{"id":75379,"date":"2022-11-10T10:30:14","date_gmt":"2022-11-10T09:30:14","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75379"},"modified":"2022-11-08T10:06:18","modified_gmt":"2022-11-08T09:06:18","slug":"la-via-per-uscire-dalla-crisi-ucraina-e-un-nuovo-congresso-di-vienna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75379","title":{"rendered":"La via per uscire dalla crisi ucraina \u00e8 un nuovo Congresso di Vienna"},"content":{"rendered":"<p><strong>di INSIDEOVER (Andrea Muratore, Emanuel Pietrobon)<\/strong><\/p>\n<p>La guerra in Ucraina ha radicalizzato percezioni e convinzioni delle societ\u00e0 e delle classi dirigenti coinvolte direttamente nel conflitto. Fenomeno naturale, prevedibile e financo fisiologico, comune a tutte le guerre, al quale l\u2019Ucraina non ha fatto eccezione.<\/p>\n<p>Tutti, dai belligeranti ai cobelligeranti, hanno, seppure in modo differente e con tempistiche variabili, adottato una mentalit\u00e0 di guerra e arricchito il proprio bagaglio retorico di figure utili alla promozione domestica ed internazionale della loro causa. Desatanizzazione e denazificazione le parole d\u2019ordine di Mosca. Difesa del Mondo libero per Washington e alleati. Scontro di civilt\u00e0 per entrambi.<\/p>\n<p>La radicalizzazione dell\u2019opinione pubblica pu\u00f2 risultare utile e appetibile agli occhi della classe dirigente, giacch\u00e9 trattasi di un catalizzatore dell\u2019indispensabile nazionalizzazione delle masse in tempo di guerra. Ma elevato \u00e8 il rischio del ritorno di fiamma. Il rischio di dar vita ad un circolo vizioso in grado di estremizzare in ugual misura decisori e spettatori, coi primi succubi delle volutt\u00e0 dei secondi.<\/p>\n<p>Denunciare i perigli insiti nella radicalizzazione trasversale del discorso politico, precorritrice della completa deumanizzazione dell\u2019avversario, \u00e8 doveroso. Perch\u00e9 l\u2019esito di tale percorso potrebbe essere una guerra combattuta tra sordi (ai richiami della pace) senza meta (destinati al mutuo annichilimento). La guerra totale dietro l\u2019angolo.<\/p>\n<p>La guerra in Ucraina non si risolver\u00e0 cercando di trasporre in realt\u00e0 pensieri illusori come un cambio di regime, un intervento diretto dell\u2019Alleanza Atlantica o \u201cse necessario, la distruzione della Russia\u201d \u2013\u00a0<a href=\"https:\/\/twitter.com\/il_pucciarelli\/status\/1588980737457680384\">come qualcuno ha gridato dalla marcia della pace di Milano<\/a>\u00a0\u2013, ma impedendo a odio e radicalismo di prendere il sopravvento su ragione e pragmatismo.<\/p>\n<div class=\"gptslot\" data-adunitid=\"2\">\n<div id=\"gpt-slot-2\" class=\"optiload\"><\/div>\n<\/div>\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter\">\n<div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<div class=\"twitter-tweet twitter-tweet-rendered\"><\/div>\n<\/div>\n<\/figure>\n<p>La guerra in Ucraina si risolver\u00e0 imparando da successi e fallimenti del passato. La politica \u00e8 l\u2019arte del possibile e pensando a soluzioni realistiche e concrete per la guerra in Ucraina si constater\u00e0 che non esista via d\u2019uscita diversa dal\u00a0<strong>negoziato diretto tra Mosca e Kiev<\/strong>. Il che significa, per i Paesi in campo al fianco del Paese aggredito, il passaggio a un sostegno politico e diplomatico finalizzato a trasformare in trattative i risultati delle forze armate sul campo. Che questo sia lo scenario ottimale per l\u2019Europa, in particolare, lo si diceva da tempo. La guerra in Ucraina \u00e8 conflitto multi-dimensionale, guerra tradizionale tra Stati in cui Mosca nel XXI secolo persegue con metodi da XX secolo (l\u2019invasione su larga scala) obiettivi da XIX secolo (l\u2019espansione territoriale di stampo imperiale), ma anche\u00a0<strong>guerra per procura tra Occidente e Russia\u00a0<\/strong>avente nelle retrovie l\u2019asse Usa-Regno Unito e in prima linea i militari ucraini e le economie europee.<\/p>\n<h2>La memoria \u00e8 tutto<\/h2>\n<p>Popoli senza memoria sono condannati a ripetere\u00a0<em>ad infinitum<\/em>\u00a0gli errori del passato. Fino a quando, sbaglio dopo sbaglio, il futuro svanir\u00e0 dai loro orizzonti. Questo \u00e8 il motivo per cui la conoscenza del passato sar\u00e0 oggi, domani e sempre, fonte di eterna salvezza.<\/p>\n<p>Conoscere il passato non \u00e8 mai stato fondamentale come oggi, epoca dei grandi remake geopolitici e del ritorno della Storia nelle relazioni internazionali, ed \u00e8 la chiave per risolvere la guerra in Ucraina. E il passato suggerisce che siano in errore entrambi gli schieramenti: gli ultramontanisti del pacifismo che chiedono un negoziato accompagnato dallo stop all\u2019invio di armi all\u2019Ucraina \u2013 palesando la loro impreparazione in materia di guerre per procura \u2013 e i falchi che chiedono all\u2019Alleanza Atlantica di intromettersi nello scontro, invocano un cambio di regime e auspicano la distruzione della Russia \u2013 dimenticando che i semi della Seconda guerra mondiale furono piantati a Versailles.<\/p>\n<div class=\"gptslot\" data-adunitid=\"2\">\n<div id=\"gpt-slot-3\" class=\"optiload\"><\/div>\n<\/div>\n<p>La decisione delle potenze vincitrici di imporre alla Germania un\u2019ignominiosa pace cartaginese, attribuendole peraltro ingiustamente la colpa di aver innescato l\u2019Inutile strage, fu la sorgente che abbever\u00f2 il\u00a0<strong>nazismo<\/strong>. Fu ricercando la sottomissione totale del vinto che i vincitori, in luogo di una pace, siglarono inconsapevolmente un armistizio di creta.<\/p>\n<h2>L\u2019utopia della distruzione della Russia<\/h2>\n<p>Nelle ultime settimane sulla stampa e nel mondo dell\u2019analisi anglosassone la suggestione del \u201ccollasso\u201d della Russia \u00e8 tornata a far capolino.\u00a0<em><a href=\"https:\/\/theconversation.com\/could-russia-collapse-193013\">The Conversation<\/a>\u00a0<\/em>ha scritto che \u201cla sopravvivenza della Russia sulla scia della sconfitta in Ucraina non \u00e8 del tutto assicurata\u201d e che \u201cla guerra ha esacerbato le crepe tra il centro politico russo privilegiato e la sua periferia etnicamente eterogenea\u201d. Taras Kuzio dell\u2019Universit\u00e0 Nazionale di Kiev, ospitato dall\u2019<strong><a href=\"https:\/\/www.atlanticcouncil.org\/blogs\/ukrainealert\/putins-russian-empire-is-collapsing-like-its-soviet-predecessor\/\">Atlantic Council<\/a><\/strong>, ha presagito un crollo della Russia come entit\u00e0 statuale a partire dalla sua perdita di influenza nell\u2019estero vicino: \u201cla Russia \u00e8 nel bel mezzo di un altro collasso imperiale. I paesi che hanno trascorso gli ultimi tre decenni come parte dell\u2019impero informale di Mosca si stanno ora allontanando dalla Russia e stanno prendendo il controllo dei propri destini\u201d.<\/p>\n<p>Questa concezione parte da un assunto altrettanto fallace dell\u2019idea di una Russia travolta dalla sconfitta come ipotesi fattibile, se non addirittura auspicabile, e fonte del collasso di ogni idea di imperialismo eurasiatico centrato su Mosca, come se una storia che dura dai tempi di Ivan IV ed \u00e8 giunta fino a Vladimir Putin potesse evaporare per una contingenza della storia.<\/p>\n<h2>La seconda strada: Russia fuori dal Consiglio di Sicurezza?<\/h2>\n<div class=\"gptslot\" data-adunitid=\"2\">\n<div id=\"gpt-slot-4\" class=\"optiload\"><\/div>\n<\/div>\n<p>Distruzione della Russia a parte, voci, anche autorevoli \u2013 dal\u00a0<a href=\"https:\/\/cepa.org\/article\/expelling-russia-from-the-un-security-council-a-how-to-guide\/\">CEPA\u00a0<\/a>alla\u00a0<a href=\"https:\/\/foreignpolicy.com\/2022\/10\/13\/helsinki-commission-recommends-kicking-russia-off-u-n-security-council\/\">Commissione di Helsinki\u00a0<\/a>\u2013, hanno auspicato e fatto lobbismo affinch\u00e9 venga espulsa dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Severa punizione, teoricamente praticabile, che non farebbe altro che aggravare la guerra in Ucraina, esacerbare la competizione tra grandi potenze e rendere l\u2019organizzazione internazionale pi\u00f9 inefficace e impotente di quanto gi\u00e0 non sia. Ritorno al passato. Ritorno alla Societ\u00e0 delle Nazioni.<\/p>\n<p>Sollecitare l\u2019esclusione della Russia dal Consiglio di Sicurezza \u00e8 tanto arbitrario, perch\u00e9 anche gli Stati Uniti hanno impunemente violato (pi\u00f9 volte) lo Statuto delle Nazioni Unite \u2013 ad esempio con l\u2019invasione dell\u2019Iraq (basata su prove poi rivelatesi false) nel 2003 \u2013, quanto controproducente, perch\u00e9 la storia insegna che le grandi guerre, regionali e mondiali, scoppiano anche e soprattutto per mancanza di sovrastrutture funzionanti di concerto, dialogo, intermediazione.<\/p>\n<p>Privare un organismo tanto importante per la stabilit\u00e0 del sistema internazionale quale \u00e8 il Consiglio di Sicurezza della Russia, potenza nucleare e risolutrice di crisi in diversi contesti, equivarrebbe a condannare le Nazioni Unite a seguire l\u2019infelice destino della Societ\u00e0 delle Nazioni. Utopico ma immobile ente che nulla pot\u00e9 per evitare lo scoppio della Seconda guerra mondiale perch\u00e9 falcidiato dalle assenze degli unici in grado di impedirla:\u00a0<strong>Germania<\/strong>,\u00a0<strong>Giappone\u00a0<\/strong>e<strong>\u00a0Stati Uniti<\/strong>.<\/p>\n<h2>La necessit\u00e0 di un nuovo Congresso di Vienna<\/h2>\n<p>Ogni illusione politica legata a tale prospettiva deve esser sgomberata, n\u00e9 deve diventare idea dominante in un contesto politico europeo che ha tutto da guadagnare dalla fine delle ostilit\u00e0 in tempi brevi e ragionevoli. E a riappropriarsi del proprio destino deve essere l\u2019Europa.<\/p>\n<div class=\"gptslot\" data-adunitid=\"2\">\n<div id=\"gpt-slot-5\" class=\"optiload\"><\/div>\n<\/div>\n<p>Con la\u00a0<strong>Russia e con Vladimir Putin \u00e8 necessario parlare,\u00a0<\/strong>dialogare e confrontarsi, in maniera ferma e decisa se necessario, e nessun pensiero illusorio circa la possibilit\u00e0 di accidenti storici capaci di trascinare in basso la Federazione potr\u00e0 cancellare questa realt\u00e0.<\/p>\n<p>Compito dell\u2019Europa \u00e8 favorire e creare le premesse perch\u00e9 il dialogo tra Russia e Ucraina avvenga e proceda spedito. Un negoziato diretto tra Russia e Stati Uniti taglierebbe fuori, marginalizzerebbe e cancellerebbe ogni prospettiva politica e strategica per il Vecchio Continente. La prospettiva di un nuovo\u00a0<strong>Congresso di Vienna simil-1815,\u00a0<\/strong>invece, potenzialmente operabile con il cappello dell\u2019Organizzazione per la Cooperazione e la Sicurezza in Europa (OCSE), aprirebbe alla prospettiva di rilanciare il Vecchio Continente in termini strategici: in primo luogo, aprendo alla garanzia politica e diplomatica europea sulla sovranit\u00e0 dell\u2019Ucraina e a un ingresso ordinato di Kiev nell\u2019Unione Europea; in secondo luogo, smarcando il Vecchio Continente dalla pressione angloamericana per un confronto sempre pi\u00f9 muscolare; infine, anestetizzando l\u2019aggressivit\u00e0 russa garantendo la necessaria\u00a0<strong>prevedibilit\u00e0 alle relazioni internazionali<\/strong>.<\/p>\n<p>Non \u00e8 per fascinazione nei confronti della Russia o del regime di Vladimir Putin che leader europei di peso come\u00a0<strong>Silvio Berlusconi,\u00a0<a href=\"https:\/\/insideover.ilgiornale.it\/schede\/politica\/angela-merkel-la-cancelliera-della-germania.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Angela Merkel<\/a>\u00a0ed Emmanuel Macron,\u00a0<\/strong>ieri e oggi, hanno cercato la costruzione di tale prevedibilit\u00e0 e di spazi di confronto e cooperazione tra Europa e Mosca. Non \u00e8 per \u201cputinismo\u201d che anche Papa Francesco ha invitato le parti in conflitto a prendere in considerazione ogni prospettiva diplomatica per finire la guerra. Non \u00e8, infine, per tradimento verso la causa occidentale che anche un uomo tutto d\u2019un pezzo e un veterano delle relazioni internazionali del calibro di\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/insideover.ilgiornale.it\/schede\/storia\/henry-kissinger-lo-stratega-che-ha-cambiato-il-mondo.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Henry Kissinger<\/a>\u00a0sia intervenuto da tempo\u00a0<\/strong>chiedendo la regolarizzazione dei rapporti con Mosca. Il quasi centenario Kissinger ha debuttato come grande studioso della storia diplomatica proprio con un\u2019importante opera sul Congresso di Vienna che disegn\u00f2 l\u2019Europa post-napoleonica. Al Congresso di Vienna i nemici di ieri ridisegnarono le sorti dell\u2019Europa del futuro e crearono un concerto continentale tale da sanare, a lungo, ogni spinta cataclismatica.<\/p>\n<div class=\"gptslot\" data-adunitid=\"2\">\n<div id=\"gpt-slot-6\" class=\"optiload\"><\/div>\n<\/div>\n<p>I Paesi dell\u2019UE o, in caso di boicottaggio delle frange pi\u00f9 fanaticamente antirusse (Polonia, Estonia, Lettonia, Lituania), il gruppo di testa formato da\u00a0<strong>Italia, Germania, Francia e Spagna\u00a0<\/strong>con dovuti sostegni (come la Grecia, perno ortodosso dell\u2019Europa del Sud) potrebbe trovare la strada del dialogo aprendo al\u00a0<strong>confronto diretto tra Russia e Ucraina nel quadro di una grande conferenza internazionale di pace\u00a0<\/strong>da svolgersi in sede europea, presidiata da Nazioni Unite e Ocse, aprendo a un nuovo Congresso di Vienna o, parafrasando Bergoglio, a un nuovo \u201c<strong>spirito di Helsinki<\/strong>\u201d. Il Vaticano sarebbe il garante numero uno di questo processo, a cui anche Stati Uniti, Cina e India potrebbero, volendo, imporre il proprio sigillo.<\/p>\n<p>Serve\u00a0<strong>immaginare scenari complessi\u00a0<\/strong>per volere la pace e aprire a un negoziato capace di rompere il circolo vizioso delle illusioni russe, ucraine e occidentali sulla guerra, trovando la dimensione giusta tra compromessi e concessioni necessaria a porre fine a una guerra inclemente. Da cui, altrimenti, pu\u00f2 emergere la rovina dell\u2019Europa.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/insideover.ilgiornale.it\/guerra\/passato-e-realpolitik-le-chiavi-per-risolvere-la-guerra-in-ucraina.html\">https:\/\/insideover.ilgiornale.it\/guerra\/passato-e-realpolitik-le-chiavi-per-risolvere-la-guerra-in-ucraina.html<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di INSIDEOVER (Andrea Muratore, Emanuel Pietrobon) La guerra in Ucraina ha radicalizzato percezioni e convinzioni delle societ\u00e0 e delle classi dirigenti coinvolte direttamente nel conflitto. Fenomeno naturale, prevedibile e financo fisiologico, comune a tutte le guerre, al quale l\u2019Ucraina non ha fatto eccezione. 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