{"id":75375,"date":"2022-11-10T09:36:01","date_gmt":"2022-11-10T08:36:01","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75375"},"modified":"2022-11-08T09:38:59","modified_gmt":"2022-11-08T08:38:59","slug":"linee-di-frattura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75375","title":{"rendered":"LINEE DI FRATTURA"},"content":{"rendered":"<p><strong>di GIUBBE ROSSE NEWS (Enrico Tomaselli)<\/strong><\/p>\n<header class=\"entry-header\">\n<div class=\"header-details-wrapper\">\n<div class=\"entry-header-details\">\n<div class=\"post-excerpt\">\n<p>Senza tanto apparire \u2013 anche perch\u00e9 i media occidentali hanno tutto l\u2019interesse di nasconderlo \u2013 ma qualcosa sta realmente cambiando nella guerra in Ucraina. Si stanno delineando due linee di frattura, potenzialmente capaci di incrinare, forse definitivamente, la resistenza di Kyev, e quindi aprire una prospettiva \u2013 quantomeno \u2013 di cessazione delle ostilit\u00e0. Perch\u00e9 ci\u00f2 possa eventualmente determinarsi, sar\u00e0 per\u00f2 necessario attendere almeno sino all\u2019estate del prossimo anno.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-28369 lazyloaded\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Soldato-ucraino.jpg?resize=640%2C360&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"625\" height=\"625\" data-srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Soldato-ucraino.jpg?resize=1024%2C576&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Soldato-ucraino.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Soldato-ucraino.jpg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Soldato-ucraino.jpg?w=1500&amp;ssl=1 1500w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Soldato-ucraino.jpg?w=1280&amp;ssl=1 1280w\" data-src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Soldato-ucraino.jpg?resize=640%2C360&amp;ssl=1\" data-sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/figure>\n<h2><strong>Un cambio di passo<\/strong><\/h2>\n<p>A partire dall\u2019autunno, il conflitto ucraino ha registrato una serie di eventi significativi, ma di cui forse non s\u2019\u00e8 sinora colto il senso complessivo, distratti pi\u00f9 che altro dal loro valore immediato, diciamo pure dal loro impatto mediatico. Eppure \u00e8 proprio mettendoli in prospettiva che si riesce a coglierne il valore strategico, e quindi il loro impatto bellico.<br \/>\nI principali tra questi eventi sono stati, indubbiamente, la mobilitazione parziale in Russia, gli attacchi al ponte di Kerch ed alla base navale di Sebastopoli, l\u2019intensa campagna missilistica sull\u2019Ucraina.<br \/>\nLa mobilitazione russa, che subito i media legati alla NATO hanno presentato come un fattore di debolezza, addirittura parlando di chiss\u00e0 quali fughe di massa dei reclutandi (1), \u00e8 in effetti uno degli elementi che peseranno profondamente sull\u2019andamento del conflitto, ma che ancora non ha dispiegato il suo potenziale. Com\u2019\u00e8 nella sua tradizione militare, e come ha dimostrato costantemente in questi mesi di guerra, la Russia non si muove mai di fretta. Per quanto il momento in cui \u00e8 stata assunta la decisione fosse di difficolt\u00e0 sul terreno (con il forte arretramento e la perdita di Lyman, nell\u2019oblast di Kharkiv, ed il permanere della notevole pressione ucraina sul fronte di Kherson), la scelta \u00e8 stata quella di completare per bene l\u2019addestramento dei mobilitati \u2013 che, ricordiamolo, sono comunque tutti ex militari \u2013 tant\u2019\u00e8 che ad oggi, su 300.000 uomini richiamati alle armi, solo 87.000 sono stati schierati lungo il fronte, di cui meno della met\u00e0 in prima linea.<br \/>\nCi\u00f2 significa che, come del resto avevamo ampiamente previsto, il pieno dispiegamento operativo di questa forza non si registrer\u00e0 prima della fine del mese \/ inizi di dicembre. Di conseguenza, tenendo anche conto che ormai l\u2019inverno l\u00ec \u00e8 gi\u00e0 pienamente arrivato, con nevicate anche in pianura, non c\u2019\u00e8 da attendersi a breve termine grandi rovesciamenti del fronte, e soprattutto grandi e veloci manovre di sfondamento. Di fatto, per\u00f2, con il sostanziale ribaltamento dei rapporti numerici, la lenta progressione russa sull\u2019intero fronte \u00e8 da ascrivere alle lecite aspettative.<\/p>\n<p>Le due spettacolari azioni contro la Crimea, per quanto appunto siano state mediaticamente \u2013 e se vogliamo anche simbolicamente \u2013 tali, non hanno per\u00f2 conseguito risultati militari. Il ponte \u00e8 rimasto in piedi, nel giro di poche ore aveva gi\u00e0 ripreso a funzionare, sia pure a traffico limitato, e gi\u00e0 dopo un paio di giorni era stato ripristinato il traffico ferroviario. Del resto, per quanto sicuramente la Crimea abbia funzionato, e tuttora funzioni, come retrovia profonda della prima linea meridionale, l\u2019eventuale interruzione del ponte non avrebbe determinato alcun significativo stop al flusso logistico, che avrebbe potuto comodamente continuare a giungere attraverso il Donetsk.<br \/>\nA sua volta, l\u2019attacco con droni alla base di Sebastopoli \u2013 portato a termine sfruttando anche il\u00a0<em>canale navale sicuro<\/em>\u00a0per il trasporto del grano \u2013 non ha a sua volta prodotto danni significativi, semmai dimostrando che le difese russe nel settore sono state messe a punto decisamente meglio, rispetto ai giorni dell\u2019affondamento del Moskva.<br \/>\nIn entrambe i casi, peraltro, \u00e8 risultato chiaro il coinvolgimento diretto dei servizi e delle forze speciali britanniche, che del resto sembrerebbero coinvolte direttamente anche nel sabotaggio degli oleodotti North Stream 1 e 2.<br \/>\nLe operazioni ucro-britanniche contro la Crimea, per\u00f2, non sono un buon segnale, n\u00e9 per Kyev n\u00e9 per la NATO; ci\u00f2 non solo per lo scarso o nullo risultato bellico, ma soprattutto perch\u00e9 sono indice di una difficolt\u00e0 ad ottenere risultati sul campo di battaglia. Pur nella modestia degli esiti, infatti, avrebbero potuto assumere un diverso peso se fossero avvenute in concomitanza con una incisiva capacit\u00e0 operativa delle truppe sul terreno, mentre cos\u00ec attestano pi\u00f9 che altro la necessit\u00e0 di\u00a0<em>bilanciare\u00a0<\/em>altrimenti le difficolt\u00e0 lungo la linea di contatto, e soprattutto la dipendenza pressoch\u00e9 totale dal supporto NATO pur di giungere ad una qualche risultato, sia pure solo propagandistico.<\/p>\n<p>La campagna d\u2019attacco contro l\u2019intero territorio ucraino, condotta con un massiccio impiego di missili balistici e da crociera, da terra dall\u2019aria e dal mare, nonch\u00e9 da un considerevole numero di\u00a0<em>loitering munitions<\/em>\u00a0(munizioni circuitanti, i cosiddetti droni kamikaze), che in un primo momento era sembrata essere una risposta all\u2019attacco contro il ponte, va invece avanti da un mese ed ha una doppia valenza: da un lato, strettamente militare, mettendo in difficolt\u00e0 la logistica ucraina, e dall\u2019altro psicologica, mettendo la popolazione delle principali citt\u00e0 del paese di fronte alla realt\u00e0 brutale della guerra, quella che gli abitanti del Donbass affrontano da otto anni. Questa campagna, per quanto ancora limitata, sta determinando grosse difficolt\u00e0 per l\u2019Ucraina, destinate a riflettersi anche sulle relazioni politiche con i paesi\u00a0<em>amici\u00a0<\/em>che la sostengono. Non \u00e8 un caso che, mentre da un lato Kyev rivendica quotidianamente di aver abbattuto pi\u00f9 vettori di quanti ne siano stati lanciati, richieda disperatamente a tutti l\u2019invio di sistemi anti-missile.<br \/>\nVa rilevato che questo quotidiano martellamento sta prendendo di mira sostanzialmente la rete di distribuzione elettrica del paese, soprattutto le sottostazioni. In tal modo, anche se l\u2019impatto \u00e8 notevole \u2013 e\u00a0<em>visibile<\/em>\u2026 \u2013 la capacit\u00e0 produttiva di energia elettrica (del resto in parte sostenuta dalle centrali nucleari di Rivne e Khmelnytskyi) rimane essenzialmente integra. I maggiori effetti, infatti, si riverberano sull\u2019illuminazione pubblica e privata, sull\u2019alimentazione delle industrie, ed in parte sulla rete internet, oltre che sulla distribuzione idrica. Sul piano militare, l\u2019impatto \u00e8 soprattutto sulla capacit\u00e0 di trasporto ferroviario, soprattutto perch\u00e9 l\u2019Ucraina scarseggia di motrici diesel.<br \/>\nIn ogni caso, non si pu\u00f2 non sottolineare che, ancora una volta, la modalit\u00e0 offensiva russa eviti di colpire massicciamente obiettivi che avrebbero un ben pi\u00f9 importante impatto sul piano bellico, ma che al tempo stesso danneggerebbero pesantemente le infrastrutture del paese. Non vi \u00e8 sostanzialmente traccia, infatti, di attacchi a ponti stradali e ferroviari, a stazioni e nodi ferroviari, alle maggiori linee stradali di comunicazione.<\/p>\n<h2><strong>Collasso?<\/strong><\/h2>\n<p>Fondamentalmente, l\u2019attacco all\u2019infrastruttura elettrica dell\u2019Ucraina si ripercuote su svariati piani, ben oltre quello strettamente militare. Innanzitutto, com\u2019\u00e8 ovvio, va a stressare la resistenza psicologica della popolazione, su cui gi\u00e0 mordono le successive mobilitazioni (anche delle donne) militari, e ovviamente le enormi perdite registrate al fronte. E questo \u00e8 un fattore decisivo per la leadership di Zelensky, perch\u00e9 nonostante il supporto statunitense, lo scarto enorme tra la sua propaganda\u00a0<em>vittoriosa\u00a0<\/em>e la realt\u00e0 effettiva della guerra si fa pi\u00f9 evidente, e non pu\u00f2 che incrinarne il consenso. Incide inoltre sulla capacit\u00e0 economica del paese, perch\u00e9 rallenta o ferma le attivit\u00e0 produttive, rende impossibile continuare con l\u2019esportazione verso l\u2019Europa di energia elettrica, e sostanzialmente mette a dura prova una struttura statale \u2013 gi\u00e0 profondamente segnata dalla corruzione ben prima del conflitto \u2013 che al crescere delle difficolt\u00e0, nonch\u00e9 all\u2019allontanarsi delle illusorie prospettive di vittoria, scivoler\u00e0 sempre pi\u00f9 verso il\u00a0<em>si salvi chi pu\u00f2<\/em>. Le sempre pi\u00f9 numerose e precise segnalazioni sul traffico d\u2019armi (da ultimo, la scoperta di un elicottero da combattimento pronto per essere imbarcato ad Odessa), stanno ad indicare che anche adesso, e persino nelle forze armate, la ricerca del profitto personale, pur in una condizione di grave carenza di mezzi, prevale sul patriottismo.<\/p>\n<p>Se, com\u2019\u00e8 prevedibile, la campagna missilistica continuer\u00e0 anche durante i prossimi mesi, l\u2019inverno approfondir\u00e0 tutte le contraddizioni presenti all\u2019interno della societ\u00e0 e dello stato ucraino, potendo potenzialmente portare a spaccature ben pi\u00f9 profonde e visibili. Ad oggi, le fonti ufficiali ucraine stimano che gli attacchi russi abbiano messo fuori uso il 40% del sistema elettrico nazionale. A questi ritmi, un altro mese significa arrivare al 70\/80%, in pratica lo stop totale. Quanto potrebbe resistere il paese, in pieno inverno, in queste condizioni? Quali e quante potrebbero essere le spinte che si manifesterebbero, all\u2019interno degli apparati statali e militari, oltre che nella societ\u00e0 civile? \u00c8 evidente che, in mancanza di risposte concrete, o quanto meno di credibili speranze, gli oltranzisti si troverebbero in difficolt\u00e0; e se da un lato comincerebbero ad affacciarsi pressioni per andare verso una trattativa, dall\u2019altro \u00e8 ben possibile che gli irriducibili nazionalisti potrebbero provare a scalzare l\u2019attuale dirigenza politica, assumendo direttamente il controllo del paese e spingendolo ancora pi\u00f9 oltre \u2013 probabilmente, con l\u2019appoggio degli\u00a0<em>ultras\u00a0<\/em>della NATO, britannici in testa.<\/p>\n<h2><strong>Senza denari non si canta messa<\/strong><\/h2>\n<p>In tutto ci\u00f2, c\u2019\u00e8 come un grande assente, qualcosa che c\u2019\u00e8 e non\u00a0 c\u2019\u00e8 come la fata Morgana\u2026 Che fine ha fatto l\u2019offensiva ucraina su Kherson? La davano tutti per scontata per il mese di ottobre, comunque certamente prima delle elezioni di mid-term, ed effettivamente le premesse sembravano esserci tutte. I 10.000 militari ucraini addestrati in Gran Bretagna erano rientrati, c\u2019era una grande concentrazione di mercenari in quel settore del fronte, le operazioni di reparti DRG (2) ucraini si susseguivano\u2026 persino \u2013 cosa ancor pi\u00f9 significativa \u2013 i russi hanno evacuato gli abitanti della riva destra della citt\u00e0 di Kherson e \u2013 pare \u2013 ora stiano evacuando anche quelli della riva sinistra. Insomma, tutto i segnali sul terreno indurrebbero ad aspettarsi che l\u2019attacco fosse sferrato gi\u00e0 da un po\u2019. Invece nulla.<br \/>\nIn effetti, era trapelato un certo malumore da parte delle formazioni di mercenari, che dovrebbero costituire la prima linea, a quanto pare insoddisfatte della copertura prevista. Ma, secondo le ultime indiscrezioni, parrebbe che l\u2019offensiva non ci sar\u00e0 proprio pi\u00f9 \u2013 e ci\u00f2 nonostante Kherson sia il nodo pi\u00f9 strategico di tutti, in questa fase della guerra, e tutto sommato anche il pi\u00f9 esposto, trovandosi a pochi chilometri dalla linea del fronte.<\/p>\n<p>La notizia va presa con le molle, perch\u00e9 ovviamente potrebbe essere parte di una strategia di disinformazione, messa in atto proprio per favorire l\u2019attacco; cos\u00ec come, del resto, anche l\u2019evacuazione di Kherson potrebbe rispondere ad una strategia simile ma speculare, per indurre gli ucraini ad attaccare, attirandoli invece in una trappola. Di questo, avremo contezza nel giro di un paio di settimane al massimo. Di certo, l\u2019unico fattore su cui potevano contare gli ucraini era quello della superiorit\u00e0 numerica, oltretutto \u2013 per una volta \u2013 con una buona quantit\u00e0 di truppe ben addestrate. Temporeggiare ha dato modo ai russi di far confluire un primo robusto contingente di truppe fresche, mentre nel giro di qualche settimana arriver\u00e0 il grosso dei mobilitati e dei volontari \u2013 equivalenti a circa 225\/230.000 mila uomini. In pratica, un raddoppio netto \u2013 sull\u2019intera linea di contatto.<br \/>\n\u00c8 vero che, nel frattempo, i russi hanno ripreso l\u2019iniziativa, sia verso nord, dove stanno rosicchiando un po\u2019 alla volta il terreno perso quest\u2019estate, puntando a riprendersi Lyman, sia soprattutto sul fronte centrale, dove stanno per accerchiare Ugledar, combattono casa per casa a Bakhmut, e stanno per arrivare a Malinka, un\u2019altra delle cittadelle fortificate che difendono quel settore. Gli ucraini hanno dovuto spostare l\u00ec delle riserve, per contenere l\u2019avanzata russa, consapevoli che si tratta un po\u2019 del loro\u00a0<em>ventre molle<\/em>; se infatti i russi dovessero sfondare in quel settore del fronte, non avrebbero praticamente pi\u00f9 ostacoli, e potrebbero dilagare verso ovest, tagliando fuori tutto il concentramento di truppe che premono su Kherson.<\/p>\n<p>Secondo quanto si apprende, come detto prima, la ragione del mancato avvio dell\u2019offensiva \u2013 anzi, del suo definitivo accantonamento \u2013 sarebbe molto semplice, e troverebbe riscontro con quanto si sapeva precedentemente, riguardo le reticenze dei mercenari. In effetti, gli ucraini non sarebbero in grado di concentrare l\u00ec una quantit\u00e0 sufficiente di artiglieria, e di sistemi anti-missile di copertura, necessari sia alla preparazione dell\u2019attacco, sia al fuoco di controbatteria. Com\u2019\u00e8 noto, invece, la Russia mette in campo una notevole quantit\u00e0 di unit\u00e0 d\u2019artiglieria, e soprattutto \u00e8 in grado di reggere un volume di fuoco continuativo straordinario. Senza una sufficiente copertura, quindi, un eventuale attacco ucraino sarebbe destinato al massacro.<br \/>\nIl punto \u00e8 che, come gi\u00e0 segnalato in passato, ormai l\u2019armamento delle forze armate di Kyev dipende interamente dalle forniture occidentali, che sono ormai pressoch\u00e9 giunte ad esaurimento. In certi casi, ci sono reparti ucraini equipaggiati con cannoni trainati della seconda guerra mondiale\u2026 Inoltre ci sono grossi problemi con il munizionamento. I tedeschi, sia pure a malincuore, hanno fornito i carri antiaerei Gepard, ma il munizionamento \u00e8 prodotto dalla Svizzera, che rifiuta la consegna all\u2019Ucraina per via della propria neutralit\u00e0. L\u2019Italia sta inviando i suoi obici semoventi M109L, ma non ha sufficienti munizioni da inviare. La grande variet\u00e0 di proiettili da 155mm, non tutti utilizzabili da qualsiasi obice di quel calibro, sta generando grande confusione nella logistica, che non \u00e8 abbastanza preparata a gestire gli standard NATO, col risultato di ridurre fortemente la capacit\u00e0 di utilizzo\u2026<\/p>\n<p>Insomma, i nodi stanno venendo al pettine. La verit\u00e0, qui pi\u00f9 volte segnalata, che la NATO non \u00e8 attualmente attrezzata per una guerra d\u2019attrito con la Russia, sta venendo prepotentemente alla luce. E senza armi non si combatte. Anche gli Stati Uniti, i pi\u00f9 generosi in assoluto, per ovvi motivi, hanno esaurito la propria disponibilit\u00e0 in molti settori chiave, ed ormai ogni annuncio di nuove forniture \u00e8 in effetti una promessa, poich\u00e9 si tratta di armamenti e mezzi che vengono ordinati all\u2019industria bellica americana, e che verranno consegnati \u2013 quando va bene \u2013 nel corso del 2023. L\u2019Italia \u00e8 gi\u00e0 arrivata al capolinea, e non \u00e8 pi\u00f9 in grado di inviare null\u2019altro che armamento leggero. La Germania nicchia, e comunque il parlamento ha votato per non aumentare le forniture \u2013 in pratica, per non dare null\u2019altro che mezzi non offensivi.<br \/>\nE questo \u00e8 il secondo, enorme problema che si pone all\u2019Ucraina ed alla NATO. Il ritmo di consumo del conflitto \u00e8 cos\u00ec intenso ed elevato, che la capacit\u00e0 occidentale di sostenerlo s\u2019\u00e8 gi\u00e0 esaurita, mentre quella russa non accenna minimamente ad allentare. Inevitabilmente, quindi, per gli ucraini non resta che rinunciare a qualsiasi offensiva significativa, perch\u00e9 avrebbe comunque un costo insostenibile, e ripiegare su una strategia difensiva lungo tutta la linea, sperando che l\u2019inverno li aiuti a contenere la pressione russa, destinata ad aumentare considerevolmente tra gennaio e febbraio, almeno fintanto che arrivino i primi ordinativi da parte dell\u2019industria bellica americana.<\/p>\n<p>I russi, per parte loro, sono chiaramente intenzionati a voltare pagina quanto prima. Naturalmente, ormai sono in ballo e non si tireranno indietro, ma la partita preferirebbero chiuderla prima della prossima estate. Per questo, nonostante tutto, continuano a mandare segnali di disponibilit\u00e0. Difficilmente la NATO potr\u00e0 evitare che, con l\u2019arrivo della primavera, e la ripresa della piena mobilit\u00e0 sul campo, il raddoppio del potenziale russo sul fronte \u2013 che non \u00e8 solo di uomini, ma anche di mezzi \u2013 non faccia sentire il suo peso schiacciante, cos\u00ec come sar\u00e0 assai difficile, per l\u2019Ucraina, reggere a mesi e mesi di tracollo strutturale, quale si sta delineando in conseguenza della distruzione progressiva della rete elettrica nazionale.<br \/>\n\u00c8 probabile che continuino a cercare di colpire la Crimea, in quanto terra\u00a0<em>di cerniera<\/em>, che i russi considerano suolo patrio pi\u00f9 del Donbass, ma che Kyev pu\u00f2 rivendicare come territorio da riconquistare. Oltretutto, per la NATO \u00e8 strategicamente importante indebolire la posizione russa nel mar Nero. Ma l\u2019unica vera chance, per l\u2019occidente, a parte l\u2019intervento diretto, sarebbe l\u2019apertura di un secondo fronte, opzione al momento abbastanza difficile. Mentre la Russia impugna la spada di Damocle della concentrazione in Bielorussia, e la pur sempre possibile offensiva su Odessa.<br \/>\nIn ogni caso, \u00e8 nel corso del prossimo anno che vedremo probabilmente il passaggio decisivo. Resta solo da vedere in che direzione.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator alignfull has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p>1 \u2013 In questi giorni, la Duma russa ha confermato che non c\u2019\u00e8 alcuna necessit\u00e0 di emanare provvedimenti specifici per sanzionare la renitenza alla chiamata alle armi, proprio in virt\u00f9 del fatto che l\u2019incidenza del fenomeno \u00e8 stata insignificante. Del resto, e contemporaneamente alla mobilitazione, ben altri 15.000 uomini si sono presentati volontari.<br \/>\n2 \u2013 Con il termine\u00a0<em>gruppo di sabotaggio e ricognizione<\/em>\u00a0(in russo: \u0414\u0438\u0432\u0435\u0440\u0441\u0438\u043e\u043d\u043d\u043e-\u0440\u0430\u0437\u0432\u0435\u0434\u044b\u0432\u0430\u0442\u0435\u043b\u044c\u043d\u0430\u044f \u0433\u0440\u0443\u043f\u043f\u0430, \u0414\u0420\u0413?, traslitterato:\u00a0<em>Diversionno-razvedyvatel\u2019na\u00e2 gruppa<\/em>, DRG) si intende una formazione militare creata temporaneamente nella struttura delle forze speciali, utilizzata per il sabotaggio e la ricognizione dietro le linee nemiche in situazioni di guerra, con l\u2019obiettivo di disorganizzare le retrovie, distruggere o disabilitare temporaneamente strutture industriali-militari, trasporti e comunicazioni, e raccogliere informazioni sul nemico.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/giubberosse.news\/2022\/11\/04\/linee-di-frattura\/\">https:\/\/giubberosse.news\/2022\/11\/04\/linee-di-frattura\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIUBBE ROSSE NEWS (Enrico Tomaselli) Senza tanto apparire \u2013 anche perch\u00e9 i media occidentali hanno tutto l\u2019interesse di nasconderlo \u2013 ma qualcosa sta realmente cambiando nella guerra in Ucraina. Si stanno delineando due linee di frattura, potenzialmente capaci di incrinare, forse definitivamente, la resistenza di Kyev, e quindi aprire una prospettiva \u2013 quantomeno \u2013 di cessazione delle ostilit\u00e0. Perch\u00e9 ci\u00f2 possa eventualmente determinarsi, sar\u00e0 per\u00f2 necessario attendere almeno sino all\u2019estate del prossimo anno. Un&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":72556,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/logo-Giubbe-Rosse-News-grande-1.webp","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-jBJ","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/75375"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=75375"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/75375\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":75376,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/75375\/revisions\/75376"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/72556"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=75375"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=75375"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=75375"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}