a0liquida in maniera generica come \u201cmercenari\u201d impiegati\u00a0tra le fila degli ucraini.\u00a0Ma chi sono questi presunti \u201cmercenari\u201d\u00a0stranieri? E qual\u2019\u00e8 il loro ruolo nel conflitto?<\/p>\n<p>La prima cosa evidente \u00e8 che il termine \u201cmercenario\u201d mal si adatta a tutti loro. Tra gli ottomila\u00a0soldati di ventura provenienti, secondo l\u2019intelligence russa,\u00a0da 60 paesi diversi tantissimi sono gli avventurieri\u00a0o gli idealisti come Skyler James Gregg, pronti a combattere per un soldo che non supera i 250 euro al mese. Ma non sono sicuramente la parte pi\u00f9 rilevante e determinante della presenza straniera.<\/p>\n<p>Nascosti all\u2019ombra dei volontari internazionali operano sia gruppi di contractors altamente specializzati, sia militari in servizio effettivo presso le forze armate degli stati membri della NATO.<\/p>\n<p>Ai contractors ad alta specializzazione tecnica spetta la\u00a0supervisione e il mantenimento dei sistemi d\u2019arma forniti al governo di Kiev. Per quanto la loro\u00a0presenza\u00a0non sia\u00a0ufficialmente dichiarata\u00a0\u00e8 evidente che l\u2019invio di sistemi d\u2019arma come i lanciarazzi campali ruotati americani HIMARS o\u00a0i cingolati M-270 forniti da britannici (e italiani) richiedono procedure di mantenimento e gestione complesse.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-158842 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/TrainersMozartGroupjpg.jpg\" alt=\"TrainersMozartGroupjpg\" width=\"809\" height=\"539\" \/><\/p>\n<p>Procedure che non\u00a0possono venir assimilate in breve tempo dai militari ucraini abituati a gestire armamenti ereditati dai vecchi arsenali sovietici. Quindi in attesa che i tecnici ucraini addestrati all\u2019estero siano in grado operare in autonomia e addestrare i loro commilitoni, le manutenzioni di tali sistemi d\u2019arma rendono praticamente obbligata e sicuramente non nuova, la\u00a0presenza di contractors, non-combattenti\u00a0ma tecnicamente specializzati.<\/p>\n<p>Del resto da decenni il Pentagono affida questi compiti in aree delicate a compagnie come KBR\u00a0 o Amentum (ex- DynCorp International) con una lunga esperienza acquisita anche in Iraq e Afghanistan.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>La \u201cLegione Internazionale\u201d<\/u><\/strong><\/p>\n<p>La maggior parte della variegata\u00a0categoria di avventurieri e\u00a0idealisti\u00a0decisi a combattere contro i russi per salvare l\u2019Ucraina opera nei ranghi\u00a0di\u00a0quella\u00a0\u201cLegione internazionale\u201d creata dal governo Kiev nei primi giorni\u00a0del conflitto proprio per raccogliere i volontari stranieri. Una \u201cLegione\u201d prontamente ristrutturata dopo aver\u00a0compreso che armare volontari\u00a0privi di esperienze pregresse\u00a0pu\u00f2 essere efficace dal punto di vista propagandistico, ma risulta spesso ininfluente, se non controproducente, sul piano\u00a0militare.<\/p>\n<p>Non a caso dopo il bombardamento della base di Javoriv,\u00a0un centro d\u2019addestramento per volontari stranieri vicino al confine polacco colpito dai missili russi\u00a0il\u00a013 marzo,\u00a0le procedure di reclutamento sono state riviste.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-158854 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/JavelinDarkAngels.jpg\" alt=\"JavelinDarkAngels\" width=\"800\" height=\"449\" \/><\/p>\n<p>La strage di volontari spinse molti \u201clegionari\u201d\u00a0a rientrare a casa mentre le autorit\u00e0 di Kiev si premurarono di rendere sempre pi\u00f9 selettivi i requisiti\u00a0d\u2019arruolamento.\u00a0Un ulteriore passo \u00e8 stato caratterizzato dalla strutturazione di unit\u00e0 \u00a0 che aggregano\u00a0i volontari sulla base della nazionalit\u00e0 o, quantomeno, per area di provenienza geografica<\/p>\n<p>La \u201cbrigata\u201d polacca \u00a0 forte, secondo fonti russe, di\u00a0quasi 2mila volontari in gran parte con esperienza militare e addestramento standard NATO rappresenta la componente straniera pi\u00f9 numerosa e per molti versi pi\u00f9 efficiente. Non a caso\u00a0venne\u00a0impiegata con successo durante la vittoriosa offensiva dei primi di settembre nella regione di Kharkiv. Grazie ad un\u2019elevata\u00a0mobilit\u00e0 e a un buon coordinamento con i comandi NATO, che ne supervisionano i movimenti\u00a0sulla base di rilevamenti satellitari, le unit\u00e0 polacche dotate di blindati leggeri vennero impiegate\u00a0per lo sfondamento nelle zone pi\u00f9 sguarnite del fronte russo.<\/p>\n<p>E assieme a loro operano anche unit\u00e0 composte da albanesi e kosovari. Oggi gran parte di queste unit\u00e0 restano dispiegate\u00a0sul fronte nord-orientale tra il settore di\u00a0 Bakhmut, dove devono vedersela con i\u00a0 contractors russi del Gruppo Wagner,\u00a0 fino alle postazioni pi\u00f9 settentrionali del settore di Svatove.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>I \u201cDark Angels\u201d<\/strong><\/p>\n<p>In alcuni casi i volontari e gli avventurieri entrati\u00a0inizialmente nella Legione internazionale si sono strutturati autonomamente finanziandosi attraverso raccolte di fondi,\u00a0attingendo alle forniture di armi Nato e dando vita a \u201ccompagnie militari private\u201d.<\/p>\n<p>In questa categoria rientrano i \u201cDark Angels\u201d (Angeli Scuri)\u00a0guidati dall\u2019inglese\u00a0Daniel Burke, formatosi tra le fila del 3\u00b0 Battaglione del Reggimento Par\u00e0 con cui fino al 2009 ha combattuto nel sud dell\u2019Afghanistan.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-158838 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/DarkAngelsFotoGruppo.jpg\" alt=\"DarkAngelsFotoGruppo\" width=\"800\" height=\"532\" \/><\/p>\n<p>Burke si \u00e8 poi\u00a0unito\u00a0nel\u00a02017\u00a0alle milizie curde\u00a0impegnate nella lotta all\u2019Isis. La sua avventura sul fronte ucraino\u00a0inizia nel marzo 2022,\u00a0quando raggiunge il confine tra\u00a0Polonia e Ucraina\u00a0per\u00a0fornire\u00a0assistenza a rifugiati e sfollati. La svolta arriva a fine aprile quando Burke annuncia la creazione della Ong \u201cDark Angels of Ukraine\u201d dichiarando di raccogliere fondi destinati non solo all\u2019assistenza umanitaria, ma anche all\u2019addestramento dei\u00a0volontari ucraini.<\/p>\n<p>Nelle pagine Facebook\u00a0destinate alla\u00a0raccolta fondi\u00a0l\u2019ex militare\u00a0si dichiara esperto di combattimento urbano, pronto soccorso, comunicazioni, logistica e attivit\u00e0 di guerriglia. Da quel momento incominciano a raggiungerlo altri reduci del fronte curdo apparentemente poco in linea con le presunte attivit\u00e0 umanitarie dell\u2019organizzazione.<\/p>\n<p>Il francese Maxim Barrat, considerato\u00a0il suo braccio destro,\u00a0arriva anche lui dal\u00a0fronte curdo\u00a0dove ha partecipato alle operazioni\u00a0delle \u201cUnit\u00e0 di Protezione del Popolo\u201d (Ypg) con lo pseudonimo di Gelhat Azadi. L\u2019americano Christopher Ezell \u00e8 un ex-sergente dei marines\u00a0veterano dell\u2019Afghanistan.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-158839 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/JavelinDarkAngels2webp.jpg\" alt=\"JavelinDarkAngels2webp\" width=\"800\" height=\"449\" \/><\/p>\n<p>L\u2019ex soldato\u00a0dei Royal Green Jackets del British Army\u00a0<a href=\"https:\/\/morningstaronline.co.uk\/article\/w\/cia-operatives-and-network-commandos-coordinating-arms-flow-inside-ukraine\">Mark Ayres,\u00a0\u00a0<\/a>nel 1994 venne condannato a\u00a0sei anni\u00a0di detenzione per alcuni reati commessi dopo il congedo e pi\u00f9 recentemente in Ucraina si \u00e8 arruolato nel Battaglione Azov. Justin \u00e8 un altro americano reduce dall\u2019Afghanistan, mentre l\u2019inglese Sam Nyi \u00e8 uno studente di Birmingham,\u00a0privo di qualsiasi esperienza militare,\u00a0unitosi al gruppo in veste di fotografo e cameraman.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 a fine maggio il gruppetto abbandona qualsiasi pretesa umanitaria e si trasferisce sul fronte meridionale di Kherson\u00a0dove filma e porta a termine la distruzione di un blindato\u00a0russo\u00a0centrato con un missile Javelin.<\/p>\n<p>La facilit\u00e0 con cui la banda di improvvisati avventurieri riesce a ottenere in dotazione\u00a0un missile anticarro\u00a0Javelin del valore di oltre 90mila euro\u00a0uscito dagli arsenali della\u00a028a Brigata\u00a0ucraina desta le prime preoccupazioni su come vengano gestite le armi distribuite dalle nazioni aderenti alla Nato\u00a0 e sul rischio che quelle armi finiscano non solo nelle mani di combattenti fuori controllo, ma anche di gruppi criminali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Il Mozart Group<\/u><\/strong><\/p>\n<p><u><\/u>Ma accanto ai gruppi\u00a0improvvisati come i Dark Angels operano\u00a0anche \u201ccompagnie militari private\u201d ben pi\u00f9 strutturate in cui lavorano ex-militari di grande esperienza reduci quasi sempre da un lungo\u00a0servizio nelle forze speciali.<\/p>\n<p>Si tratta a tutti gli effetti di \u201ccontractors\u201d occidentali \u00a0 a cui vengono delegati compiti come l\u2019addestramento delle reclute ucraine, lo sminamento dei territori rioccupati, l\u2019evacuazione di feriti e civili dalle prime linee e l\u2019addestramento del personale medico per le operazioni di pronto\u00a0intervento in prima linea.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-158840 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/2TrainerMozartGroup.jpg.jpg\" alt=\"2TrainerMozartGroup.jpg\" width=\"800\" height=\"533\" \/><\/p>\n<p>Particolarmente interessante da questo punto di vista \u00e8 l\u2019attivit\u00e0 del\u00a0<a href=\"https:\/\/www.themozartgroup.com\/join\/\">Mozart Group<\/a>, una compagnia militare privata\u00a0il cui nome fa\u00a0intenzionalmente\u00a0il verso al Wagner Group russo.<\/p>\n<p>Fondato lo scorso marzo da Andrew Milburn, un 59enne colonnello dei\u00a0marines in congedo che ha prestato servizio\u00a0da\u00a0Mogadiscio a Falluja per concludere la sua carriera\u00a0nel 2019 come vice comandante delle operazioni contro l\u2019Isis in Siria e Iraq.<\/p>\n<p>Oggi la sua organizzazione d\u00e0 lavoro a una trentina\u00a0di reduci provenienti in gran parte da\u00a0Stati Uniti, Regno Unito e Irlanda. Nelle varie interviste\u00a0concesse a New York Times e Le Monde, Milburn nega qualsiasi coinvolgimento\u00a0 in operazioni di combattimento\u00a0 e\u00a0 ricorda\u00a0 che la sua formazione\u00a0 prevede l\u2019espulsione di chiunque partecipi intenzionalmente a scontri armati.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-158841 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/AndyMilburnHeadMozartGroup.jpg\" alt=\"AndyMilburnHeadMozartGroup\" width=\"800\" height=\"491\" \/><\/p>\n<p>Milburn (nelle foto sopra) pone\u00a0l\u2019accento, invece, sull\u2019importanza dell\u2019addestramento considerato\u00a0essenziale per moltiplicare il numero dei combattenti tra le fila dell\u2019esercito ucraino. Un\u2019attivit\u00e0 in cui il Mozart Group, una societ\u00e0 registrata nello stato americano del Wyoming, investe pi\u00f9 di\u00a0175mila dollari al mese organizzando,\u00a0d\u2019intesa con l\u2019esercito di Kiev,\u00a0corsi d\u2019addestramento di 10 giorni riservati a gruppi di 40 reclute.<\/p>\n<p>I corsi affidati ad una\u00a0trentina di istruttori, quasi tutti reduci delle forze speciali, spaziano dal combattimento all\u2019uso delle armi anticarro fino all\u2019impiego dei droni.\u00a0\u00a0Ma chi\u00a0finanzia le attivit\u00e0 del gruppo? Mentre l\u2019intelligence russa lo considera un\u2019emanazione del Pentagono,\u00a0Milburn\u00a0nega qualsiasi finanziamento governativo e afferma di\u00a0contare sulle donazioni di numerosi\u00a0privati americani tra cui i gestori di alcuni gruppi d\u2019investimento\u00a0di origini ebreo-ucraine.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>I \u201cfantasmi\u201d della\u00a0 NATO<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Ufficialmente non esistono, ma sono\u00a0la pi\u00f9 delicata\u00a0e la\u00a0pi\u00f9 segreta fra le categorie di\u00a0\u201ccombattenti\u201d stranieri\u201d attivi in territorio ucraino. Tra di loro si contano\u00a0decine o forse centinaia di militari in servizio attivo provenienti dalle forze speciali\u00a0di vari stati membri della NATO.<\/p>\n<p>La loro presenza\u00a0\u00e8 rigorosamente taciuta\u00a0dalle nazioni d\u2019appartenenza al fine evidente di non avvalorare\u00a0un coinvolgimento diretto dell\u2019Alleanza Atlantica.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda gli americani la loro attivit\u00e0, coordinata a quanto sembra dalla CIA, \u00e8 regolata da un atto presidenziale segreto che autorizza le operazioni clandestine in territorio ucraino e di cui informa il Congresso attraverso comunicazioni riservate con esponenti\u00a0delle Commissioni competenti per le attivit\u00e0 di Difesa e Intelligence.<\/p>\n<p>Il primo novembre\u00a0il dispiegamento in vari settori dell\u2019Ucraina di personale militare\u00a0in servizio attivo \u00e8 stata confermata dal portavoce del Pentagono generale Pat Ryder.\u00a0 Il generale ha parlato di piccole squadre \u201cnon operative in prima linea\u201d\u00a0impiegate per\u00a0controllare che gli armamenti forniti dagli Stati Uniti arrivino a destinazione e non finiscano nelle mani di organizzazioni criminali.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-158843 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/5999335509215787851_121-002.jpg\" alt=\"-5999335509215787851_121 (002)\" width=\"800\" height=\"549\" \/><\/p>\n<p>\u201cNon ci sono\u00a0forze statunitensi impegnate in operazioni di combattimento in Ucraina \u2013 ha sottolineato Pat Ryder \u2013\u00a0questo personale \u00e8 incaricato\u00a0di condurre operazioni legate alla sicurezza e all\u2019assistenza\u00a0nell\u2019ambito della Difesa\u201d.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 gli Stati Uniti gestiscono tutta l\u2019intelligence satellitare (nella foto sopra un\u2019immagine delle postazioni russe sulla riva sinistra del Dnepr, sul fronte di Kherson) ed elettronica messa a disposizione dell\u2019Ucraina, distribuiscono sofisticati sistemi d\u2019arma\u00a0e partecipano alla realizzazione e al concepimento dei\u00a0principali piani strategici, \u00e8 evidente che il ruolo dei militari Usa \u00e8 molto pi\u00f9 ampio di quanto dichiarato. Ed \u00e8 direttamente correlato alle attivit\u00e0\u00a0belliche.<\/p>\n<p>Come hanno confermato fonti militari Usa citate dal New York Times i\u00a0dati dell\u2019intelligence statunitense, oltre ad aver permesso l\u2019affondamento dell\u2019incrociatore\u00a0Moskva, la nave ammiraglia della Flotta del Mar Nero,\u00a0hanno anche contribuito all\u2019eliminazione di alcuni generali russi.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 in generale, come emerge\u00a0da una serie di supposti documenti segreti NATO, di cui pubblichiamo un paio di stralci qui sotto, resi noti dal\u00a0<a href=\"https:\/\/t.me\/s\/hackberegini\">canale Telegram del Gruppo Beregini<\/a>\u00a0(hacker ucraini che si dichiarano indipendenti e critici verso il governo di Kiev: il 25 ottobre hanno rivelato\u00a0<a href=\"https:\/\/www.controinformazione.info\/ucraini-che-vendono-armi-per-conto-della-bulgaria-i-documenti-di-beregini\/\">la triangolazione di armi dal Kazakhistan all\u2019Ucraina via Bulgaria)<\/a>\u00a0\u00e8 evidente\u00a0che i satelliti\u00a0statunitensi monitorano le posizioni di gran parte delle unit\u00e0 di Mosca dispiegate al fronte e nelle retrovie, in territorio ucraino come nella Federazione Russa, per poi comunicarle tempestivamente alle forze di Kiev.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-158835 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/DOC-SECRET-NATO-PER-UKRAINI.jpg\" alt=\"DOC SECRET NATO PER UKRAINI\" width=\"791\" height=\"1024\" \/><\/p>\n<p>Tanto per fare un esempio il\u00a0memo A5982 classificato come Segreto e Prioritario illustra cos\u00ec<em>\u00a0\u201cl\u2019Attivit\u00e0 russa in Ucraina\u201d i<\/em>n data 21- 22 luglio 2022.<\/p>\n<p><em>\u201cIl 22 luglio\u00a0varie formazioni russe\u00a0sono rimaste vicino alla strada T-21-09 in Ucraina vicino a Logacheva. Vari equipaggiamenti sono arrivati e partiti sia sulla strada del ritorno in Russia dopo esser stati ritirati dalle operazioni di combattimento o alternativamente\u00a0dopo aver attraversato il confine\u00a0per ulteriori dispiegamenti in Ucraina. Sono stati identificati come segue:<\/em><\/p>\n<ul>\n<li><em>Elementi minori di un battaglione di possibili IFVs o APCs sono rimasti presso (coordinate)\u00a049.99750 37.94444 495951N 0375640E. Un totale di\u00a023 veicoli erano presenti in questa posizione\u00a0il 20 luglio e solo 7 rimangono il 22 luglio dopo la partenza degli altri.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p>Il documento\u00a0\u2013 dopo diverse pagine dedicate alla dettagliata localizzazione delle forze russe presenti sul territorio dell\u2019Ucraina \u2013 si sposta sul Mar Nero Occidentale e Orientale\u00a0divulgando le coordinate di tutte le navi militari e commerciali battenti bandiera di Mosca.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-158846 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/NATO-REPORTO-A-UCRAINI-1.jpg\" alt=\"NATO REPORTO A UCRAINI\" width=\"2000\" height=\"1076\" \/><\/p>\n<p>Difficile verificare l\u2019attendibilit\u00e0 di questi documenti segreti ma i dettagli contenuti, forniti alle forze di Kiev, spiegherebbero la chiave dei successi conseguiti dagli ucraini nelle controffensive e nel colpire con precisione gli obiettivi nelle retrovie nemiche.<\/p>\n<p>Va inoltre ricordato che lo scorso settembre il ministro della Difesa russo, Sergey Shoigu,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2022\/09\/da-putin-via-libera-al-richiamo-dei-riservisti-e-ai-referendum-nei-territori-ucraini-conquistati\/\">ha dichiarato\u00a0<\/a>che il supporto militare di USA e NATO all\u2019Ucraina include la presenza di un \u201ccomando con 150 militari occidentali dislocato a Kiev\u201d che rappresenta \u201cil vero comando delle forze armate ucraine, composto sia da ex militari che da personale in servizio attivo\u201d e che \u201cgestisce tutte le operazioni\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Le operazioni gestite dai britannici<\/u><\/strong><\/p>\n<p><u><\/u>Altrettanto diretta \u00e8 l\u2019attivit\u00e0 delle forze speciali di Londra coordinate dall\u2019Mi6,\u00a0responsabile delle\u00a0operazioni d\u2019intelligence all\u2019estero. I britannici sono stati i primi\u00a0a met\u00e0 aprile a divulgare, in via non ufficiale,\u00a0la presenza di alcune unit\u00e0\u00a0di forze speciali impiegate\u00a0nell\u2019addestramento delle truppe ucraine e il passaggio dal semplice addestramento alla pianificazione di sofisticate operazioni militari \u00e8 stato assai breve.<\/p>\n<p>Secondo quanto emerso\u00a0sui media britannici un distaccamento dello Special Boat Service (SBS), le forze speciali\u00a0della Royal Navy, ha curato l\u2019addestramento in territorio ucraino del 73\u00b0 Centro Operazioni navali speciali protagonista il 30 giugno scorso della riconquista dell\u2019Isola dei Serpenti.<\/p>\n<p>Oltre ad aver fornito agli ucraini i\u00a0mezzi subacquei\u00a0cruciali per lo sbarco sull\u2019isola, l\u2019SBS ha garantito il coordinamento di \u00a0 tutta l\u2019operazione.\u00a0Proprio il coinvolgimento dell\u2019SBS nell\u2019addestramento\u00a0e nelle attivit\u00e0 del\u00a073\u00b0\u00a0ha spinto l\u2019intelligence russa ad avvalorare\u00a0un ruolo britannico anche nel sabotaggio del gasdotto Nord Stream.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-158665 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/5977581379602460531_121-002.jpg\" alt=\"-5977581379602460531_121 (002)\" width=\"1260\" height=\"514\" \/><\/p>\n<p>\u201cI nostri servizi d\u2019intelligence sono in possesso di dati da cui risulta che le forze speciali britanniche hanno diretto e coordinato gli attacchi\u201d \u2013 ha dichiarato il 1\u00b0 novembre il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.<\/p>\n<p>Secondo Mosca, la Royal Navy avrebbe messo a disposizione degli incursori ucraini le informazioni, i mezzi subacquei e le\u00a0dotazioni indispensabili per il sabotaggio delle condotte situate sul fondale del Mar Baltico, a circa\u00a070 metri di profondit\u00e0. Ma\u00a0fonti dell\u2019intelligence di Mosca ipotizzano un ruolo britannico anche nella pianificazione delle operazioni\u00a0di sabotaggio condotte\u00a0in Crimea, come il recente attacco con droni navali alla base di Sebastopoli (nella foto sopra) e sullo stesso territorio russo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Operazioni in profondit\u00e0\u00a0<\/u><\/strong><\/p>\n<p>I sospetti sul ruolo britannico traggono spunto dalla teoria del \u201cDeep Battle Space\u201d,\u00a0che prevede l\u2019allargamento del campo di battaglia alle operazioni in profondit\u00e0 (glubokaya operatsiya)\u00a0per colpire le\u00a0retrovie nemiche. Formulata\u00a0negli anni \u201920\u00a0dal\u00a0<a href=\"https:\/\/weaponsandwarfare.com\/2017\/05\/27\/vladimir-triandafillov-1894-1931\/\">generale russo\u00a0Vladimir Triandafillov<\/a>\u00a0(nella foto sotto), \u00e8 stata ripresa e aggiornata\u00a0nell\u2019ultimo decennio dai pianificatori occidentali\u00a0con particolare attenzione alla dimensione satellitare e cibernetica oltre che\u00a0all\u2019impiego di forze speciali.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-158834 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/vladimir_triandafillov.png\" alt=\"vladimir_triandafillov\" width=\"374\" height=\"443\" \/><\/p>\n<p>La strategia \u00e8 particolarmente cara a Mark Carleton Smith, il generale britannico proveniente dai vertici delle forze speciali e rimasto al comando delle forze armate di Sua Maest\u00e0 dal 2018 fino allo scorso luglio.<\/p>\n<p>Nei quattro anni trascorsi al comando il generale ha insistito per pianificare un ruolo attivo\u00a0di incursori e intelligence in caso d\u2019intervento russo\u00a0in Ucraina.\u00a0Inoltre\u00a0ha suggerito di applicare le\u00a0stesse strategie\u00a0nell\u2019ambito dell\u2019operazione Orbital, la missione\u00a0d\u2019addestramento dell\u2019esercito ucraino avviata da Londra fin dal 2015.<\/p>\n<p>Tra le forze istruite dai britannici c\u2019erano anche le forze d\u2019\u00e9lite ucraine, supervisionate\u00a0dallo Special Air Service (SAS)\u00a0che nelle prime ore di guerra presero\u00a0in consegna il presidente Zelensky.<\/p>\n<p>Sul piano militare l\u2019operazione\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2022\/07\/il-fallito-colpo-di-mano-russo-a-kiev\/\">(raccontata da Analisi Difesa raccogliendo le ricostruzioni rese note all\u2019autore di questo articolo da fonti russe<\/a>) salv\u00f2 la vita al presidente ucraino ma su quello politico vanific\u00f2,\u00a0per precisa volont\u00e0\u00a0del governo Johnson e della sua intelligence,\u00a0i piani della Casa Bianca, decisa a trasferire Zelensky fuori dal paese.<\/p>\n<p>Da allora\u00a0gli incursori il SAS ,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.thetimes.co.uk\/article\/sas-troops-are-training-local-forces-in-ukraine-32vs5bjzb\">come rivelato\u00a0 il 15 aprile scorso<\/a>,\u00a0 non hanno mai smesso di addestrare gli omologhi ucraini. Un\u2019operazione condotta sotto lo stretto coordinamento di quell\u2019Mi6 a cui Mosca attribuisce anche l\u2019identificazione\u00a0degli obiettivi in territorio russo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-158833 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/01320000-0aff-0242-816e-08da81a8dd07_cx0_cy35_cw99_w1200_r1.jpg\" alt=\"01320000-0aff-0242-816e-08da81a8dd07_cx0_cy35_cw99_w1200_r1\" width=\"812\" height=\"457\" \/><\/p>\n<p>Coniugando osservazioni satellitari a intercettazioni elettroniche\u00a0e trasmettendole ai distaccamenti responsabili \u00a0 degli omologhi ucraini, l\u2019Mi6 avrebbe pianificato\u00a0i\u00a0devastanti\u00a0attacchi all\u2019arsenale di Timonovo\u00a0 (nella foto sopra) e all\u2019aeroporto\u00a0di Stary Oksol condotti, a\u00a0met\u00e0 agosto, nella regione russa\u00a0di Belgorod. Una \u201cdoppietta\u201d seguita, sempre\u00a0secondo le accuse russe, dall\u2019attentato al ponte di Kerch e\u00a0dall\u2019incursione di droni\u00a0aerei e navali nella base della Flotta del Mar Nero a Sebastopoli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2022\/11\/non-solo-armi-gli-aiuti-occidentali-a-kiev-tra-intelligence-combattenti-e-istruttori\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2022\/11\/non-solo-armi-gli-aiuti-occidentali-a-kiev-tra-intelligence-combattenti-e-istruttori\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ANALISI DIFESA (Gian Micalessin) L\u2019ultimo a lasciarci la pelle \u00e8 stato un americano. Si chiamava Skyler James Greggs, aveva 23 anni e ad aprile aveva lasciato la casa\u00a0di Washington, dove viveva con i genitori,\u00a0per raggiungere Kiev. Non aveva alcuna esperienza militare ma sognava di\u00a0battersi contro i russi e difendere l\u2019Ucraina. Per questo aveva chiesto di venir arruolato\u00a0nella \u201cLegione Internazionale della Difesa Ucraina\u201d. A luglio era stato ferito\u00a0durante un attacco di droni russi\u00a0al fronte di&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":101,"featured_media":34021,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/analisidifesa.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-jBm","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/75352"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/101"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=75352"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/75352\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":75353,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/75352\/revisions\/75353"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/34021"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=75352"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=75352"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=75352"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}